Venetisti e Patrioti Veneti, chi è oggi il Popolo Veneto?

di GABRIELE PERUCCA

I Veneti hanno le caratteristiche originarie per definirsi Popolo in quanto sono sempre stati una collettività relativamente omogenea di uomini accomunati da lingua, cultura, origini, tradizioni.

Lo sono sempre stati sin da quando con il nome di Eneti, citati da Omero nell’Iliade per aver combattuto nella battaglia di Troia, abitavano il centro-nord della Turchia.

Tali caratteristiche le hanno mantenute anche quando sono migrati intorno al 1200 a.c. nell’attuale territorio veneto, allora occupato solo da una popolazione indigena, gli Euganei, con i quali devono essersi ben mescolati dopo qualche scaramuccia. Anche Tito Livio, contemporaneo di Gesù Cristo e di questi concittadino romano, nel suo libro “Storia di Roma” spiega di par suo l’origine dei Veneti: “È anche risaputo che Antenore, dopo varie vicende, giunse nella parte più interna del mare Adriatico assieme ad un gran numero di Eneti. Costoro erano stati cacciati dalla Paflagonia in seguito ad una rivolta e stavano cercandosi una sede stabile e un capo domo aver perso, sotto Troia, il loro re Pilemene. Troiani ed Eneti si insediarono nel luogo in cui erano sbarcati, dopo aver cacciato gli Euganei che abitavano tra il mare e le Alpi, e chiamarono Troia il luogo in cui avevano preso terra. Dunque questo territorio ha un nome che richiama quello di Troia, mentre quei popoli, nel loro insieme, si chiamarono Veneti.”

E’ quindi nella Venethia che gli Eneti poi Veneti hanno costruito la loro storia europea, allargandosi commercialmente e culturalmente, come un richiamo genetico, verso oriente e verso altre etnie, molto simili per caratteristiche somatiche e culturali, che sono diventate, liberamente, anch’esse parte della veneta nazione e della nascente realtà statuale chiamata Serenissima Repubblica di Venezia: assieme ai Veneti, Friulani, Cimbri, Ladini, Istriani, Dalmati. Tutte queste etnie formano quello che è ancor’oggi per lingua, cultura, usi, costumi e tradizioni il Popolo Veneto, detentore del diritto di sovranità originario sui territori della Serenissima Repubblica di Venezia.

Perchè dico questo? Perchè l’incredibile è che proprio la Repubblica di Venezia, stato sovrano indipendente per più di 1300 anni, non é mai legalmente decaduto ma è solo “de facto” illegittimamente occupato “manu militari” a partire dal 1797 prima dalla Francia, poi dall’Austria ed infine dall’Italia nel 1866.

Anzi, con un metafora, sarebbe più efficace dire che la Serenissima è stata “asfaltata”. Il vecchio asfalto è stato semplicemente coperto da quello nuovo versato sopra. Ma sotto c’è ancora il vecchio a fare da base. Non c’è alcuno stato sovrano al mondo, che avesse rapporti diplomatici con la Serenissima, nel quale sia possibile trovare una dichiarazione legale, un carteggio, una nota, un dispaccio con il quale si parla di “fine trasmissioni” della Repubblica Veneta. Ma non è incredibile? Lo stato culla della moderna democrazia repubblicana europea, la nazione storica che ha dato la lingua franca alla marineria mondiale è semplicemente sparita nel nulla. Non una trattato di pace con i nemici occupanti, non una dichiarazione legale di resa.

E tutti hanno accettato l’abuso senza battere ciglio, magari come Benjamin Franklin dopo essere passato per Venezia a prendere lezioni di etica di stato e di organizzazione politico-amministrativa.

Probabilmente, gli interessi politici ed economici mondiali dell’epoca e la paura dell’Infame hanno fatto sì che andasse bene così, legittimando il “de facto” sul “de iure”. Intanto il Popolo Veneto, storicamente più interessato ai commerci che alle armi ed agli eserciti, subiva (e subisce) tre occupazioni. Certamente, quella francese ed italiana sono state le più distruttive e dilanianti. L’Austria bene o male ha concesso una sorta di autonomia condizionata che aveva una parvenza di indipendenza, sopratutto considerando lo scarso numero di “asburgici” nelle fila della pubblica amministrazione. La Francia come primo occupante ha usato la tecnica del terrore per domare le spontanee ribellioni dei patrioti veneti ed in meno di un decennio ha “razziato” beni ed opere d’arte di valore inestimabile in tutto il territorio. Senza contare che l’Infame ha mandato a morire più di 20.000 giovani veneti nella campagna di Russia del 1812 attraverso le leve militari obbligatorie.

L’occupazione italiana del 1866, anch’essa illegale e perpetrata attraverso una truffa plebiscitaria preceduta da una occupazione militare del territorio, ha portato invece con sé il oltre al terrore anche la fame. Il primario obiettivo è stato quello della sistematica disintegrazione etnica e culturale del Popolo Veneto e del concetto di nazione veneta: dal declassamento della Lingua Veneta a dialetto “boaro” dell’italiano, per arrivare alla cancellazione didattica della storia e della cultura veneta nelle scuole di ogni ordine e grado, dalla diaspora di 4 milioni e mezzo di Veneti in 70 anni per carestie, miseria e povertà, agli infiniti morti delle due guerre mondiali, al genocidio di 20.000 istro-veneti infoibati nel 1945.

