Venti di guerra / La politica estera della Lega. Quella lettera a Bossi e il sovranismo con zero visione di futuro

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di Stefania Piazzo – Stiamo assistendo all’inizio della guerra, mondiale, forse la terza o la quarta dipende dai punti di vista, mentre stiamo ancora digerendo il panettone.

Con incredibile leggerezza un leader sovranista appoggia l’iniziativa americana di innescare un conflitto. Il ministro degli Esteri è come non esistesse. L’Europa non fa di meglio.

Mi corrono alla memoria allora due scritti. Il primo è una lettera di Giuseppe Baiocchi, ex direttore de la Padania, a Umberto Bossi. E uno scritto di Giuseppe Reguzzoni apparso su Il Sussidiario.net.

Nel primo, Baiocchi scriveva (correva l’anno 2002): “Mi permetto, per esclusiva amicizia personale, di segnalarti la sofferenza nel vedere la completa afasia della comunicazione leghista, in particolare sui temi decisivi di politica internazionale”.

Scriveva Baiocchi: “Il Paese del Papa (la Polonia, ndr), è andato in guerra e ne gode i frutti, con un ingresso prima nella Nato e poi in Europa, antitetico al direttorio franco-belga-tedesco. Una Polonia, storicamente legata nel suo anelito di libertà ai patrioti padani fin dai tempi del Risorgimento. Una Polonia che , non a caso, esce da una profonda riforma federalista, che attribuisce ai “voivodati” (le loro regioni) la dignità dei parlamenti”.

Erano anni di cambiamenti in Europa e l’ex direttore del quotidiano, aggiungeva che si tratta di “sfide terribili alle quali questo Paese non è per nulla attrezzato. Da qui e solo da qui, discende l’urgenza (tremenda) delle riforme. A cominciare da quel “federalismo interno” che, nel rafforzamento plurale della sovranità popolare, costituisce migliore protezione democratica contro la persistente spinta al superstato giacobino tecnocratico e, nel concerto identitario dei popoli, restituisce “l’anima”, rinnovata nella tradizione, all’intero occidente”.

Poi c’è il secondo scritto. Quello titolato: “1914-2014/ 28 luglio, la guerra totale dell’uomo-macchina”. “Il 28 luglio 1914 non è solo la data della dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia e, dunque, dell’inizio della prima guerra mondiale, ma quella di avvio delle “mobilitazioni” generali delle potenze europee, concetto che, proprio a partire dalla Grande Guerra, non sarà più solo militare”, scrive il professor Reguzzoni..

Di per sé, il concetto di mobilitazione corrisponde a una prassi che si riscontra parallelamente alla storia di quasi tutte le guerre, sin dall’antichità e che indica il coinvolgimento di tutta una nazione (città stato o popolo-nazione) nelle iniziative e opere di difesa. (…)

Successivamente, con la nascita delle prime forme antiche di stato-impero ad ampia estensione territoriale, furono gli eserciti permanenti a gestire lo stato di guerra(…).

L’epoca moderna conosce forme di guerra che coinvolgono non solo, come ovvio, lo strumento militare e quello finanziario, ma anche l’uso della propaganda“.

È la prima guerra mondiale a segnare, invece, una vera e propria rivoluzione nel concetto e nella prassi della “mobilitazione”, che non è più solo “generale”, ma realmente “totale”. (…)

La mobilitazione civile diviene (…), accettazione piena di quanto disposto dalle autorità, rinuncia alle usuali libertà individuali, prima di tutto quelle di opinione e di espressione, e questo per intimo autoconvincimento di essere dalla parte del giusto(…)“.

Reguzzoni ci sta proiettando ai nostri giorni. “Il concetto si trova magnificamente espresso in un breve saggio di Ernst Jünger, eroe della Grande Guerra, romanziere e filosofo, intitolato, appunto: “La mobilitazione totale” (Die totale Mobilmachung, 1930), dove (…) essa è, in guerra e in pace, l’espressione della legge misteriosa e inesorabile a cui ci consegna l’età delle masse e delle macchine». 

Alla mobilitazione totale corrisponde, difatti, la guerra totale. Anche su questo Jünger aveva visto lontano e, ripensando ai primi bombardamenti della Grande Guerra, scriveva: «Il comandante di una squadriglia aerea che a notte fonda impartisce l’ordine di bombardare, non fa più alcuna distinzione tra militari e civili, e la nuvola di gas letale passa come un’ombra su ogni forma di vita». Guernica, Coventry, Dresda, Hiroshima sarebbero state, di lì a poco, alcune delle attuazioni pratiche di questa nuova dottrina militare”.

