VENETI: RITROVIAMO L’UNITA’, NON PERDIAMO UN’OCCASIONE STORICA

di GIACOMO MIRTO

Lettera aperta di Giacomo Mirto, fondatore di Veneto Stato

Le diatribe interne che attanagliano Veneto Stato, ledendone pesantemente la credibilità politica, sono note a tutti. Inutile quindi recriminare, o fantasticare, la realtà è che stiamo sprecando un potenziale enorme per personalismi e ripicche da bar.

Nonostante la crescita di iscritti e consensi vi è infatti il rischio concreto che, come in un bel sogno al risveglio tutto svanisca e questo perché non siamo in grado di fare quadrato e impegnarci tutti intorno a un unico progetto politico. I fatti hanno dimostrato che vi sono almeno tre correnti di pensiero dentro a Veneto Stato e urge trovare una soluzione per farle coesistere.

Basta leggere i giornali per capire come anche partiti di ben altro calibro (dal Pdl, alla Lega al PD) siano dilaniati dalle correnti che li ingolfano “sputtanandoli” mediaticamente. E’ quello che in piccolo sta’ avvenendo in Veneto Stato. La nostra colpa originale è quella di non aver creato una struttura consona a contenere queste diverse anime in modo tale da fare in modo che tutti i soci lavorassero all’interno dello stesso partito con due soli e semplici obiettivi:

1- Diffondere il verbo indipendentista e referendario;

2- Portare avanti e far crescere il simbolo di Veneto Stato

Credo infatti che gli unici punti di accordo tra le varie anime siano questi e per poterli realizzare serve una struttura tale da evitare tensioni e la situazione che oggi si è venuta a creare.

La mia proposta è ormai nota: creiamo un partito veramente orizzontale composto da sezioni comunali che eleggono un portavoce locale il quale una volta all’anno partecipa al congresso nazionale per eleggere il portavoce nazionale. Li si delinea la linea politica per l’anno successivo e come il partito deve porsi sulle tematiche d’attualità. Basta quindi col modello bossiano che vede segretari-padroni, basta decisioni prese da 10 persone che possono distruggere un partito. Ognuno lavori nel proprio territorio per far crescere i consensi locali e arrivare così alle regionali 2015 preparati e lanciati verso l’indipendenza.

Tutto il resto, la ricerca di potere e careghe interne è solo parassitismo, lo stesso becero parassitismo italiano per il quale chiediamo l’indipendenza.

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78 Comments

  1. Il ritorno della balena bianca says:

    A ottobre bisognava espellere tutti questi dissidenti-infiltrati. E finiva il problema.
    Non lo si è fatto; si è passato gli ultimi 6 mesi tra buonismo e continui MC; si parla di unità con gente che non merita rispetto.
    Il compromesso democristiano ha sputtanato VS per sempre.
    E’ meglio regalare nome e simbolo a quelli del .com e fondare un nuovo partito con indipendentisti veri. Non celebrità.
    Altro che Confederazione di Stati Italiani… ma scherziamo?
    Confederazioni di Stati Europei semmai.

  2. Pietro Caldiera says:

    Supponiamo che Mirto e soci si stiano pentendo amaramente e sinceramente dello sconcio del Viest e abbiano capito che é meglio cercare di ritrovare l’unitá di intenti con gli altri indipendentisti veneti. Bene. In questo caso la strada e quella delle piattoforme programmatiche e strategiche condivise e delle iniziative di confidence building. Il “”volemose bene”, scurdammoce o’ passato”, “chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato” funzionano ad altre latitudini, non in Veneto. Il processo di unione delle forze é bene sia graduale. Occorrerá anche molta trasparenza in modo che i veneti possano capire subito chi racconta balle o vuol fare il furbo …e mandarlo no in mona, ma in cúo una volta per tutte!

  3. Gigio says:

    Ma che intelligente e lungimirante la Durigon. E questa signorina immacolata dovrebbe essere il nostro leader futuro? Dio ci scampi. Mirto sara’ pure inadeguato ma il rancora che si respira in questo foro e’ emblematico: i Veneti sono coglioni e in catene. La liberazione se mai avverra’ sara’ il frutto o di un caso fortuito o dell’operato di terzi,mai per mano venetica.Becanoti e contenti.

    • Leonardo says:

      Concordo, anzichè dibattere di politica si sputa veleno. Ma la libertà che noi lasciamo, ha anche un prezzo, quello di mostrare ogni lato dell’umana essenza. W L’INDIPENDENZA!

  4. Stefano Z. says:

    Ma xè veramente Mirto cueo ke scrive?

    Fin l’altro dì me pareva proprio de opposte opinioni!

    Me xè bastà, tanto vansa assistere al VIEST 23 in cuel dì go imparà come se desfa un movimento.

    La colpa della divisione è di chi ha organizzato quel congresso, persino i gorilla-sicurezza-privati hanno assoldato e che paura avevano che qualcuno si ribellasse? Vero Mirto?

    Certo ke ghe ne vol de corajo… e tanti tanti toast!

    Spiegate piuttosto ai soci perchè ricevete i finanziamenti dalla Lega attraverso la Regione, se non lo fate la gente può immaginarsi di tutto, persino terribili sospetti !

    Ed è questo il dubbio più atroce di quanto accaduto al Viest !

    Ocio xènte ai speci par le alodole, ma sora de tuto, ocio al bekkime per polli !

    • Carla says:

      Secondo molti Mirto scrive solo quanto gli detta Patrik Riondato.Persona che ho conosciuto in un’occasione valida ma che poi si è dimostrato ben diverso e spregiudicato in ambiente politico.Strano comunque che gente come loro che ha fatto di tutto per dividere Venetostato e gettare discredito in modo tremendo sulla segreteria di Pizzati, procedendo all’espulsione del segretario e dei suoi fedeli soci fondatori adesso chieda la riunione come nulla fosse accaduto.
      E’ forse un altro tentativo d’imboscata?

  5. veneto says:

    art N 2 del statuto dea region del veneto!!!! l’auto governo del popolo venete se atua in forme rispondenti ae carateristiche e tradision dea so storia!!!! meditè xènte meditè!!!!!

  6. Daniele Roscia says:

    I due punti programmatici di Giacomo Mirto sono condivisibili, ma non bastano a costruire una governance stabile ad ogni livello. Non bisogna inventare l’acqua calda, bensì utilizzare quei modelli formali che garantiscono le posizioni correntiste che esistono in ogni associazione politica democratica. Non basta l’adesione al progetto strategico di indipendenza, sarebbe troppo semplice, basterebbe superare il confine della Svizzera e capire come i partiti nel gotha dell’indipendentismo si comportano. Varrebbe la pena di chiarirci le idee, con convention workshop ed incontri che definiscano “le regole dello stare insieme” Bisogna pure ammettere che la vita democratica interna di una formazione politica, vista la natura umana, e’ fatta di divisioni, accorpamenti, momenti di sintesi e frammentazioni piu’ o meno razionali. E’ la fisiologia dei gruppi sociali.

