Veneto: primo caso di imprenditrice che si suicida per i debiti

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SALZANO (Venezia) — Prima di andarsene per sempre, ha preso carta e penna e ha scritto quattro lettere: una alla figlia, una a un amico, una alla sorella e l’ultima a un sacerdote, chiedendogli espressamente di leggerla al suo funerale. Appunti sparsi per spiegare le motivazioni di un gesto estremo: la donna, a quanto pare, era preoccupata per i debiti. Una «grave esposizione bancaria », come spiegano gli inquirenti. P.L., 53enne di Salzano, titolare di una agenzia di pratiche auto, la «Dauli» di via Roma a Spinea, si è uccisa nel bagno di casa ed è il primo caso di un’imprenditrice suicida in provincia.

L’allarme è scattato in mattinata, lanciato da una commerciante della zona. La donna, nei giorni scorsi, le aveva chiesto di chiamarla se non l’avesse vista al lavoro all’orario di apertura: «Se magari mi addormento perché non mi suona la sveglia, telefonami». Martedì mattina, però, P.L. al telefono non rispondeva mai e così l’amica, preoccupata, ha deciso di contattare la sorella, titolare anche lei di un’agenzia nello stesso settore con sede a Dolo. A quel punto, la donna ha avuto uno strano presentimento e, forse temendo il peggio, si è rivolta ai carabinieri. I militari della stazione di Noale sono entrati nell’appartamento e l’hanno trovata ormai senza vita, impiccata nel bagno di casa, in via Cesare Battisti a Salzano. I sanitari del Suem, intervenuti in supporto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, avvenuto da alcune ore.

Le lettere sono state sottoposte a sequestro, e verranno analizzate dal pubblico ministero di turno Angela Masiello, prima di essere consegnate ai destinatari. La donna, separata e con una figlia, che però viveva all’estero in questo periodo, abitava a Salzano ma era originaria di Spinea. Prima di trasferirsi, aveva sempre abitato nell’appartamento sopra al suo negozio. Quel negozio che, qualche anno fa, aveva deciso di comprare perché l’attività fosse sua in tutto e per tutto. P.L., però, si era trovata con tre mutui da pagare: oltre a quello dell’auto e della casa, appunto quello per il negozio. Ma non aveva fatto i conti con la crisi: anche il suo settore aveva avuto delle flessioni e i conti si facevano sempre più pesanti. «Era bravissima nel suo lavoro – raccontano amici e conoscenti – tanto che aveva clienti che venivano appositamente per lei anche da fuori provincia». Secondo investigatori e inquirenti, però, il motivo economico non sarebbe l’unico ad aver scatenato la crisi depressiva della donna, che a quanto sembra viveva un contesto personale piuttosto complicato. Cosa che, comunque, nella vita di tutti i giorni non aveva mai mostrato a nessuno. La tragedia, a Spinea, ha colto tutti di sorpresa. P.L. aveva continuato a sorridere e ad affrontare i problemi con la solita forza e allegria.

«Era una persona stupenda. Si parlava insieme dei figli, delle cose di tutti i giorni. Si lamentava della burocrazia, delle pratiche infinite per ogni cosa, ma non aveva mai fatto pensare che avrebbe potuto arrivare a tanto. E’ una tragedia immensa». Un’amica l’aveva vista anche lunedì sera, per l’ultima sigaretta prima di chiudere la saracinesca e andare a casa. «Abbiamo fatto due battute, ci siamo salutate. E’ incredibile, non riusciamo ancora a renderci conto di cosa sia successo». I funerali, con ogni probabilità, si terranno nella chiesa di Santa Bertilla a Spinea, dove la donna aveva tutti gli amici e dove aveva sempre vissuto.

DA: CORRIEREDELVENETO.CORRIERE.IT

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11 Comments

  1. IL SUICIDDIO E’ SEMPRE UNA SOLUZIONE !! PER CHI E’ PULITO !! Vedi su GUGOLL (( Carlo Massopne 1951 P.Iva Denuncia a Napoltano CollaodoPOLI ! Veicoli Pesanti da 30 ann9 TUTTO INSABBIATO ! MalaGIUSTIZIA ! mala POLITICA ! kASTA’ !! spregio a http://www.vittimestrada.org. !! nessuon ne parla !! censura omerta’ alla KASTA !! Mssone Carlo

  2. xyz says:

    “viveva un contesto personale piuttosto complicato”

    senza nulla togliere alla problematica dei debiti, e senza voler intrudere nella vita privata di una persona a cui sempre e’ dovuto il massimo rispetto, a maggior ragione in circostanze tanto dolorose e tragiche (anche per rispetto dei familiari a cui porgo le mie condoglianze per quel poco che valgono) credo che le semplificazioni eccessive siano fuori luogo. Inoltre purtroppo non credo proprio che la signora sia la prima imprenditrice suicida.

  3. Alberto Pento says:

    Mi a credo purpio ke se sta lavoradora otonoma veneta la fuse stasta soça LIFE el spirto LIFE la garia mantegnesta en vida e la saria devegnesta na conbatente de prima clàse.
    Naltri lavoradori otonomi (diti anca enprendidori) paroni e dipendenti entel la mema parsona, no semo nati par vivar e laorar en funsion del stado, no semo sciavi o servi de la gleba e gnanca Maranga de li stadali e de le caste taliane … se no xe justo o se no se pol al stado talian no se ga da darghe gnente, purpio gnente.

    Coparse o morir par colpa del Stado Talian, de la “Nasion Taliana” e de li taliani xe la roba pì skifoxa ke posa capitar … beati coeli ke se ga lebarà la mente, l’anema e el cor dal stado talian e da li so miti (come coelo roman) e ke xe drio conbatar par lebararse anca, poledegamente dal so degradante domegno mortal..

  4. daniele quaglia says:

    Pierino, dove sei, tu che sai coltivare bene la tua pianta e raccogli bellissimi frutti. Perchè non insegni ai normali imprenditori come far bene i propri interessi, come non fare debiti anzi come fare soldi e vivere una vita felice come fai tu.
    Aiutaci, ti prego. Illumina il nostro futuro con la tua saggezza imprenditoriale ………!
    Caro Pierino la realtà è questa: gente che si suicida per debiti, perchè non riesce a far fronte ai pagamenti.
    La colpa è loro o di un sistema fiscale e finanziario che poco a poco renderà tutti schiavi?
    Non ti è mai sorto questo dubbio?
    Tu hai solo certezze?

  5. fabrizioc says:

    No, l’Europa e l’euro non c’entrano. Questa è l’Italia. In Veneto

    • Dan says:

      No, è anche l’Europa ma certo è che se qui non ci fossero faccendieri corrotti (def. di politico italiano) i tentacoli della piovra non riuscirebbero a fare danni

  6. Garbin says:

    non ci sono parole, uno stato ridicolo come questo non meriterebbe un suicidio, ma tante legnate ai parassiti.

    • Dan says:

      Meriterebbe ?

      Cosa ne dici se si comincia togliendo il condizionale ?
      Se dopo tutto questo schifo siamo ancora al punto di usare il condizionale nelle parole, facciamo allora in tempo a finire tutti in mezzo ad una strada prima che viene una sommossa popolare.

  7. Dan says:

    Femminicidio ?

    Naaaa… lo stato mica ci vuole male, no….

  8. pierino says:

    🙁

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