Veneto, andare oltre le divisioni puntando al referendum

di GIANLUCA MARCHI

Indipendenza del Veneto, referendum consultivo, prossima discussione in Consiglio regionale del progetto di legge n. 342: questi sono i temi sul tappeto per il mese di settembre che va a cominciare. Della frattura interna a Indipendenza Veneta, della spaccatura con i creatori di Plebiscito2013, vale a dire Lodovico Pizzati e Gianluca Busato, e della decadenza dello stesso Pizzati da segretario nazionale di Indipendenza Veneta, decretata l’altra sera dal Consiglio direttivo, abbiamo già scritto. Sono eventi già visti nel caso di Veneto Stato, e non è neppure opportuno stare a insistere più di tanto. Si vada oltre le ricostruzioni, da una parte e dall’altra,  sulle ragioni della rottura e si focalizzi l’attenzione su l’obiettivo da raggiungere, che è quello del referendum per l’indipendenza. In un precedente articolo avevo espresso dubbi sul fatto che la strada intrapresa da Indipendenza Veneta sia quella più efficace per arrivare al voto, ma adesso è inutile stare ad alambiccarsi su tale interrogativo: la corsa è cominciata e si verifichi se il treno è in grado di arrivare in stazione. Le recriminazioni su un eventuale, ma non auspicabile, fallimento, a questo punto è meglio lasciarle in fondo. Oggi finirebbero per rendere più complicato un cammino che già di suo non è semplice.

La seduta del Consiglio regionale del Veneto per discutere il pdl 342 dovrebbe tenersi entro la fine di settembre. Da qui ad allora si moltiplicheranno le iniziative per sensibilizzare partiti e consiglieri regionali, oltre all’opinione pubblica ovviamente, a decidere per lo svolgimento del referendum. La prima di tali iniziative è in programma per mercoledì 4 settembre a Vedelago (Treviso), alle ore 20.45 all’hotel Antica Postumia. Nell’occasione sarà presentata la piattaforma “Il Veneto Decide”, a cui hanno dato vita Indipendenza Veneta, Liga Veneta Repubblica, il gruppo di Valdegamberi, Veneto Stato, Raixe Venete, Stato Veneto, Pasque Veronesi, Xoventu Indipendentista e anche il gruppo di “Diritto di Voto”. E infatti fra i relatori della serata vi sarà il prof. Carlo Lottieri, animatore proprio di tale gruppo. Prevista anche la partecipazione di Jordi Fornàs, ex sindaco di Gallifa, il piccolo Comune catalano dalla forte vena indipendentista (Fornàs, tra l’altro, è collaboratore saltuario de L’Indipendenza).

Alla serata di Vedelago sono stati invitati i sindaci dei 54 Comuni del Veneto che si sono già espressi per l’approvazione del pdl 342 da parte del Consiglio regionale, e molti altri primi cittadini di Comuni che si apprestano a votare delibere analoghe. Interverranno anche consiglieri regionali e provinciali ovviamente favorevoli a che venga celebrato il fatidico referendum.

Per il giorno in cui sarà convocato il Consiglio regionale, Indipendenza Veneta intende promuovere una manifestazione a Venezia allo scopo di far sentire la “pressione politica” del popolo veneto sui consiglieri che dovranno decidere sulla convocazione  meno del referendum. Fare oggi una previsione sull’esito del voto è operazione azzardata, ma dalle voci che circolano si può azzardare che il pdl 342 dovrebbe avere i voti necessari per essere approvato.

Nelle ultime settimane si è anche animato un certo dibattito sulla data migliore di convocazione dell’eventuale referendum. Alcuni osservatori, fra i quali lo stesso Lottieri, hanno evidenziato come sarebbe opportuno l’abbinamento alle prossime elezioni Europee, il che porterebbe gli elettori quasi in automatico a esprimersi anche per il referendum. Secondo costoro una data a se stante correrebbe il rischio di una bassa affluenza, perché i partiti contrari al referendum non inviterebbero a votare per il no, ma più semplicemente consiglierebbero ai propri elettori di andare al mare.

 

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26 Comments

  1. PEPPE says:

    pazzoidi tuti quanti ( o imbriaghi !! 9.

