Venezia, il 25 aprile non è stata una “carnevalata”

di PAOLO AMIGHETTI*

Ieri pomeriggio, un nutrito gruppo di veneti si è dato appuntamento all’ombra del campanile di piazza San Marco. Gonfalone in spalla, foulard marciano al collo, i patrioti hanno ricordato il loro Santo patrono, lasciando che dei fantasmi dell’antifascismo si occupassero i media nazionali. Il 25 aprile, in Veneto, rimane la festa di San Marco.

Non è stata la carnevalata dei “nostalgici della Serenissima” dipinta dalle agenzie di stampa, benché del Carnevale Venezia sia la patria. Quella di ieri è stata una manifestazione pacifica e civile: i partecipanti non sono riusciti a invadere l’immensa piazza, è vero, ma ad unirli, oltre agli stendardi marciani, era il sollievo di riconoscersi finalmente come una comunità legata da valori un po’ più solidi del mito di Garibaldi e un po’ più sinceri dell’amore per il tricolore. Questo slancio vale molto più del delirio di qualsiasi folla oceanica, e, sia detto per inciso, se l’Ansa parla di cinquecento “nostalgici” è lecito immaginare ce ne fossero un paio di più.

Insomma, festeggiare San Marco ha significato dimenticarsi per un pomeriggio tutte le grane dell’italianità; è stata un’occasione di “fare gruppo” e dare al contempo una rumorosa manifestazione di entusiasmo. I convenuti hanno tuonato tributi al loro Santo (“Par tera, par mar San Marco!”) e dato sfogo agli sfottò più bonari (“Chi non salta italiano è!”), sorvegliati a vista da pattuglie di carabinieri. Questi hanno lasciato fare, data l’atmosfera serena e vivace, e quando un mio amico ha chiesto loro cosa pensassero di un Veneto indipendente, si sono tenuti sul vago. Un vero esempio di imparzialità governativa. La loro presenza, ad ogni modo, ha ricordato ai presenti (ce n’era bisogno?) che il Veneto gode di libertà provvisoria; e se c’è una cosa su cui i venetisti concordano è che al Leon marciano si debba strappare al più presto la catena. Un successo di questo 25 aprile, infatti, è stato il fortunato coinvolgimento di tutte le forze politiche a sostegno dell’indipendenza: nonostante i litigi e le frecciate tra Indipendenza Veneta e Veneto Stato ieri erano in piazza sia Lodovico Pizzati sia Antonio Guadagnini, e militanti di ambo le formazioni, fianco a fianco, hanno fatto a gara a chi gridava più forte “Indipendenza!”. A far loro compagnia sono giunti alcuni lombardi, sicuri che, se i veneti scappano di mano al governo di Roma, seguiranno presto tutti gli altri. Alcuni turisti stranieri hanno chiesto alla nostra “delegazione” lombarda per quale motivo avesse luogo la manifestazione: compreso che c’è in ballo un referendum per l’indipendenza, si sono mostrati concordi a che i veneti decidano del proprio futuro. Forse la semplicità e il buonsenso delle proposte hanno prevalso sul loro educato stupore dinanzi a quei “matti” col gonfalone. Tra un coro e l’altro, qualcuno si è chiesto con un pizzico di sarcasmo dove fosse Luca Zaia: e su Facebook già si discute dell’assenza di rappresentanti del partito padano. Ingiustificata, o giustificata forse dal fatto che alla dirigenza della Lega non interessa, in fondo, patrocinare feste come quella di San Marco. Non le interessa più di quanto non importi ai papaveri del Pdl o del Pd.

Eppure, in un paio di stand del Pd ad affiancare la bandiera di partito c’era il gonfalone. E dire che i democratici, in Consiglio regionale, si sono opposti duramente alla Risoluzione 44: più risolutamente degli stessi loro compagni estremisti, più cocciutamente di qualche “fascista” di centro-destra. Com’è strano il mondo.

In collaborazione con “Diritto di voto”

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

26 Comments

  1. Crisvi says:

    Dal Giornale di Vicenza odierno :

    _______________________________________________

    Veneto Stato escluso per sette firme
    IL COLPO DI SCENA. Come anticipato ieri si è risolto il “giallo” della lista venetista: molte sottoscrizioni sono state rifiutate perché non corrette. La commissione circondariale ne ha ritenute valide solo 343. Il partito del candidato Lovat non si presenterà alle Comunali
    29/04/2013

    Un momento della presentazione delle liste in Comune con le firme necessarie. COLORFOTO

