Ramadan per magrebini sugli scogli. Quando Wojtila scriveva: nazione è essere padroni a casa propria…

di STEFANIA PIAZZOventimiglia

La Croce rossa italiana e la Croix rouge francese terranno  una riunione per affrontare tra l’altro la questione del prossimo Ramadan che dovrebbe cadere tra il 17 e il 18 giugno prossimi. Il 30% dei magrebini che si trovano sugli scogli a Ponte san Ludovico al confine con la Francia sono infatti musulmani osservanti. Fin qui la cronaca, sempre più surreale, degli eventi che stanno travolgendo il Paese.

Poi ci si stupisce se la Lega di Matteo Salvini o altre destre in Europa si apprestino a raddoppiare, a triplicare il consenso. E’ solo questione di buon senso. Dal vescovo di Padova che predica di aprire i portafogli e le nostre case per arrivare al rifiuto del cibo occidentale per passare al non voler scendere dall’autobus perché l’agriturismo che li accoglie è fuori città… quello a cui si assiste è l’autodistruzione del paese in nome dell’accoglienza senza fare i conti con l’oste, che si chiama popolo.

Proprio poche settimane fa è stato celebrato il culto laico dello Stato, anzi, della Repubblica, quando il 2 giugno nacque questo Stato. Una nazione. Proprio mentre la chiesa agita la solidarietà H24 e il governo mostra il proprio lato B, vengono alla memoria le parole di Carol Wojtila, quando scrisse: “La nazione vive autenticamente la propria vita solo quando sperimenta la propria soggettività in tutta la vita dello Stato. Quando constata di essere padrona in casa propria, constata di partecipare alle decisioni mediante il suo lavoro, il suo contributo”. Lo disse dopo aver fatto visita alla sua Polonia dopo l’elezione a pontefice. Prima viene il popolo e poi le decisioni dello Stato. Perché la nazione è il popolo, non i partiti.

Detto questo, quale strano concetto di patria o di nazione hanno oggi coloro che gestiscono l’accoglienza, che ne determinano i flussi, che si scandalizzano davanti all’avanzare inesorabile dei populismi che si presentano come unica via di fuga dall’annientamento?

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2 Commenti

  1. caterina says:

    bisognerebbe ricordarglielo alla Boldrini….

  2. Dan says:

    In quell’occasione faceva comodo ricordare l’importanza del popolo perchè c’era un’unione sovietica da far schiantare, poi qualche anno dopo quando anche grazie alle sue parole, mezza cortina di ferro s’è riversata di qui (ce li siamo scordati gli albanesi e gli yugoslavi ?) lì il popolo non contava più niente ma si doveva solo più accogliere, aprire le porte a cristo nella figura di un clandestino che andava rinforzare le file dello spaccio e della criminalità organizzata.

    In un paese abitato da gente meno succube ci sarebbe da sputare in faccia a chi un giorno sì e l’altro pure tanto sono lo specchio di menzogna e ipocrisia.

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