Veneto, per l’indipendenza lavori in corso

di ROMINA GIURATOstati_in_gestazione_940

Recentemente, e finalmente, sono terminati i lavori di calcolo per stabilire la composizione del nuovo Consiglio Regionale, X Legislatura. Antonio Guadagnini, segretario di Veneto Stato, partito all’interno del cartello elettorale “Indipendenza Noi Veneto”, ha ottenuto il maggior numero di preferenze (1.046) a Vicenza, e Vicenza a sua volta ha assegnato il maggior numero di voti ad Indipendenza Noi Veneto (13.590). Insomma, un successone!

(da http://vivereveneto.com/2015/07/15/lindipendentismo-in-regione/)

La notizia eclatante, passata un po’ in sordina ma in realtà avente un peso politico enorme, è che si tratta della prima volta nella storia italiana che un movimento dichiaratamente OPERANTE PER L’INDIPENDENZA del Veneto entra tra i banchi del Consiglio Regionale (dopo la parentesi del buon Manin, nel 1849), e vi entra proprio tra quelli della maggioranza. Fatto mai accaduto prima, e forse impensabile fino a qualche anno fa.

Impensabile per i più, in realtà, ma non per le menti maggiormente avvezze a cogliere lo spirito dei tempi; perché ho avuto personalmente modo di riscontrare come il vento nuovo di autodeterminazione non sia passato inosservato tra certi intellettuali attuali, anche italiani: come ben dimostra l’acuto giurista Gustavo Zagrebelsky, che nel suo contributo alla redazione del manuale di storia “Storia ed Identità 3. Il Novecento e oggi”, ed. Einaudi Scuola 2012, non manca di parlare, più volte, di rivendicazioni indipendentiste del Veneto. Così riporta il testo “(…) [Catalogna e Veneto] si sono sentite [regioni] svantaggiate perché costrette, con le imposte da loro versate allo Stato, a sostenere altre più povere o mal gestite. (…) Entrare in Europa come provincia autonoma (indipendente) potrebbe rivelarsi più vantaggioso che entrarvi come parte di uno Stato complessivamente più povero” (cit. dal manuale sopra riportato, pag. 665; cfr. pag. 758).

stati_in_gestazione_940Insomma, l’idea che l’indipendenza sia aria fritta o trastullo goliardico di persone che non hanno nulla di meglio cui pensare non trova più base su cui poggiare. Nemmeno a livello ufficiale del mondo intellettuale. Il che la dice lunga.

In questi giorni è nato anche un gruppo pro-indipendenza di chiara matrice di sinistra: la“Sanca Veneta”. E anche qui, dico, finalmente! Perchè questo smarca l’idea di autodeterminazione da un orientamento partitico preciso e lo riconsegna al suo alveo originario ed onesto: la trasversalità, doveroso carattere di ogni sacrosanto diritto civile umano.

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4 Commenti

  1. Beniamino says:

    Ma bellissimoooo!! Abbiamo anche la “SANCA VENETA”, bello, siamo a posto… ..pare che non ne abbiamo abbastanza di un napolitano, di bersani, dalema, bertinotti, prodi e compagnia cantante che ci hanno portato all’ attuale disastro….pare proprio di no…chi sta davanti alla organizzazione per portare la libertà dei Veneti sarà FORSE abbagliato da questa sinistra SOSTENITRICE DELL’ INVASIONE CLANDESTINA E SPECIALMENTE ISLAMICA…PERSONALMENTE STAREI MOLTO LONTANO A QUESTI COMUNISTI… !!!!Per favore , lasciateli perdere….ragionate…sono come il cavallo di Troia del sistema cattocomunista

  2. tony says:

    E il resto del veneto da Brescia Bergamo fino al friuli come si fa. Sono veneti anche loro storicamente.

  3. caterina. says:

    meno male che c’è un altro Veneto che pensa a come tirarci fuori dal guado…e non è certo quello di questi politici cadregari impastoiati fino al collo nei loro equilibrismi… mille e passa voti… fa ridere quando c’è una realtà che cammina avendo avuto il consenso di duemilioniecontomila e passa voti di veneti che hanno riposto altrove le loro speranze… è da qui che arriverà presto la salvezza… e la prospettiva di una nuova era per il Veneto, che ha fiducia in se stesso e non guarderà più a Roma.
    Il 50 per cento dei Veneti hanno distribuito i loro voti su una pletora di aspiranti pseudoamministratori regionali, ma non si sono scordati che molti di più, il 69 per cento, avevano votato nel referendum per la loro libertà e indipendenza… è su questa che contano! ..nel silenzio generale per fortuna c’è chi lavora sodo per portarci fuori dal guado.

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