    VICENZA. Niente da fare. Veneto Stato non si presenterà alle prossime elezioni amministrative. Il “giallo” anticipato nella giornata di ieri si risolve nel peggiore dei modi per il partito capitanato da Davide Lovat. La commissione circondariale elettorale ha respinto la lista depositata venerdì. Più di cinquanta firme sono state bocciate. E la quota minima di 350 non è stata raggiunta per sole sette sottoscrizioni.
    CORSA A UNDICI. Scendono così a undici i candidati sindaco che si sfideranno il 26 e 27 maggio. Dopo la presentazione a sorpresa di Equizi, che aveva fatto salire il numero degli sfidanti a 12, arriva un altro colpo di scena, che riporta la conta dei pretendenti a quota undici. Con 18 liste totali. Lovat non ci sarà. Gli unici indipendentisti saranno i candidati di Indipendenza Veneta, guidati da Mauro Marobin.
    L’ESCLUSIONE. Prima di guardare avanti è necessario capire cosa è accaduto nelle ultime 48 ore. «Siamo stati esclusi – commenta Davide Lovat – non c’è molto da aggiungere». L’ex leghista si dice «rammaricato» e cerca di spiegare quanto accaduto a palazzo Trissino negli ultimi due giorni. «Avevamo raccolto 401 firme – racconta – e già al momento della presentazione della lista ne hanno rifiutate più di trenta, anche per cognomi sbagliati di una sola lettera». Ma la parola definitiva è arrivata solamente ieri mattina. «Hanno convocato il nostro segretario Ruggero Zigliotto – aggiunge – comunicando che la nostra lista era stata esclusa perché altre firme non avevano ricevuto l’ok della commissione in quanto doppie». Una selezione che ha portato a ritenere valide solamente 343 sottoscrizioni: «Sette in meno di quelle necessarie. Mi sembra molto strano».
    Tutti i particolari sul Giornale in edicola.

    Nicola Negrin
    _____________________________________________

    Crisvi afferma :

    Che dire ?

    Contrariamente a quanto alcuni penseranno, questa notizia, che avevo già appreso in anteprima ieri, non mi fa particolarmente piacere. 🙁

    La ragione per cui affermo questo è semplice :

    Quando delle persone si prodigano tanto, per un qualsiasi progetto e lo vedono abortire per un vizio di forma, la frustrante delusione è enorme.
    Godere delle disgrazie altrui è sempre sbagliato !!!
    Manifesto pertanto la mia solidale comprensione al Signor Lovat e alla sua squadra.

    E’ accaduto a Veneto Stato, ma sarebbe potuto accadere anche alla nostra Indipendenza Veneta.
    A me piace che sia la volontà degli elettori, a bocciare, o promuovere un progetto politico e non un vizio di forma di solo 7 firme carenti, magari per il cognome trascritto con una sola consonante anzichè due.

    ” Dura lex, sed lex “, tuttavia sono certo che il candidato di VS opporrà ricorso, vista l’esiguità della differenza in conteggio.

    Fosse confermata anche in questa ipotesi, la regolarità dei conteggi e valutazioni della commissione circondariale, auspico che quei 340 firmatari, nel recarsi al seggio, pongano favorevolmente la loro preferenza di voto, sul nominativo del nostro candidato sindaco indipendentista, Mauro Marobin.

    In tal caso, il voto di questi indipendentisti Veneti, sostenitori di Lovat, non andrebbe comunque sprecato.
    Il nostro programma è prettamente indipendentista, quanto quello del gruppo di Lovat.

    Spero che lo stesso Lovat, emetta in tal senso, un comunicato favorevole alla lista di Marobin.

    Ad maiora.

    CrisV

  2. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    XE QUESTION SOLO DE TENPO – LE CAENE AL LION LE VEGNARA’ CAVAE DE BRUTO, PRIMO O DOPO – WSM

  3. Castagno12 says:

    Rispondo a BRESA’ OM LIBER – 27.4.2013 at 4:53 pm.

    Scrivere “Creare il consenso nel movimento è l’unica cosa che si possa fare al momento … ” significa non voler considerare ciò che si può e di dovrebbe fare di concreto, anche nel quotidiano.
    Si tratta di azioni che sono state più volte segnalate.

    Lo pseudonimo che Lei ha scelto, aggiunto all’unica soluzione indicata, evidenzia che Lei si ritiene “LIBERO” di non fare nulla di utile perchè non ne ha voglia o non è capace.

    E se non sapete cosa si deve fare nell’immediato, quale messaggio, quale dritta potete dare ai consensi eventualmente acquisiti dal movimento ?

    Intanto godetevi anche voi il governo “Enrico Letta” che è la continuazione delle “strategie” di Mario Monti.
    Basta vedere a quali “Club” appartengono entrambi.

