Veneto: ora tocca a Zaia e si creino 580 comitati per l’Indipendenza nei comuni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di GIANMARCO ROSSETTO

Conoscendo bene i personaggi che guidano Plebiscito 2013, sono assai scettico che il risultato finale sia veramente di oltre due milioni di voti come acclamato ieri sera dal palco di Treviso.

Busato e Pizzati sono noti per il numero di partiti e movimenti politici che hanno contribuito a fondare e che hanno sempre rigorosamente spaccato, nel momento in cui presagivano la perdita del controllo:  “I Veneti” (2007), “Partito Nasional Veneto” (fuso in “Veneto Stato”), “Veneto Stato” (1 e 2) e “Indipendenza Veneta”.  Stiamo a vedere quanto durerà questo “Plebiscito.eu”.

Busato, Pizzati e Serafini sono popolari nel mondo indipendentista per le clamorose sparate, le pompose dichiarazioni, le fanfaronate, le promesse regolarmente non mantenute.  Per dirne una, Plebiscito.eu fino a qualche mese fa era “Plebiscito 2013” e, dopo aver condotto una campagna in cui assicuravano che la Regione Veneto avrebbe organizzato il referendum per l’autodeterminazione il 6 ottobre 2013, a fine anno 2013 si sono rimangiati tutto ed hanno cambiato il nome con l’attuale “.eu” senza anno.
Rammentiamo poi la telenovela che ha tenuto inchiodati e divisi per quasi un anno gli indipendentisti tra due partiti con lo stesso nome “Veneto Stato” i cui leader si contendevano simbolo e nome a colpi di carte bollate e avvocati.  Ovviamente è finita male per la manifesta incapacità dei fanfaroni di rispettare statuti e regolamenti interni del partito.  Così dalle ceneri del “Veneto Stato bis” è sorto poi “Indipendenza Veneta”.

Pizzati poi, figlio del primo lighista  eletto in un Consiglio Comunale e fratello di un noto giornalista del canale “La7”, dal 2007 assicura in conferenze ed incontri pubblici, con tanto di dati e grafici, che sarebbe imminente il fallimento dello stato italiano: “mancherebbero pochi mesi od anni”.   Invece siamo nel 2014 e lo stato italiano, nonostante i bilanci da fallimento, è ancora vivo e vegeto e non accenna a crollare!

Serafini, invece, è celebre nell’ambiente per i suoi blog anonimi in cui, oltre alle sparate contro lo stato italiano, si dedica a screditare gli avversari politici. Il vizio gli è costato caro perché con un suo post su la Gazeta Veneta, oggi censurata in italia, ha dato la stura ad una campagna mediatica diffamatoria  su TV e quotidiani contro Zaia che gli è costata una denuncia da parte della procura di Treviso (leggi qui)

Infine, il vizietto di taroccare i contatori è pratica  comune del gruppo, basta visitare i loro siti alle prime luci dell’alba, quando tutti dormono, per vedere il contatore delle visite mostrare sempre 5-8 visitatori attivi quando in realtà è uno solo!

E’ naturale che, con questi personaggi a condurre una simile operazione, sia difficile dare credito ai numeri usciti dalla stupefacente macchinetta del voto.

Tuttavia, va ascritto a loro il merito e la capacità di aver saputo coinvolgere nel progetto centinaia di volontari e, soprattutto, di aver innescato un meccanismo mediatico devastante che ha fatto discutere ed ha smosso le coscienze di centinaia di migliaia (forse milioni) di veneti.   In Veneto si è creato un clima di euforia incredibile con persone di tutte le età prese a discutere di referendum, di autodeterminazione, di indipendenza: ragazzi che distribuivano i volantini nelle scuole e operai nelle fabbriche, discussioni animate nelle università tra una lezione e l’altra, nelle mense i cuochi che, scodellando il cibo, ricordavano agli operai di votare, anziani che chiedevano aiuto ai nipoti per votare su internet e poi la corsa di chi possiede un computer a far votare parenti, amici e conoscenti di qualsiasi schieramento politico.  Una sorta di isteria collettiva, positiva, che ha coinvolto buona parte dei Veneti, soprattutto nei centri minori (nei capoluoghi di provincia la presenza di molti immigrati meridionali e l’isolamento della gente, che parla poco e guarda di più la TV, ha sortito un effetto minore).