  2. Nello says:

    Ho abitato 16 anni a Venezia e posso dire che se il popolo veneto si unisce realizzera’ la sua liberta’ e io me lo auguro di tutto cuore.
    Spero che la liberta’ del Veneto possa fungere da effetto domino e portare al dissolvimento di questo stato artificiale, fallito, antidemocratico, clerico-fascista (e nel termine fascista sono naturalmente inclusi i comunisti e post-comunisti), uno stato mafioso che va assolutamente disintegrato.
    VIVA L’INDIPENDENZA VENETA.

  3. Alberto Pento says:

    Credo sia giusto ricordare che il referendo di cui si tratta sarebbe soltanto consultivo.

    Inoltre esso riguarderebbe una materia di cui la Regione Veneto non ha alcuna competenza, per cui sulla base dello Statuto della Regione Veneto i referendi consultivi possibili sono soltanto quelli relativi a materie di esclusiva o di parziale competenza regionale come quelli del passaggio di un comune a un’altra provincia o di una provincia a un’altra regione e simili; in accordo con la costituzione dello stato italiano.

    L’indipendensa dallo stato taliano di una sua regione non è materia prevista dalla costituzione dello stato italiano e tanto meno dallo statuto della regione veneta; pertanto un referendo di questo genere non può essere indetto dalla Regione del Veneto … l’assillare/assediare gli organi direttivi della Regione del Veneto per un tal referendo è ridicolo, una perdita di tempo è un vender fumo al popolo veneto.

    Giustamente la Provincia autonoma del Sud Tirolo ha dichiarato che non è possibile alcun referendo regionale per l’indipendenza del Sud Tirolo dallo stato italiano e di conseguenza il partito della Eva Klotz organizza per suo conto un referendo partitico che ha il solo valore di un sondaggio … come i referendi della Lega.

    Spacciare un referendo consultivo per un vero referendo politico in cui i cittadini esercitano una vera sovranità è un peccato mortale, una vergogna … come scandalizzare un bambino.

    Personalmente ho tolto il saluto a tutti i fanfaroni che girano attorno a questa farsa del referendo.

    • Boniver says:

      X Alberto Pento

      Il Referendum per l’indipendenza dl Veneto non è una farsa.

      Si farà perchè il popolo veneto non è meno intelligente e produttivo di Scozzesi e Catalani (semmai numeri alla mano – si potrebbe dimostrare il contrario)

      Il Referendum è un diritto e la citata Eva Klotz sta promuovendo anche una raccolta di 1 milione di firme in tutta Europa per riconoscere tale diritto.

      La loro battaglia è la nostra battaglia

      Stato Veneto
      – Verona –

  4. Paolo says:

    Il Veneto Decida era nato semplicemente come una emanazione di Indipendenza Veneta e al tram si erano uniti Raixe Venete (su ordine di Zaia, ad always) e gli altri partitini indipendentisti che poco avrebbero da dire da soli visto che sono disorganizzati…
    E le prime serate spacciate per serate de Il Veneto Decida sono state una delusione, in quanto serate solo di IV e per IV e a consacrare IV…
    Ora con l’evento del 4 settembre vedo un’inversione di tendenza… Speriamo che in IV abbiano capito la lezione di P2013 e creino VERAMENTE un comitato trasversale che unisca le forze sociali, economiche e politiche più disparate e non sia una sorta di autocelebrazione come è stato finora…

    • matteo says:

      Il Veneto Decida è una Piattaforma voluta da Veneto Nostro-Raixe Venete e 16° Rgt. Veneto Real a cui hanno aderito i vari movimenti e partiti politici e non il contrario.

      • GattonVenexiano says:

        Allora mettetevi d’accordo perché a me quelli di IV han sempre detto (e credo anche scritto) che Il Veneto Decida era un’idea partorita da IV (per l’esattezza proprio da Morosin) e “organizzata” da IV…
        Se non fosse così caro Matteo fammi capire come mai alla presentazione de sto benedetto comitato ghe jera soeo che bandiere de IV e relatori de IV e soci de IV… E anca la serata de Vedelago a jera partia con relatori tutti de IV salvo dopo corezar el tiro e inserir anca relatori esterni al movimento… 🙁

    • Boniver says:

      Figuriamoci se adesso cominciamo anche a discutere CHI ha partorito l’idea della Piattaforma ‘il Veneto decida’

      E’ una tavola rotonda (non cè un capotavola) attorno alla quale si siedono tutti i partiti, movimenti, associazioni venete favorevoli al Referendum per l’indipendenza.