Questi sono solo alcuni indizi del grande lavoro svolto dallo stato italiano nelle venete terre. Il tentativo di far prevalere nei Veneti un artificiale senso di appartenenza alla nazione italiana è stato portato avanti scientificamente e dopo cinque generazioni cresciute sotto le bandiere italiane, molti Veneti non sappiano più la verità storica riguardo la loro provenienza etnica e culturale. Alcuni immaginano. Qualcuno sa ma ha paura di esporsi. Ma nonostante tutto questo, il Popolo Veneto non è scomparso e non è stato annientato. Sempre più persone però, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, stanno iniziando a prendere coscienza ed a capire. Coraggiosamente molti Veneti cominciano a rialzare la testa, bucando l’asfalto, per rivendicare i propri diritti.

Quello che però manca ancora è la libertà di pensiero dovuta strategia ancora attuale del terrore e alla manipolazione della cultura dominante da parte dello stato italiano che diventa proprietario del modo di pensare di quella parte della popolazione che gli consente il mantenimento dello status-quo.

Ma chi è quindi oggi il Popolo Veneto? Certamente faccio presto a dire chi non è: gli abitanti della regione italiana chiamata Veneto. Perché quelli sono semplicemente italiani.

Il Popolo Veneto è quindi oggi identificabile con tutti i discendenti per “ius sanguinis” dei cittadini Veneti per nazionalità originaria pre-1866. Questo è un concetto fondamentale del diritto che è applicato in quasi tutte la nazioni civili del mondo. Vale lo “ius sanguinis” mentre lo ius solis esiste in pochi stati mondiali. In Argentina, per esempio, c’era fino ad un paio di anni fa ma è stato abolito.

E’ quindi lo “ius sanguinis” che dà lo status originario di cittadino di una nazione mentre l’acquisizione di una cittadinanza si ha con la permanenza stabile negli anni sul territorio. E questo vale anche per i Veneti. Ma non essendoci una legislazione veneta che disciplini l’acquisizione per residenza della cittadinanza veneta, dobbiamo attenerci allo “ius sanguinis” e alla cittadinanza originaria.

Proprio in seguito alla diaspora ed alle occupazioni straniere, il Popolo Veneto è sparpagliato in cinque continenti ed i cittadini veneti possiedono varie nazionalità acquisite “sul campo”: italiana, brasiliana, argentina, australiana, francese, sudafricana e chi più ne ha più ne metta.

Solo una piccola parte del totale mondiale dei Veneti abita nella regione italiana Veneto.

E’ bene dire anche che la cittadinanza italiana che molti cittadini Veneti hanno oggi non è stata una libera scelta dei loro antenati. È stata un’imposizione perpetrata, come già detto sopra, con varie violenze e con varie truffe a partire dal 1866. Essere italiano è diventato un obbligo imposto dallo stato occupante italiano che ha annesso la Venethia ex legem (e dal 2010 l’ha pure “liberata” con il decreto legislativo 212 che abroga l’annessione della Venethia all’Italia).

Essere Veneto oggi diventa quindi una libera scelta di coscienza che ha delle basi fondate su una “scoperta” culturale e su un diritto di sangue. Certamente nulla ha a che vedere il diritto di essere cittadino Veneto con il fatto di risiedere nella regione italiana chiamata Veneto. Non esiste per l’Italia una cittadinanza veneta, come il Popolo Veneto non è italiano.

Sono due “insiemi” accomunati da sovrapposizioni geo-politiche ma non giuridiche.

Si sente parlare di Popolo Veneto molto spesso a sproposito proprio perché il Popolo Veneto innanzitutto non ha nulla a che fare “legalmente” con gli abitanti o nativi della Regione Veneto. Quando per esempio parliamo dell’ormai tanto agognato referendum di secessione, dobbiamo chiarire che non saranno i cittadini del Popolo Veneto ad andare eventualmente (se mai accadrà…) a votare, ma quelli italiani residenti nella regione italiana Veneto, proprio per quanto detto sopra riguardo il diritto “ius sanguinis” alla cittadinanza veneta.

Molta confusione su queste tematiche è dovuta al fatto che il panorama indipendentista veneto è molto frastagliato e diviso. Il più importante concetto da chiarire è quello della definizione di “Venetisti” e di “Patrioti Veneti”.

Molti, soprattutto chi scrive nei giornali, non sanno chi siano gli uni e chi siano gli altri, usando a sproposito sopratutto il termine “venetisti” per catalogare tutti gli indipendentisti indistintamente. E’ bene chiarire che ci sono enormi differenze organizzative e rivendicative tra Patrioti Veneti e Venetisti. Entrambi affondano le basi certamente sul principio di autodeterminazione dei popoli sancito dal diritto internazionale ma poi lo applicano in modi diametralmente opposti.