    Anche l’elettorato veneto ha dato il suo contributo a questo “bel” risultato.
    E non riuscite a capire che se il popolo non modifica, con le sue azioni, l’attuale contesto, è perfettamente inutile continuare a votare.
    La situazione potrà solo peggiorare. Lo dicono i fatti.

    ———————————————————————

    La grafica non ha indicato che il mio commento del 27.4.2013 at 7:00 pm è una replica allo scritto di ROBERTO PORCU’ (postato alle 5:29 pm) dedicata anche a tutti quelli che seguono la sua “scuola di oensiero”. Si fa per dire.

  4. nonostante tutte le cassade che i scrive i lecchini de stato … ghe sta on gruppo de francesi che ie vegnu a domandarme cosa l’era sto sventolio de bandiere … go spiega che l’era la festa de San Marco , e che ierino li par la nostra nostra liberta de nasion Veneta … Alla fine ie andai via disendo anca lori libertè e urlando San Marco …

    • Crisvi says:

      Ciao P.N.V:

      Me xè capità na roba simile in Francia, co semo andà coi nostri gonfaloni a manifestare in rapresentansa dele Venexie, a Carcassone, in Occitania.

      Ierimo do pulmann intieri, strapieni de simpatisanti e soci.
      Tanti presenti locali, me domandava in francese, o in inglese, cosa che rapresentava el leon del nostro gonfalon e mi ghelo spiegavo.
      Co ghe disevo che iera sirca 1.200 ani de storia indipendente e republicana e che Napoleon ne gheva invaso solo col tradimento, anka lori a sigarne paroe de positivo incitamento e zò aplausi ala nostra rasegna sfilada.

      Solo un teron barufante stivaliero xè rivà a spakarne i ovi, sercando de provocarne, co ofese e sarcasmo.
      Ma co mì el gà trovà Sanfermo !!!
      E lo gò ” imbarcà ” de bruto.

      Tre giorni meravigliosi.
      Un ricordo indelebile.

      Xe belo nonostante le tante barufe che femo, el nostro senso de apartenensa che dimostremo, in tei momenti che conta.
      Par quelo in tel resto del mondo indipendentista internasionale, xè più el senso de rispeto che otegnemo, che quelo de biasimo pai sbali che femo.

      Stameben e WSM

      CrisV 🙂

      PS X i non Veneti :
      SE giustamente non comprendete quanto ho risposto in lingua Veneta a PNV e vorreste conoscere il testo, inseritemi la vostra richiesta a margine, che ve lo traduco volentieri in italiano.
      Un cordiale saluto anche a voi.

  5. Roberto Porcù says:

    In un paio di stand del Pd ad affiancare la bandiera di partito c’era il gonfalone mentre loro si opposero alla Risoluzione 44 più cocciutamente di qualche “fascista” di centro-destra.

    Il mondo non è strano come sembra.
    A sentirli ragionare, i politici locali sono tutti in un modo o nell’altro federalisti, autonomisti, indipendentisti, quello che vi pare, purché a loro, politici locali, sia dato modo di manovrare più quattrini.
    A me, che pur tra gli indipendentisti di amici ne ho tanti, preme che i quattrini rimangano ai Cittadini e lo stato, alleggerito di molto, faccia solo quello che i Cittadini non sanno o possono fare autonomamente, da soli o in associazione, consorzi od altro, sempre volontari.
    Uno stato veneto uguale nella gestione politica allo stato italiano mi lascia indifferente e per ora resto a vedere.

    • Piero says:

      Sicuramente la gestione non sarebbe uguale perché fatta da veneti e non da romano-meridionali come l’italia. Ok, neanche gli amministratori veneti sono perfetti ma basta comunque confrontare la regione veneto con la regione calabria o la regione sicilia..e mi pare che ci sia una certa differenza. Poi i veneti potranno riacquistare la propria cultura e identità, guardando ai paesi limitrofi e non sempre e solo all’italia di mafia, pizza e mandolino.

    • Castagno12 says:

      Ecco, “BRAVO”, resta a vedere e continua a non fare niente.

      Intanto i nostri dipendenti, mantenuti nel lusso, si fanno gli affari loro con i nostri soldi.
      Il tutto nel contesto del Governo Mondiale.

      E tutti quelli che si ripromettono di essere in numero maggiore a sventolare bandiere il 25 Aprile 2014, suggerisco di guardare, in quella data, quanti soldi saranno rimasti nelle loro tasche.
      Problema del lavoro a parte.

