Venezia sott’acqua e l’arciere di Lucrezio

venezia

di Stefania Piazzo – C’è un’opera moderna che resiste più del Mose incompiuto di Venezia sott’acqua ed è il De Rerum Natura di Lucrezio. Si spiega l’infinità dell’universo, la struttura dell’atomo, le leggi della fisica e le regole della natura. E soprattutto ad abbandonare l’idea che siano gli dei a maledire gli uomini e a interferire nelle loro vicissitudini umane. Infatti a interferire è sempre l’uomo. Con i partiti e i tempi della magistratura che non tengono conto delle ragioni del cosmo. La natura ha poteri sconfinati e infiniti, scrive Lucrezio, come il dardo che l’arciere lancia nello spazio. Ha una sua fine, la sua corsa. Ma dal punto in cui si ferma ci sono infiniti e infiniti lanci a dimostrare che tutto si estende senza un confine. Oltre al fatto che una volta che il dardo è lanciato, non ne puoi controllare la traiettoria. Lucrezio ha ragione. Ma anche infinita è la fame di potere, di denaro, di corruzione, di malagestio, di sottovalutazione dei tempi naturali che possono superare le misere unità di misura umane. E una volta che queste miserie sono lanciate non ne controlli più gli effetti.

Venezia è il paradigma dell’infinita pochezza politica e progettuale  in cui siamo finiti. Del nulla di fatto, come se l’uomo fosse il controllore del mondo e potesse rimediare ai disastri promettendo nuove opere. Di nuovo non c’è nulla, le cose della natura stanno già tutte scritte. In latino. Niente paura, per chi lo odia perché è la lingua dell’impero, ci sono le traduzioni. Se oggi Lucrezio fondasse un partito, sarebbe da prendere in seria considerazione. Non sono gli immigrati la colpa di tutti i mali.

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    VENEZIA un meraviglioso esempio di cosa può fare l’uomo quando è in sintonia con la natura e soprattutto con Dio che tramite il suo SAN MARCO ci hanno donato questo sogno di città.
    Ora quanto accaduto era nel conto per quanto riguarda la natura. Non era nel conto che il MOSE impiegasse 30 anni per essere messo alla prova.
    Sono andato a rileggermi il grosso fascicolo che sono riuscito a procurarmi del caro LUIGI “GIGIO” ZANON il quale con il suo ” RAPPORTO SU VENEZIA E LA SUA LAGUNA – 1967-68 / 2007-08 – datato 4.11.1966 E DIL SUO MOTTO: io c’ero e ci sono………descriveva con minuzie di dati, grafici, studi, esperienze e denunce come funziona la Laguna e i canali di Venezia.
    Riporto solo una frase che mi sembra emblematica per capire questo rapporto da Lui stilato con passione e competenza: “”” Il sistema MO.SE poteva, forse, andare bene 35 anni or sono, ossia sull’onda dell’emotività dell’acqua granda del 4 novembre del 1966, ma credo che sia ampiamente superato.”””
    aggiunge: E’ da tempo che mi è venuto il pallino di redigere un progetto per la chiusura delle bocche di porto che fosse il più semplice possibile poco costoso sia nell’esecuzione del manufatto che nel conseguente esercizio……..(omissis) …..si tratta semplicemente di fare delle specie di porte a semicerchio come quelle in funzione nei porti Olandesi e di Amburgo, e a scomparsa all’interno delle dighe. In tal modo non ci sarebbe neppure l’impatto ambientale e non necessiterebbero di grande manutenzione, come invece necessiterà il MO.SE……(omissis)….persino l’UNESCO nel 68 studiò diversi sistemi per la salvaguardia di Venezia ma.………quando presentai il mio rapporto a chi di competenza penso non venne nemmeno letto poiché il MO.SE valeva molto di più di qualsiasi altro sistema, cioè poteva essere l’occasione per molti di arricchirsi……..””””
    Come si può constatare si volle il MO.SE e non altri sistemi meno cari e meno dispendiosi per la loro manutenzione, PERCHE’ ???? PERCHE’ ?????
    Ora dato il mio dolore per Venezia voglio ricordare a tutti questa ode su Venezia di Lord Bayron, 1818:::
    Dall’Ode ” On Venice” di Lord Bayron datata 1818;
    ” O VENEZIA! VENEZIA ! quando le marmoree mura
    saranno coperte dalle acque, s’alzerà
    un pianto dalle nazioni sulle tue acque sommerse,
    un alto lamento lungo il distruggente mare !
    Se io, nordico errante, piango su di Te
    che cosa dovrebbero fare i figli tuoi ? Tutto fuor che piangere,
    eppure essi soltanto mormorano nel loro sonno,
    ben diversi dai loro padri. ”
    Sono passati due secoli ed il mormorio anziché diventare urlo è sempre più sommesso e solo ora come dice il proverbio ” quando l’acqua tocca il culo , (e non metaforicamente, in questo caso) si impara a nuotare. Qualche urlo si comincia a sentire. Siamo in tempo ????????
    WSM

  2. caterina says:

    La “colpa” di tutti i mali, almeno di quelli di Venezia, e’ sicuramente dell’uomo, della sua ingordigia e della sua insensatezza… che ha approfondito i canali interni alla Laguna naturale per alimentare la cantieristica pesante di Margera prima e in tempi piu’ vicini le mastodontiche navi da crociera fino a due passi in riva per le maree di turisti… follie di questi ultimi centocinquant’anni… a cui si e’ aggiunta la chiusura di tanti canali di penetrazione delle acque montanti nella terraferma per favorire colture e costruzioni… Interessi miopi di privati e compiacenze pubbliche di cui non si intravvede la fine nonostante il gran parlare nelle sedi politiche sia vicine che lontane…D’altra parte “veneziani” a Venezia non ce ne sono quasi piu’ e tutti gli altri che ne parlano e ne discutono son “foresti”, cioe’ vivono e guadagnano altrove… per loro Venezia e’ solo sogno.

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