Il 21 marzo 2014 sarà ricordato nella storia del Popolo Veneto.  Non tanto come il “giorno della liberazione dall’Italia” (tanto lunedì mattina saremo ancora tutti in fabbrica, in ufficio o in negozio a badare ai nostri affari e a correre a versare le tasse allo stato italiano) ma, piuttosto, quanto il giorno “del non ritorno”, il giorno della “presa di coscienza”.   Infatti se fino a qualche mese fa il “referendum per l’autodeterminazione” era materia nota a pochi intimi, dal 21 marzo è diventato argomento di discussione delle vaste masse in Veneto.  Masse che ora attendono gli sviluppi.

Quella di ieri sera a Treviso, però, è una scena già vista nel novembre del 1996: una simile ondata emozionale coinvolse milioni di cittadini della “Padania” che si recarono in massa nelle migliaia di gazebo allestiti dalla Lega Nord in tutti i comuni  padani per votare la “Secessione” della “Padania” da Roma (la Lega dichiarò oltre 4 milioni, … mah!  Di sicuro erano tanti).  Nel maggio successivo si votarono i membri fondatori  del Parlamento della Padania che iniziò a riunirsi ufficialmente nel castello di Ghignolo Po.  Purtroppo però il parlamento durò poco, Bossi lo lasciò morire da li a qualche mese, forse dopo aver subito minacce di morte personali.   Eppure quel parlamento aveva una sua legalità e avrebbe potuto costituire l’embrione del nuovo stato “padano” e già il mondo stava guardando a cosa succedeva qui.

Io temo che si ripeta la stessa Storia, che tutto fra qualche mese sia spento e sopito dagli imminenti mondiali di calcio.  Mi auguro che i dirigente di Plebiscito.eu eletti ieri rammentino questa storia e non ripetano i medesimi errori della Lega Nord.   Soprattutto è importante che non si perdano in assurde e sterili dichiarazioni, spesso riprese dalla stampa per screditare il movimento indipendentista (come avviene per i fantomatici movimenti “Veneto Serenissimo Governo”, “Autogoverno del Popolo Veneto”, “Congresso del Popolo Veneto”, ecc.).

Ora, invece, è necessario approfittare di questo momento magico in cui la gente è ricettiva e disponibile a “dare una mano”, per creare una struttura stabile e capillare sul territorio, indispensabile per diffondere ulteriormente il pensiero indipendentista e per ingaggiare nuovi volontari nella battaglia.
Invito gli organizzatori a evitare di creare rigide gerarchie che finiscono per essere infiltrate dai provocatori pagati dal regime e destinate a collassare nelle guerre fratricide e, invece, incentivare la creazione di 580 “Comitati per l’Indipendenza”, uno in ogni comune, completamente autonomo, autogestito, con proprio statuto e propri rappresentati locali concedendo l’affiliazione solo a quei gruppi che rispettino e si impegnino a  seguire un vademecum messo a punto dal direttivo nazionale.

