Corriere della Sera: il Veneto va diviso in 3 dipartimenti

di ETTORE BEGGIATO

Che il Corriere della Sera metta in prima pagina una notizia, faccia fare un pezzo a una delle sue firme più prestigiose (Sergio Rizzo), riprenda il pezzo all’interno mettendolo al centro delle pagine 4 e 5 (primo piano), è già un messaggio chiaro; se poi il titolo del pezzo è: “Il sogno di un’Italia senza Regioni e Province ma con 36 dipartimenti” allora bisogna incominciare a preoccuparsi….

E’ quanto successo ieri, mercoledì 24 luglio. Si parte da uno studio della “Società geografica italiana” lo si condisce con la “riduzione della spesa”, che in questi tempi non fa mai male, e si presenta il dipartimento come un qualcosa di “più omogeneo per radici storiche e fondamentali economici”  e la regione come “una conchiglia vuota sul piano identitario”…

Ma vediamo un po’ più da vicino questa proposta della “Società geografica italiana” (a proposito di riduzione della spesa, sarebbe interessante sapere quanto costa al contribuente questa società…); per Marche, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige i confini rimarrebbero gli stessi; il Veneto verrebbe diviso in tre dipartimenti (ci avrei giurato…) uno con Venezia, Padova, Treviso, Belluno e Vicenza, un altro con Verona, Brescia e Mantova e un altro ancora con Rovigo e Ferrara…Complimenti, chissà se alla Società Geografica Italiana hanno mai sentito parlare di “divide et impera”…

Allora è bene che qualcuno spieghi agli egregi signori della “Società geografica italiana” che il Veneto NON è una “conchiglia vuota sul piano identitario” ma è una Terra con una propria identità, con una propria storia, una propria cultura, una propria lingua, un proprio modello economico, un territorio delimitato da confini naturali, che viene correntemente riconosciuto come una “nazione storica d’Europa”, NON è un qualcosa da smembrare scimiottando i francesi.

Anche perché, a partire dal 1797 con l’infausto Napoleone, dalla Francia per i veneti non è mai arrivato nulla di buono…

*già assessore regionale del Veneto

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26 Comments

  1. Simone says:

    Veneto unito e indipendente w San MARCO!!!
    /

    • ROBERTO ROMAN says:

      secondo me questa è la cagata che hanno promesso di presentare a settembre in regione l’altro ieri quelli del PD (partito dei deficenti). Possibile che questa volta i veneti non mettano a ferro e fuoco chi si prende gioco in modo immondo di loro e della loro identità storica? 1100 anni di repubblica serenissima neanche questi cretini possono permettersi non solo di cancellarla ma anche solo di metterla in dubbio: uniamoci e andiamoceli a prendere a casa uno per uno!!!!

  2. claudio says:

    Perché dare pubblicità a un articolo da strapazzo che non ha alcun fondamento storico e culturale a dispetto dell’aura che vorrebbero darsi i propositori di tali “sogni”?

    Pure dal piano finanziario fa acqua. Non è vero che le autonomie regionali hanno portato a maggiore spesa pubblica. Primo le autonomie (cioè parliamo di briciole, che chiamarle autonomie vien quasi da sforzarsi) sono state principalmente adottate dalle Regioni del nord e in particolare da Veneto e Lombardia, le altre, si dà il caso quelle spendaccione, non le hanno adottate. Inoltre la spesa è stata causata dallo Stato che ha scaricato i suoi costi, ma non la riscossione delle tasse (che anzi è ora aumentata) lasciando le Regioni in mutande.
    Il Veneto in particolare non ha avuto alcun boom di spesa pubblica.
    Dunque se la tesi su cui si fonda l’articolo è immondizia perché discutere del resto?

    • Leonardo says:

      Non diamo pubblicità ad un articolo da strapazzo, ma a quello che pensa – seppur da strapazzo – il più “autorevole” quotidiano italiano. Beggiato, smonta quelle tesi. Ma lei cosa crede, che la censura sia la soluzione?

  3. Riccardo Zanconato says:

    qualcuno può linkare l’articolo del Corriere?