  7. Pietro Caldiera says:

    Il mio post precedente é andato “perduto”. Quindi, riscrivo e riformulo, sperando di non abusare dell’ospitalitá de L’Indipendenza. Se voglio far costruire una casa, mi affideró a un architetto di alta professionalitá piuttosto che a un signore con l’hobby dell’edilizia. Se poi so che gli edifici costruiti in precedenza dal secondo sono crollati addosso agli inquilini, non avró esitazioni a rivolgermi all’architetto. Signor Alessio, …Hitler, Churchill e compagnia bella c’entrano come i cavoli a merenda! La Lega Boss ha portato in parlamento e nei consigli regionali un gran numero di ignoranti e incompetenti. Il risultato lo conosciamo! Molti veneti hanno la detestabile abitudine di biasimare chi ha, con studio e fatica, acquisito titoli e competenze che possono essere preziosi per il loro popolo. Ex: “Ma te studi ancora? Mona!! Varda mi che lavoro in magazen e gó xá el me bel stipendio!”. Forse, l’eccellenza dá fastidio ai mediocri. PS L’unione della forse si potrá raggiungere, ma gradualmente e con iniziative di confidence building. Non dall’oggi al domani, magari con un’altro “bel” Viest.

    • Pietro Caldiera says:

      Mi scuso, il precendente commento é divenuto visibile solo adesso. Cancelli pure il commento qui sopra. Grazie. 🙂

  8. Petar Kružić says:

    San Marco che desgrassia!!!! Vien xo da la par aria, e daghe na ruxada FORTE in tea facia che i se daga na svejada tuti quanti!!!

    A semo drio risciare el cuo nostro e dei notri fioi, e si qua che ve conte i pioci in tea testa?!? Ma sio fora de serveo sul serio o fasio finta?

    A no ghe credo!

    • ….purtoppo è così, se perde na fraca de tempo su le monate, quando diventeremo indipendenti sta gente sarà ancora in via barufare su chi e cossa e come…… sveia gente che i tempi xe mauri!! Asè stare i politicanti e i so zughi de copertina!

  9. Pietro Caldiera says:

    Signor Alessio, A me il suo humour piace e diverte, come sembra diverta anche il signor Leonardo. Credo, peró, che lei abbia mal interpretato la mia logica e le mie argomentazioni. A me di quarti di nobiltá e quant’altro frega moooolto poco. Lasciando da parte Hitler, Churchill e compagnia bella, le chiedo: se lei intendesse farsi construire una casa a chi si rivolgerebbe? A un architetto di alta professionalitá o a un perito chimico con l’hobby dell’edilizia? Supponiamo inoltre che tale perito chimico con l’hobby dell’edilizia abbia giá progettato delle case che poi sono crollate addosso agli inquilini. Non so lei, ma io mi rivolgerei all’architetto senza esitazioni. Noto con dispiacere che tra molti veneti c’é la cattiva abitudine di denigrare o sospettare di chi si é fatto il mazzo a studiare e ha acquisito competenze che possono essere di grande aiuto al nostro popolo. “Ancora che te studi? Mona!! ‘Ara mi che lavoro in magazen e ciapo xá el me bel stipendio!”. Solo due giorni fa, il novello irenista Giacomo Mirto (é siculo-campano? Vabbé! Interessante) tentava maldestramente di prendere per il c*lo il Prof. Pizzati e i suoi titoli accademici paragonandolo a un fannullone disoccupato come il Bossi delle origini. Anche la Lega Boss ha portato in parlamento molti ignorantoni e incompetenti. Sappiamo tutti come é andata a finire. Ora che, spero, ci siamo capiti sulle “credenziali”, passo “all’operato. 1) Congresso porcata del Viest,con la presenza di buttafuori non siculi ma campani (mi passi la battuta) 2) Festeggiamenti post-congressuali con il segno del tre (a non conoscere la storia si rischiano figuracce) 3) Figura di palta di Chiavegato in tv 3) “Imboscata” in forza fuori di un ristorante veronese e fastidiosa intrusione – sempre in forze – guidata dalla Badii – a una cena privata con tanto di video su youtube a celebrare il “bel gesto”. 4) Notizia che Giustino Cherubin é indagato per avere mal “gestito” dei soldi pubblici 5) Utilizzo molto goffo della tattica del bastone e carota da parte dei guadagninisti 6) Lettera aperta che esorta all’unione delle forze scritta dal “bocia del partito” invece che dal segretario o dal presidente. Se le due fazioni avessero migliaia di iscritti e decine di migliaia di voti sarei il primo a spingere per l’unione. Ma, al momento, stiamo parlando di decine di iscritti e poche migliaia di voti. Quandi, c’é la “finestra di opportunitá” per i piú “adatti” a portare il popolo veneto all’indipendenza di emergere …in fretta. Questo non toglie che le due fazioni debbano continuare a lavorare per “spaccare la terra” e promuovere la causa dell’indipendenza. Ben vengano desistenze e iniziative comuni. Lo scopo del movimento indipendentista é servire il popolo veneto, non mettere il popolo veneto al servizio dei capetti del movimento. Su questo, son convinto che semo (quasi) tutti d’accordo. WSM!

  10. L.Matteo says:

    Da Veneto d.o.c. che legge …scusate ma , per i più che leggono, si rilevano soltanto dispute estremamente ridicole ! Al di là delle varie risposte con offese becere e gratuite da ambo le parti (che misurano anche la eloquente immaturità politica di VS), vorrei capire dove esiste un’apertura verso l’unione orizzontale dei vari movimenti venetisti esistenti che è l’unica aggregazione che avrebbe un senso ed un valore concreto per tutti ! Alla gente interessa la credibilità, la sincerità e la serietà delle persone e questo prima dei simboli, prima dei titoli nobiliari, prima delle lauree, prima delle patacche sulle giacche, ecc. ! Credo inoltre che ai veneti interessi l’obiettivo di liberazione attraverso un unico grande interlocutore (federazione di movimenti già operanti) che, senza raccontare panzane insistendo esclusivamente sul falso metodo referendario, porti avanti in generale e con forza la “causa veneta” facendo leva sul fallimento della Lega ! Ritengo anche che la miserabile riconciliazione fra le due distinte fazioni di VS (che mai si metteranno d’accordo) interessi poco o nulla al Popolo Veneto. Ho già detto che i vari G & C da una parte e i vari P & B dall’altra non cederanno mai i loro scranni poiché il loro intento è quello di contare (ed essere Segretario è essenziale) quando sarà ora di trattare direttamente con PD, UDC, PDL o Lega in cambio di denari e/o posti redditizi ! Se pensate ad una riappacificazione siete di conseguenza tutti degli illusi (mi dispiace dirvi questo ma è così). Vi dico anche che nella disputa per il simboletto di VS potrebbe anche verificarsi una patta con diniego ad entrambe (già successo in passato per casi analoghi). A quel punto che fanno i vari capetti? continueranno a litigare fra di loro? ritorneranno i partitini di prima (Veneti e Pnv)? In ogni caso tutti i protagonisti della disputa (ivi compresi militanti) si confermerebbero inaffidabili e completamente ipocriti agli occhi dei Veneti ! E con queste sceneggiate VS vorrebbe anche raggiungere un grande traguardo ? ma dai …!!!
    VENETO LIBERO !

  11. Albert says:

    Pi lezo de ste robe e pi me rendo conto che noialtri veneti pur sbraitando, sigando ecc forse semo propio italioti al 100%….

    • Trasea Peto says:

      Parla par ti.

      I taliani xe furbi e I se tién anca in bon de eserlo, nialtri semo mone. Xe diverso.
      Se proprio go da sceliere mi preferirò senpre un mona a un furbo.

      • Albert says:

        Soeo chel furbo xe svejo el mona no… I veneti sempi (scemi) gran lavoratori, gran baciapile e mansueti come gattini… prima lo capimo e prima se risparmiemo incazzature per nulla.

        • Trasea Peto says:

          El furbo canbia idea come canbia el vento, el và dove ke ghe convien e no el ga idee: el xe un parassita.

          El mona fà barufa par question de principio, par difendere ‘e proprie idee e el preferìse eser considerà un senpio pur de no ndar contro a na mentaità ke secondo lu xe justa.

