Venti5 di libertà al PalaExpo di Mestre

venti5

di MASSIMO VIDORI – Innanzitutto per la sibillina minaccia che emerge dal discorso pronunciato dal presidente francese lunedì scorso a Strasburgo davanti al Parlamento europeo: ha parlato di una “sorta di guerra civile” citando gli egoismi nazionali crescenti emersi nelle ultime consultazioni elettorali in Europa. Sottolineo elettorali!

E’ curioso che si sia dimenticato della questione tutta europea della richiesta di indipendenza della Catalunya, nonostante il giorno prima 1 milione di Catalani fosse in strada a manifestare pacificamente per la propria libertà.

Sull’intervento in Syria ha parlato di “difesa dell’onore della comunità internazionale”, dimenticandosi  (verbo quanto mai opportuno!) di Rojava, della questione curda e dei massacri in corso ad Afrin: l’onore di bombardare chi sta dando rifugio ad un popolo bombardato dai Turchi della NATO… finanziati dall’Europa!

Ha poi parlato di scontro Est-Ovest dell’Europa perdendo l’occasione di dire qualcosa sulla questione del Donbass e della sua volontà di indipendenza dall’Ucraina.

Ha inneggiato a valori di democrazia ed accoglienza con la proposta di un fondo europeo per gli Stati che accettano i migranti: dopo  15 l’Europa continua a fare sempre e solo proposte!

Secondo il Premier va però completata l’unione bancaria in Europa che è poi, evidentemente, l’unica unione che davvero interessa.

Il fil rouge del francese è più che mai evidente: rullare i diritti delle persone, dei popoli e dei territori a vantaggio di un macro contenitore finanziario che generi profitto con le dinamiche delle masse.

Un tritacarne inarrestabile mafiosamente “cieco, sordo e muto” alle rivendicazioni democratiche (referendum catalano), ma anche a quelle di regioni in guerra (Rojava e Donbass) per l’auto-determinazione dei Popoli.

Abbiamo connazionali volontari impegnati su tutti i fronti per la difesa di questo ideale. In Veneto l’istanza che sentiamo più vicina è certamente quella catalana. Anche questa battaglia ha le sue vittime: ben 9 persone sono in carcere preventivo in Spagna da mesi per avere manifestato la loro opinione, ma la politica europea non ne parla!

Il 25 aprile, giorno di San Marco, dalle 10 ci sarà il ritrovo presso il PalaExpo di Mestre ed alle 11 la partenza per una camminata sulla pedonabile del ponte della Libertà verso piazzale Roma, ma idealmente verso la libertà dei prigionieri politici e dei Popoli in Europa e fuori. Per questo ci saranno le bandiere dei Popoli, prima tra tutte quella del Popolo Veneto: la bandiera di San Marco!

Se non agisci ora, quando vorrai farlo non né avrai più la libertà. Pensaci!

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