  4. Europa Veneta says:

    condividiamo in pieno i rilievi di Ettore Beggiato sul disegno neocentralista dei 36 dipartimenti proposto dalla “Società geografica italiana” (a proposito di riduzione della spesa, sarebbe interessante sapere quanto costa all’erario pubblico questa società…).
    Proprio in questi giorni, qualche telegiornale ripercorreva la storia dell’ostruzionismo nel parlamento italiano, ricordando che il record ostruzionistico va riconosciuto al leader maximo del neofascismo italiano, Giorgio Almirante, quando il suo partito, MSI-DN, si oppose nel 1970 all’attivazione delle Regioni, con posizioni autoritarie e nazionaliste largamente condivise anche da certi ambienti di potere occulto, che tanto condizionano la vita politica nella penisola.
    Ora che il sistema è alle corde, c’è chi teme cambiamenti istituzionali che portino un po’ di legalità e di buon governo almeno a quei popoli, come i Veneti, che stanno maturando il convincimento di governarsi da soli. Si tratta di chi in questi 150 anni ha lucrato sulle disgrazie e sullo sfruttamento della gente e dei lavoratori in particolare.
    A questo regime (che si definisce democratico) vogliamo solo far notare che l’organizzazione “a dipartimenti” l’abbiamo già sperimentato nel Veneto dal 1806, quando si insediò il re napoleonico d’italia con lo “Stato Prefettizio”.
    Ciò fino al 1970, quando fu applicato il disegno costituzionale del regionalismo, che pur in maniera involuta ed inefficace, ridava visibilità e riconoscimento agli Stati preunitari (almeno anteriori al 1860), cioè le Case regnanti che avevano governato decorosamente i rispettivi popoli, di sicuro meglio che la bolgia di potere occulto ed illegale che i Savoia hanno messo su, sulla base della società carbonare e dei club liberali.
    L’accentramento savoiardo imposto al Veneto dal 1866 ha fatto tabula rasa delle economie locali della penisola, ha pompato al massimo una tassazione come quella sul sale e sul macinato, ha introdotto lunghi periodi di leva obbligatoria, condotto il regno d’italia in forsennate guerre coloniali in Africa, in due guerre monidiali, in 20 anni di totalitarismo fascista, ha generato un’ondata di emigrazione che ha espulso metà della popolazione rurale del Veneto (e di altre regioni) fuori dal Continente. Un interrogativo che i Veneti pongono idealmente allo stato italiano è il seguente: “che cosa volete ancora?”

  5. Miki says:

    E bè! Guardacaso la regione più secessionista e fumantina d’itaglia è proprio quella MENO omogenea che andrebbe smembrata. Come dicono a Monza “ca nisciuno è fesse”
    (si va bè: una volta c’erano i Monzesi,ma decinaia di anni or sono)

  6. alessandro says:

    Discutere sull’unità del veneto o del popolo veneto non è così importante. Perché le lezioni di identità e di storia sono interessantissime, ma viziate in origine: si cerca di dimostrare quanto già insindacabilmente affermato in premessa. Il Veneto è una nazione? Quello Veneto è un popolo? cerco informazioni e piego le spiegazioni per confermarlo.
    Vero, ovviamente, anche il contrario. Da decenni assistiamo a questa noiosa diatriba tra italiani e padani. Si tratta, come scrive Tito Livio, del mito romantico della nazione; quello che fa dire, oggi, che esiste una sola patria e che essa, puntualmente, deve essere istituzione statale o regione aspirante stato.
    Una più moderna e semplice definizione di patria può essere la seguente: i luoghi che si amano. Si osservi come il termine luogo lascia, anzi apre sterminati spazi per discussioni proficue e ricerche interessanti.
    Resta evidente che il Corriere della sera è giornale italico: suo interesse dividere una forza che, diffusa sul territorio veneto, esprime indipendentismo. Bene ricordare però che qualsiasi ipotesi statual-nazionale, indipendentemente dalla collocazione dei suoi confini, è antitetica all’indipendentismo che, invece, consegna ai popoli la facoltà di accertare la loro identità. D’altronde l’identità unica ed indissolubile di un popolo è quella inventata dagli stati. I popoli e le patrie più autentiche potrebbero essere rappresentate cartograficamente come zone colorate che sfumano verso colori diversi. Immagino che questa diffusione sarà presente anche nei risultati del referendum.

