Veneto: la crisi ha “bruciato” 18 anni di crescita e 13,8 punti di pil

di REDAZIONE

La crisi economica in Veneto ha bruciato 18 anni di crescita. Infatti, dal 2008 a oggi il Veneto ha perso circa 13,8 punti di Pil, attestatosi a 26 mila euro per abitante, pari ai valori del 1995. Nello specifico, il meno 13,8 % è il «costo» della crisi in Veneto, inteso come scostamento tra previsioni (prima della crisi era prevista tra il 2008 e il 2013 una crescita costante del 6,8%) e dati semi-definitivi (oggi si stima per la fine del 2013 un – 7 % rispetto al 2008). Inoltre, nel 2013 il Pil del Veneto, espresso a prezzi 2005 per omogeneità del confronto temporale, risulta pari a 26.099 euro per abitante: per trovare valori inferiori è necessario fare un salto all’indietro di quasi vent’anni. Più precisamente, bisognerebbe risalire al 1995 per riscontrare un valore del Pil procapite reale (26.121 euro) analogo a quello del 2013 e al 1994 per trovare un valore inferiore (25.151 euro) (Grafico 2). In altre parole, la crisi ha «bruciato» 18 anni di crescita economica. Sono questi i dati più eclatanti del nuovo Rapporto dell’Osservatorio fiscalità della Cna regionale del Veneto, elaborato dal Centro Studi Sintesi di Mestre. Il rapporto della Cna Veneto fa il punto sugli effetti delle recenti manovre finanziarie sul sistema economico regionale. Il quadro che ne emerge «è la triste conferma di quanto imprese, lavoratori e famiglie sanno già e vivono sulla propria pelle quotidianamente», spiega la Cna del Veneto. Rispetto alle tendenze pre-crisi, il settore dell’edilizia ha perso quasi il 30% del valore aggiunto; si registra una rilevante flessione rispetto alle aspettative anche per il settore industriale (-18,7%), nonchè per l’agricoltura e per i servizi, che diminuiscono di 10-12 punti.

Servizi (che costituiscono il 66% del valore aggiunto regionale) e industria (26% dell’economia veneta), hanno fatto registrare una leggera ripresa nel biennio 2010-2011 che è stata poi annullata da un nuovo calo del valore aggiunto a partire dal 2012. Gli effetti della crisi e della flessione del Pil si sono inevitabilmente riversati sulla competitività del sistema economico regionale. Uno studio della Commissione Europea ha recentemente evidenziato la perdita di competitività del Veneto nell’ambito delle regioni europee: nel 2010, infatti, il Veneto occupava la 149ma posizione del Regional Competitiveness Index (Rci), mentre nel 2013 figura al 169mo posto, perdendo così 20 posizioni. La perdita di competitività del sistema economico veneto può trovare una possibile spiegazione nel rilevante sforzo finanziario richiesto a questo territorio dalle manovre finanziarie varate a partire dall’estate 2010. Nel 2013, questo sforzo sarà pari a 1,4 miliardi di euro, ben 387 milioni in più rispetto a quanto richiesto l’anno precedente, spiega la Cna del Veneto. Per il 2014 il concorso alla manovra è destinato a crescere leggermente, fino a superare quota 1,5 miliardi di euro, in gran parte a causa di un ulteriore inasprimento del Patto di stabilità delle Regioni che dovrebbe tradursi in una nuova stretta alla spesa di 75 milioni di euro. In questo senso, il Veneto si conferma ancora all’ultimo posto tra le regioni italiane per capacità di spesa ai fini del Patto (312 euro procapite).

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. Dan says:

    Forza crisi ! Non hai bruciato ancora abbastanza ed ai veneti, si sa, piace prendere lo zenzero in culo: dopo tutto questo parlano ancora di votare

  2. LUIGI says:

    Par l’itaglia e par gli Italioti/Italioschi non voto.
    Mi son Veneto (già Libero) e lotto par la me tera xchè sia Libera e SOVRANA !
    Non gò bisogno de perdere tempo con monade tipo referendum, plebisciti e ammenicoli vari, grasie.
    Che San Marco ve varde !

  3. Paolo says:

    INDIPENDENZA VENETA: votiamo in massa per salvarci.

Leave a Comment