Venezia, arriva in consiglio la mozione per referendum indipendentista

VOCI DAL TERRITORIO

Spettabile redazione, mi permetto di inviarvi in allegato la mozione da me presentata  in Consiglio Comunale a Venezia sull’indipendenza del veneto… allego anche il PDL regionale che prevede il referendum.

MOZIONE, oggetto: Referendum per l’indipendenza del Veneto

PREMESSO CHE:

  • l’emergenza della situazione economica-occupazionale-fiscale che attanaglia i cittadini della nostra Comunità non pare più risolvibile né in tempi brevi né in modi adeguati da parte di uno Stato Centrale appesantito, impotente, inadempiente, lontano e assente;
  • il sacrificio richiesto alle imprese ed ai lavoratori del nostro territorio è ormai insopportabile e non trova più corrispondenza né giustificazione politico-istituzionale-rappresentativa atteso che il criterio di prelievo è ormai del tutto disancorato dal criterio di spesa;
  • il “patto di stabilità” impone alle Amministrazioni locali sacrifici e scelte non più accettabili a fronte dei bisogni e dei servizi essenziali da assicurare alle persone ed alle famiglie;
  • si avverte l’urgenza di indicare una soluzione che, poggiando sul principio della responsabilità, tanto dei singoli quanto delle Istituzioni rappresentative degli interessi collettivi, rifondi il patto sociale del Popolo Veneto valorizzando sentimenti di identità, solidarietà, legalità, giustizia, sicurezza, senso della cosa pubblica;
  • le istituzioni e le leggi sono strumenti umani che nascono e muoiono nel tempo e giustificano la loro esistenza solo in funzione delle mutevoli esigenze dei singoli e delle Comunità organizzate che le hanno volute, ed hanno titolo di modificarle, esercitando democraticamente la propria sovranità;
  • il Consiglio Regionale del Veneto, massima espressione rappresentativa della potestà decisionale del Popolo Veneto, in data 22 aprile 1998 ha approvato la Risoluzione 42” con la quale “Il Popolo Veneto ….. invoca il proprio diritto ad una democratica e diretta consultazione referendaria per la libera espressione del diritto di autodeterminazione…” ed in data 28 novembre 2012 ha approvato la “Risoluzione 44” con la quale, alla fine, si “impegna il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto ad attivare, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione …. “ ed “impegna altresì il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto del Popolo Veneto all’autodeterminazione”;
  • in data 16 febbraio 2013 è stato presentato e consegnato da migliaia di cittadini  Veneti, alla assemblea legislativa regionale veneta in Venezia, il progetto di legge qui allegato con il quale si chiede alla Regione di indire un referendum per il 6 ottobre 2013 per interpellare il Popolo Veneto in ordine alla propria volontà di autodeterminazione in conformità ai principi del diritto e nel rispetto della legittimità riconosciuta dalla Carta dell’ONU.

Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale di Venezia, rilevata la gravità e urgenza dell’attuale situazione storica, riassunta nelle premesse del presente documento, sollecita il Consiglio Regionale del Veneto a discutere e votare la proposta di legge qui allegata avene ad oggetto la “Indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto” per la data del 6 ottobre 2013.

Alessandro Vianello

Consigliere Comunale Venezia 

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20 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Il referendum è un modo per tirare avanti.
    Condivido quasi totalmente il pensiero di Albert Nextein.
    Quasi totalmente in quanto non credo possibile lo sciopero fiscale.
    Se 100, 100.000 Cittadini lo fanno, lo stato che non ha mai fretta, poi va a prenderli uno per uno ed è lo stato a vincere.
    Oltre allo sciopero serve la rivolta violenta, subito l’organizzazione di un nuovo assetto sociale senza ritorno e “Rivoluzione Francese” per la gente del Re.
    Se vi va, solo questa è la strada da percorrere.
    Pensare di togliere il pane di bocca dolcemente a tanti parassiti e far loro rendere quanto accumulato, è mera utopia.
    Se non vi va, continuiamo a prenderlo nel fiocco ed ogniuno si procuri la vasellina autonomamente.