  7. Ultimi Veri Venexiani says:

    Ė con orgoglio che ci dichiariamo Veneti. La Patria, come dice il nostro grande amico avv. Renzo Fogliata, ė come la mamma, ne abbiamo una sola e nel caso ė quella Marciana. Fatta questa doverosa premessa, evidenziamo ancora una volta (per chi non se ne fosse accorto), che in effetti, siamo tuttora occupati dal tremendo “ziorno” del 12 maggio 1797 compresa la disgrazia della diaspora del “POPOLO” Veneto (oggi, in un certo senso, ancora attiva). Certo, l’occupante ha fatto di tutto per cancellare la Saggezza, la Giustizia e la Carità che hanno caratterizzato per più di un millennio le capacità di questa grande Nazione rispettata in tutta Europa. Non solo, hanno degradato la nostra Lengua a un semplice dialetto, hanno ridotto la più grande e imbattuta flotta europea a semplice repubblica marinara, cancellata la Sua Storia e guarda caso, nel 1970 con la creazione delle regioni italiote, ci hanno di fatto diviso e fatto a pezzi. Non ne parliamo, poi, con il trattato di Osimo il regalo di Togliatti all’amico Tito dell’Istria & Dalmazia. Noi, illustrissimo Sergio Rizzo, non ci sentiamo italiani, ma Marciani e lo saremo “SENPRE”. – WSM

  8. Sandrone says:

    Ci vuole un ” appoggio”…uno ” sponsor” straniero. Perlomeno una media potenza od anche qualcosa di meglio.
    Sia la Francia, la Turchia, la Russia ancora meglio!
    Da soli i lombardi od i veneti non ce la faranno mai, lo dice la storia, nessun Paese ha mai ottenuto l’indipendenza da solo!
    I cagnacci del centralismo non rinunceranno mai alla loro consueta dose di polpa scelta!!!

  9. Garbin says:

    Vigliacchi, cercano scuse (forti dei traditori locali) per cancellare ogni identità veneta, vigliacchi.

    Tanto quando il mostro tricolore sarà finito, tutte le terre venete (anche quelle fuori dall’attuale regione) si ritroveranno unite in nazione come è stato per millenni.

    L’unica invenzione, l’unico guscio vuoto e marcio di cui tutti ci vergogniamo è quello schifo che chiamano italia.

  10. Salice triestino says:

    Eccoli qua! I dipartimenti di napoleonica memoria!
    Uno già esiste, ed è l'”Alto Adige”, dove c’è bisogno di sottomettere, di snazionalizzare, di cancellare l’identità!
    Ora vogliono sopprimere le regioni storiche, per creare degli anonimi dipartimenti, che ovviamente avranno nomi di fiumi, o peggio, di fantasia, in luogo dei nomi che rendono una terra, la proria terra.
    Insomma, questi pensano di creare altri “Alti Adigi” e “Venezie Giulie”.
    Perchè non cambiano nome anche all’Italia?

  11. Ciao Ettore, anziché diffondere cotali deliri, mi mandi qualche info sul movimento Irlanda Veneta, che fiorì in Veneto durante la guerra di indipendenza irlandese, penso fosse attivo fino al 1922, poi il DVX ovviamente lo soppresse.Grazie
    Ciao!
    Paolo

  12. Beppa says:

    Mi sembra un’ottima idea, il “Veneto” come il “Piemonte” o la “Lombardia” è un’invenzione essenzialmente italiana, i rapporti fra Rovigo e Ferrara sono infinitamente più forti di quelli fra Rovigo e Venezia, quelli fra Verona e Brescia sono fortissimi data anche la comune origine cenomana delle due popolazioni; Padova poi fa proprio a sè. Il venetismo è un bossismo locale che cerca di strumentalizzare la storia della Serenissima Repubblica di *VENEZIA* per dare un posticino a chi ciclicamente fuoriesce dall’Allega.