          Mi italian no ghe divento, resto mona pitosto.

      • Pietro Caldiera says:

        Giusto! Moni, ma no cojoni! 😉

  12. barbara says:

    Grande

  13. Alberto Pento says:

    Per me il valore più importante è la democrazia interna al partito … le chiacchere e le presunte teste di valore non contano nulla.
    Caso mai sono le teste che si debbono mettere al servizio del Partito e non il partito al servizio delle Teste.
    Li aristocratici in una democrazia vera come quella svizzera sono tutti i cittadini sovrani.
    Il Partito sono tutti i soci e non una sua qualsivoglia minoranza professionale con on senza titoli scolastici.

    • Alberto Pento says:

      Per me il valorre più importante è il rispetto per tutti e per la democrazia … chi non ha rispetto del prossimo, della democrazia e dei soci sovrani del partito … non merita rispetto e non ha alcun valore culturale a prescindere dai titoli scolastici e dalla sua eloquenza.
      Rispetto e amore !
      Se mancano, manca tutto!

      • Alberto Pento says:

        13/04/2010

        GIANLUCA si è dimesso da segretario: un atto di grande amore: nel PNV, come nella Serenissima, non sono le persone che contano, ma le idee, i valori, che sono presenti in tutti coloro che si mettono a disposizione della causa veneta. Gianluca ha dimostrato di non voler fare del Pnv un partito di leader, ma un movimento di persone che vanno verso la libertà. E’ stato un grande esempio da imitare: sia l’assemblea dei soci a dare le direttive: gli organi democratici devono funzionare e operare senza personalismi o ambizioni personali: questa è l’eredità è quello che ci ha lasciato Gianluca Busato. grazie Giane., sei un GRANDE.

        CON TANTA STIMA

        L. G.

        • Alberto Pento says:

          01/07/2010

          Un paso indrìo, ma no stemo mołar

          Un mexe fa scarso gavèo scrito un articoło otimista sul’andamento dełe tratative tra PNV e VENETI-INDEPENDENSA par ła creasion de un partito unitario par l’indipendensa del Veneto, che ragrupase łe do coalision indipendentiste che gà partesipà ałe ultime elesion regionałi de marso 2010.

          Ancuò purtropo la situation ła xe canbiada e łe prospetive no łe xe pì łe stese. A xe intervegnùe da tute e do łe parti rigidità e inconprension che sta metendo un fià in pericoło el proceso de fuxiòn.

          No ghe xe ne colpe ne raxòn, come senpre in ste situation. E ło digo un fià dal de fora, visto ke a gò decixo de far un paso indrìo proprio parkè fose pì fasiłe catar un acordo sodisfacente sensa ła me prexensa ingonbrante.

          Ałora deso me permeto de far na oservasion. Parlando cołe baxi dei partiti/movimenti a ghe xe na vixion comun sul fato che el proceso el gà da nar vanti e che xe un sbalio fermarlo. Parò co se parla i dirigenti dei partiti sta armonia ła finise e vien fora i problemi, łe poxision de kiuxura, i ultimatum.

          Bixogna che se metemo tuti ben inte ła soca che dovemo far tuti un paso indrìo, e parlo ała me parte in sto caxo.
          I dirigenti dełe do parti i se daga un tenpo masimo pa vedar se i cata un acordo e se no i ło cata, al tavołe dełe tratative se gà da sentar altri mediatori e i dirigenti i fasa – TUTI, GNISUN ESCLUXO – un paso indrìo, come ke gò fato mi.

          Vutu forse vedar che ała fine se senta suła toła ła baxe dełe do organixasion e łore sì che łe cata ła sołusion ideale par tuti?

          Cari amisi de VENETI-INDEPENDENSA e del PNV: a no ghemo sielte, ła strada ła xe obligada.
          Forsa e corajo, che ghemo da costruir un partito grando insieme, el momento el xe bon, ła połitica tałiana ła xe fata da xonbi onti e afaristi, ke no ghe ne frega gnente del nostro ben. Costruimo insieme l’alternativa połitica pa un futuro de dignità.

          Costruimo insieme e da bravi fradei el partito unitario pa l’independensa veneta!

          giane

          • Alberto Pento says:

            Date: Mon, 17 Jan 2011 09:18:14 +0100
            From: press@pnveneto.org
            To: soci@pnveneto.org; news@pnveneto.org; idee@pnveneto.org; amici@pnveneto.org
            Subject: [PNV amici] Perché esco da Veneto Stato

            Perché esco da Veneto Stato
            Motivazioni di una scelta difficile, ma obbligata
            Devo alcune spiegazioni a chi mi sta vicino, in merito alla mia decisione odierna (di domenica 16 gennaio, ndr) di lasciare Veneto Stato.

            Oggi si teneva infatti l’assemblea dei soci, il Maggior Consiglio. L’assemblea è l’organo sovrano che rappresenta il partito al suo massimo livello. Si teneva una riunione delicata per decidere una serie di modifiche allo statuto. Purtroppo, a causa probabilmente anche di una mia cattiva comunicazione, io e altri da un lato non siamo riusciti a convincere i soci in merito a una serie di importanti principi che stavano per essere calpestati da un lato e dall’altro non c’è stato modo di ovviare a gravi decisioni sempre statutarie che di fatto rendono il partito uno strumento spuntato politicamente.

            A questo punto per me è stata obbligatoria la scelta di uscire da Veneto Stato, perché con tutto si può fare a patti fuorché con la propria coscienza. Io capisco e incoraggio chi rimane all’interno del partito a continuare la propria meritoria azione, ma per quanto mi riguarda non c’è più spazio per poter agire. Non mi è infatti permesso di sedere in un’organizzazione che considera l’individuo al di sotto di entità astratte non meglio definite (“la causa”, “le cariche”, il partito stesso e, chissà, un domani lo stato).

            Tra l’altro, ragionando ipoteticamente per assurdo, anche se facessi a pugni con me stesso e con ciò che sono e digerissi tali decisioni, nel contempo l’assemblea ha deciso sempre con la stessa votazione, a larghissima maggioranza, con oltre il 75% di favorevoli, di darsi un’organizzazione politicamente spuntata, poiché il segretario, il presidente e l’intero Minor Consiglio, ovvero l’organo esecutivo più importante, non possono ricoprire cariche pubbliche elettive: ciò significa autocastrarsi politicamente. Quale senso ha – mi chiedo – combattere contro i mulini a vento!! Perché questo è il risultato logico e conseguente alla castrazione politica di Veneto Stato. Quale partito mai ha la possibilità di creare il consenso attorno a sé se non può avere pari strumenti rispetto agli avversari, per la propria miope inconsapevolezza politica? Non c’è scampo per colui che nemmeno capisce di farsi del male da solo!

            Altri punti gravi e controproducenti sono stati approvati, tra l’altro in un’unica soluzione, che ha significato anche la sconfessione di quanto finora fatto all’insegna dello statuto in vigore fino ad oggi, ma su tutto e prima di tutto a crearmi l’impedimento invalicabile a continuare la mia azione politica all’interno del partito è in ogni caso la questione di principio già illustrata. Sul resto potevo combattere all’interno e cercare di convincere gli altri soci delle scelte avventate fatte, ma non posso di sicuro farlo se nel contempo debbo calpestare ciò che più sacro e inviolabile è per la mia persona.