In un momento topico, in cui il regime di roma farà di tutto per demolire questo nuovo importante soggetto politico, occorre creare una struttura decentrata e capillare in grado di portare avanti la lotta per l’indipendenza senza farsi intimidire e sconfiggere dallo stato italiano.    I comitati locali dovranno organizzare una serie di attività volte a diffondere la conoscenza del referendum per l’autodeterminazione e i vantaggi conseguiti con l’indipendenza.   Sarebbe una buona idea, replicare in tutte le principali città venete l’esperienza dei “Presidi del 9 dicembre” indipendentisti (tipo Vicenza o Conegliano – gli altri triculuriti invece sono infiltrati da elementi mafiosi e dai servizi per impedire la svolta indipendentista) nominandole, p. esempio, “territori liberi della Repubblica Veneta” non soggetti alla giurisdizione e tassazione italiana e  centri di diffusione del pensiero indipendentista e de coordinamento per manifestazioni di proteste locali, fino all’accerchiamento delle caserme dei carabinieri nel giorno della vera liberazione oppure di organizzazione del presidio al Parlamento Regionale i giorni seguenti alla Proclamazione dell’Indipendenza del Veneto, per impedire la deposizione del Consiglio Regionale ed il commissariamento da parte del Ministero dell’Interno.

Chiudo il mio intervento invitando i lettori a rileggersi questo libello anonimo pubblicato nell’estate del 2009 (un anno prima della elezione di Zaia a Presidente del Veneto).

E’ raccontata la storia di come il Veneto diventi indipendente nell’anno 2013, prevedendo con un anno di anticipo l’elezione di Zaia, e ben con due anni di anticipo la caduta del governo Berlusconi (spostata da gennaio a novembre –  grazie alla farsa del falso attentato contro Silvio, a colpi di statuetta da cartone in faccia) e la nomina a presidente del Consiglio di Mario Monti!!!

Ebbene, l’abilità di Berlusconi e del suo circo mediatico ha spostato in avanti di un anno il piano tracciato nel libro, quindi nel 2014, Zaia permettendo, se l’anonimo autore del libretto era bene informato  il Veneto dovrebbe diventare indipendente!!

Ora la parola passa a Zaia che dovrebbe, come spiega il libretto, porsi a capo degli indipendentisti e condurre una dura battaglia contro i consiglieri regionali unionisti (anti-veneti) arrivando a dimettersi facendo cadere anticipatamente il Consiglio Regionale e ricandidarsi come esponente del blocco di partiti indipendentisti contro gli unionisti PD-PDL e poi vincere le elezioni con la promessa di votare la dichiarazione di Indipendenza.

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33 Comments

  1. Treviso terra di falsari !! says:

    Vi racconta io, chi è la banda del buco ( in tutti i sensi). Confermo quanto dice l’autore, e confermo la loro fame di soldi e di iniziative false con il solo scopo di tirare su fondi per campagne politiche e rimpinguare le loro casse. Dei personaggi da commedia goldoniana per non dire alla Baffo.

    Li ho conosciuti nel 2009, ma erano già attivi prima, e dove sono passati hanno lasciato solo macerie. Già nel 2007 con i veneti, e prima con la lega, hanno seminato solo zizzania. Hanno sempre sparlato di lega e leghisti, dalla quale sono stati quasi tutti ( se non tutti) espulsi.

    Maghi e imbonitori dei traffichini e accordi sotto banco, hanno una collezione di denunce per firme false indicibili. La grande truffa, furono le regionali del 2010. A spiegare il metodo per creare il consenso, dovrei scrivere un libro, e non detto che non lo scriva. Sono convinti di farla sempre franca, perché si credono più furbi del sistema italiano, e considerano tutti degli sprovveduti e degli ingenui. Ma prima o dopo tutte le persone, che li hanno conosciuti, hanno capito di che razza di persone sono, è solo una questione di tempo.

  2. caterina says:

    io ho più di settant’anni ma non ho mai pututo votare per l’Indipendenza del Veneto che è tutt’altra cosa da tutte le altre occasioni di voto, tutte marcate Italia partiti referndum italioti schede elettorali cartacee brogli elettorali su liste e su voti prima o poi smascherati e forse anche mai a partire da quello considerato fondamento della repubblica italiana…ma tant’è…c’è sempre gente che dimentica e scrive quel che gli pare e che facendo finta di informare serve il suo padrone con false verità mezze verità dubbi e scetticismi, così si continua l’andazzo di sempre che torna comodo alle solite caste che maneggiano le cose i poteri economici e politici e quel che è peggio finiscono per trattarci da scemi…
    Finalmente un popolo si è espresso e ai soliti mestatori non sta bene naturalmente perchè la cosa gli è sfuggita di mano!
    Gente capace che ha maturato la convinzione dalla propria esperienza che stare in politica non porta da nessuna parte ma si finisce per diventare complici del sistema, se n’è staccata e ha messo il suo ingegno e le sia capacità operative al servizio di un ideale che da sempre coltivavano e insieme trascinando nel silenzio dei media le folle ci ha portato ad un risultato. Ora si parte da questo, finalmente!

  3. Jhonny says:

    Zaia e gli altri compari che siedono nel consiglio regionale fanno parte a pieno titolo delle istituzioni italiane. Credere che loro possano o vogliano accompagnare il Veneto all’indipendenza è pura ingenuità.
    In 20 anni hanno dato ampiamente prova di quello che sono capaci: occupare cadreghe con stipendi faraonici lasciando che lo stato italico ci spolpi vivi.

  4. Valerio Costenaro says:

    Proposta di costituire “Gruppi Territoriali per la Tutela e il Rilancio delle Lingue Madri Popolari dei Popoli d’ Italia”

    Mi permetto di riproporre qui una mia proposta del 1 aprile 2012 pubblicata su Facebook e proposta anche al Comitato per la salvaguardia dei patrimoni linguistici .

    Propongo di costituire “Gruppi Territoriali per la Tutela, il Ripristino e il Rilancio delle Lingue Madri Popolari dei Popoli d’ Italia” (intea nostra Lengoa Veneta i ciamarìa : “S-CIAPI par la Nostra Lengoa”).

    Ritengo sia improrogabile agire per la tutela subito, ora in quanto due sono le cause principali che attentano alla sopravvivenza di tutte le Lingue Madri Popolari d’ Italia:

    PRIMA CAUSA

    la Discriminazione- che dura da oltre 150 anni(dall’ unificazione d’ Italia)- contro i Parlanti la Lingua Madre Popolare- soprattutto i figli in tenera età quando entrano negli asili nido e nelle scuole elementari…-, i cui genitori, per evitare le conseguenze di tale discriminazione generalizzata, cedono alla violenza e allo strupro linguistico del “colonizzatore” che detiene ogni potere….ed abbandonano in massa la propria Lingua Madre, soprattutto non trasmettendola più ai propri figli e nipoti (adottando con figli e nipoti la lingua italiana): non dimentichiamoci che il parlante una Lingua Madre Popolare quando arriva all’ asilo o a scuola è considerato alla stregua di uno “svantaggiato”, un “anormale”. di uno “proveniente da ambiente sociale problematico”…..: sappiamo che tutto questo è illegale, criminale, razzista, ma è quello che subiscono i Popoli d’ Italia da oltre 150 anni.

    Cerchiamo di capire/definire “che cosa spinge un genitore, un nonno, una nonna a rifiutarsi di trasmettere ai propri figli e nipoti la propria Lingua Madre” ??

    Non dimentichiamoci che la “priorità” – in primis – dell’ uomo è “primum vivere”, cioé innanzitutto “sopravvivere”…;

    SECONDA CAUSA

    la seconda “Priorità” dell’ uomo è “migliorare” la propria condizione in generale e soprattutto nella scala sociale, cioé avanzare di “censo”, di “classe” … e pur di “migliorare” la propria condizione sociale o di classe…l’ uomo purtroppo “sacrifica” anche l’ anima, immaginarsi se non è pronto ad abbandonare la propria lingua madre per adottare quella del “colonizzatore occupante”.

    E’ nella natura umana essere “gregario”, essere “gregge”, essere “opportunista”.