  2. mv1297 says:

    poareto

  3. Crisvi says:

    Ben fatto, Vianello !!!

    Congratulazioni .

    CrisV 🙂

  4. michela verdi says:

    Zaia, facci votare! Con il voto, comunque vada, hai ancora la speranza di essere ricordato per sempre come un grande uomo politico, capace di guardare avanti e di grande rispetto per i diritti dei popoli. Altrimenti sarai dimenticato come tutti gli spavntapasseri del tuo disgraziato e morente movimento.

  5. caterina says:

    perfetto! e bravo questo consigliere!
    non si può pretendere che il consiglio comunale intero sia sollecito ad ascoltare la voce che viene dai Veneti… ha i suoi guai col mose e il ponte da Calatrava e tutto quello che ci sta intorno che arriva anche fuori del Veneto…

  6. Albert Nextein says:

    Può andare tutto bene.
    Ma che forza politica e quale efficacia ha una mozione del genere?
    Da come la vedo io, poco o nulla.
    Ammettiamo che tale mozione passi.
    Il referendum sarà ammissibile, ammesso?
    Non credo proprio.
    Siamo positivi, ci potrà essere un referendum, anche solo consultivo.
    Siamo positivissimi, vinceranno gli indipendentisti.
    Penso proprio che lo stato unitario, a meno che nel frattempo non sia fallito e disgregato, non permetterà un’indipendenza del genere.
    O almeno, se vogliamo essere ottimisti, la procrastinerà come capitò con la creazione delle regioni, decine di anni.
    E nel frattempo?
    Che si fa, si crepa incazzati dopo generazioni di persone vessate e derubate?
    Famiglie rovinate ed aziende espatriate?
    Con un’immigrazione pestifera e marcia in controllata?
    Dai, sappiamo tutti che queste mozioni sono una perdita di tempo.
    Un atto politici significativo ma vano.

    Cari amici veneti, voi sapete cosa dovete fare.
    Lo sapete da sempre.
    Dovete cessare il versamento di tasse allo stato italiano.
    Tutti insieme appassionatamente.
    Poi , sarete liberi di decidere il vostro futuro.

    • pippovic54 says:

      Mi dispiace Albert, non sono d’accordo! Ti ho letto spesso su questo blog e moltissime volte sono stato d’accordo con te. Ma stavolta no! Mi sembra di sentir parlare un infiltrato. Scusa , Albert, ma così parlano solo i disfattisti ed i lenoni di stato. Lo sto ripetendo da tempo: bisogna, assolutamente, perseguire la via pacifica e democratica alla ricerca della propria autodeterminazione. Costi quel che costi. Fino a quel momento, non devono mancare la fiducia nel percorso democratico e civile. Dopodichè e solo allora, si valuterà il da farsi. Dobbiamo comportarci da cittadini modello anche a dispetto dei santi (per modo di dire…), in modo che nessuno possa accreditarci alcuna colpa od omissione dei ns. doveri civili. Ma, appunto con i ns. diritti civili ed in maniera democratica, in ottemperanza alle stesse leggi dello stato, richiedere ciò che è ns. diritto, di individuo, cittadino, residente, etc,. Al quel punto, a mio parere, richiederò la cancellazione della mia appartenenza di cittadinanza (imposta x legge) restituendo il passaporto, e richiederò il rimborso di tutti i contributi versati, quindi pari trattamento dei residenti extracomunitari che lasciano il paese. Una specie di “class action” che tutti assieme dovremo fare e quindi nel pieno diritto ed in ottemperanza alle loro proprie leggi. So che è la maniera “Gandhiana”, ma credimi loro non potrebbero attaccarti come se tu evadessi le tasse che sono obbligatorie per i cittadini e residenti sul suolo italico.
      Serenissimi saluti. WSM

      • Dan says:

        “Costi quel che costi.”

        Sei quindi disposto a farti carico di tutti quelli che si suicideranno in futuro mentre te e compari valuterete serenamente e con tanta calma il da farsi ?