I Venetisti sono cittadini italiani organizzati in associazioni, movimenti o partiti politici (Liga, Veneto Stato, Indipendenza Veneta, Unione Nord Est) approvati legalmente e riconosciuti dallo stato italiano. Sono politicamente corretti quindi per l’Italia. E’ molto importante dire che i Venetisti, a differenza dei Patrioti, non si dichiarano cittadini Veneti ma ancora con status di cittadini italiani in attesa di secessione che li autodetermini. Questa autodeterminazione dovrebbe avvenire con il distacco della Regione Veneto dall’Italia attraverso una via legale referendaria. I Venetisti partecipano ad elezioni politiche italiane comunali, provinciali, regionali e nazionali. La loro tipologia organizzativa è quella tipica dei partiti italiani, con correnti interne, scissioni, espulsioni e la loro battaglia “dissuasiva” sul campo ha finalità di voti crescenti e verte quindi spesso su argomentazioni fiscali a presa rapida e non su basi storico-culturali, magari più lente e difficili da assimilare.

I Patrioti Veneti sono, invece, quei cittadini che, sulla scia dei Serenissimi fine anni ’90, si sono già dichiarati cittadini di nazionalità veneta e non accettano la nazionalità imposta italiana. Essi vogliono la liberazione della propria patria dall’occupazione straniera italiana con ogni mezzo. I patrioti si collocano, quindi, al di fuori del sistema politico e istituzionale italiano, non partecipano a tornate elettorali, non vanno a votare e, anzi, considerano lo stato italiano come soggetto illegale e colonialista sui territori della veneta nazione. Partono da forti basi di riconoscimento culturale nella nazione veneta e non mettono in primo piano la lotta fiscale allo stato, ma la considerano una conseguenza del fatto di essere veneti e di non voler pagare contributi allo stato occupante italiano. Nessun Patriota Veneto andrà mai a votare in un eventuale referendum “secessionista” che chiede (tra l’altro solo una parte) ciò che si ritiene già spetti di diritto. Sono quindi assolutamente “scorretti” e da perseguire per lo stato italiano. Le loro rivendicazioni territoriali non vertono, quindi, sulla regione italiana chiamata Veneto ma sul territorio della Venethia al 1866 su cui il Popolo Veneto ha il proprio diritto di sovranità originario. Solo per citare alcuni esempi, i patrioti veneti si sono organizzati nel Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV), nel Movimento di Liberazione della Venethia “Fronte San Marco”, nel “Governo Nassionae Veneto” e nell’Autogoverno del Popolo Veneto. Non c’è però un percorso comune nemmeno tra loro e non mancano nemmeno qui accuse trasversali di tradimenti verso “derive” italiane.

Venetisti e Patrioti hanno certamente pieno diritto di essere e di esistere a prescindere da tutti i discorsi di idee personali sulla percorribilità o la legalità delle diverse visioni. Ciò che è certo è che la futura patria dei Venetisti non é la presente patria dei Patrioti Veneti.

Una volta capite le differenze tra gli uni e gli altri si arriva a capire meglio la variegata realtà veneta e perché ci sia incomunicabilità tra queste realtà indipendentiste che sembrano vicine ma che invece sono e resteranno distantissime ed inconciliabili.

 

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53 Comments

  1. Vittorio Peruzzo says:

    Sembra che ci siano sempre più persone che ci tengono a cancellare le uniche fonti storiche che ci fanno anatolici. A questo punto vorrei sapere, visto che noi siamo partiti dalla Paflagonia e Troia nel 12 secolo a.c. e gli etruschi sono partiti dall’Anatolia nell’ottavo secolo a.c.. Entrambi abbiamo la stessa scrittura che parte da destra verso sinistra e ritorno. Entrambi avevamo l’uso dell’incenerizione dei morti. Come si fà a dire che il veneto ha origini italiane? Inoltre è sbagliato dire che si hanno origini turche in quanto a quel tempo i turchi vivevano in mongolia e facevano i mercenari per gli ottomani. Successivamente allo spostamento dei veneti dal settentrione e degli etruschi dal meridione dell’anatolia, questi hanno occupato la zona.

  2. Alberto Pento says:

    Ente la tera veneta le raixe etneghe le xe pì de ona e le xenti ke dal Paleoletego a ancò le se ga xontà longo li secoli e li milegni le xe tante.

    Veneto:etimoloja, xenetega e storia
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4eEhyQXhaUXQxZzQ/edit?usp=drive_web

    Euganei/ Eugani/ Ougagni/Ogagni 1
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4V3ZkWUx3cG5wSzg/edit

    Euganei/ Eugani/ Ougagni/Ogagni 2
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4X1phMU5mc3BOR1k/edit

    I Reti
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4bXRLeGZyaGV5ak0/edit?usp=drive_web

    Çelti ente la tera veneta
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4LXZRTElWYTJtaU0/edit?usp=drive_web

    Xermani, Germani
    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4ZnltNWJmX3RIY0E/edit

    Da xontarghe le raixe balcanego-xlave, greghe e taleghe: liguri, etruske, osco-onbro-latine.

    • luigi bandiera says:

      Pento,

      speren che i lexa sti omani de cultura taibana queo che te ga posta’.

      No se troa mia gnente nei libri de stato taiban…

      Bixogna in calkemodo rangiarse. Podopo ghe xe chi aseta e chi fa fadiga saer che i venethi no xe latini. Tajani po’, gnanka sul pisar.

