Veneto: nonostante la crisi, crescono i lavoratori immigrati

di REDAZIONE

Quasi 20 mila lavoratori immigrati in piu’ in Veneto nonostante la crisi, che contemporaneamente ha prodotto pero’ un numero ancora superiore di disoccupati, ben 28 mila. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione realizzato dalla Fondazione Leone Moressan e presentato nel corso in un convegno a Ca’ Foscari. Nel 2011 i lavoratori immigrati sono passati dai 228 mila del 2010 ai 247 mila del 2011 (+19.000), pari all’11,6% degli occupati, ma nel frattempo il tasso di disoccupazione e’ salito al 10,2% (+1,3% rispetto al 2008), il che significa che in Veneto un nuovo disoccupato su quattro e’ straniero d’origine. Anche in Veneto gli immigrati sono nella stragrande maggioranza lavoratori dipendenti con salari piu’ bassi degli altri (1.048 euro netti al mese, cioe’ -250 rispetto ai loro colleghi italiani), ma sono 39.000 gli imprenditori stranieri che hanno impiantato una propria attivita’, in particolare nel settore delle costruzioni (34,1%), del commercio (27%) e dei servizi alle persone (13,3%). Sono soprattutto cinesi, romeni e marocchini e le loro aziende producono il 6,4% del Pil regionale. Il Veneto conta 377 mila contribuenti nati all’estero, che in totale dichiarano 4,8 miliardi di euro: in termini relativi, si tratta del 10,5% di tutti i contribuenti e del 6,8% del reddito complessivo dichiarato in regione. Mediamente gli stranieri dichiarano 12.837 euro (8.000 in meno rispetto agli italiani) e si tratta quasi esclusivamente di redditi da lavoro dipendente. Dal Veneto infine gli immigrati mandano ogni anno nei loro paesi di provenienza 499 milioni di euro (989 euro pro capite): il 6,8% delle rimesse inviate dall’Italia.

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9 Comments

  1. venus says:

    Molti imprenditori dovrebbero vergognarsi rubare soldi pubblici con la cassa e lasciando a casa lavoratori italiani usando manodopera a basso costo e in nero extracomunitaria.

    • Culitto Salvatore says:

      oggi faccio l’avvocato del diavolo, mettiamoci nei panni di un imprenditore per un momento:
      si presentato due “pretendenti” per un posto di lavoro, uno comunitario e uno extracomunitario,
      il primo vuole essere messo in regola, pagato 2.000 euro al mese, vuole la tredicesima, vuole le ferie “pagate” vuole insomma tutto quello che è nei suoi diritti chiedere
      il secondo è disposto a lavorare anche in nero, chiede 500 euro netti se messo in regola, 600 in nero, non ha interesse nelle ferie e lavora 18 ore al giorno compreso il sabato e la domenica se necessario
      ora presupponendo come giusto che sia che il datore di lavoro sia onesto e che quindi l’assunzione a”prescindere” sarà regolare, chi dovrebbe scegliere tra il comunitario a 2.000 euro al mese e l’extracomunitario a 500? io da imprenditore a parità di diritti e parità di lavoro opterei per quello che pretende una retribuzione inferiore

      • bogus says:

        Questo dimostra quanti siano gli imprenditori Veneti che dei veneti non importa nulla quando si tratta di dinè. Schiavismo, sfruttamento, quando non truffa allo stato con la cassa integrazione non giustificata da reali motivi.
        E non vale solo per il Veneto ovviamente, ma prima di riempirsi la bocca con tante belle parole, tipo autoderteminazione, indipendenza, libertà , ‘il veneto ai veneti’ , ‘la lombardia ai lombardi’, ‘stato ladro mafioso’, etc, etc…si pensi prima ai ladri padani, che da una parte rubano allo stato con la cassa e dall’altra schiavizzano i propri conterranei o meglio stranieri disposti a vendersi per due soldi.
        Detto questo , esprimo il massimo rispetto a tutti gli altri imprenditori che onestamente arrancano ogni giorno per tutelare la propria azienda e i propri dipendenti in modo onesto e rispettando la loro dignità di essere umano.

        • Culitto Salvatore says:

          non è solo dimostrazione degli imprenditori veneti ma di tutto il mondo, è normale scegliere chi a parità di “servizi” costa meno, lo è per il produttore che sceglie l’operaio a paga minore, lo è per il consumatore che a parità di qualità scegli il prodotto che costa meno, di questo non si può fare una colpa ne agli imprenditori che assumo stranieri ne ai consumatori che comprano “cinese”, la colpa o demerito è delle istituzioni, delle associazioni che dovrebbero tutelare l’economia locale, che dovrebbero imporre limiti sia all’immigrazione che all’importazione, limiti significa trovare il giusto equilibrio, non vietare, è ingiusto vietare ad uno straniero di poter entrare nei nostri territori solo perchè straniero, così come è ingiusto vietare l’importazione di prodotti dall’estero, ma una regolamentazione equa è indispensabile, infondo anche noi siam emigranti per necessità e anche noi siamo esportatori per commercio

          ps vista la difficoltà per un italiano (o un comnunitario in genere)andare stabilmente in USA, canada, australia o giappone, io porrei le stesse limitazioni per i popoli che provengono da tali nazioni…(che tali limitazioni non hanno) non si può essere buoni solo a dare, e il trattamento deve essere equo in entrambe le direzioni

  2. luigi bandiera says:

    Se va vanti de sto paso saremo butai fora un dì o chealtro.

    Dai, su, dormimo va..!

  3. Trasea Peto says:

    Il dopo 1866 si ripete….e Zaia insiste con i lavori pubblici appaltati a ditte….non venete!

    • Culitto Salvatore says:

      zaia insiste con lavori appaltati a chi chiede di meno,se sono appaltati ci sarà un motivo no?
      la questione in merito si sarebbe potuta sollevare (caz… ma sto difendendo zaia??) se come accaduto in vari comuni d’italia i lavori fossero stati assegnati su “incarico” senza appalto, quando ciò accade tutte le giustificazioni che i vari sindaci o politici in genere possono dare significano solo una cosa la mafia siamo noi” e facciamo quello che vogliamo, da liberi cittadini verificate se nel vostro comune sono più gli appalti o gli affidamenti vi renderete conto di quanto il vostro sindaco sia onesto mafioso…purtroppo non potrete denunciarlo perchè la legge protegge il mafioso e danneggia l’onesto

      come dicono tanti politici gli immigrati sono il motore dell’economia, anche lo schiavismo è un motore per l’economia (massimo guadagno minimo costo), ma guai a mettere in giro tale pensiero, potrebbero capirlo e fare arrivare mano d’opera a basso costo da paesi più poveri e disastrati di noi…

      • Trasea Peto says:

        appalti a chi chiede di meno ma che poi non rispetta il preventivo di spesa triplicando i costi e i tempi previsti….sperando sempre che la presunta ditta non fallisca per poi sparire nel nulla lasciando come recapito una cassetta della posta senza proprietario in Sicilia.

        • Culitto Salvatore says:

          vedo che sei moooolto infornato, si hai ragione, la edilnord infatti è di catania….l’impresa del nord che più mi piace però è una impresa del bergamasco che ha un nome che è tutta un programma SCHIAVI S.P.A. (la cito solo per il nome “ambiguo”, dovuta al cognome del proprietario, non per criticarla)

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