            È doloroso per me e credo anche per chi mi è stato politicamente vicino in questi anni, ma ciò non significa che altri mi debbano seguire nella mia decisione, anzi! Il mio auspicio è che chi è più forte di me riesca a continuare l’azione meritoria, che in me troverà sempre un sostegno ideale, ma da oggi e fintantoché esisterà tale concezione illiberale, non potrà più avere in me un sostegno operativo.

            Chi resta sappia che forse è meglio così: non sia mai che la mia assenza liberi energie nascoste all’interno di Veneto Stato che fino ad oggi a causa della mia presenza magari non uscivano allo scoperto!

            Coraggio e non temiamo, l’indipendenza del Veneto arriverà perché è più forte degli errori degli uomini e delle loro ideologie massimaliste fallite, ma dure a morire.

            Gianluca Busato

            • Alberto Pento says:

              ….Tra l’altro, ragionando ipoteticamente per assurdo, anche se facessi a pugni con me stesso e con ciò che sono e digerissi tali decisioni, nel contempo l’assemblea ha deciso sempre con la stessa votazione, a larghissima maggioranza, con oltre il 75% di favorevoli, di darsi un’organizzazione politicamente spuntata, poiché il segretario, il presidente e l’intero Minor Consiglio, ovvero l’organo esecutivo più importante, non possono ricoprire cariche pubbliche elettive: ciò significa autocastrarsi politicamente. Quale senso ha – mi chiedo – combattere contro i mulini a vento!! Perché questo è il risultato logico e conseguente alla castrazione politica di Veneto Stato. Quale partito mai ha la possibilità di creare il consenso attorno a sé se non può avere pari strumenti rispetto agli avversari, per la propria miope inconsapevolezza politica? Non c’è scampo per colui che nemmeno capisce di farsi del male da solo! ….

              L’ INCOMPATIBILITA’ DELLE CARICHE E’ FONDAMENTALE PER EVITARE LA CASTA E PER PROMUOVERE LA DEMOCRAZIA

          • Alberto Pento says:

            08/09/2010

            NASCE IL PARTITO CHE CI PORTERÀ ALL’INDIPENDENZA DEL VENETO

            Il 12 settembre 2010 a Cadoneghe (PD) si terrà il Congresso costituente del nuovo partito indipendentista dei veneti
            Il prossimo 12 settembre si apre la stagione politica veneta con una grande novità.

            Nasce infatti un grande polo politico, che unisce tutte le forze che hanno concorso alle ultime elezioni regionali nel nome dell’indipendenza del Veneto.

            Vi sono rappresentati ben 2 candidati presidenti del Veneto sui 7 che lo scorso marzo si sono contesi i voti del Popolo Veneto.

            Il Segretario del Partito Nasional Veneto ed il Presidente della lista Veneti Independensa, hanno infatti annunciato da qualche giorno la data e la sede del congresso costituente del nuovo Partito Unico Indipendentista dei Veneti.

            Il prossimo 12 Settembre, quindi, tutti i soci di PNV e Lista Veneti si riuniranno in sessione plenaria a Cadoneghe (PD), presso la Sala Calvino, con convocazione alle ore 15.

            Nel momento in cui il Veneto fatica a trovare le risposte politiche alle proprie esigenze, a Cadoneghe nasce quindi un’alternativa politica per il nostro futuro.

            Un’unione di intenti e di obiettivi formale e sostanziale, che ha un unico ed imprescindibile obiettivo: l’ottenimento dell’indipendenza della Venetia, con metodi legali e democratici. Il percorso internazionale è quello già compiuto da molte altre nazioni europee anche in anni recenti, e in procinto di essere percorso da altri, quali Fiandre, Scozia, Catalogna ed ora finalmente anche dai cittadini veneti. È una chiara tendenza internazionale che ha visto la creazione di 200 stati rispetto ai soli 77 del dopoguerra.

            Nasce un nuovo grande partito di rilevanza internazionale, che i cittadini del Veneto si meritano e che finalmente porterà fuori dalle nicchie la lotta indipendentista della nostra gente per trasportarla allo stesso livello degli altri paesi evoluti, sullo scenario della ribalta europea. La dimostrazione della forza organizzativa elettorale viene dunque ora premiata e trova una sintesi politica che ambisce a diventare un punto di riferimento certo per tutti i Veneti in una situazione di grave crisi economica e politica.

            Questo è il momento giusto per dare forza e linfa a un progetto che parte da lontano, con una storia e delle radici profonde, con battaglie che ora chiedono solo di essere vinte.
            Ora noi siamo chiamati a riassumere questi sforzi e dargli finalmente uno sbocco, quella spinta propulsiva, quella forza elettromotrice, quella velocità di fuga dallo sfascio di uno stato vecchio ed ottocentesco in cui siamo inutilmente ingabbiati, sufficiente finalmente per raggiungere la nostra libertà.

            Ora nessuno potrà più dire che siamo piccoli e divisi, tanti e litigiosi.

            Ora siamo unici ed uniti, forti e determinati, numerosi ed organizzati.

            Vi aspettiamo, tutti. Arrivederci al 12 Settembre e Viva San Marco.
            5 settembre 2010

            Ufficio Stampa PNV-VENETI INDEPENDENSA

  14. giannarcixo says:

    Quello che fa sorridere è che dire la verità corrisponda, per alcuni ad un’offesa.

    Se uno è di origine siculo/campana che male c’è?
    Se uno mi chiama Veneto non solo non mi offendo, ma anzi ne andrò fiero.

    ho anche affermato che il siculo /campano è probabilmente il meno colpevole di altri e proprio per la sua giovane età può essere compreso più di altri.

    Quello che però fa veramente ridere è che da mesi gli uni dicono agli altri di svegliarsi dando credito a voci di bassofondo e badando a chiacchere di corridoio con accuse di fantomatici accordi con la lega, boooh

    Io no!

    Io mi riferisco al vissuto, mi riferisco a quello che hanno visto i miei occhi e a quello che hanno sentito le mie orecchie, per citarne alcuni:
    -Viest 1, incancellabile, ineludibile.
    -Trasmissione televisiva del 01/02 u.s. dove chiavegato ha fatto una figura a dir poco meschina.
    -Tentativo di boicottare i nostri eventi (Resana, Scorzè, Preganziol) ad opera della premiata ditta riondato/guadagnini/cherubin/chiavegato.
    -Dichiarazione pubblica di guadagnini che sottolineava l’importanza dei soldi per i Veneti riducendo a niente la nostra storia e la nostra cultura.
    -Neanche la faccenda cherubin è piaciuta molto, vedremo i risvolti.
    -La grossa differenza comunque è il fatto che da una parte si è cercato di andare oltre le fazioni lavorando all’esterno per divulgare il progetto di VS, dall’altra parte invece è stata più una lotta interna tesa a screditare chi ha progettato il percorso politico nonchè fondatori di VS (Giane, Bellon, Pizzati, Morosin).

    Io diffido delle imitazioni, se devo sciegliere fra un originale (Bellon Pizzati) e una copia (Guadagnini Chiavegato) senza sapere altro, scelgo l’originale, se poi consideriamo il resto, beh non c’è storia!

    E comunque è la mia libera posizione che non vuole essere assolutamenter denigratoria, ma che vuole evidenziare le differenze in modo realista e pacato.

    Una volta apurato chi userà nome e simbolo vi sarà il tempo e lo spazio per organizzare qualche evento assieme nel segno dell’indipendenza del Veneto e nel reciproco rispetto.

    Allora si, fratello siculo/campano potremo ritrovarci!

    A chi trova scandaloso il fatto che io mi rivolga ad una persona con il nome della regione di provenienza, la risposta giusta era: Veneto è chi Veneto fa!

    Peccato per l’ennesima incontinenza.