      Unkuo’ val soeo roma da sempre predona e a so storia beoria.

      Come el Manzoni in tee KST.

      No son seguro ma me par che ultimamente i gabia cambia’ “musica”. Magari co calcosa de teron.

      Va ben, stemo a vedar come che a girera’ sta storia.

      De seguro se fosimo LIBARI gavaresimo ea nostra storia in tea nostra scuoea.

      Pasiensa… e vanti senpre.

      PSM

  3. Giovanni says:

    Non ho capito una cosa, ma se la Repubblica di Venezia non si è mai estinta, per quale ragione una nuova Repubblica Veneta dovrebbe rivendicare solo i territori annessi dall’Italia nel 1866? Perché l’autore dell’articolo parla solo di occupazione italiana e non anche di occupazione sloveno-croata? L’Istria e la Dalmazia non erano forse territorio veneziano?? Chiedo una risposta esauriente e convincente, grazie.

    • luigi bandiera says:

      Giovanni,

      secondo me tutto e’ successo dal momento che venne meno il CAPO. Nel qual caso il DOGE e il GRAN CONSIGLIO.

      Senza capo qualsiasi entita’ organizzata o in repubblica o in monarchia o in tribu’ e’ oggetto di confusione e preda facile per gli avvoltoi, gli sciacalli e le iene.

      Non e’ mai stata decaduta ma divorata dai falchi e ecc. si. Ovviamente di allora tanto poco democratici e molto voraci.

      Pare che tutti i territori “persi” volessero stare sotto la Serenissima e non l’indipendenza da essa.

      Pero’ con la scesa in campo dei komunisti (appena nati in Francia e da qualche altra parte) tutto cambio’ in Europa.

      Non seguirono e quindi non rispettarono i trattati internazionali ed etici esistenti. Anzi. Erano ormai lorde di BRIGANTI e di LADRI. RUBARONO un pezzo di qua, un pezzo di la’ e cosi’ tutti a mangiare la torta senza nessun diritto internazionale dato che appunto IL PADRONE SE NE ERA ANDATO O NON FU ATTENTO.
      Ovviamente tra LADRI si misero d’accordo per far si che tutto apparisse legale.

      Il popolo senza capi si sa e’ come un gregge di pecore senza pastore: i LUPI certamente poterono BANCHETTARE liberamente e democraticamente..!!

      COSI’ FU..!

      E COSI’ E’..!

      Sim sala bim

  4. Simone says:

    Venezia risorgerà! Internet farà risorgere la storia millenaria della Serenissima! W San Marco! W il nostro Leon! É soloquestione di tempo…

  5. Barbara says:

    I primi Veneti NON venivano da Anatolia, erano un popolo indoeuropeo che proveniva dall’Europa centrale.
    Il nome Eneti, seppur scritto da Titio Livio, non basta, sono stati fatti centinaia di scavi e non è stato trovato un solo spillo che potesse collegare i Venetkens alla Turchia.
    Esistevano diverse tribù dal nome Veneti:
    Una tribù gallica della costa atlantica (area di Vannes) nelle forme /Veneti/Ueneti/Ουενετοί/Uenetes;

    – Una tribù brittonica del Galles nella forma /Venedoti/ (/Venedotia/ > /Gwynedd/)

    – Un’altra tribù brittonica settentrionale nella forma /Venicones/

    – Un popolo della Paflagonia (cfr. Omero) nella forma /Ενετοί/

    – Una popolazione balcanica /Ενεμί/

    – Una popolazione dell’alto Adriatico nella forma /Ενετοί/

    – Una popolazione baltica occidentale nella forma /Venedi/Venethi/

    – L’esoetnonimo ittita nella forma /Wa-na-at-ti-ta-ja/

    In mancanza di PROVE materiali, perché vi ostinate a scrivere ovunque questa storia della Anatolia?
    Da buona Veneta io mi sono informata presso archeologi competenti, i Veneti antichi, i Venetkens, arrivavano dall’Europa centrale.
    Distinti saluti.

  6. LUIGI says:

    Autogoverno del Popolo Veneto Federasion del Lombardo-Veneto: presente ! Giacon Luigi membro dell’Assemblea.
    Scusate se commento l’articolo, per il vero sostanzialmente corretto e il mio plauso a Gabrielle Perucca. Ma, inevitabilmente, ci sono delle imprecisioni (ma non è questo il motivo della mia). Sono a Cittadella e stò in un Banchetto in Piazza dove si svolge la decennale edizione della Festa dei Veneti. Son qui a spiegare ed informare e ieri sera c’era sul palco il grande Facco. La prossima settimana dovrei incontrare Trentin per spiegare la nostra posizione sul Referendum (che è sostanzialmente quello delle Raixe Venete,ma anche su questo con dei distinguo che spiegherò con l’aiuto di Enzo (sempre che sia disponibile). Vi invito a prendere coscienza del fatto che molti sono i Veneti che si stanno “riprendendo” e quindi svegliando. Con LEO (che vi presenterò) stiamo cercando di realizzare la strategia che , in gergo, chiamiamo Way4freedom (nome in codice semplice , efficace ed internazionale.Con Enzo, Facco, il direttore Marchi, se vorranno ospitarci tenteremmo di spiegare alcuni punti che sono confusi e poco chiari (Non per colpa nostra ma per una somma di elementi, chiamiamoli “di disturbo” alla finalità di realizzare il progetto VENETO STATO LIBERO E SOVRANO. Restate sintonnizzati, grazie dell’ospitalità e della eventuale collaborazione. VIVA SAN MARCO (par tera e par mar).