      Chi, all’alba del 25 Aprile 2013 non ha ancora capito in quale situazione ci troviamo, è una persona “morta”.
      Anche se aumenterà il numero delle persone “morte” che scenderanno in piazza, i risultati non potranno arrivare. Occorre altro.
      Lo dicono i fatti, non lo dico io.

      Riuscirete a sventolare dei risultati solo se i “morti” incominceranno a fare le cose fondamentali per difendersi.
      Che cosa ? Ho già scritto tante volte quello che io faccio e non faccio, da tempo, per non aiutare Lorsignori.

      E’ sempre valido il principio: “Quando non riesci, cambia metodo.
      SVEGLIA !

    • Crisvi says:

      Il PD ? Dovrebbe cambiare il proprio nome in PC !!!
      Non solo per i suoi storici retaggi comunisti e per quella metodologia stalinista che in realtà non hanno mai rinnegato, ma utilizzare l’acronimo da me proposto in qualità di PARTITO CENTRALISTA !!!
      Il partito più centralista e anti-indipendentista, che esista nello stivale.

      Sono un gruppo politico fuori dal tempo, che oggi dice una cosa e domani ne svolge una opposta.
      Ieri per loro Berlusconi era il male e oggi sono i suoi migliori alleati politici, tanto da formare questo governo di larghe intese, pur di cancellare il problema Grillo, che gli do positivamente atto, non si è fatto comprare nè a destra, nè a sinistra.

      I centralisti di sinistra, sono coesi tra loro solo per la straordinaria abilità nello sfruttare al massimo e in perfetta demagogia, tutte quegli allentamenti nelle maglie dello Stato che consentono loro, o meglio alla loro nomenklatura, di trarre il massimo profitto.
      Sfruttano l’ignoranza ” a scatola chiusa ” dei propri sostenitori, per ottenere massima cassa di risonanza per le loro affermazioni, spesso a carattere diffamatorio.

      Guardiamo Zanonato. Colui che definisco, ” l’uomo altalena “.
      Dopo aver reso Padova ( anche se non sono padovano la conosco bene, perchè andavo a ” morose ” ) un bronx e relegato i cittadini padovani ad aver paura d’uscire dalle proprie abitazioni, o di transitare la sera nelle zone prossime alla stazione treni, dopo aver di fatto consegnato la città a bande di spacciatori e delinquenti, viene promosso ministro nel governo Letta.
      Se non ho letto male, ministro dello sviluppo economico. :-O

      http://www.sospadova.it/

      E’ questo il PD che sventola maldestramente il NOSTRO gonfalone ?
      Cari centralisti di sinistra, non vi chiediamo d’appoggiarci nel nostro cammino indipendentista, ma neppure d’oltraggiare i nostri simboli migliori, che con le vostre falci e martelli sono peraltro antitetici e antistorici.
      Non si mischia poi il tricolore che esponete nelle vostre bandiere con simboli e loghi, con la purezza del leone marciano.
      Venezia Serenissima, col vostro marciume politico, nulla c’entra.

      CrisV 🙂

  6. Castagno12 says:

    Rispondo a MV1297 – 27 Aprile 2013 at 7:44 am

    Il “mona” te lo tiene per te e ti dimostro che te lo meriti tutto.

    Per evitare delle “magre” bisogna essere informati e cercare di capire quello che si legge, collegando anche le varie realtà.

    All’accusa di razzismo fanno sempre ricorso le persone ignoranti (che non sanno).
    Io non sono razzista e non ho scritto che i veneti lo sono.

    Ho ricordato che siamo invasi, che siete invasi, quindi il problema richiede immediati interventi che non possono essere risolti con patetici sventolii di bandiere.

    L’emergenza invasione deve essere affrontata in funzione di due dati fondamentali volutamente ignorati da tutti i politici (vecchi e nuovi), dai tecnici, dai saggi e dagli sprovveduti:

    1) La densità di popolazione di bell’italia

    2) La sopportabilità del nostro territorio

    Da più di 15 anni gli imprendiori veneti hanno sempre lamentato che, realizzati i prodotti, quando escono dallo stabilimento per consegnarli, si trovavano le strade intasate, rimangono bloccati. Motivo ? Vedi sopra, punti (1) e (2).

    Hai scritto: “In un Veneto libero e sovrano, chiunque sarà accettato …. ”
    Diventati liberi (è da vedere), pensate poi di aumentare la superficie del vostro territorio ?
    E se da voi può arrivare chiunque, lo stabilisci tu un limite oppure potete anche accogliere mezza Africa ?
    E la percentuale di riproduzione dei nuovi venuti non ti dice niente ? Dormi, dormi ! Intanto il Governo Mondiale “lavora” indisturbato.