    Purtroppo la conservazione e la difesa della propria lingua madre, in un contesto repressivo ed oppressivo e di negazione e persecuzione come quello italiano, non rappresenta in generale una “priorità” per il Popolo…ed è da questa constatazione che dobbiamo partire per agire al fine di invertire decisamente tale tendenza suicida.

    E’ inoltre fondamentale costituire un’ alleanza in tal senso tra tutti i Popoli d’ Italia.

    • Ciao Valerio, benvegnesto,

      scuxame tanto ma mi so la lengoa a prefariso, caxo mai, na vixion ouropea e n’aleansa co tute le lengoe maltratà d’Ouropa,
      scuxame ancora ma el to dir el me sa màsa da nasionalixmo talian e mi purpio de la Talia no me ne ciava n’ostia o n’ostrega.
      Veneto ente l’Ouropa e no Veneto ente la Talia!
      Ente l’Ouropa a podemo catar anca i popoli de la penixla talega.

      Łe orixeni pristorego-storeghe de łe łengoe dite diałeti e caouxa de ła vargogna
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4ZHFBVmVqZFJPY00/edit

      Stame ben.

  5. Annibale says:

    Cota-Bobo-Zaia-Salvini i popoli padani si preparano a cacciare voi per primi. Come si diceva una volta: foera di ball.

  6. Leone Marciano says:

    Sig Rossetto,
    mi scusi, ma il fatto che Lei sin dalle prime righe discrediti il lavoro e le capacita’ di coloro che hanno organizzato tale referendum (individui che non conosco) mi puzza.
    Non metto in dubbio il Suo desiderio di libertà, tuttavia non e’ certo screditando l’alleato che si vince la guerra. Anzi, screditare l’alleato e’ il metodo migliore per infondere dubbi nelle proprie truppe.

    • Gianmarco says:

      Sig. Leone, non ho discreditato nessuno, non ne abbia a male.
      Sono informazioni vere e reali, fatti inconfutabili e dimostrati. Non ho offeso nessuno e non ho raccontato panzane o balle.
      Perché, sig. Leone, nella vita è importante conoscere bene le persone, prima di dar loro fiducia. La fiducia mal riposta porta a spesso a danni molto gravi.
      Meglio conoscere gli interlocutori, pesarli e evitare di farsi trarre in inganno per poi doversi pentire.
      E’ una vita che veniamo presi letteralmente per il c… da personaggi della politica, non solo Bossi & C. ma anche da Berlusconi, da Casini, da Letta, da Monti, da Prodi ecc. ecc.: tutti personaggi che si erano presentati con i più bei propositi per carpire la nostra fiducia e, soprattutto il nostro voto, e poi hanno fatto i fatti loro e del loro clan.
      Pertanto dobbiamo riconoscere il valore del lavoro svolto da questi signori, ma non pensiamo che siano loro a risolvere i ns. problemi. Ci dobbiamo impegnare tutti, capillarmente in ogni comune e non delegare a 10 personaggi che verranno sicuramente corrotti o minacciati per piegarli alla volontà dei padroni NATO-UE-ITA

  7. Eugenio says:

    Faccio i miei Complimenti a Gianmarco Rossetto ,a scritto un Articolo Veramente Realista ,e questo deve spronarci noi Veneti a fare un Forte Partito INDIPENDENTISTA democratico ,nel senso che ci siano le varie rapresentanze di sinistra -centro e -destra ,eletti dai veri indipendentisti,con un ricambio ogni 3 anni(se non confermati) Se questo non succede ,allora non conbineremo mai niente andremo avanti con i plebisciti ,con i vari Partititini Poltronisti ho follcoristici,e personalisti ..

  8. FRANCO says:

    Dopo le considerazioni negative sui promotori, cosa ha fatto ,il Rossetto , per creare “il momento magico” da lui evocato?