  7. luigi bandiera says:

    Dimenticavo:
    I VENETHI DEVONO SPARIRE ed infatti il GENOCIDIO E’ IN CORSO e proprio grazie ai veneti lavati in testa dagli italiani..!

    AMMAZZANO I BAMBINI TOGLIENDO LORO LE LORO RADIXE..!!

    Il sonno fa dei brutti scherzi..!!

  8. luigi bandiera says:

    Aha….. ecco, basta parlare di storia dei VENETHI e subito scoppia la bagarre.

    Invece su roma da sempre predona no. La’ tutti sono d’accordo.
    Eppure forse ci sarebbe da dire, o no..?

    Io non sono storico, anzi sono molto ignorante, pero’ penso che di BUGIE sull’impero ro_magno ce ne siano parecchie.
    Credo anche su tutta la storia dell’umanita’ dato che non rispecchia la verita’ assoluta perche’ i fatti sono manipolati dai poteri del tempo.

    Oggi poi, dai in mano qualsiasi cosa alla politica (con i suoi intellighenti al servizio della -pro loro-) e ti trovi da capo con la Terra ferma e il Sole che le gira attorno.

    Poi ci sono gli schieramenti tipo partiti o squadre dello “sport”.
    Ci sono i partigiani a pro una parte e i partigiani a pro l’altra parte. Comunque contraria se no che gusto c’e’..? (Vale sempre la medaglia ed il mondo e’ tutta una medaglia).

    A questo punto ripeto la mia:
    nei fatti vi e’ la verita’.
    Impariamo a leggerli per non soccombere.
    Non per avere ragione, ma solo per non soccombere.

    Amen

  9. Silvia says:

    Il Friuli c’entra NULLA col Veneto, ne’ con Trieste, ne’ con con l’Italia.
    Punto.

  10. erik says:

    Heinrich non sei tedesco, probabilmente lo vorresti…ma non credo mammina germania lo vorrebbe! Da cosa questo astio verso i veneti? Invidia?? Va a coltivare il tuo orto caro mio, che al nostro ci pensiamo noi…e non accettiamo inutili critiche da nessuno! La storia che abbiamo noi, che ti piaccia o no, è unica in tutto il mondo.

    (Ah io discendo dai cimbri, discendenti dei bavaresi, e qui potremmo aprire un altro grande dibattito, ma io sono fiero di essere VENETO!
    Tu cosa sei??

    • Tito Livio says:

      Ma te te rilesito i commenti che te fe? Sito bon de criticar si queo che dixe a zente o no? È dime cimbro veneto parche saria pi particolar e unica a nostra storia piuttosto che quea dei Sardi, Irlandesi, Catalani ecc ….? Xe pa el baccaea’?

  11. caterina says:

    si può leggere tutto, anche questa analisi fatta dall’articolista che va a suffragare in definitiva l’immobilismo della società e degli stati, perchè tutti i più grandi che tutt’ora resistono, pur nella diversità dei processi intterni attraverso i quali si sono formati, hanno delle problematiche di identificazione.
    Ma la caratteristica più specifica dei Veneti è il senso pratico che alla fine prevale sui distinguo e sui sofismi dotti o politologici, ed oggi la spinta maggiore per andare a ricostruire una nuova Repubblica Veneta muove proprio da considerazioni pratiche di sopravvivenza di un popolo che attinge al diritto internazionale, alla propria storia, alla necessità di salvare quel che resta delle sue aziende, ai sogni di potenzialità infinite ispirati dalla sua realtà:
    su tutto questo il Veneto oggi poggia la sua forza e per dignità di chi è Veneto o di chi vuol restare nel Veneto si alza in piedi e rivendica la sua sovranità e il diritto di determinare il proprio destino.

    • Tito Livio says:

      E quando mai se semo rivoltai se non quando lo ga dito qualche prete?

      • caterina says:

        comincia a farlo oggi perchè lo decidi tu se sei un Tito Livio padovano, no romano!

        • Tito Livio says:

          Me rivolto anca desso se te voi ma mi parlavo dei nostri corregionali, dime na olta che se ghemo rivolta e no xe sta preti e fame a causarlo.

          • caterina says:

            chi ha cercato di tener testa a Napoleone? il popolo!!! e non solo a Verona dove ci sono state decine di migliaia che ci hanno rimesso la vita, ma in tutto il Veneto…non hai mai approfondito Le Pasque Veronesi…leggi il libro di Franco Mario Agnoli e ti ricrederai sul giudizio che hai dei veneti.

            • Tito Livio says:

              Ah si e dime in dove, trane Vr se ghemo rivolta ? Padova? Castelfranco? Basan? Rovigo? Ciosa ( che i odia Ve)? Treviso e Udine ?solo gli schiavoni e i slavi i gera fedeli. I unici che se ga rivolta xe sta qualche contadin fora Bresa e Bg so a spinta dei preti.