E’ tutto chiaro?

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2 Comments

  1. caterina. says:

    Se vi va, dato che siamo in tema di guerre e di come nascono, dappertutto da due-tre secoli, leggete Klitsche De La Grange, autore Fernando Riccardi, D’Amico Editore, così ci si rende conto che le guerre nascono subdole piano piano per interessi sempre di chi è esterno ma ha un disegno preciso: far fuori qualcuno, anche fosse il Papa, ma da noi ha significato lo sconquasso che corrispondeva a un piano preordinato: unità d’ Italia? sì, per i creduloni…ma i disegni erano ben altro… il petrolio ancora non contava come oggi, ma dietro c’è sempre un motivo per scatenare il caos…qua o là, ma alla fine coinvolge tutti e i danni si moltiplicano sempre… e durano!

  2. giancarlo RODEGHER says:

    La guerra in qualsiasi modo venga fatta è il fallimento dell’uomo difronte a Dio.
    Ora è pur vero che certi paesi islamici non sono degli stinchi di santo e che talvolta della loro religione ne fanno motivo per fare azioni terroristiche o di guerra, ma è pur vero che noi occidentali ,e tra i primi ci metto proprio l’America, non facciamo una bella figura a seguirli sugli stessi loro piani.
    Uccidere vuol dire commettere un assassinio e commettere un assassinio è da criminali o pazzi.
    Trump ha fatto male a fare quello che ha fatto. Se aveva qualche cosa da dire….ne dubito… doveva diplomaticamente far presente all’Iran quello che gli premeva ed attendere una risposta e così via.
    Questo è fare politica diplomatica.
    Nel 2020, data emblematica….non ci si può più permettere di fare i guerrafondai, i colonizzatori, i dittatori, i terroristi con i droni e via dicendo. La civiltà occidentale è in caduta libera sul piano della democrazia e della civiltà. A cosa servono i parlamenti, le corti supreme le organizzazioni internazionali, la NATO, l’ONU e via dicendo se poi un qualsiasi paese si arroga il diritto di fare del male ad altri paesi ???????
    Se il generale Soleimani era ritenuto un terrorista iraniano ai vertici di quel paese perché TRUMP non ha cercato un contatto, un colloquio anche telefonico per chiarire perché l’Iran e gli USA non possono andare d’accordo e finirla una buona volta per tutte di farsi “dispetti” ??! Una volta ci si dichiarava guerra con un comunicato ufficiale, adesso si uccide prima ancora di dare un’ordine ufficiale ai propri militari e poi si vedrà…!!!??
    Mi dispiace per SALVINI ma non sono d’accordo di elogiare Trump. E, si badi bene questo non vuol dire che sono a favore dell’Islam o dell’Iran, è semplicemente che non possiamo elogiare o essere d’accordo con chi agisce da sconsiderato da scriteriato perché il mondo intero non lo capirebbe.
    Prima di agire bisogna pensare almeno 100 volte prima di commettere azioni del genere e soprattutto chiedere consiglio a molte persone che vengono pagate anche per questo e non ignorarle solo perché uno si sente il capo supremo…:!!!!
    Caro uomo Trump sei un mortale come tutti e come tutti vali per quello che fai e non fai.
    Tu stai credendo di essere qualcuno quando invece sei un semplice uomo destinato anche tu a morire.
    La verità è che nessun politico degno di questo nome vuole riconoscere che sarebbe ora di mettere nella libreria mondiale le schifezze fatte nel passato da tanti paesi, specie quelli occidentali e mettere finalmente mano a una sorta di periodo costruttivo di pace e benessere al fine di creare veramente un mondo in cui tutti possano vivere serenamente e soprattutto con politici che si facciano servi dei cittadini e non loro despoti democratici o dittatori che sia.
    Un uomo solo non può avere tanto potere. Bisogna trovare una soluzione urgente e gli USA lo devono fare perché una terza guerra mondiale sarebbe l’ultima che avremo, sicuramente. Ciò vale anche per tutti gli altri paesi e i cittadini devono essere più attenti e vigili sui loro “capi”.
    WSM

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