    • Alberto Pento says:

      Sarebbe interessante che ci spiegasse cos’è capitato il gorno del congresso dove sono stati eletti come segretario e presidente Guadagnin e Chiavegato e non sono stati riconfermati i precedenti segretario e presidente.
      Cosa non ha funzionato e se tutto si è svolto democraticamente perché non accettare la volontà sovrana dei soci del partito che è l’unica entità a detenere il potere ela dignità del partito?

    • Albert says:

      Guardi che può rigirare la frittata come vuole, ossia dicendo che per lei è “normale” chiamare uno siculo-campano per poi dire veneto è chi veneto fa ma resta il fatto che un soggetto esterno valuterebbe in modo negativo le sue parole.
      Comunque ripeto per l’ennesima volta che ad un veneto (fa mi e tra l’altro oncora zovane) le vostre divisioni fanno ridere….chi si crede migliore, superiore, chi dice che ci sono tattiche meschine in atto ecc ecc….ma in che mondo vivete?
      chi xe che conosse VS? a parle de referendum e si i primi a contar PALLE alla gente veneta, perchè a forsa de dire semo competenti, semo bei ecc ve si desmentegà de raccontar ae persone de come che se faria un referendum….el beo xe che no se poe fare “legalmente” quindi via l’aggettivo “legale” .
      Ragassi/ e tose massa ciacoe fra qualche ano a sarì oncora qua rento a barufar come gai nel ponaro….

      • veneto says:

        concordo!!!! art N 2 del statuto dea region del veneto!!!!!!!!! l’autogoverno del popolo veneto se atua in forme rispondenti ale carateristiche e tradision dea so storia!!!!!!

    • Piereto says:

      Giane-rcixo il suo è un patetico tentativo di giustificarsi, si rilegga bene il suo commento ed i toni che aveva usato su siculo/campano, forse riuscirà a menarla ai suoi compaesani ma non a me. Patetico

  15. elena durigon says:

    Giacomo sinceramente sono sconvolta nel sentire te che chiedi l’unità del partito! Sei stato il primo a dirmi personalmente che non vedevi nulla di male nella divisione, che è normale ci siano più partiti indipendentisti come nei Baschi ecc..io ho sempre sostenuto fosse meglio stare uniti ma da ambo le parti si riteneva fosse impossibile! A breve quando arriverà la sentenza si capirà chi può usare marchio ecc. e si formarà di conseguenza un altro partito. Non è quello che hai sempre chiesto? Oppure ora sei meno convinto perchè ti sorge il dubbio di essere dalla parte dei dissidenti?

    • maria marini says:

      Elena è ora di finirla co sta parola:” dissidenti”…forse non hai ancora capito che è la maggioranza dei soci che conta…Ragazza mia meno si offende le persone,meglio ci si mostra agli occhi di chi legge….

  16. Franca says:

    Certo fin che se cerca de far pace (magnando TUTTI el rospo… o rospeto) e sto Piero Caldiera el continua attaccar te pasa anca la oia de vivar…

    • Pietro Caldiera says:

      Signora Franca, Se non le piace quello che scrivo, lei é liberissima di contro-argomentare. I miei “attacchi” (osservazioni e riflessioni, in realtá) non sono affatto gratuiti o infondati. Qualora, invece, lei non abbia la capacitá e/o la volontá di replicare puntualmente a quanto scrivo, …si faccia un caffé e si tiri un po’ su. La vita é bella! La prego, non mi faccia sentire in colpa per i suoi attacchi di depressione. 😉

  17. Alessio says:

    Io posso solo dirvi questo:

    – ho sempre avuto massa stima di entrambe le parti e le correnti, non mi schiero con nessuno, credo fortemente nelle conoscenze fatte, tuttavia prima che iniziassero le beghe una persona mi tolse prima la fratellanza e poi l’amicizia, solo per aver dato delle libere opinioni senza offendere nessuno. Ad ogni modo, preferisco perdonare e andare avanti;

    – in facebook, non sono mai riuscito a capire il perché, sul gruppo “ufficiale” veneto stato si può commentare liberamente, su l’altro no ….perché ???

    – negli incontri ai quali partecipai prima delle beghe e delle correnti, sembrava o era, tutto democratico e liberista. Poi, sono iniziate censure, espulsioni in perfetto stile leghista, il sommerso, quello che viene detto e non detto, le ripicche, le pretese di statuti, tesserati ecc…. per non parlare di censure, minacce legali ecc… se questo è Veneto Stato ( ve lo dico da outsider), meglio una dittatura di stampo comunista !!

    – ora c’è la questione del simbolo, anche se nei fatti ci sono già due partiti, ognuno dei quali si porta via esponenti migliori e peggiori, rimescolando le carte e facendo nascere una miriade di dubbi e personalismi ove prima non esistevano.

    Visto e appurato tutto questo… mi chiedo, ma dove volete andare ? Dove vogliamo andare ?

    Auguri a tutti… NOT IN MY NAME, PLEASE !!!

    1797 W SAN MARCO PRO UT I VETERI

    NH Alessio B.

  18. Alessio says:

    Quello che manca, è il concetto di “MISSION”. Purtroppo, non abbiamo superato l’atavico modello partitico leghista verticista. La cosa ancora più grave è che VS nasce per odio, e con l’odio e non il rispetto degli avversari non si costruisce nulla. Pensare poi, che VS sia un mero BREVETTO da tutelare in mano a pochi, è un ulteriore errore per arare un campo, seminare e non veder frutto. Io osservo, ma non traggo conclusioni….sono solo deluso immensamente deluso !!

    • Pietro Caldiera says:

      Concordo sull’importanza del concetto di “mission”. Vorrei peró insistere sull’importanza del concetto di “vision”. E’ giustissimo mettere la “mission” al di sopra delle beghe personali e di fazione. Ma per portare a termine con successo la “mission” di far ritrovare l’indipendenza al popolo veneto, bisogna avere una “vision” estremamente lucida. Se qualcuno crede che basti eleggere qualche consigliere comunale/provinciale/regionale da qui al 2015 o – al contrario – che sia raggiungere la maggioranza assoluta in Veneto (si, alle calende greche) per ottenere l’indipendenza si sbaglia di grosso. Pizzati ha espresso chiaramente la sua strategia per ottenere l’indipendenza – con relativa tempistica. Mi sono molto meno chiare la strategia e tempistica di Guadagnini e soci. Non é che fra qualche anno ci ritroveremo, come sempre, gli italiani nel c*lo e un po’ di “Foggiati” di VS in piú in consiglio regionale? Ricordiamoci che la sfida per l’indipendenza é anche una kulturkampf (lotta culturale) e di immagine. Scusate la franchezza, con le “Badii” non si va da nessuna parte. Pizzati, Morosin, Bernardini & Co. sono persone dalla solida base culturale e professionale. Sono “gente de testa”. Certo, ghe vol anca “gente de cuor”. Sottolineo che Guadagnini in passato – quando militava nell’UDC – si é rivelato un pessimo stratega. Il suo movimento del 20% si é risolto in un naufragio nella palude romana, allorquando i sindaci veneti sono andati nell’Urbe col cappello in mano e sono tornati in Veneto con le pive nel sacco. E’ servito , a conti fatti, come valvola di sfogo in un “quadro italiano” del malcontento veneto. Insomma, credo che una selezione darwiniana all’interno dell’indipendentismo veneto non sia un male. Anzi. Gli alberi si riconosceranno dai loro frutti!