  12. Tito Livio says:

    “I Veneti hanno le caratteristiche originarie per definirsi Popolo in quanto sono sempre stati una collettività relativamente omogenea di uomini accomunati da lingua, cultura, origini, tradizioni.”
    Ma dove? ma quando? prima di Venezia si parlavano idiomi diversi, più simili al lombardo che al veneziano. Fino a 50 anni fa i dialetti dell’idioma veneto erano, in alcuni casi, molto diversi tra loro. Vorrei vedere se un ragazzo che parla il padovano capisse la lingua che parlano i vecchi veneziani oppure l’oscuro idioma parlato a Chioggia. Ma poi collettività de che scusate, Venezia era la capitale, i veneziani erano i cittadini gli altri erano sudditi. Non diciamo castronerie per favore tanto per costruire una base storica fasulla su cui poi costruire nuovi nazionalismi da 4 soldi, non imitiamo l’Itaglia.

    • daniele quaglia says:

      Tito Livio (o Padovan 90?) per non imitare l’Itaglia, cosa proponi?
      Se consideri che la lingua veneta ha varianti anche nell’ambito dello stesso comune, da borgata a borgata, da frazione a frazione significa che non esiste un idioma veneto?
      Io capisco molto bene e altrettanto bene mi faccio intendere con chi parla il veneto-veronese, il veneto-vicentino, il veneto-rodigino, il veneto-padovano, il veneto-veneziano, il veneto-trevigiano, il veneto-bellunese, il veneto-furlano, il veneto-giuliano, il veneto-istriano, il veneto-dalmato e altre parlate venete senza l’ausilio del vernacolo toscano. Come me sono convinto che il 99,99% dei Veneti non abbia nessun problema nell’interloquire con tutti gli altri veneti.
      Forse sei tu che hai questi problemi?

      • erik says:

        concordo pienamente…anzi discusso personalmente in veneto anche in brasile con discendenti dei veneti (non sapevano una parola di italiano).

        Di problemi Tito ne ha tanti, e non solo comunicativi…si nota dall’astio e dal rancore con cui scrive del veneto.
        Che infelice vita deve fare a padova…dovresti trasferirti nella urbs aeterna, staresti meglio e non nessuno sentirebbe la mancanza.

        • Tito Livio says:

          Caro Erik io non ho nessun astio a differenza tua che offendi gratuitamente il prossimo, capisco che sia facile rispetto al dialogo e alla critica ragionata ma ti inviterei comunque a sforzarti. Qui a Padova sto benissimo, Roma e’ troppo caotica. Attendo critiche e non insulti mi sforzo sempre di pensare che le persone siano meglio di ciò che appaiono a prima vista( commento).

          Quaglia, invece di parlarmi della tua esperienza personale che è anche la mia ( non faccio alcuna fatica a comunicare con altri veneti) vorrei che te spiegassi parche serte volte go e fasso fadiga comprendere certe parlate come il veneziano dei vecchi, oppure il chioggiotto per non parlare di quella cosa parlata sotto Rovigo ma poi non so te ma io il friulano non lo capisco( il veneto furlano non lo conosco) e alcuni termini del veneto parlato in alcune zone della regione FVG mi sfuggono. Ora dire che storicamente il Veneto e’ linguisticamente omogeneo e’ una panzana Roma o no, indipendenza o Serenissima, mi aspetto che si sappia discernere. Na roba che no go mai capio xe che nona chiamava a carne:” ci cin” , ecco na olta ghe o go domanda a un venexian e no me ga savuo dir cossa fusse.

      • gian says:

        mi si, dal ovest vicentino parlar dialettto con i veronesi dell altra valle … va finire che se parla italian perche NON se se capise. anche tra paesi confinanti cambia i termini dialettali in modo troppo deciso.
        che vicentini venesiani veronesi padovani … possa tutti parlar el so dialetto e capirse ze na putanada immensa.

  13. pierin says:

    complimenti ai Patrioti , posso solo immaginare una parte di quanto possan esser perseguitati di continuo dallo stato invasore ‘talian. mi el so corajo e forsa de affrontar le fdo ‘taliane de continuo non le go 🙁

  14. Marco Green says:

    Noto che in questo “scritto” noi lombardi orientali non siamo nemmeno menzionati; i casi sono due: o i fascio-nazionalisti veneti ci hanno finalmente messo fuori dalle loro fantasie (cosa che mi farebbe felicissimo) o…nel pensiero di chi ha scritto l’articolo, siamo fatti rientrare, senza nemmeno tanti giri, direttamente nell’ “etnia” veneta…

    • Alessio says:

      Fosse ripristinata la Serenissima Repubblica credo logico e conforme al diritto internazionale che tutti gli ex territori veneti possano esprimersi sul loro futuro in base al principio di autodeterminazione.

      • Marco Green says:

        Questo è un altro discorso.

      • Marco Green says:

        Intendo che è un altro discorso quello sul principio di autodeterminazione dei popoli, che ovviamente è giusto e dovrebbe essere condiviso da qualsiasi persona davvero democratica (e quindi federalista e favorevole al diritto di secessione).

