Veneto, proposta per un “plebiscito digitale” il 16 febbraio 2014

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Qualche male informato continua a sostenere che un sistema di votazione elettronica abbia minor valore legale dei vecchi sistemi del millenovecento basati su carta e matita, classificandolo come “sondaggio on line”. Tralasciamo in questa le considerazioni relative ai costi esorbitanti e alla falle di sicurezza intrinseche dei sistemi di voto analogici (testimoniate dall’ampia letteratura di brogli ed elezioni truccate, che hanno storicamente reso fondamentale l’opera di monitoraggio anche internazionale delle votazioni) e concentriamoci invece sulla parte di validità legale del sistema elettronico di voto.

Innanzi tutto, ribadiamo che il Plebiscito Digitale non è un sondaggio, perché non si pronuncia un campione statistico della popolazione, ma viene dato accesso a tutti i cittadini veneti aventi diritto di voto.

La validità legale di una votazione non dipende infatti dal sistema con il quale avviene. Essa dipende esclusivamente da aspetti di democraticità, di trasparenza e di accesso al voto, che possa essere garantito a tutti gli aventi diritto, senza esclusioniE il Plebiscito Digitale permetterà l’accesso al voto a tutti i cittadini veneti, che riceveranno a casa una busta contenente le istruzioni per votare e un codice sicuro e segreto personale per autenticarsi al voto.

La validità e la certificazione del voto avverrà tramite un sistema di monitoraggio internazionale (grazie all’opera di osservatori di organizzazioni preposte allo scopo) e interno (grazie all’accesso che sarà reso disponibile ad almeno un funzionario per ciascun Comune ed Istituzione del Veneto). Tutti gli osservatori potranno visionare il codice sorgente depositato e ogni fase del voto, della sua preparazione e del suo conteggio, prima, durante e dopo il Plebiscito Digitale del 16 febbraio.

Plebiscito2013 in queste ore ha voluto togliere dal tavolo di discussione anche questa argomentazione, che già era ampiamente risolta grazie all’ausilio di una rete di assistenti volontari al voto destinati all’aiuto della popolazione meno informatizzata.

Oggi ne diamo l’anticipazione in anteprima, lasciando ai prossimi giorni la descrizione del dettaglio operativo: abbiamo infatti il piacere di annunciare che il 16 febbraio sarà possibile votare nel Plebiscito Digitale anche tramite una  semplice telefonata.

Ufficio Stampa – Plebiscito2013

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14 Comments

  1. GIANCARLO says:

    e prova

  2. TO MARE LA CONTA GIUSTA !!! says:

    Ma dopo che gavaremo vinto e vontà col plebiscito2013 nel febraro 2014 ( anca se more veneto), l’indipendensa del veneto. Gavaremo anca l’esercito digitale, el doge virtuale e i schei del monopoli …almanco ? Speremo !!

  3. VOX VERITAS VITA says:

    IL PLEBISCITO DIGITALE E’ UNA CAGATA PAZZESCA !!

    Se pensate che una idea del genere, possa contare nella geopolitica mondiale come un potere effettivo ed espressione delle personalità giuridica di un popolo veneto ( che sulla carta, non esiste), vi sbagliate di grosso !!

    A quando la rivoluzione mediatica e virtuale, a quando la guerra di bottoni ???

    Dai, in vista dei preparativi per il Natale, fatevi regalare tutti quanti la XBOX o la PS4, così non saremo impreparati alla lotta per l’indipendenza del veneto. Coglioni !!!

  4. Cesira says:

    Come scrive giustamente AndreaD ” una iniziativa geniale ” degna della migliore classe indipendentista……altro che careghe per avvocati.

  5. Carlo De Paoli says:

    Era ora!

    Non dovrò più assistere a sfacciati brogli elettorali come mi è capitato di vedere nella penultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Venezia.
    Già si conta poco perché dopo aver votato tu non conti più nulla, rimaneva ancora la possibilità, per i nemici della democrazia, di eliminarti uccidendoti civilmente manomettendo la tua scheda.

    Alleluja.

  6. AndreaD says:

    E’ una mossa estremamente importante e “geniale” dal punto di vista strategico perchè tramite un sistema organizzabile con relativa facilità si possono scavalcare i due più grossi ostacoli al referendum: la Regione (intesa come la fazione dei Consiglieri pusillanimi) e i costi di gestione della consultazione popolare. Bisogna inoltre considerare la grande versatilità di questo meccanismo: tramite una rete di volontari armati di dispositivi portatili si possono far votare anche anziani e disabili e soprattutto si può evitare la solita patetica scusa che ultimamente va molto di moda alle elezioni, cioè che “fa caldo” “fa freddo” “piove” “sto male” “sono troppo stanco e non ho voglia di andare al seggio” “preferisco andare al centro commerciale a vedere le vetrine”… Con il voto digitale anche la pigrizia non ha più giustificazioni.

    • Francesco says:

      si, però sarà percepita come una cosa “non seria” dal 90% dei veneti.
      Se neanche in Sud Tirolo ce l’hanno fatta, pensi che in Veneto andrà meglio? Siamo realisti..

      • AndreaD says:

        Il livello di percezione dei Veneti è proporzionale al livello di gravità della crisi: siamo ormai prossimi ad un “lieto” Natale a base di tasse, rincari e privazioni. Non è simpatico dirlo ma è così, la prospettiva di un futuro di povertà e incertezze rende tutto estremamente serio e realistico. A questo punto l’unico punto debole di questa strategia sono proprio le forze indipendentiste, ovvero è necessario che si crei un fronte comune a sostegno del plebiscito digitale: se qualcuno sarà costretto ad ingoiare un boccone amaro sarà comunque per una causa molto più importante delle questioni personali.

      • gianni says:

        sarà un disastro. votare solodi domenica quando è tutto chiuso…
        quante persone scroccano internet di giorno in ufficio?
        oin biblioteca?
        potevan i comuni tener aperto per i cittadini in settimana…

        l italiava sempre peggio, SE tra anni per qualche strana fortuita fatalità il veneto sarà libero ci saran restati 4 gatti e pure gran poveri

  7. FRANCO says:

    In Svizzera il voto digitale già è praticato. Vorrei fare una domanda: il termine “plebiscito”, tipo 1866, non fu indetto dal governo? L’iniziativa popolare non si chiama “referendum”?

    • caterina says:

      anche “referendum” è una parola latina…e per non confonderlo con quelli così inflazionati anche di recente nella vita politica italiana, io preferisco il termine “plebiscito” che è praticamente la stessa cosa, ma ha più il senso di una chiamata rivolta al “popolo” perchè decida !

  8. pierino says:

    Voto elettronico SOLO DI DOMENICA è SBAGLIATO.

    sono chiusi gli uffici, e quanta gente ‘scrocca’ internet dal lavoro? sono chiuse le biblioteche e i comuni , quindi l accesso internet di domenica per molte gente non esiste!!

    ci vuol talmente poco lasciar aperto il voto UNA settimana se non mesi come i 400mila sudtirolesi …

  9. Francesco says:

    mah, a me questa sembra una mossa del tutto sbagliata

  10. Se pol far, ma no xe ke dapò, na ‘olta fato, a rive l’endependensa.

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