      • NH Alessio B. says:

        Profondissimo rispetto per quanto scrive, però vorrei sottolineare il fatto che ho grande stima di tutte le persone da lei citate. Tuttavia, a prescindere dai progetti e dai personalismi deve essere sempre e comunque la base a decidere, e visto che c’è bisogno dell’apporto di tutto e tutti è impensabile selezionare le persone per lauree, master e titoli nobiliare…. cosa che a me farebbe immensamente piacere ( visto che ho tutto), ma sarebbe alquanto anacronistico se non patetico in democrazia, pretendere che la rappresentanza spetta a delle persone solo per meriti culturali, titoli aulici e quant’altro !! Se la base elegge persone per carisma, si guarda all’operato non alle credenziali. In fin dei conti siamo tutti veneti e il padre di mio padre di mio padre ecc… era un BIFOLCO come tutti gli altri !!

        La storia insegna che le persone così dette elette, o che si credevano elette….spesso si sono rivelate dei leader spietati, dittatori e mostri. Quindi a ben vendere, non prendo niente e nessuno per oro colato, ora più che mai, massimo rispetto senza pretesa di insegnare niente a nessuno e soprattutto nessun rancore e nessuna offesa.

        LE APPARENZE E LE CREDENZIALI INGANNANO SEMPRE !!

        esempio:

        E’ tempo di eleggere un leader mondiale e voi siete chiamati a votare. Queste sono le informazioni relative ai tre candidati:

        – Candidato A: il suo nome viene associato con quelli di politici corrotti. E’ solito consultare degli astrologi. Ha avuto due amanti. Fuma una sigaretta dopo l’altra e beve da 8 a 10 Martini al giorno.

        – Candidato B: e’ stato licenziato dal lavoro due volte. Dorme fino a tardi, ha fatto uso di oppio all’universita’ e consuma un quarto di bottiglia di whisky ogni notte.

        – Candidato C: E’ un eroe decorato di guerra. E’ vegetariano, non fuma, di tanto in tanto si fa una birra e non ha mai avuto relazioni extraconiugali.
        Quale dei tre candidati eleggereste?

        TUTTI DIREBBERO IL CANDIDATO C; ma…..

        – Il candidato A e’ Franklin D. Roosevelt.
        – Il candidato B e’ Winston Churchill.
        – Il candidato C e’ Adolf Hitler.

        • Leonardo says:

          🙂

        • maria marini says:

          Alessio sei una grande persona!!!! Peccato che chi dovrebbe ragionare come fai tu ,spesso si sente superiore e considera le altre persone avversarie e di conseguenza non perde occasione per offendere…in questo modo si perde tempo e ragionevolezza,la gente che legge i commenti rimane schiffata e non si fida di nessuno dei 2 contendenti. Mi dispiace dirlo ma fa riffflettere e considerare negativo tutto sto can-can.

  19. Trasea Peto says:

    Ki sarìseo el sicilian-napoetan, Mirto? E ki se ne ciava, lu el “xe veneto parké veneto fà” …a mi me và ben isteso 🙂

    …Mirto, porta pasiensa se me piaxe tontonarte, ma par mi Schenato ga scrito un bel libreto co idee interesanti, ke no xe ‘a Bibia e gnanca dee besteme, basta solo ciaparle par idee de proposta da metere anca in discusion e catarghe el drito se no el ghe xe. Magari no te piaxe tuto quel ke xe scrito, ma anca se ghe fuse na riga ke par ti xe bona no stà butar via tuto par “tifo calcistico” Pizzati F.C. vs A.C. Guadagnini…
    🙂

  20. Dario Kaiserfrez says:

    dai continuè radegarve anca ki, me raccomando…

    Io ieri sera ero ad una festa di laurea, tutti miei coetanei più o meno (24 anni).
    Parlando casualmente del più e del meno con un tipo con il quale avevo fatto da poco conoscenza, riesco ad intendere che all’interno di esso pulsa fortemente la vena indipendentista…
    Così gli chiedo se conosce Veneto Stato e se ha voglia di saperne di più, sapete qual’è stata la risposta che mi ha fatto cadere “indrio schina” come una cimice ???? mi ha detto: <>

    Credo di non poter essere più chiaro di così, a buon intenditor…

  21. Massimo says:

    Io sono per una confederazioni di Stati come gli USA o la Svizzera….gli stati ci sono già (regioni) e ogni regione ha un suo governatore…..alleggeriamo il “lavoro” a Roma e ogni stato si amministra…. una volta al mese riunione di tutti i governatori A Roma per discutere i problemi comuni e poi a tutta velocità….basta con le solite cricche…..ci vuole gente giovane e non 90enni (con tutto il rispetto) gente che ha una visione diversa, nuova, e che finito il mandato torni nel mondo reale ….non politici a vita…….

    • Enrico VR says:

      E no caro Massimo !! Noi con L’Itaglia non ci vogliamo più centrare. Questo paese è un malato terminale anzi no e un paese già morto e xe innutile tegnere el morto in frigo !! Noi andiamo per la nostra strada con un Veneto Indipendente e noi facciamo la nostra strada e chi vorrà restare si può riunire dentro il frizer Itaglia. Il Veneto Non é Itaglia e non confondere i Veneti con tutti i popoli del fanta paese detto Itaglia. Viva san Marco !! e solo San Marco!!

      • Trasea Peto says:

        Anca se el el Stato talian fuse vivo e el conbinàse bone robe el sarìa ocupante foresto. El xe stà ocupante ncora inte’l jugno del1866 a Custoza, pensa ti deso. No xe secesion, xe indipendensa, tuta naltra roba.

        • Albert says:

          Bisogna parlare co cognission de causa al significà dele parole bisogna stare atenti….sennò te fe a figura del panpano.

  22. Pietro Caldiera says:

    Giannarciso ha posto sul tavolo un problema reale: la competenza e l’ affidabilità della leadership della fazione .org e di quella .com. In altri termini, qule delle due leadership ha i numeri, ossia le risorse intellettuali e morali, per far progredire e vincere la causa dell’indipendentismo veneto?
    A questo riguardo, va sottolineato che il congresso del Viest – per dirla alla Calderoli, una porcata – pesa come un macigno sulla credibilità della leadership di Guadagnini e Chiavegato (+ Mirto e altri). Quel congresso è stata una tristissima prova di immaturità e politica e democratica e moralità da parte di G&C e soci. I patrioti veneti non dovrebbero assolutamente dimenticarlo e scurdarse o’ passato.
    Da due settimane si è notato un parziale cambio di rotta da parte della fazione di G&C, nel senso che ora combinano le minacce e lo scherno dei mesi scorsi con dichiarazioni conciliatorie e lettere aperte come quella del giovane Mirto (che ovviamente glissano sullo sconcio del Viest). La mia opinione è che G&C hanno cambiato rotta perché consapevoli della loro debolezza e delle loro scarse prospettive per il futuro.
    Apparentemente – e numericamente – G&C possono apparire in vantaggio, ma in prospettiva sono in grnade difficoltà. La leadership di G&C, infatti, è puramente tattica, non strategica. G&C e soci si limitano a riproporre le idee e i concetti a suo tempo elaborati da Pizzati e soci. In aggiunta, molti dei loro seguaci sono prigionieri di vecchi schemi etno-nazionalistici e limiti personali. Infine, c’è il “pericolo” molto concreto e imminente che G&C si ritrovino ad essere privati – in seguito al ricorso al giudice italiano, da LORO chiamato in causa – della possibilità di usare nome e simbolo di Veneto Stato. E’ poi di ieri la notizia che l’esponente guadagninista Giustino Cherubin è indagato per fatti ormai noti alla maggioranza dei lettori
    Credo che la lettera di Giacomo Mirto vada inserita in questo contesto e interpretata come un segno di debolezza da parte della componente guadagninista in crisi di strategie e sempre più acutamente consapevole dei propri limiti (ex: far correre una candidata poco credibile a sindaco di Verona). Patrioti veneti, el vin se fa co l’ua, no co le patate!
    Cosa dovrebbero fare Pizzati e compagni? Per me, andare per la loro strada e continuare a costruire una forza in grado di portare avanti la grand strategy per l’indipendenza che hanno pensato. I patrioti veneti cosa dovrebbero fare? Nell’immediato, dovrebbero cercare di informarsi il più possibile sui programmi e strategie delle due fazioni, sulla levatura morale e intellettuale dei loro leaders, e sulle ragioni della “rottura”. Scegliere un Lodovico Manin invece di un Bastian Venier potrebbere essere fatale al popolo veneto. Credo che, comunque, presto diverrà chiaro ai più chi xè vin e chi xè aseo!
    W San Marco!!