        Il ragionamento sul “ripristino” della Repubblica veneta, come l’ha impostato lei, è francamente ridicolo: sembra di discutere con gente che vive fuori dal tempo e dalla realtà.

  15. erik says:

    A parte che le teorie originarie sui venetici sono completamente sbagliate, i veneti di omero non centrano assolutamente nulla è solo omonimia.
    Cos’è un apologia della follia?? Se i famosi venetisti e patrioti veneti sono realtà inconciliabili, non c’è tra spiegazione che la follia e l’idiozia. Il resto sono seghe mentali. Continuate pure a farvi la guerra, ridicoli… Se un veneto non va a votare ad un eventuale referendum si qualifica con le sue azioni di minus habens, e non è un patriota veneto ma un MONA veneto, esemplare ampiamente rappresentato nelle venezie. Smettetela di sparare cazzate, ogni via è buona e ci si dovrebbe aiutare fra tutti a prescindere da queste sterili disquisizioni.

    Uno per tutti, tutti per uno.

    • daniele quaglia says:

      personalmente ho più volte ipotizzato il mio comportamento nei confronti di un eventuale referendum sull’indipendenza del Veneto. A parte che in questo Paese, e la storia recente lo ha ampiamente dimostrato, il valore di un referendum è, qualora superasse il quorum, praticamente zero e avrebbe esclusivamente la funzione di conta dei favorevoli. Se si trattasse di un plebiscito, qualora venisse concesso, dovrebbe essere una revisione di quello fasullo del 1866 e da svolgere, quindi, in un territorio veneto libero da truppe di okkupazione savoiarepubblicanitaliane, sotto il controllo di istituzioni internazionali e riservato ai legittimi eredi del Popolo Veneto potrei anche essere favorevole ma visto che lo sforzo è lo stesso, perchè non indire direttamente le libere elezioni del Popolo Veneto in regime di autodeterminazione? Un plebiscito ha la funzione di accertare la volontà di un popolo, le libere elezioni, invece, hanno la funzione di nominare legittimi e diretti rappresentanti che a loro volta avranno il compito di mettere in atto la volontà del popolo espressa con il voto.
      Non perdiamo tempo inutilmente, per colpa della Lega abbiamo accumulato un ritardo di 30 anni nel processo di indipendenza del Popolo Veneto. Ora non c’è più spazio per i giochini politici, è solo tempo di mettere in atto la pragmaticità dei Veneti. E’ finito il tempo del dire è arrivato quello del fare

  16. Giancarlo says:

    Spiace dovere fare il troll disfattista e offensivo, ma di fronte ad articoli come questo è impossibile agire diversamente: sarebbe l’ora di documentarvi sul 1797 invece di continuare a scrivere ridicolaggini del genere. Rileggetevi “Le confessioni di un italiano” di Ippolito Nievo quando descrive l’ultima seduta del Maggior Consiglio: sbraco totale dell’ultimo doge di Venezia, fifa blu dei nobili e togati consiglieri di fronte alla prospettiva della fine dello stato veneto. Tra le classi dirigenti, nobiltà e borghesia, nessuno mosse un dito, preoccupandosi più che altro di salvare i rispettivi beni ed eventuali miseri scampoli di potere. Le uniche sollevazioni furono da parte dei ceti popolari, ovviamente sobillati dai preti contro i “giacobini”. In sintesi, uno dei tanti 8 Settembre italici. E quanto al 1866, sarebbe l’ora di farlo rientrare nei ranghi dei plebisciti tenuti negli altri stati preunitari nel 1860, che, poverini, non si capisce che male vi abbiano fatto per disprezzarli razzialmente come diversi e inferiori.
    Si ritorna a quanto teorizzato dal prof. Bernardini: l’economia e il residuo fiscale non sono sufficienti per rendere popolare ed evidente il diritto all’autodeterminazione, ci dovrebbe essere una base culturale e civile. Ma se questa è poco seria non si va da nessuna parte.

    • daniele quaglia says:

      Nessuno di noi disprezza razzialmente come diversi e inferiori gli altri abitanti della penisola italica.
      Nessuno dice siamo migliori, siamo i più bravi: diciamo solo che noi siamo Veneti, non Liguri, non Siciliani, non Pugliesi, non Calabresi …………….
      Siamo Veneti e nessuno ce lo può negare

      • Giancarlo says:

        Non mi riferivo agli stati né tantomeno agli abitanti, ma ai plebisciti. Diciamo che volevo fare l’ironico, ma sintatticamente mi è riuscito male.

  17. Gino says:

    Mi sembra che purtroppo non siano ancora state chiarite le origini dei Veneti, ci sono varie teorie e quella della provenienza dall’attuale Turchia dovrebbe essere una delle più basate su fatti leggendari.
    Includere i friulani nel popolo veneto mi sembra un po’ azzardato: i friulani odiano i veneti, forse perché si portano dietro un complesso di inferiorità per essere stati sottomessi da Venezia nel Quattrocento, altro che “adesioni volontarie”.