      E’ un tavolo di coordinamento in cui ognuno dice cosa LUI può fare e nessuno dice ad altri cosa devono fare.

      L’obiettivo è chiaro e condiviso e non cè spazio per discussioni su altri temi diversi dal Referendum – unico comun denominatore di tutti i partecipanti

      Il movimento Stato Veneto come sempre c’è … WSM

  5. Boniver says:

    La Piattaforma ‘il Veneto decida’ è uno strumento fondamentale per unire tutte le forze indipendentiste venete favorevoli al Referendum per l’autodeterminazione del popolo veneto.

    Dopo la Calalunya tocca a noi !!

    Stato Veneto
    SV

    Passaporto veneto N.49

  6. Chri says:

    Valutare la possibilità di abbinare il referendum alle elezioni regionali del 2015: l’eventuale vittoria del sì sarebbe assimilabile a un mandato costituente per il Consiglio regionale eletto.

    • caterina says:

      sono contraria all’abbinamento del referendum per l’indipendenza del Veneto a qualsiasi altra chiamata alle urne, che genera la solita bagarre partitica…mentre il referendum è apartitico ed ha una domanda secca, cui si risponde con un sì o un no.

  7. Albert Nextein says:

    Completate questo percorso referendario.
    E’ una delle anime indipendentiste.
    Direi, l’anima per bene, sovranazionale-legalitaria.
    Auguri.

    L’altra anima, quella più pratica, l’anima incazzata e stanca di metodi “democratici”, prepari al contempo una protesta fiscale incisiva.

    Vediamo, poi, chi ottiene prima risultati verso una totale indipendenza.
    Io ho già un’idea.

  8. caterina says:

    no, Renato, sei fuori strada perchè Aosta e Bolzano sono sempre sotto Roma anche se sono molto più al nord, ma sempre sotto il suo Foro come dice più sotto un commentatore.
    Il nostro sarà un nuovo Stato, la Repubblica Veneta, la terza, come ha ben detto il Prof.Bernardini, dal momento che la seconda è stata quella del 1848 e come sai dopo un anno ha dovuto sventolare la bandiera bianca…
    Finalmente i Veneti saranno padroni del loro territorio e artefici del proprio destino, e instaureranno una democrazia vera dove al centro dell’interesse dell’azione politica ci saranno gli uomini, non le caste e i loro provilegi per le quali siamo diventati lo sgabello e delle nullità.
    Abbiamo una grande tradizione a cui guardare ed esempi illuminanti a cui ispirarci, che appartengono alla storia di più di mille anni di buon governo e sappiamo di essere un popolo concreto e lavoratore, ma vorremo lavorare prima di tutto nel nostro territorio senza esser costretti ad andare altrove come fummo troppe volte costretti a fare e ancora oggi.
    Nell’immediato possono essere tranquilli quelli che oggi si trovano tra noi, nelle scuole, negli enti pubblici, nelle strutture statali, nella burocrazia, ma lentamente cambierà perchè diventeremo come la Svizzera. cioè concorreremo veramente alla formazione delle leggi che governeranno la nostra società: uno stato per i cittadini, non viceversa…

    • renato says:

      Caterina, il tuo chiarimento mi aiuta a focalizzare meglio la situazione. Con spirito genuinamente scevro da atteggiamenti polemici, provocatori o ironici gradirei ottenere qualche altra informazione, da te o da chiunque sia in grado di fornirla. Vorrei procedere per punti, perché l’argomento non solo mi interessa ma mi appassiona:
      – il Veneto sarà uno stato autonomo, con una propria
      costituzione e legislazione ?
      – come tale intende porsi di fronte agli altri Paesi nel
      mondo compresa l’Italia ?
      – farà parte dei maggiori organismi internazionali quali
      ONU, NATO o simili, tribunale internazionale etc ?
      – avrà proprie rappresentanze all’estero tipo ambasciate
      o consolati, uffici commerciali etc ?
      – rilascierà propri passaporti ? avrà proprie dogane ?
      La mia curiosità va anche oltre però le risposte a queste domande mi aiuterebbero ad impostare la cornice. Grazie dell’aiuto.