    • Giacomo says:

      Ho letto tutti i commenti ma mi sono ripromesso di non commentare, nemmeno sulle offese personale di inidividui a me sgraditi (non te ovviamente).

      Ci tengo solo a precisare solo che:
      -Nessun segno di debolezza, non ne avremmo motivo: abbiamo 4 volte i loro soci, consiglieri comunali e una struttura molto più solida. Potrei fregarmene ma non lo faccio, il perchè è scritto nella lettera.

      -Il continuare a ripetere una menzogna non la trasforma in verità: quelli che voi definiti ideologi, hanno semplicemente ripreso il programma del Mov. VENETI, nato nel 2007 e fatto copia incolla. Quel programma, scritto ANCHE da Busato Gianluca per esempio, lo si deve anche a Patrik RIondato e Giustino Cherubin. Chi non sà o parla senza conoscere i fatti meglio che non parli.

      -Infine, sulla questione legale, anche qua nessuna debolezza. Io sono convinto del mio e nostro operato e quindi della nostra “vittoria”.

      • Giacomo says:

        Ho scritto due volte solo, chiedo venia.

      • Pietro Caldiera says:

        “El tenpo discoverxe la veritá”. Comunque, non é solo una questione di quantitá (numeri) e programma, ma anche di qualitá (risorse umane), strategie e “vision”. Buona fortuna!

    • Franca says:

      credo che invece tu non capisci nulla…sempre a dire “che siamo ora a chiedere” …”segno di debolezza”…ma BASTA! .
      Il fatto che si voglia unire VS credimi è utile a noi quanto a voi e a tutti quelli che sono stufi di questo sistema italiko. Il problema in italia è che a essere buoni chiedendo “per favore”…oppure “facciamo un passo indietro” vuol dire automaticamente aver torto!! (ecco ha sbagliato e pian piano chiede di riunificare…qui secondo me hanno commesso degli sbagli tutti e due) Invece (da veneta) questo gesto vuol dimostrare umiltà ed intelligenza per il bene di tutti.

    • Alberto Pento says:

      Basta Caste!

      Guardateli bene in faccia,
      Guardateli
      Alla televisione.
      magari, in luogo
      di guardar la partita.

      Sono loro, i “governanti”.

      Le nostre “guide”.

      I “tutori”
      -eletti-della nostra vita.

      Guardateli.

      Ripugnanti.

      Sordidi fautori
      dell’ “ordine”, il limo
      del loro animo tinge
      di pus la sicumera
      dei lineamenti.

      Sono
      (ben messi!) i nostri
      illibati ministri.

      Sono i senatori.
      I sinistri
      – i provvidi!-sindacalisti.

      “Lottano” per il bene
      del Paese.

      Contro i terroristi
      e la mafia.
      Loro,
      che dentro son piu’ tristi
      dei piu’ tristi eversori.

      Arrampichini.
      Arrivisti.

      In nome del popolo (Avanti!Sempre Avanti!),
      in perfetta
      Unita’ arraffano
      capitali-si fabbricano ville.

      Investono
      all’estero, mentre “auspicano”
      (Dio, quanto “auspicano”!)
      pace e giustizia.

      Loro,
      i veri servitori
      della Giustizia in nome
      (sempre, sempre in nome!)
      del Dollaro e dell’Oro.

      Guardateli, i grandi attori:
      i guitti.

      Degni
      -tutti-dei loro elettori.

      Proteggono i Valori
      (in Borsa!) e le istituzioni….

      Ma cosa si nasconde
      dietro le invereconde
      Maschere?

      Il Male
      che dicono di combattere?….
      Toglieteceli davanti.
      Per sempre.
      Tutti quanti.

      GIORGIO CAPRONI

  23. giannarcixo says:

    Vedete, ragazzi, comincio ad avere una certa età e ho imparato a mie spese che vi sono poche persone di cui ci si può fidare.

    Figuriamoci se ci si può fidare di chi ha dimostrato coi fatti di essere in malafade. (quando che te te ga scotà, dopo te fa paura anca l’acqua freda)

    Diciamo però che sono più propenso a capire i giovani ed il siculo/campano è fra questi, magari presi da euforia o da fretta di arrivare e supportati (leggi distorti) da dicerie che non si ha la perizia, a quella giovane età, di andare a verificare.

    Penso che i passi debbano essere sempre in avanti (no semo mia gambari!) nell’obbiettivo di capire meglio/di più, sicuri che il progetto di VS sia l’unico oggi per cui vale la pena battersi, ma bisogna partire anzi ripartire con il piede giusto.

    Se solo pensiamo che in una città come Verona ci sono due candidati sindaci di VS dobbiamo trarne le debite conseguenze, se poi si va a vedere chi sono questi due candidati ci rendiamo conto l’abissale diferenza che c’è tra l’una e l’altro e di conseguenza l’abissale differenza dei rispettivi sostenitori!!!

    Comprendiamo bene che ci possono essere più movimente indipendentisti, ma scusate l’arroganza, difficilmente appoggerei a Verona la candidata piuttosto che il candidato.

    Acora un po’ di pazienza e sapremo chi potrà usare nome e simbolo poi valuteremo di volta in volta quali iniziative vale la pena sostenere tutti assieme, intendo Veneto Stato con l’altro partito indipendentista che si andrà a costituire

    • Albert says:

      E quali sarebbero queste differenze? dai porta frasi, prove ! ma basta co questi discorsi del menga! dai ma ve credio sveji?

    • Albert says:

      P.s sel liveo dea zente che te piaze xe fa el tuo che soto tra i comenti ti ga scrito in tono denigratorio che sto toxo el xe siculo napoletano vol dire che si ciapai mae…..
      vardeve in casa prima de vardar in quea de chealtri….

  24. Trasea Peto says:

    …e qua ghe dao raxon a Giacomo Mirto!

  25. anna says:

    parla quello che pubblica articoli su vs.org minacciando busato (per quanto lo disgusto anche io) di “girare al largo”.

    giacomo sei un giovanottino sciocco e presuntuoso da poco messo al mondo, e il fatto grave e’ che non te ne rendi conto come nel pubblicare articoli di minacce sul sito ufficiale di un partito, e ancora peggio e’ chi ti da’ il permesso di farlo!!

    e adesso invii patetiche lettere di unita’?

    bhe’ anche voi de l’indipendenza penso avete articoli migliori a cui dare spazio.

    saluti.

    • Leonardo says:

      Noi dell’Indipendenza abbiamo sempre dato spazio a tutti.