    • daniele quaglia says:

      Secondo Rocchetta e anche Cavallin i Veneti provengono dai territori compresi tra il mare Baltico e il mar Nero.
      “Ab ortu Vistulae fluminis per immensa spatia Venetharum natio populosa consedit” (Giordanes) , anche Plinio e Strabone identificano l’origine dei Veneti nel Nord Europa.
      In un’ondata migratoria i Veneti si suddivisero in due tronconi, uno che arrivò direttamente nel territoio attuale Veneto, l’altro scese fino alla Plafagonia, attuale Turchia per transitare più tardi attraverso la Gracia(Omero parla di Eneti alleati di Troia) e risalire l’Adriatico per ricongiungersi, dopo qualche secolo, con i Veneti che si erano precedentemente insediati sul territorio delle Venethie.

  18. Heinrich says:

    Leggere queste righe è rivoltante come leggere i testi dell’irredentismo italiano, mai così tante stupidaggini e falsi storici sono stati condensati in così poche frasi come in questi libelli del fascionazionalismo veneto ricalcato pari pari da quello italiota.

    Veneti, volete dimostrare di essere una nazione degna di rispetto e di non essere solo un branco di fascisti ritagliati dallo stampino tricolore?
    Abbandonate queste cazzate, studiate in maniera seria ed obiettiva la Storia e ragionate da popolo libero senza gli schemi mentali dell’irredentismo italiano, perché di sostituire la tirannide italica con quella veneta non frega niente a nessuno.

    • daniele quaglia says:

      rivendicare la propria identità è fascismo?
      Rivendicare le proprie origini è nazionalismo?
      Facciamo come la Kyenge, cancelliamo le identità e chiamiamoci italiani 1, italiani 2, italiani 3 ……. !
      Questo è fascismo

      • daniele quaglia says:

        Venethie significa terra dei Veneti, Venezia significa la città dei Veneti.
        Anche la moderna e nazionalmassonica attribuzione dei nomi delle regioni ha tenuto, inspiegabilmente, conto dell’identità storica del territorio appartenente da almeno 3500 anni ai Veneti, al Popolo Veneto.
        Cancelliamo tutto per non discriminare gli altri “diversamente italiani”?

      • Tito Livio says:

        Verzare un libro e dopar a suca saria mejo Daniele, quello che dice Heinrich è vero: questo post parla di balle e invenzioni .

      • Heinrich says:

        No, fascismo è falsificare la propria storia per creare una identità fittizia attraverso la quale rivendicare terre e popoli altrui in barba al principio di autodeterminazione che si pretende per se stessi.

        • sandrino speri says:

          La nostra identità non è fittizia e non abbiamo mai rivendicato terre altrui,poichè l’unico principio che oggi è
          valido e universalmente accettato è il diritto di autodeterminazione,ribadisco diritto avente valore cogente,e non astratto pricipio,quindi è logico che lo si eserciti dove ne esistano le concrete condizioni di appilicabilità.Le norme giuridiche internazionali riconoscono che ogni essere umano ha diritti innati, quindi inviolabili, inalienabili e imprescrittibili, che preesistono dunque alla legge scritta. L’individuo è soggetto originario di sovranità e viene prima dello stato e del sistema degli stati. In virtù dei diritti che ineriscono egualmente a ciascuno dei suoi membri, anche la famiglia umana universale è soggetto collettivo originario che viene prima del sistema degli stati e del singolo stato. Alcuni diritti innati (all’esistenza, all’identità, all’autodeterminazione) sono riconosciuti anche alle comunità umane che hanno il carattere di popolo.
          Individui e popoli sono dunque soggetti originari anche nel sistema legale internazionale e gli stati sono da considerarsi come entità complesse “derivate” anche nel sistema del diritto e della politica internazionale. I principali principi di questo nuovo diritto internazionale sono: il principio di vita; il principio di eguaglianza degli individui e dei popoli; il principio di pace; il principio di solidarietà; il principio di giustizia sociale; il principio di democrazia.
          Un principio fondamentale per l’implementazione dei diritti umani è quello di interdipendenza e indivisibilità di tutti i diritti umani: civili, politici, economici, sociali, culturali; individuali e collettivi; dell’essere umano e dei popoli (…).

        • daniele quaglia says:

          La nuova Repubblica Veneta sarà una Repubblica Federale. Gli Stati saranno le attuali province che avranno la massima libertà di aderire o meno alla Federazione

    • sandrino speri says:

      Forse il sig. Heinrich è tedesco e non vuole che esistano patrioti veneti che come dice il nome amano la terra dei loro padri e sono per questo perseguiti con cervellotiche e fantasiose accuse mai provate che violano i fondamentali diritti umani dei Veneti-patrioti. La magistratura che,
      dovrebbe applicare la costituzione che nasce come strumento a difesa del cittadino nei confronti del potere, sia questo quello dei re che della casta che ora spadroneggia in Italia,applica invece il codice Rocco e lo applica solo nei confronti di patrioti-veneti. Poichè il linguaggio ha le sue regole preferirei chiamare Gabriele fondatore del movimento Veneto free antifascista o se preferisce Resistente,nazionalfascista è proprio fuori luogo!

    • Adriano Giuliano says:

      Hai dimenticato la svastica da qualche parte?

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