  9. Trasea Peto says:

    Il partito italiano denominato Lega Nord ha raccolto 100.000 firme. Quella è roba sua e con quelle 100.000 firme deve contrattare con i soci del governo italiano e chiedere il federalismo centripeto, la devolution, la macro regione padana, miss italia a Jesolo, più Stato italiano nelle Venezie, i costi standard, etc…

    Busato e soci dovrebbero aver ben capito che la Lega Nord l’anello di congiunzione tra i veneti e lo Stato italiano. Spezzare la catena e rivolgersi altrove è un fatto di buon senso. Zaia chiagn e fotte….se considerassi Zaia un veneto avrei scritto “Zaia cria el morto par incuear el vivo”.

  10. Moray says:

    Se gli ominidi in felpa mettono cercano di avere un ruolo nella cosa è finita. Gli organizzatori del plebiscito prendano le distanze dalla cosiddetta Lega così come i Serenissimi fecero ai tempi con la Lega di Bossi (che pure era una signora Lega rispetto al micropartitello fasciotricolore attuale).

  11. BdG says:

    Era tutto previsto,dopo l’entusiasmo e l’incredulità generale sarebbero arrivati gli attacchi denigratori,diffamatori. Eccone qui uno,l’eccelso angelo purificatore che infanga lo strepitoso risultato andando ad indagare su chi siano o cosa abbiano fatto in precedenza gli ideatori del Plebiscito.eu.
    Siccome i i 2 milioni,360mila e 235 votanti che tra il 16/21 marzo hanno decretato l’indipendenza del Veneto,forse questi non si possono colpire,sono troppi,per carità,meglio concentrarsi sui pochi,rovistando tra i rifiuti, qualche macchia nel passato ci deve pure avere. Vero? Bravo, complimenti,indipendentista degli stivali. Se deve criticare abbia il coraggio di criticare tutti coloro che via telefono e sul web si sono resi complici del misfatto, abbia il coraggio di criticare le migliaia di volontari che trascurando casa e lavoro si sono immersi in questo progetto e che grazie a tale lavoro si è potuto arrivare a questi numeri, altrimenti taccia per sempre.Stia sereno,lezioni da Lei non ne abbiamo bisogno,sappiamo cosa fare,noi lavoriamo per l’Indipendenza non abbiamo tempo di criticare e scrivere sciocchezze, questo facoltà lo sappiamo è usuale dei soliti Itaglioti camuffati da indipendentisti di dubbia credibilità.

  12. Marco (*) says:

    A Zaia, ai consiglieri regionali, ai comuni, alle province, ecc., non tocca proprio un bel niente. Se si vuole l’indipendenza bisogna capire una volta per tutte che le vie istituzionali e legali sono precluse. Qua non devono più nascere comitati referendari/plebiscitari, ecc.: o ci si prende la sovranità coi fatti, e cioè con la formazione subito di un governo veneto e di un esercito veneto, che mettano fuori gioco le istituzioni italiane come le prefetture, le caserme, ecc., sennò all’indipendenza non ci arriveremo mai. Per arrivare all’indipendenza, bisogna fare come i russi di Crimea, dove i soldati filo-russi hanno preso possesso del territorio, e dove si è formato un governo che non ha giurato fedeltà all’Ucraina, ma che ha giurato e si è messo al servizio della maggioranza russofona che voleva l’unione alla Russia. Leghisti e venetisti possono dichiarare pubblicamente quello che vogliono. Il risultato concreto è che per vie pacifiche istituzionali il Veneto non otterrà mai l’indipendenza. Se Zaia ritiene di essere indipendentista, si dimetta dalla sua carica, formi un governo provvisorio veneto, si adoperi per formare un esercito, e poi vediamo. Sono certo che le sue intenzioni sono ben diverse. Poi sti consiglieri leghisti sono anche ridicoli, cioè dichiarano che urge fare il referendum sull’indipendenza, ma solo per poter trattare più autonomia. E d’altronde, a sentirli parlare pubblicamente, si dichiarano tutti orgogliosamente italiani. Qua troppa gente è convinta che a mettere le crocette sui simboli, o a votare on line o col telefono, si possa arrivare alla formazione di un nuovo stato. Non so veramente a che livelli siamo.

