Veneto: Zaia si candiderà nel 2015 con una lista indipendente

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VENEZIA –  Proprio vero, il diavolo si nasconde nei dettagli. Dopo aver dribblato per mesi le domande circa la sua ricandidatura nel 2015, a sorpresa il governatore del Veneto ha scoperto le carte a Mix24, la trasmissione radiofonica di Giovanni Minoli: «Che farà da grande?», «Farò l’indipendente»; «Come vede le prossime regionali?», «Sono molto ottimista». Decifrato, lo scambio di battute assume un tenore inequivocabile: Luca Zaia mira a succedere a se stesso nella presidenza di Palazzo Balbi e affronterà la campagna regionale con una “lista civica del presidente” sganciata dai simboli politici d’appartenenza, incluso quello leghista. La strategia, confermata da ambienti vicini al governatore e confortata dall’esito di sondaggi riservati, mira a costituire un’ampia coalizione aperta a personalità autonome e ad associazioni rappresentative del territorio, sostenuta ma non condizionata all’eccesso dalle forze di centrodestra. Non è tutto. Per cementare sul piano programmatico l’alleanza, Zaia utilizzerà l’ultimo scorcio della legislatura per mettere a punto disegni di legge su capitoli cruciali – lavoro, sanità, urbanistica, infrastrutture – che diventeranno vincolanti per i partner dell’eventuale maggioranza. Detto ciò, gli ostacoli alla conferma del governatore uscente non si annunciano lievi, a cominciare dalle rivalità nella Lega, dove il segretario-sindaco Flavio Tosi (pur indebolito dalla bufera giudiziaria sull’amministrazione di Verona) potrebbe contendergli la nomination a Palazzo Balbi. Tutt’altro che scontato, poi, il sostegno di Forza Italia, da tempo desiderosa di riconquistare la poltrona che fu di Giancarlo Galan. Si vedrà.

Al microfono di Minoli, peraltro, Zaia ha saltabeccato da un tema all’altro, invitando le Regioni Calabria e Sicilia a «portare i libri in tribunale» e offrendosi quale «tutor» per rimettere in ordine i loro conti; «Un’ingerenza politica sospetta e immotivata», la replica risentita del governatore siciliano Mariano Crocetta «perché Zaia non si è posto il problema quando i suoi amici al poteredistruggevano questo territorio?». Ce n’è anche per il nuovo premier: «La staffetta Letta-Renzi? Solo uno scambio di prigionieri»; e poi il sì al referendum indipendentista veneto, abbinato alla stoccata contro il decreto salvaRoma? «Bisognava lasciarla fallire, sarebbe stato l’inizio di un percorso virtuoso per la capitale»; «Basta sciocchezze e bugie, la Lega è ossessionata da Roma», ribatte indispettito il vicesindaco capitolino Luigi Nieri.

Vabbé, schermaglie non proprio originali. Tra un anno, i ghost writers del governatore uscente-rientrante dovranno escogitare qualcosa di nuovo.

da: mattinopadova.gelocal.it

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7 Comments

  1. Eugenio says:

    Condivido quello che hanno scritto il Comitato Ultimi Veri Venexiani….

  2. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Il punto è INDIPENDENZA dallo stato italiota, come e in che modo ? Questo è il vero problema a cui bisognerebbe che la politica (5stelle e Lega) desse una risposta chiara e definitiva. A tutt’oggi nessuna politica ha dato una risposta precisa ingenerando non poca confusione tra gli indipendentisti. Qualcuno dovrebbe chiarire se si desidera una Italia confederata (cioè formata da nuclei popolari sovrani), oppure no, e se si, quante macro regioni dovrebbero farne parte, oppure se queste aree territoriali dovrebbero rappresentare Popoli (secondo Storia, Lingua, Cultura e Tradizioni). Necessita quindi che la politica indipendentista, quella seria, si esponga e chiarisca cosa vorrebbe fare da grande.

  3. stefano says:

    Zaia, unico e grande baluardo del Veneto.
    La sua è una candidatura forte e l’ unica garanzia per l’ indipendenza.
    Prendiamone atto.
    Prima il Veneto. Sempre!!!

  4. caterina says:

    niente da dire.. tutto scontato.
    Meraviglia invece che Indipendenza Veneta, originario motore presso la Regione del percorso verso il Referendum, si sia incagliata su Zaia e il suo Consiglio Regionale ed esca ora con l’osanna a Zaia già proclamato primo presidente della prossima Repubblica Veneta…
    C’è un referendum in Veneto da domenica prossima e fino al venerdì successivo: comincino a votare se veramente vogliono un Veneto indipendente!
    Se si crede veramente nell’indipendenza, ogni occasione va colta per affermarla… non ci si perde in ipotesi avveniristiche e non si sbandierano ciance.
    Per tutti i Veneti presto è l’ora della verità!

  5. indipendentista says:

    La “Lega” è finita, la cosa è sotto gli occhi di tutti e tutti cercano di ricollocarsi. I maroniti lombardi in maggioranza nel NCD, i tosiani nella nuova aenne, i meno impresentabili tipo Zaia con nuove liste, i salvinioti persi nella galassia skin.
    L’importante è che la “Lega” si tolga di mezzo e lasci il campo libero agli indipendentisti.

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