        Dì un po’ hai vinto il superenalotto ? Tieni una miniera d’oro sotto casa che puoi permetterti tutta questa calma ?

        Forse gli infiltrati sono proprio quelli che hanno ancora il coraggio di predicare la calma e l’atteggiamento da cittadini modello mentre tutto intorno a loro muore per asfissia.

      • Albert Nextein says:

        I miei diritti naturali e legittimi aumentano in misura inversamente proporzionale all’ammontare delle tasse che vorrebbero io pagassi.
        Dei miei diritti legali me ne fotto, perché non sono io a determinarli, ma a subirli.
        Rispetto il tuo parere, non lo condivido.
        E invito di nuovo i veneti a non pagare le tasse.
        Di carta straccia ne abbiamo anche troppa in giro.
        Alternativamente potrete imbracciare fucili, usare pistole, dotarvi di manganelli, randelli, armi bianche.

    • caterina says:

      ovviamente Lei Albert non è veneto…mi sembra uno che sta a guardare e siccome per Lei roma vale di più, secondo Lei non può che vincere… guardi che non stiamo giocando una partita a scacchi, noi veneti ci mettiamo il cuore e non ci trastulliamo perchè siamo consapevoli che ci giochiamo la vita… non penso che a Roma convenga negarci la libertà… d’altra parte non la chiediamo neppure, se ci riusciamo ce la prendiamo. stop

      • Dan says:

        Ecco brava ci metta il cuore così roma alla bisogna si sentirà libera di strapparle pure quello ma voi continuate pure a fare con calma.

      • Emilia2 says:

        Per curiosita’, come ve la prendete, la liberta’?

        • caterina says:

          se va in porto il percorso messo in atto nel Veneto per iniziativa di Indipendenza Veneta il referendum raggiungerà sicuramente la maggioranza dei consensi e sarebbe per noi il nuovo inizio di tutta un’altra storia… il referendum per ora lo chiediamo alla Regione che è titolata a farlo, e se accampasse questioni di costo, chi vota e chi lo sostiene se ne accollerà il costo…
          ma se la Regione rimandasse alle calende greche perchè un pizzico di coraggio e d’iniziativa è pure in capo al Governatore, si metteranno in campo altre iniziative…
          può consultare il sito se è veramente interessata..

        • Simone T. says:

          Ancora co ste domande obsolete.
          Ricordati, e la storia lo insegna all’infinito, che il popolo è sovrano, si può arrivare alla libertà con democrazia oppure con le rivoluzioni. In ogni caso è il popolo ad essere sovrano, è il popo
          lo a costituire le nazioni, nel caso contrario siamo in dittatura.

    • Dan says:

      Non dire ad una pecora che è un ovino: non s’incazzerà per la sua situazione ma lo farà con te che gliel’hai fatta pesare.

      Chi vive per un padrone è servo nell’anima quindi si ribellerà solo per trovare un nuovo magnaccia da continuare a servire.

      • caterina says:

        non so, è forse il caso suo…

        • Dan says:

          L’unico mio padrone si trova dall’altra parte dello specchio.
          Non riconosco altro padrone che me stesso. Non riconosco altro fine ultimo che il miglioramento delle mie condizioni di vita e non permetto oggi come in futuro a nessuno di portare via ciò che ritengo mio.

          Se tutti ragionassero come me a quest’ora lo stato italiano ladro ed abusivo sarebbe solamente un babau per mandare a letto i bambini.

          • caterina says:

            io invece che ricevo una pensione, me la decurtano già alla fonte, ma se vado dal parrucchiere, dal ristoratore, dal verduraio pago quanto devo ma non voglio scontrino perchè ci tengo che sopravvivano, e lo faccio per loro e per me…ciascuno fa quel che può per contrastare questo mostro di stato ingiusto e irriformabile…

    • Simone T. says:

      Democraticamente chiediamo il referendum, se ciò non avverrà si passerà ad un azione di “forza” relativa alla sospensione del pagamento delle tasse.
      Il popolo è sovrano, lo ripeterò all’infinito.

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