    • ALTEREGO says:

      La Russia ha un progetto di fondo, poi neppure tanto segreto che tende ad inglobare altre repubbliche ex sovietiche nella sua orbita, per formare un cordone dalla Moldavia all’Ossezia passando per la Crimea.
      Proprio la Russia per portare avanti il suo piano ha tutto l’interesse, ad un’appoggio internazionale alla causa veneta.

  13. massimo trevia says:

    io non sono veneto ma ligure ,proprio come radici e spero che il veneto riesca a riprendere il filo della sua storia e che i veneti ,come poi anche noi,credano davvero nella loro dignità.il resto è conseguente!!!!!

  14. Ettore says:

    Signori, qui si continua a trascurare il tema dell’appoggio internazionale. Il mio pensiero è questo: SENZA UN’APPOGGIO DI UNA POTENZA STRANIERA NON C’E’ INDIPENDENZA CHE TENGA. Oggi chi può essere la potenza straniera che può appoggiare il ritorno del Veneto alla sua sovranità ? Per interessi diversi, in questo momento escluderei USA e Germania, ma anche il resto dei membri del G7, tra cui c’è (oggi non si sa a che titolo) l’Italia.
    Beh, molti dei lettori di queste pagine si stupiranno, ma un appoggio proprio della Russia rafforzerebbe e di molto il percorso di liberazione dall’accerchiamento Euro-mediterraneo, ovvero da Bruxelles e da Roma.

    • Ernesto Furioso says:

      Penso la stessa cosa,Usa e la Germania ci ostacoleranno,paradossalmente proprio dalla Russia e dai BRICS potremmo ricevere quella legittimazione internazionale indispensabile.
      In Brasile poi,cè una notevole presenza di discendenti dei Veneti,che sentono e coltivano ancora l’attaccamento alla patria Veneta,la bandiera marciana è l’unica usata,del tricolore non cè traccia.
      Cè un enorme problema causato dalla ns infausta annessione all’Italia,la spropositata presenza militare amerikana in territorio Veneto,come faremo a mandarli via?.

    • radetsky says:

      Russia… Strano ma vero, e il fine giustifica i mezzi.

    • Jhonny says:

      Per la Germania ed altri paesi dell’area Euro, tenere il Veneto nell’italia è doppiamente vantaggioso. Si assicurano i pagamenti dell’interesse sul debito pubblico e la contemporanea deindustrializzazione di una delle zone più competitive dell’Europa. A loro non importa affatto che per questo noi siamo ridotti in uno stato di schiavitù fiscale pur non avendo mai a creato debito. E’ ovvio per questo che non c’è molto da aspettrsi dall’ Europa e bisogna cercare alleanze con stati come la Russia che ha interessi diametralmente opposti e che, con le sue ricchezze “energetiche”, potrebbe diventare un partner ideale per la nostra economia.

    • Dan says:

      Il kosovo non ha nessuna potenza straniera a sostenerlo ma solo la certezza che se qualcuno prova a rubare ciò che è loro, magari ci riuscirà anche ma si farà tanto male…

      Ricordiamoci che le alleanze si stringono quando c’è qualcosa da scambiare ma ci possono essere scambi positivi come scambi negativi.

      • Gianmarco says:

        Dan, non sparare fesserie!
        Il Kosovo ospita una delle più grandi basi NATO sul suo territorio dopo la deportazione dei cittadini indigeni serbo-kosovari cristiani e la presa del potere dei kosovari-albanesi musulmani (che in 80 anni facendo 5-10 figli a testa, sono diventati maggioranza del popolo).
        Gli USA hanno spostato il confine dell’impero dalle Alpi Giulie ai Balcani, hanno smantellato le basi missilistiche dalle ns. montagne (mantenendo qui le caserme dove si addestrano i soldati inviati ad occupare altri paesi nel mondo e dove si curano le malattie mentali dei reduci dai fronti)

  15. gianpaolo says:

    Non giochiamo con i numeri. Con il SE e con il FORSE non si va da nessuna parte. Si controlli e se i numeri corrispondono, Zaia tragga le conseguenze per ratificare l’ Indipendenza. Questo referendum basta e avanza.