    Utilizza meglio il tuo tempo: prova a leggere e A CAPIRE il mio commento in coda all’articolo “Venezia, centinaia di indipendentisti in Piazza San Marco” di Amadio Cerneaz – 25 Aprile 2013.

    I fatti dicono che, con le Vostre attuali strategie e manifestazioni, la Libertà VE LA POTETE SCORDARE !

    Continua pure, ma non avrai risposta.

    • Bresà òm liber says:

      Creare il consenso nel movimento è l’ unica cosa che si possa fare al momento, non c’è alternativa. Senza i numeri non si può raggiungere nessun obiettivo. Che poi questa sia tutta fatica sprecata….vedremo, sempre meglio che omologarsi come tanti e mettersi a novata gradi con il sorriso sulle labbra.

  7. serenissimoVR says:

    Basta co ste ciacole del caxo e i taini i xe mejo e i veneti i xe raxisti e sventolar un gonfalon nol serve a niente e o non se risolvarà mai niente fasendo così o fasendo niente … e bla bla bla qua qua qua ….Le manifestsioni come queste serve a svejar la xente guardè l’ano scorso quanta gente ghera in piasa e vardì sto ano qua quant ghe n’era in più . ste robe qua non le se fà in do giorni ma ghe vol bel pò de ani speremo no 700 e neanche 150 !!! ii xe tuti tochi de un puzzle anca in friuli la gente la sà roto i cojoni de votar .
    Se ghe la volontà se pol far tuto !!!
    Veneti tuti uniti fino alla fine e al nostro inizio

    vi ricordo che domenica 2 giugno a verona ghe sarà le pasque veronesi alle 11:30 in piasa brà.. venite numerosi e portè i gonfaloni !!!

    WSM

  8. milo manichetti says:

    Zaia, facci votare. Basta attendismi! Nessuno ti ricordera´´ mai altrimenti. Rimarrai sempre un povero leghista.

  9. Crisvi says:

    NON CERTO UNA CARNEVALATA, BENSì UNA STRAORDINARIA CONCRETEZZA INDIPENDENTISTA.

    Crisvi afferma.
    27 aprile 2013 in 10:16

    Non preoccupiamoci oltremodo, nei riguardi di quei Veneti che non riescono ancora ad assimilare completamente il nostro messaggio indipendentista.
    Alcuni di loro certamente non l’assimileranno mai.
    Penseranno ai loro nonni e bisnonni, alle battaglie sull’altopiano e nel versante Friuli.
    Considereranno questa partecipazione bellica, quale atto d’eroismo dedizioso verso la LORO patria e non un inutile spargimento di sangue, in una guerra di ” morti di fame, contro altri morti di fame “, per citare la frase culmine del tenente ribelle, nel film di Francesco Rosi : ” Uomini contro “.

    Credo si sia coniato in quell’epoca il termine ” carne da cannone “, per definire l’inutile strage di milioni di uomini, in guerre favorite per l’interesse di pochi, che, mentre questi uomini morivano come mosche nei vari fronti, lucravano straordinari affari, vendendo ai governi in guerra, materiale bellico, pneumatici, tessuti militari, calzature adeguate, accessori, persino bevande gassate.
    Emblematici i casi Ford, Fanta, marchi farmaceutici sul suolo germanico, ormai raso al suolo dai bombardamenti alleati nel secondo conflitto mondiale.
    Mentre tutto intorno erano macerie e devastazione, le fabbriche delle multinazionali rimanevano perfettamente in funzione, in attesa di ritornare in possesso dei loro plutocrati, una volta terminata la liberazione della Germania dal nazismo.

    Una parte dei Veneti, ancorati a false tradizioni, profondamente fissate nelle loro menti, non riusciremo mai a convincerli, della bontà e attuazione dei nostri principi fondanti identitari e irredentisti.
    Ma un’altra parte, è quella che io definisco ” dormiente “.
    Sono quei Veneti, che attendono un segnale concreto di riscossa, non basandosi su semplici parole e rassicurazioni.
    Sono quelli che un tempo neppure ci conoscevano, oppure ci consideravano alla stregua d’estremisti, ma oggi, progressivamente ingrossano le file dei presenti a ogni nostra manifestazione, sia diretta che indiretta ( dai 2.000 – 5.000 presenti delle ultime manifestazioni d’Indipendenza Veneta, alle oltre mille persone presenti il 25 aprile u.s. ).
    Segnali inequivocabili, di uno straordinario rilancio dei nostri principi formativi indipendentisti.
    E’ statistico che, per ogni presente, vi siano almeno 10 simpatizzanti che non partecipano.