      • caterina says:

        se sei nuovo all’argomento “indipendenza” che diversi siti trattano, come veneta ti invito ad andare su indipendenzaveneta.net e cliccare su “percorso”…troverai la strada che abbiamo fatto fino ad oggi, e non farti impressionare dalla polemica interna che potrebbe poi scandalizzarti…in fondo siamo a buon punto: a metà settembre il Consiglio regionale già sollecitato ad oggi da 55 Comuni dovrebbe approvare la legge referendaria, che poggia sul principio sovracostituzionale dell’autodeterminazione dei popoli e già diventata un progetto di Legge, la 342 come vedrai…si tratta di stabilire ora la data del referendum e da lì, se l’esito sarà affermativo, partirà per i Veneti tutta un’altra storia, verso la costruzione di uno stato nuovo con tutto quello che ne segue, come bene hai elencato…
        Piccolo è bello! ce ne sono tanti in Europa di stati anche più piccoli del Veneto e funzionano benissimo!
        Noi non saremo certo da meno…

      • Paolo bampo says:

        Non ho titolo per rispondere e credo nessuno lo abbia, perchè al di là delle legittime aspettative che ognuno di noi culla, le scelte che vorrà e potrà fare la futura Repubblica Veneta (vedi Renato che questo obbiettivo istituzionale è già un sì alla tua prima domanda), dovrà farlo in piena libertà ed assoluta democrazia. L’auspicio mio è che tali scelte vengano fatte in totale indipendenza da qualsiasi attuale vincolo con l’Italia. Credo che alle tue domande si possa comunque rispondere generalmente con un SI’ (l’opzione NATO è delicata e dovrà essere affrontata una volta che sarà risolta la questione dell’impostazione del modello di difesa)

  9. LUIGI says:

    Noi veneti dovermo riunirse nel organismo de rapresentasa INTERNASIONALE , no ghemo mai votà pa diventar italiani, ghe xe la posibilità legal de tornar sovrani 6 mesi se no perdemo altro tempo co riunion falimentari . El Stato dele Venetie , ISTITUSIONE LEGAL DE AUTOGOVERNO xe la soluzione , http://www.statoveneto.net , e qua se lese el percorso legale pa tornar sovrani http://www.lombardo-veneto.net/…/ . BASTA CO LE SOLUSION FATE IN CASA, ghe vol PREPARASION dimostrà da Palmerini in 14 ani de lavoro serio e trasparente. BASTA BALONARI, BASTA CAREGARI. Ocore dichiararase de nasionalità veneta registrandose alla anagrafe del Popolo Veneto, ła prima (originale) e l’unica legalmente fondà, tanto inportante che ben 4 (QUATRO !!) Grupi la copià in modo falso e ilelgal . http://statoveneto.net/governo/anagrafe/

  10. marco fabrini says:

    Marchi lei ha ragione, purtroppo però ogni lasciata è persa. I VENETISTI ne devono ancora fare molta di strada prima di diventare VENETI. Rievocano la Serenissima e si comportano esattamente il contrario di questa. Cosa c’è di simile tra questi novelli aspiranti veneti ed i protagonisti della storica repubblica. Quelli di allora tutti uniti contro un nemico, Questi invece tutti uno contro l’altro per favorire il nemico. Che delusione. Che avvilimento. Vadano tutti a pelar patate…altro che piattaforme, qui si vedono solo concimaie; da una parte e dall’altra. E quelli che propongono l’unità vengono derisi. Paolo Dolomitico dove sei? In terraferma ed in mare pochi hanno letto il tuo saggio pensiero. WSM

  11. Giuseppe says:

    Concordo con le preoccupazioni di @Renato ma, nello stesso tempo, con quanto affermato da Marchi, riflessioni che non sono in contraddizione fra loro. Quale retro pensiero emerge alla mente quale miracolo di unità di pensiero e di intenti sia stato compiuto da Umberto Bossi e dai Fondatori agli inizi leghisti e come, pertanto, il tentativo di un nuovo percorso in tale direzione non possa prescindere da un prioritario, intelligente e nuovo approccio culturale: bisogna ancora una volta saper riunire tutte le voci che fanno della nostra Padania la terra stanziale di una civiltà originaria, peraltro non molto dissimile da quelle appartenenti alla più vasta civiltà alpina, fulcro della civiltà europea contemporanea.

