OLIMPIADI: DOPO LO SCIPPO A VENEZIA, SI RILANCIA CON CORTINA?

di GIANMARCO LUCCHI

«Alla luce della bocciatura della candidatura olimpica di Roma 2020 dispiace ancora di più e lascia la bocca amarissima, il ricordo dell’entrata a gamba tesa col la quale a suo tempo è stata scippata la accuratissima proposta di Venezia 2020, mesi e mesi di lavoro visti cassare da una candidatura dell’ultimo minuto, necessariamente meno meticolosa se non abborracciata, ma la capitale è sempre la capitale». A sottolinearlo è il presidente di Confturismo veneto, Marco Michielli. «Il niet a Roma è stato motivato dal Governo con l’ingente impegno economico che avrebbe richiesto il piano finanziario proposto e nemmeno tanto velatamente insinuando l’insostenibilità di una garanzia governativa che avrebbe dovuto estendersi agli usuali extrabudget inquantificati ed inquantificabili – spiega -. Qui, da italiano, viene da pensare che il Governo ha fatto bene a non impegnare il Paese in un’avventura finanziaria di importo sconosciuto, Grecia 2004 docet».

E il presidente di Confturismo Veneto continua: «Lasciatemi l’amarezza di considerare che il progetto veneto, stimato in mesi e mesi di accuratissimo lavoro di Federico Fantini e del Comitato di Venezia 2020, prevedeva un costo complessivo di un quinto rispetto a quello della capitale. Se non fosse stata frettolosamente scartata in favore di Roma, la nostra avrebbe potuto essere una candidatura sostenibile e probabilmente ora l’Italia tutta avrebbe ancora una chance per il 2020». «Ma tant’è, dobbiamo rassegnarci all’angheria subita e riflettere sulla lezione, per ripartire magari con una candidatura di Cortina per le Olimpiadi invernali 2022 – conclude -. A patto che, concedetemi l’acidità , alla luce della recente esperienza con la neve, Roma non decida di candidarsi anche a quelle».

La candidatura olimpica di Venezia avrebbe dato un’ulteriore spinta al turismo della Regione. Intanto il Veneto dei record turistici si presenta da domani a domenica alla Bit di Milano dove proporrà la sua offerta di ospitalità, completa nelle sue tipologie, di qualità, saporita, per tutti, scelta nel 2011 da oltre 15 milioni di turisti che hanno generato quasi 63 milioni e mezzo di pernottamenti. L’assessore al turismo Marino Finozzi spiega che: «Benchè i mezzi di informazione ne trascurino spesso i grandi numeri in un comparto economico strategico e non delocalizzabile, il Veneto si colloca da decenni in vetta alle classifiche nazionali dell’accoglienza ed è la regione preferita dagli stranieri e soprattutto dagli esigenti turisti provenienti dall’area tedesca, Germania e Austria, che da soli generano oltre 17 milioni di presenze. Ma è anche punto di riferimento per quanto riguarda l’attenzione al settore, le strategie promozionali, l’ordinamento giuridico».

Per quanto poi la realtà turistica delle varie province, è stata  Treviso la regina dei risultati nel 2011. L’anno da poco concluso ha infatti fatto registrare nuovi aumenti percentuali, sia negli arrivi (+9.4%) che nelle presenze (+8,4%). Si tratta della migliore performance di crescita tra le Province della Regione Veneto. A presentare i dati il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, il vicepresidente e assessore al Turismo della Provincia di Treviso, Floriano Zambon, il delegato di Federturismo Unindustria, Tiziano Simonato, il delegato di Confartigianato, Mirco Casteller, l’assessore al Turismo del Comune di Treviso, Beppe Mauro, e Mara Manente del Ciset. A crescere sono in particolare gli stranieri (+19,6% arrivi, +14,6% presenze), si conferma il dato italiano (+0,7% arrivi, +2,7% presenze).  Presenze in aumento nell’Asolano (+6,8%), Castellana (+2,1%), Coneglianese (+8,9%), Opitergino-Mottense (+4,2%), Treviso Nord (+9,8%), Valdobbiadenese-Soligo (+5,7%). Si registra, dopo diversi anni di flessione, la crescita anche nel Montebellunese: +0,7%, mentre cala da giugno in poi la città di Treviso: -1.9%.

 

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2 Comments

  1. carlo says:

    La volete piantare con sta storia delle olimpiadi?
    Non sapete che l’ultima mazzata alla Grecia l’hanno data le spese per le olimpiadi? E che la Gran Bretagna, causa le mostruose spese, stava per fare la stessa fine?
    Che ne dite delle spese per le olimpiadi invernali di Torino che hanno contribuito al fallimento di quel comune?
    Siamo allo sbocco di sangue con pensionati al minimissimo, la sanità pubblica che dà sempre di meno, le tasse più alte del mondo ed i servizi da quarto mondo ed ancora qualcuno pensa alle olimpiadi del 2020, agli F35 di guerra, alla TAV e ad altre opere inutili??

  2. Giuseppe D'Andrea says:

    E’ stato un bene annientare le ambizioni olimpiche, venete o romane che fossero. E’ forse una delle poche cose che condivido dell’operato di Monti.

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