    Sono quindi lieto che l’ultima giornata di San Marco, sia stata un concreto successo, visto che nelle precedenti occasioni in cui partecipai, eravamo mediamente sul centinaio di presenti a sventolare il nostro gonfalone.
    A mio parere siamo solo agli inizi e a mio giudizio personale, due distinte frange indipendentiste in competizione tra loro, possono cercare, in perfetta autonomia gestionale, tutte le strategie utili per allargare il consenso popolare con finalità indipendentiste.
    Mai, come dalla divisione dell’originario Veneto Stato, abbiamo assistito a una straordinaria ripresa numericamente consistente, a favore dell’Indipendenza Veneta.
    Per me, la sana competizione, porta a un grande beneficio nell’ideale comune e in termini partecipativi.

    Sono altresì dell’opinione, che dobbiamo prendere le distanze da quei Venetisti ” duri e puri “, che vedono in ogni azione lombarda, similare alla nostra, un atto assimilativo della cultura e tradizione Veneta, a favore di una omologa organizzazione lombarda.
    Il fenomeno leghista, si è acuito in tempi e modi diversi da quelli odierni e la vera e propria sudditanza prostrata dei leghisti Veneti, alla sede milanese di via Bellerio, sta progressivamente affievolendosi, nonostante i tentativi di Tosi d’accentrare il potere leghista nelle mani lombarde.
    A me un tempo sembravano tanti ” islamici permeati di fanatismo ” con la camicia verde padano, orientati in adorazione verso la loro nuova ” Mecca ” bossiana.
    Il ” capo ” non si discuteva, perchè rappresentava la perfezione fatta uomo. Come in perfetto stile stalinista.
    Non per nulla, prima del finanziamento della Montedison, Bossi militava da piccolo gregario ” attacchino ” nelle schiere del PCI. La matrice assolutistica di quelle frange estremiste, una volta acquisita, non si perde più.

    Ben vengano per me, iniziative come Color44, che aiutano anche la nostra fazione a disgregare in latitudini diverse, il centralismo e l’oppressione verso la libertà autodeterminativa dei popoli.
    Guardiamo con simpatia, ad ogni iniziava similare alla nostra straordinaria esperienza maturata con Indipendenza Veneta.
    Un giorno potremmo anche confederarci su obiettivi comuni, al fine di promuovere ogni strategia utile per il benessere, la pace e l’armonia dei nostri popoli, pur nella totale indipendenza dei singoli, nuovi stati indipendenti.

    Chissà in tal modo, che i cittadini del bresciano ( Brescia la leonessa ), molto vicini ai nostri valori identitari Veneti, possano decidere, se rimanere in ambito lombardo, oppure rientrare dopo secoli di divisione, nella madrepatria Serenissima.
    Io sarei felice se la seconda ipotesi divenisse realtà.

    Noi non abbiamo le false certezze italiane, delle inutili ” corazze fasina ” .
    Noi non vogliamo vedere povera gente mandata al massacro, mentre qualche psicopatico criminale, se ne resta al sicuro dietro le sue trincee.

    CrisV 🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=9mr2PyGxb-w

    • luigi bandiera says:

      Bravo CRISVI,

      kax di cecchino infallibile, quel di’ era a pisciare…

      Preghiamo per i morti, morti per NULLA.

      Ma gli incompertenti abbondavano a quel tempo perche’ bastava gridare viva l’italia ed erano subito promossi.

      Pero’, pensandoci meglio, pare vada cosi’ anche oggi…

      Basta gridare unita’, indivisibilita’ e merrrdddd a tre kolori e vieni eletto. Una bella sedia ti cucchi di sicuro. Ovviamente ben pagata, dai soliti mone evidentemente. DORMONO..?

      E tra gente che ha il pianto stampato in viso e qualche altro il sorriso, piu’ ci aggiungiamo alcune mummie e va ben qualche vampiro sempre presenti, dobbiamo fare i conti sul come arrivare a fine mese.

      La vera liberta’ e’ quella dal bisogno. Pare che ci sia bisogno e quindi niet liberta’.

      A questo punto sono obbligato a ripetermi:

      BRIGANTI, RAPINATORI E MANTENUTI si sono istituzionalizzati e per questo si faranno sempre le leggi per loro, mai contro..

      Il barbone non va a farsi la legge…
      I morti di fame nemmeno…
      Ecc..

      Sono i ben pasciutti, che hanno ogni ben di Dio che vanno a farsi le leggi.

      Non illudiamoci sul fatto che sono uomini ragionevoli e SOLIDALI.

      Sono proprio: UOMINI KONTRO… DI NOI..!

      PSM

      • Crisvi says:

        Ciao Gigin, grasie par la to risposta.