  12. renato says:

    Non so che cosa si intenda per indipendenza. Si intende forse una forte autonomia locale tipo provincia di Bolzano o Aosta, o ancor più tipo Sicilia (senza quelle storture) ? Se è così, credo che il referendum avrà successo, il 51% dovrebbe essere alla portata. Ma il bello, si fa per dire, verrà dopo, quando si dovrà dimostrare di saper decidere in merito ai problemi sul tappeto (il Movimento 5***** insegna). E non si potrà agire con grossolanità in ambiente cristallino. Il tatto è d’obbligo.Ci sono molti enti, associazioni, movimenti etc che vogliono dire la loro sull’argomento e vantano, o credono di poter vantare, diritti e veti. E’ una gatta da pelare di non poco conto e gli avversari tutti affileranno le armi e colpiranno a destra e a manca. Bisogna essere preparati al peggio. Ci sono troppi parassiti nello stivale che mangiano a sbafo e che non si rassegnano a veder ridotti gli introiti erariali dai quali loro traggono il loro sostentamento. Eppoi c’è la nutrita schiera di lecchini di indole e professione. Credo che l’univa via praticabile sia quella di convincere i leaders dei vari gruppi ed enti a collaborare; cosa difficile ma non impossibile. Bisogna riuscire a riunirli in più adunate, parlare chiaro e francamente, essere convincenti, sviscerare i problemi nascosti nel segno della collaborazione, della causa comune. Deve risultare quasi palpabile la buona fede. Tutto quanto è basato sulla non chiarezza è destinato a fallire. Gli umori della gente, in Veneto come in Scozia, sono mutabili, volubili e solo le certezze, che di per sè non possono essere smentite, consentono di chiudere la bocca anche ai più smaliziati avversari. Non bastano i buoni propositi, ossia i programmi: ci vogliono le persone giuste al posto giusto. E messi alle strette è meglio scegliere un ignorante onesto che può essere istruito piuttosto che lasciarsi convincere da chi già sa… come farsi gli affari suoi. Ogni buona causa merita l’augurio di vittoria.

    • luigi bandiera says:

      Caro renato e tutti,

      noi non lo percepiamo ancora in forma reale, ma nemmeno in forma ologrammatica, se siamo sotto o sopra ad un potere.

      Nelle sedi occidentali, almeno si puo’ davvero palpare se si vuole e ancora dato che non sono propriamente occulte, siamo SOTTO LA TIRANNIA DEL BUKO o del FORO. Poi, ironizzando si puo’ affermare che c’e’ il BUKO davanti e il BUKO di dietro. Di BUKO si tratta il quale dispone o predispone se dobbiamo vivere o morire da uomini liberi.

      Ricordo ai piu’ distratti che il BUKO o FORO e’ stato “inventato” per governare e bene il popolo di OGNI TEMPO. Nacque in occasione il ruolo dello STREGONE e ma in contemporanea anche quello del CAPOTRIBU’.

      A volte sia un ruolo che l’altro era appannaggio di una persona sola, nelle tribu’ piccolissime, leggasi anche FAMIGLIE PATRIARCALI O MADRIARCALI. E ma anche nei REGNI grandi. Il principio faceva gola ai regnanti o ai capitribu’ e stregoni: come al dì d’oggi.

      Oggi, appunto, che abbiamo il FORO al posto del BUKO, ma vale KOMPAGNO o UGUALE il PRINCIPIO dell’acclamato DIRITTO ROMANO, NATO sicuramente prima dell’impero stesso, PER PERPETUARE L’IMPERO MEDESIMO, CHE COME OGGI per l’appunto, SERVE A PERPETUARE IL POTERE DELLO STATO, UNO E INDIVISIBILE.

      Cosi’, fecero nascere il FORO sin dai primordi, perche’ dovevano avere uno strumento UTILISSIMO per TENER SOTTO GIUOKO (delle tre carte solitamente) e ma anche SOTTO GIOGO (come i BUOI o MINOTAURI), il presunto POPOLO o MANDRIA o COADA (covata) a seconda della razza in esame.
      Sovrano lo diventera’ forse nell’ALDILA’: visti gli andazzi piu’ o meno COLTI_vati.

      Si, certamente. Sono ragionamenti un po’, diciamolo pure, stravaganti. Pero’ REALI.

      Oggi, dopo le varie peripezie che la societa’ “civile” ha fatto, ci troviamo col problema del BUKO sempre piu’ in perikolo dato l’affermarsi del FORO.