  16. Andrea says:

    Approvo in toto questo articolo, mi pare assai pragmatica e lucida la prospettiva verso cui guarda l’autore. Se posso permettermi, oserei solo aggiungere un suggerimento. Penso che in questo momento e nei prossimi mesi siano indispensabili anche appoggi internazionali. Nessuno può immaginare un riconoscimento dell’indipendenza da parte di alcun Paese straniero in questo momento. Tuttavia è ragionevole supporre che qualche altro Paese possa riconoscere almeno le buone ragioni sottostanti alla esige za di procedere ad un referendum ufficiale. Inoltre potrebbe esserci qualche importante nazione al momento anche “interessata” ad una cauta, ma positiva, attesa di una conferma ufficiale del plebiscito: nazioni che oggi come oggi potrebbero mettere sul piatto della bilancia esigenze internazionali simili. Abbiamo visto tutti sventolare, ieri sera a Treviso, in mezzo a mille bandiere venete, anche una bandiera russa…
    La cosa oggi è fortemente sottolineata da tutte le emittenti russe.

  17. erik says:

    Chi è sto mona? e come si permette a far certe sparate prive di prove?? Basito…

  18. marco svel says:

    ARTICOLO DA FAR LEGGERE A ZAIA

  19. fabrizioc says:

    Vedaren…

  20. Se a go da esar col cor en man a prefariso mile olte fanfaroni come Serafini, Buxato e Pisati a buxiari e parasidi cofà Xaia e la so maraja de leghisti poledeganti.

    Par entanto sti tre “fanfaroni” li se ga da da far e se li rexiste a la tentasion de far on partido poledego e li punta tuto a movar/mobilitar i 2milioni de veneti ke li ga votà sì, la xe fata e Xaia lo mandaremo en exilio a Pontida entel canpo de singani ke ghè da ke le bande, anseme a Toxi se coesto nol prefarise Roma?

    Xaia a xe 20 ani kel vive da fanfaron, sti ki almanco li ga fato esprimar i veneti, altro ke i gaxebi de la Lega de Salvini.

    L’oror de łi tałego padani
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4aGNfUE85eWFxb3c/edit

  21. Ottimo articolo scritto da una persona responsabile e matura. Sottoscrivo in pieno.

  22. pierino says:

    ho letto le prime 5 righe al ‘vediamo quanto durerà’:
    non dura piu, non è un partito ! serviva a far un referendum tra i veneti aventi diritto di voto per saper quanti voglion l indipendenza. ora si sà , piu di 2100000

    nonhan cambiato nessun nome, il 6ottobre 2013 è la data in cui il partito politico italiano indipendenza veneta vuol che il consiglio regionale veneto indisca il refefendum . si 6 mesi fa… ha la macchina del tempo morosin sapevi ?
    cantarutti non l ha, sennò sarebbe un problema per IV…

    quella dei 580comitati è la puttanata piu grande sentita dai tempi della fondazione della lega…
    e poi ancora elezioni di partiti italiani ? basta non se ne puo piu sentir parlare di sottostare al sistema ‘taglia ! vergogna !

  23. GIUSTO ZAIA DOVREBBE DIMETTERSI DA GOVERNATORE DEL VENENTO E POI INDIRE NUOVE ELEZIONI E PRESENTARSI COME LEADER DEI MOVIMENTI INDIPENDENTISTI DEL VENETO, CONTRO I PARTITI STATALISTI PD, PDL, FORZA ITALIA. LASCIANDO DA PARTE IL SUO VECCHIO MOVIMENTO LEGA NORD.

    Rinaldo Cometti
    Pro Emilia Indipèendenza

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