        Riprendo a trascrivere i miei pensieri in italiano, per dar modo anche ai non ” Serenissimi “, di comprendere quanto affermiamo in questa sede.

        La prima guerra mondiale è stata una inutile guerra di trincea, di posizione.
        Un martirio di milioni di vite UMANE per pochi metri di terra conquistata. L’apoteosi della scelleratezza umana, a cominciare da quel ” macellaio ” cadorna, a cui gli italiani hanno intitolato vie, corsi, viali e monumenti.

        Un mio prozio era in prima linea a 17 anni ( nato nel novembre 1899 ).
        Il rancio quotidiano consisteva in una gavetta di brodaglia che rifiutavano anche i porci e una pagnotta scura, vecchia di settimane dalla cottura e dura come ” un maton “.
        Lui a colpi di baionetta, la spezzava a metà e ne assimilava una parte di giorno e l’altra di sera, dopo averla rammollita nel composto brodoso, per cercare di mitigare la fame.
        A volte erano costretti a prendere della biada ai muli, per mettere qualcosa nello stomaco, perchè attorno c’erano solo pietre e sangue umano.
        Molti, soprattutto del sud, disertavano o si arrendevano al nemico senza combattere, ma lui e altri giovani come lui, stringevano i denti e ricacciando le lacrime di disperazione e sconforto, erano convinti che i loro sacrifici inumani, avrebbero consentito agli austriaci di non dilagare verso la pianura padana. Anche perchè, immediatamente dopo l’Altopiano dei sette comuni, c’era casa sua, con i suoi genitori e i suoi fratelli più giovani, tra cui mio nonno.

        Fu decorato più volte, oltre all’ottenimento della medaglia d’oro di cavaliere di Vittorio Veneto.
        Ma mi ha descritto la guerra come la più tremenda esperienza che un uomo, specie ragazzino, possa subire.
        La grave carenza alimentare subita al fronte, e gli scoppi dei proietti degli obici austriaci di grande calibro, gli hanno causato dei problemi di salute che si è portato appresso per il resto della sua vita.
        Una di queste bombe, dopo il lancio, si è addirittura ” seduta ” sul terreno, con la parte contraria all’ogiva mentre lui e altri erano in prossimità, in pattuglia avanzata.
        Se fosse esplosa, era talmente vicina alla squadra italiana, che l’avrebbe senza dubbio massacrata.
        A quest’ora mio zio sarebbe uno dei tanti militi ignoti, con il corpo recuperato a brandelli sul fronte di cima 12.

        Egli suddivideva gli ufficiali al fronte in due categorie.
        Gli ” angeli protettori “, che amavano e tutelavano i loro giovani sottoposti. Tra questi un suo capitano, che l’aveva preso in stima e a benvolere, concedendogli un paio di permessi premio in seguito al coraggio espresso al fronte.
        Poi ” i demoni dell’inferno “, gentaglia fanatica che si cibava ideologicamente di sangue umano e pretendeva il massacro costante, per ottenere qualche inutile metro di terreno, sul quale scavare una nuova trincea per far morire ancora più giovani soldati.

        Mi ha confermato anche la tristissima e spietata immagine delle ” decimazioni “, nel caso i reggimenti italiani si fossero dimostrati troppo pavidi di fronte al nemico.

        Quando da ragazzino gli chiedevo : ” Quanti nemici hai ucciso, zio ? ”
        Egli mestamente abbassava lo sguardo e diceva : ” Non si poteva sapere dove esattamente colpiva la pallottola e il rumore della battaglia copriva le urla di dolore degli austriaci colpiti.”
        Ma il suo sguardo mi diceva che doveva averne visti parecchi di volti giovani come il suo, esangui, a terra, dopo un assalto.

        Stameben Gigin, un amichevoe strucon da fradeo Veneto.

        CrisV

        • luigi bandiera says:

          Ah CRISVI,

          proprioo un bel racconto anche se contornato di lacrime e sangue.

          Graszie anche a te.

          Contraccambio l’abbraccio.

          Buona domenica in pace e serenita’.

          Preghemo San Marco che el ne jute e vegnerghene fora da sto cesso.

          LB

  10. luigi bandiera says:

    Sono dell’idea che l’itaglia fa l’itaglia una e indivisibile; semo nialtri ke non femo i indimpendantisti.

    Cioe’, semo in poki. Ghe xe tanta riutansa e forse anka tanta paura.

    Se pol kapirlo parke’ da ste bande xe pasa’ tante guere ko i sakrifisi anesi e dixemo ke xe resta’ dei segni.

