Veneto: una questione antropologica?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Veneto: una questione antropologica? Ci metto il punto di domanda, per evitare di far passare come certezza quella che è una riflessione. Da qualche giorno, dopo che è stato citato il disgraziato “modello Cipro”, rifletto sul senso di un modello sociale. Risulta ovvio che le scelte elettorali di una società sono  rappresentative di quel preciso modello sociale.

In questi tempi di semplicistica anti-politica non posso nascondermi che l’Italia è una nazione con una rilevante percentuale di furbetti, che non risiedono certamente solo in parlamento. Penso alla vita quotidiana, al traffico, ai parcheggi, alle file agli sportelli… penso alle agevolazioni fiscali frodate, all’evasione, al mancato rispetto dell’altro, alla mancanza di gentilezza. Penso all’abbandono casuale dei rifiuti, all’inquinamento volontario, alle tangenti, al degrado sociale, all’abbandono ed allo sfregio della cosa pubblica. Mi fermo, ma la lista è lunga e triste. Che utilità può avere mettere alla gogna i rappresentanti di un popolo quando questi sono eletti democraticamente dal medesimo, se basta guardarsi attorno per vedere l’inciviltà di chi possiede la tessera elettorale?

Poi penso al “modello Veneto”, alle sue declinazioni in sanità e nel sociale, al volontariato, alla solidarietà, al buon funzionamento della pubblica amministrazione. Il nostro territorio riesce ad essere virtuoso (non perfetto, si badi, ma spesso adeguato), anche  se attaccato ad un treno che sta scendendo lungo una ferrovia di montagna coi freni fuori uso, trascinandoci verso l’inevitabile disastro. Le ipotesi sono due: continuare ad accompagnare “Italo” verso lo schianto raccontandoci tristemente quanto bravi e dignitosi siamo oppure  staccare la nostra carrozza, utilizzare i nostri freni forti e ben funzionanti e salvarci.

Dobbiamo garantirci il diritto ad essere rappresentati da persone con gli stessi nostri valori, il diritto ad essere amministrati da un sistema che li rispetti e li valorizzi. Referendum subito per l’indipendenza dello stato Veneto.

Massimo Vidori – Indipendenza Veneta, Belluno

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

4 Comments

  1. Miki says:

    Esiste una “razza Piave” per dirla come Gentilini? Probabilmente si,ma in quasi 150 anni di inquinamento subculturale e razziale meridionalista si sarà annacquata un bel po’,non trova? Tanto più che anche le rivendicazioni indipendentiste suonano sempre più come “più soldi/tasse sul territorio Veneto” anzichè “più rispetto delle tradizioni e della STORIA del popolo Veneto”. Sarà tutta colpa della crisi? Francamente temo di no: temo l’imbastardimento startappizzato&demaffizzato
    che ha colpito la Lombardia, e il Piemonte,ovvero l’appiattimento sul bakshish (vocabolo che più di ogni altro spiega il “portato culturale” degli ultimi 150 anni, infatti ha un doppio significato di “elargizione” e di “mazzetta”) senza più preoccuparsi delle proprie radici; chiaro sintomo che il malato (il popolo) è in fase terminale.

  2. Johnny di Vicenza says:

    Quando lei descrive questo:
    “al traffico, ai parcheggi, alle file agli sportelli… penso alle agevolazioni fiscali frodate, all’evasione, al mancato rispetto dell’altro, alla mancanza di gentilezza. Penso all’abbandono casuale dei rifiuti, all’inquinamento volontario, alle tangenti, al degrado sociale, all’abbandono ed allo sfregio della cosa pubblica.”
    A me vengono in mente Veneti e il “modello Veneto” (dei capannoni) che nomina.
    Il disprezzo per l’ambiente, l’evasione fiscale, il fregarsene di ogni regola e cortesia lo ritrovo quotidianamente nei miei Corregionali. Siano venetisti, padani o indifferenti alle cose pubbliche(la maggior parte dei veneti che conosco, tra l’altro, tranne qualche bestemmia al governo di turno).
    Con il federalismo mal fatto, in Italia ora ogni consiglio regionale spreca più del parlamento a Roma(in ogni giornale, di ogni tendenza troverà i dati precisi), l’indipendenza renderebbe i nostri politici locali più virtuosi, onesti e la gente più educata? E io che credevo bastasse una buona scuola e una buona educazione in famiglia..

  3. Paolo says:

    Caro Massimo Vidori,
    al di là di tanto intelletto di chi conosce assai poco la storia,
    e soprattutto la storia del Veneto, e confonde la Padania con il Veneto lei ha assolutamente ragione. Non comprendo il livore contro un processo come il referendum, direi democratico, o no?
    Non è passato molto tempo da quando il Veneto era una Repubblica, prima di divenire terra munta ed offesa dalla cultura italiana in ogni occasione. Non si capisce il motivo in base al quale un paese che vuole insegnare la democrazia al mondo in un’Europa che ne fa il suo baluardo una scelta cosi semplice ed ovvia sia impossibile. Siamo forse sotto occupazione? (..democratica)
    Paolo
    (…Cortina d’Ampezzo)

  4. Lucky says:

    L’antropologia della polenta. Se fosse ancora tra di noi il padre dell’antropologia J. G. Frazer, al suo colossale lavoro ” il ramo d’oro” aggiungerebbe un intero volume tutto dedicato ai popoli della valle del Po , e lo avrebbe appellato: l’antropologia della polenta.

    Praticamente la prova lampante che la sindrome di stoccolma è il segmento principe del DNA Padano. Un esempio per tutti? LOS ALPINOS PADANITOS, carne da cannone per eccelenza, dall’Ortigara alle montagne albanesi, dal Mais al Don, carne da macello felice di essere tale.
    La miglior gioventù mandata al massacro sventolando bendierine tricolor”u”te che ancora vengono sventolate con l’orgoglio proprio di chi è figlio dell’ignoranza.

    sul ponte sventola bandiera bianca a stoccolma festegiam con polenta e baccalà,,,,,,,,,,,

Leave a Comment