    • ferdinando says:

      w il vuoto !!!!!!!!!!!!!!!

    • Frà says:

      rapporti fortissimi VR-BS? Ottimi certo, quasi meglio di quelli con Mantova! 😉
      RO-FE? Padova principato?
      Bappa… Fatti un atto d’amore: chiama la croce verde! 😉

      PS: Belluno lo mettiamo assieme ad Innsbruck?

    • Lucky says:

      Viva SanMarco

    • Thomas says:

      EllaBeppa!!! (scusa il gioco di parole)
      Il Veneto è un’invenzione?
      Oddio… è una invenzione che ha almeno 2100 anni!
      Tito Livio già la citava dicendo che la nostra regione (poi divenuta X Legio) era abitata da “gens universa veneti appellati”
      A voler essere pignoli, essa comprendeva anche quelle che adesso sono venezia giulia ed istria… ma vabbè)
      Ricordo poi che nel medioevo Venezia dominava esclusivamente sulla costa mentre erano gli scaligeri (Verona quindi) che tenevano assieme una popolazione tutto sommato omogenea (io sono di Bassano e dalle mie parti c’era un certo Tiranno Ezzelino).

      Ed ancora: definire il venetismo come un bossismo locale…
      VIVADDIO! Nemmeno mia moglie (che è orgogliosamente romana) azzarderebbe tanto!
      Io non faccio politica attiva ma amo la mia terra e le mie radici al pari di chi definisci (spregiativamente) “venetista”…

      Dovresti avere più rispetto… per la storia e per le persone!

      • Tito Livio says:

        Veneto Nazione? ci ho creduto ma….nel tempo mi sono sorti dei dubbi.
        1i nostri avi sono SOLO i paleoveneti?
        2 veneti o veneziani?
        3La Regione Veneto è un invenzione dello Stato italiano e null’altro. E’ stata Venezia con la sua influenza far diffondere il veneziano in terraferma e poi con l’italiano si è avuta una sorta di normalizzazione, oggi il veneto come lingua parlata è molto più omogenea di anni fa.Ci sono poi molte isole linguistiche friulane verso Portogruaro (e isole venetofone in F.V.G), dopo Rovigo parlano una lingua incomprensibile vicina al ferrarese per non parlare dei chioggiotti (che faccio fatica a capire) inoltre ci sono i dialetti-lingue venete verso il bellunese che sono molto particolare, più che lingua veneta direi idioma.
        Ah il mito romantico della Nazione che tanto è odiata negli ambienti indipendentisti veneti, salvo poi riproporre il nazionalismo italione in versione microscopica e allora si arriva a dire che i friulani sono veneti, che i bresciani- bergamaschi sono veneti e via così. Poi un giorno noi padovani, che da sempre odiamo Venezia (in senso goliardico-sportivo) diremo di far parte di una nostra Nazione e via così fino a formare le Nazioni di Camposampiero, Castelfranco, Cittadella, Casalserugo ecc ecc ecc ma ha senso ancora parlare di Nazioni e di indentità fissate e ferme?

        • elio says:

          e tu tito cosa proponi? perchè sai,meni sempre la stessa solfa ma la tua idea non la esprimi mai

          • pippovic54 says:

            Elio, mi hai letto nel pensiero! E’ da un po’ che lo curo, ma lui non si espone, né si sbilancia….un po’ democristiano? Non vorrei che quando sarà il momento, avremo un nuovo elemento che proclami: ve lo avevo detto io, e avevo ragione. Ma di cosa non si è mai capito. I soliti che salteranno sul carro dei vincitori. Serenissimi saluti. WSM

    • Miki says:

      Non assuma sostanze psicotrope prima di accendere il computer; e poi le fanno male.

    • Matteo Pasquetto says:

      Anche l’italia è un’invenzione. Perché non dividerla in tre?

  13. elio says:

    perchè non dividiamo in tre certi personaggi?

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