    E a proposito de ANNESSIONE saria el kaxo de stabiir ke non vol dir KONQUISTA di kui ea sskanceasion dea kultura e tradision de quei popoi anesi.

    Ripeto, se l’italia ga firma’ tratai super boni, parke’ no li rispeta..?

    R: parke’, kosa gaea fato ea, a ga ciama’ popoeo talian tutto queo ke ghe xe nea so keba talibana a tre koeori.

    De fato faxendo un multigenosidio: KE NESUN VEDE VISTO L’ANDASO.

    Ea (a sequestratrise nostra) laora kome non mai unkuo’ proprio par fermar sta voja de tornar no paroni a kaxa nostra, ma tornar LIBARI. Podopo deventar paroni de kaxa deventa automatego.

    Viamente a dopara i so mexi ke xe ankamasa effikaci.
    E penso ke li gabia anka rinforsai…

    A presensa dee FFOO (CC, GdF e PS) dimostra ke psikoeojikamente a ne vol maxar ma asandone vivi.

    “BOMBA” MICIDIAE ea PSIKOEOJIA.

    Se se movese ki ga xa in man na sscianta de aministrasion, cioe’ quei ke fa xa i FATTORI in kax, saria pi fasie ronpar sta detension dell’una e indivisibie.

    Ma kosa vustu far, i fa i talibani mejo ori ke i veri talibani..?

    PSM

  11. Giorgio da Casteo says:

    Con disprezzo il CdS dice che eravamo in 400. Si, ma con la bandiera marciana seguiti pero’ da piu’ di 1000 altri patrioti. Per affermare,ai Veneti dubbiosi ed a tutti i ns detrattori, la ns UNITA’ nella lotta per la liberta’ e l’INDIPENDENZA del Veneto.
    Venezia il carnevale l’ha gia’ celebrato. Mentre è perenne il carnevale di Roma. WSM

  12. Michael Cote says:

    Noto anche come Consiglio dei Pregadi (lett. di coloro che venivano “pregati” di fornire il proprio consiglio al Doge), il Senato della Repubblica si componeva del Pien Collegio e di sessanta senatori , cui si aggiungevano i sessanta membri della Zonta (lett. “aggiunta”). A questi senatori di diritto potevano aggiungersi ex officio funzionari, ambasciatori, comandanti militari, etc., di volta in volta convocati per riferire delle loro missioni o per fornire il proprio parere nelle questioni trattate. Il Senato era infatti l’organo deliberativo della Repubblica, che si occupava di discutere della politica estera e dei problemi correnti, per i quali si configurava come un organismo decisionale più snello rispetto al Maggior Consiglio.

  13. Paolo says:

    ( in lingua italiana o straniera ) Ci vorrebbe un 25 aprile ogni mese dell’ anno . . . . . WSM

  14. Filippo says:

    ieri 100 , oggi 1000 , domani 10000 , dopodomani …..

    • Castagno12 says:

      E poi cosa deve succedere ?

      Lo sapete o no che continuano implacabili gli ingressi e gli sbarchi di clandestini in bell’italia ?

      Avete dato una occhiata ai reparti di maternità delle cliniche e degli ospedali, agli asili, alle scuole ?

      Anche fra i residenti in Veneto, i più continuano ad assecondare chi ci ha messo in questa dannata situazione e Voi pensate di risolvere il tutto sventolando bandiere e dichiarando “Padroni a casa nostra”.

      Slogan che non mette paura a nessuno e che non è seguito da alcuna azione utile, ANZI !

      • mv1297 says:

        Dal sondaggio scientifico fatto da IV per il referendum sull’autdeterminazione, c’è un dato che dovrebbe farLe riflettere: fra i vari gruppi (suddivisi fra credi politici, età, sesso e via dicendo) di intervistati, quello che aderirebbe con più entusiasmo per un esito positivo, sono gli extracomunitari.
        Io non so se Lei abbia mai letto come trattava gli “stranieri” la Repubblica Serenissima, ma potrebbe capire il motivo di questo risultato alquanto interessante: la provincia di Treviso viene considerata con il miglior indice di integrazione di stranieri oppure ogni tre missionari nel mondo, uno è veneto, oppure il volontariato qui da noi è il più diffuso che in Italia.
        Questa Sua visione razzista nei confronti dei Veneti, sarebbe ora di sbatterla in faccia a chiunque osi solo a pensarla. I fatti concreti, non le ciacole da bar come tanti italiani sanno fare benissimo, La smentiscono inesorabilmente.
        In un Veneto libero e sovrano, chiunque sarà accettato. I Veneti sono chi fa il Veneto.
        Stame ben, mona!

Leave a Comment