      Se non passa per il FORO non vale per il BUKO.

      Se foste piu’ attenti e meno DISTRATTI dalle vostre BARUFFE, gia’ ora saremmo a buon punto.
      Invece, dai che ce lo mettiamo in tel BUKO reciprocamente.

      Un dì tocka a te e un dì tocka a me..!!

      Tuttavia, noi possiamo fare e brigare fin che vogliamo: se non passera’, il nostro lavoro, per il FORO… NIET, ce lo avremo o troveremo in tel BUKO perche’ vale il DIRITTO ROMANO E NON IL NOSTRO..!

      QUINDI..??

      SOGNAMOCI LA SOVRANITA’ (sbandierata e pubblicizzata ai 4 venti dai piu’ furbini) DEL POPOLO, MAI VISTO E CONSIDERATO SE NON PER IL PIZZO DA CHIEDERGLI o RUBARGLI..!!! Ultimamente lo rubano il PIZZO..!

      Ma potrei continuare sul FORO dei CAPITRIBU’ e STREGONI e sul BUKO nostrum…

      Grillo gridava come le oche del campidoglie(o): arrendetevi. Siete CIRCONDATI..!
      Si. Dico io. DAI BRIGANTI, DAI RAPINATORI MOBILI E DAI MANTENUTI..!!

      PAGATE SUBITO O VI FAREMO UN BUKO (ancora?), COSI’…

      Ma eri piccola, ma piccola: cosi’… (F. Buscaglione).

      Ma non mi capite e se si non mi credete.

      Questo e’ il male nostrum…

      NON IMPARIAMO A LEGGERE I FATTI.
      PER NON SOCCOMBERE E NON PER AVERE RAGIONE..!!

      SALAM

  13. lory says:

    ieri sera su Rete Veneta trasmissione Focus , erano presenti due individui del PD, due personaggi meschini e cinici che difendevano l’operato del vecchio politicante senza scrupoli che ha nominati quattro nuovi parassiti “senatori a vita ” giustificando tale sperpero con l’argomentazione che costano meno di una pista ciclabile , farabutti con l’aggravante sinistroide.

  14. MAURO DANESE says:

    …..CHI PUNTA ancora AL “DIVIDE ET IMPERA” DAL 4sett E’ SCONFITTO!

    • luigi bandiera says:

      E a proposito di questo argomento, stanno proprio dividendo in due il popolo mai stato sovrano con la scusa del FEMMINICIDIO.

      Pare, che a uccidere una femmina sia piu’ grave di uccidere un maschio. Comunque vogliono sottolineare il fatto.

      E la gente, come al tempo delle FEMMINISTE (tornate con questa bella trovata seppur triste), si schiera o da una parte o da un’altra appunto dividendosi. Prima erano tutti da una parte: condannavano l’homicidio tout court.

      E roma da sempre predona vince ancora.

      Si puo’ anche capire che la propaganda komunista, che si avalla e persegue il principio romano, orchestrata molto bene, e’ dappertutto e usa dei sapienti argomenti all’uopo messi in omni direzione.

      http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-si-chiama-femminicidio-2/

      Per dire che anche nei casi di cercare l’unita’ d’intenti per l’INDIPENDENZA nostrana i partiti komunisti (mai andati via) useranno tutti i mezzi per dividerci.

      OCI VERTI, me racomando…

      PS:
      oh, mi posso sbagliare ne’…!

  15. Fabrizio says:

    Per la prima volta, vedo in questa via un atto concreto per l’unione di tutto quel mondo indipendentista, fino a ieri segnato da divisioni per eccessi di protagonismo personale e di intetesse alle candidature politiche. A prescindere da quello che farà il consiglio regionale del Veneto, ancora troppo defilato dalla causa indipendentista, sará fondamentale la mobilitazione e la sollevazione di tutti i Veneti. Questa volta, nutro una certa fiducia circa una probabile e forte partecipazione dei Veneti, e questo perchè la crisi economica li ha resi convintamente sicuri, chesia arrivato il momento più propizio, affinchè il Veneto possa ora camminare da solo. Se verranno messe definitivamente da parte le diaspore e si deciderà d premere l’acceleratore In sostanza : ora o mai più. sui primi Cittadini, sarà molto più facile il coinvolgimento di tutti i Veneti.

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