Cosa farà da grande il Veneto?

riceviamo e pubblichiamo

di ANNA ISEPPON10628332_866033213424372_5271550808283384857_n

Qualche giorno fa, in vista della serata del 26 agosto, mi sono recata in visita al nostro don Floriano Pellegrini.

Un tuffo nel passato, tra alberi e case plurisecolari, in un luogo tanto meraviglioso quanto duro: Coi, frazione di Zoldo Alto, è il paese più alto di tutta la Val Zoldana (1.500 m.s.l.m.) ed è costituito da un piccolo gruppo di case in cui risiedono all’incirca una sessantina di abitanti. Sulla strada del ritorno, l’amica che mi accompagnava se ne esce con un “Certo che quando vai a far la spesa devi stare ben attento a non dimenticarti lo zucchero!”. Un’amara battuta a sottolineare la difficoltà insita nel risiedere in un piccolo borgo in alta montagna. Una difficoltà che molti non comprendono, o fingono di non vedere, raccontandosi e raccontandoci che “va tutto bene”.

Anni di disinteresse, di politiche sbagliate, di lontananza fisica ed affettiva dal territorio a che cosa hanno portato? La nostra montagna, nel silenzio e nella rassegnazione, pian piano va spopolandosi e morendo.

Persa nei miei pensieri, mi domandavo – e vi domando – “Com’è pensabile pretendere di rispondere in modo standardizzato alle esigenze di cittadini che abitano in luoghi con caratteristiche e bisogni così diversi?”. A me pare tanto logico: solo chi risiede in un territorio, lo conosce e lo vive può essere consapevole delle reali necessità di quell’area. Come può un cittadino di Venezia comprendere a pieno i bisogni di un abitante di Sappada? O un residente delle colline del Prosecco comprendere quelle di chi abita in una zona industrializzata del Veronese? Certo, potrà informarsi, studiarne la realtà, visitare quei luoghi. Ma viverli è tutt’altro!

Per questo motivo mi pare assolutamente ovvio che il decentramento politico amministrativo sia l’unica strada sensata. Amministratori e cittadini del territorio che lavorino per il territorio e per chi vi abita; persone vicine, conosciute e – soprattutto – controllabili. Talmente ovvio che…è impensabile!

Il decentramento politico richiede riforme costituzionali-legislative, la creazione di unità politiche locali e la promozione di gruppi di interesse pubblico efficaci. L’esatto opposto di quanto sta portando avanti chi ci governa attualmente, la cui vision è decisamente accentratrice.

Il Veneto di domani non può e non deve ripetere l’impostazione centralista dell’italia odierna, ma essere organizzato in comunità tendenzialmente omogenee dal punto di vista geografico e socio-culturale, capaci di amministrarsi efficacemente. Una federazione di territori veneti che si governino da soli, ed un governo centrale il cui compito sia esclusivamente garantire l’unità politica ed economica della Federazione (politica estera, difesa, politica economico-monetaria). E, perchè no, con una costituzione che (come quella del Liechtenstein) preveda, nero su bianco, la possibilità di autodeterminazione per ciascun territorio!

http://vivereveneto.com/2014/08/24/veneto-federale-o-centralista/

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4 Comments

  1. Dan says:

    Mettetevi l’anima in pace: il veneto di domani pagherà le tasse e manterrà l’italia sfruttatrice come fa oggi e come ha fatto ieri.
    Tutti i bambini piccoli rispondono a cosa faranno da grandi poi quasi nessuno centra l’obiettivo preposto per convenienza o mancanza di coraggio.

  2. caterina says:

    hai centrato il problema e, se sei veneta, avrai fatto caso che la nuova Repubblica Veneta, oltre che indipendente e sovrana, è definita “federale”… infatti l’attenzione e l’articolazione non sarà solo intorno a quelle che oggi sono città capoluoghi, ma agli insieme di paesi e comunità che nel territorio hanno collegamenti e interessi comuni… ho sentito che sono stati già individuate e previste 20-30 unità, appunto perchè le difficoltà, i bisogni e anche le valenze chi più di coloro che vi abitano le conoscono?
    Sarà tutta un’altra vita, finalmente…la Svizzera, ma anche l’Alto Adige sono il modello, e ciò sarà possibile perchè attueremo la “democrazia diretta”!…mai più ordini e scemenze che vengono dettate da lontano! ma decisioni e semmai suggerimenti e proposte di sostegno che partono dai territori!

  3. GIULIANO ROS says:

    Questo articolo richiama l’attenzione sul concetto di bioregionalismo di di Kirkpatrick Sale…

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