    • Alessandro Storti says:

      Secondo me è significativo che Giacomo Mirto abbia scritto questa lettera. C’è quache parola di troppo, qualche traccia di rancore che emerge qua e là, però mi sembra che gli elementi essenziali del messaggio siano positivi e condivisibili. Naturalmente metterli in pratica potrebbe essere un altro paio di maniche, soprattutto considerando il fatto che fra i Veneti pare regnare un formalismo estremo che li porta a dividersi su qualsiasi questione legale. Ad esempio, giusto per spiegare cosa intendo dire, come si potrebbe arrivare ad esprimere quello che Giacomo definisce il “portavoce locale”, se i due Venetostato non vanno d’accordo nemmeno sui criteri per l’iscrizione, su chi debba registrare i nominativi degli iscritti, su chi possa essere considerato militante votante a tutti gli effetti o solo sostenitore senza diritto di voto?
      Su queste cose si è rotto il partito, mica solo su personalismi, al di là delle apparenze. Le differenze sono più di sostanza di quanto non ammettano i nostri amici.

      Detto questo, mi permetto, forse un po’ utopisticamente, di rilanciare l’idea di primarie all’americana, più o meno aperte (su questo è lecito trattare e trovare vie di incontro fra le varie anime del movimento indipendentista veneto). E trasformare così il partito in un comitato di garanzia che gestisce l’uso del simbolo e le campagne elettorali nazionali, specialmente in vista del referendum che prima o poi si farà di certo. E con l’obiettivo, soprattutto, di diffondere il messaggio indipendentista.

      Comunque sia, un plauso a L’Indipendenza perchè si dimostra sempre di più tribuna insostituibile per far parlare fra loro con toni meno esasperati le diverse anime dell’indipendentismo.

  26. Gianluca says:

    Vedi Giacomo, purtroppo Giannarciso non farà mai un passettino indietro per il bene del Veneto, è convinto di aver ragione e da li non si muove, da buon Veneto, aggiungo, fintantoché non farà un mea culpa, si perché la colpa è anche mia ma anche sua in egual misura, non andremo da nessuna parte.

    p.s.: non gli interessa il tuo progetto, gli interessa solo “massacrarti”, non pensa che nella vita ci si possa ragionare sulle cose…….

  27. carrao michele says:

    Scrivi da esterno ma osservatore, il movimento per l’indipendenza è una cosa bella e giusta che potrebbe avere un buon seguito sopratutto con queste manovre economiche che impoveriscono ulteriormente la nostra regione e il nostro popolo creando ulteriori divisioni e voglia di “volare liberi”, liberi dal debito italiano, liberi dai vincoli di uno stato che ci soffoca e ci strozza. Bisogna saper fare un passo indietro, ma non inteso come sconfitta ma come presa di posizione che solo uniti si può andare avanti forti serrendo le fila e cercando di coinvolgere più gente nel progetto indipendentista. So che non è facile, l’orgoglio personale porta ad avere un movimento che ha una buona possibilità di emergere(sopratutto adesso!) ma che non spicca il volo perchè gli altri partiti dicono:”sono nati da poco e sono già divisi, ma che partito xeo”. Non sono un profeta e non do suggerimenti ma mi sento di consigliarvi di ricompattare affinche non venga distrutto un movimento che può fare e dare tanto al popolo veneto.
    w san marco

    Carraro michele

  28. Forza ragazzi, trovate un accordo, cercate di impedire che il più grande traditore del Nord , tale U. Bossi si diverta con le vostre (nostre) divisioni.

  29. giannarcixo says:

    Beh se fosse così semplice la cosa probabilmente sarebbe già avvenuta.

    Il siculo/campano la mette giù soffice soffice dimenticando che la storia, anche quella di Veneto Stato, non può essere dimenticata.

    Chi predica ora di scordarsi dei trascorsi (leggi Viest 1) era uno dei personaggi che più si sono attivati al fine di riuscire nell’intento sponsorizzato da cherubin/riondato/chiavegato/guadagnini, smaniosi di mettere in un angolo chi ha progettato e reso possibile il percorso politico di VS.

    I padri fondatori Pizzati / Bellon / Busato / Morosin sono un’altra cosa, altre sensibilità, altre itelligenze.

    Sono convinto che chi ha orchestrato il Viest 1 difficilmente possa avere una visione di apertura, ma che anteponga i propri interessi agli interessi dei Veneti.

    Se non ci fosse stato quel congresso Veneto Stato sarebbe due anni più avanti, tanto è prorompente e credibile il progetto.

    Anche i maldestri tentativi di boicottere le nostre iniziative stendono un velo pietoso su determinate persone che, ho avuto modo di appurare, corrispondono ai nomi già citati in primis cherubin/riondato, ma che non tolgono responsabilità a chiavegato/guadagnini in quanto consenzienti.

    Qundi il siculo/campano stia pur certo che la memoria non permetterà di considerare come prima quei personaggi, al massimo ci permetterà di condividere qualche iniziativa, ma sempre attenti al deretano

    • Luca says:

      I padri fondatori Pizzati / Bellon / Busato / Morosin sono un’altra cosa, altre sensibilità, altre itelligenze.

      ma ghea moeoe de dire ste robe….el siculo campano chi saria ? anca se fosse ? troppo difficile rispondere alle questioni cocnrete ? va ramengo…ti e tuti i quei fa ti.

    • Piereto says:

      Signor giannarcixo noto nei suoi scritti il livore etnico tipico del razzista, lei scrive siculo/campano come fosse un’offesa, in tono denigratorio, lei è ancora fermo su stereotipi proto leghisti. Sono poi allucinato che lei definisca certi personaggi come “Padri Fondatori” facendo trasparire una cesta assenza di capacità di pensiero autonomo. Il fatto di manifestare il bisogno di avere padri e padrini dimostra ancora il suo ancoraggio a stereotipi politici ancora una volta proto-leghisti. Voi indipendentisti dell’ultima ora fuoriusciti da chissadove andate in giro con una certa dose di arroganza a menarla a tutti con le vostre prediche da puritani, quando non vi accorgete che i vostri “Padri-Padrini-Padroni” politicanti vi stanno prendento per il culo ancora una volta, quando suonerà la sveglia vi troverete in un partito Bossiano dove un manipolo di persone da lei considerate intelligenti perché dotate di titoli di studio nobiliari, prendereanno le decisioni per tutta la base epurando ogni diversa opinione. Noto che la fauna indipendentista si sta arrichhendo della nuova figura del neo-indipendentista sprovveduto senza alcuna base culturale identitaria (un po’ come certa base leghista) che si beve tutto quello che dicono i BOSS senza porsi almeno qualche domanda. Dunque signor giannessuno la smetta di fare da contenitore di idee gia predigerite da qualche padrino-padrone e si incammini verso una sana ed intima crescita identitaria, poi forse potrà dare qualche lezione di perbenismo indipendentista agli altri. Si tolga poi dalla testa per favore i pregiudizi verso altri popoli come i siculi/campani che non si addicono per nulla ad un’indipendentista!

  30. Roberto Beatrice says:

    Il problema dell’universo autonomista è che ogni partitino che nasce è fatto da qualche fuoriuscito dalla Lega Nord,grandi portatori di rancore nei confronti della stessa,tanto che in ogni occasione,riunioni,interviste ecc.ecc. il “capo” di turno spara a zero su Bossi ,sui Vertici e su tutto ciò che riguarda il mondo Lega,carissimi,per crescere e essere credibili,bisogna portare proposte e soluzioni concrete non sparlare degli altri altrimenti c’è il vuoto,questa è una regola di vita sia privata che politica ed è un peccato perchè,lo dico da leghista,l’universo autonomista potrebbe essere una vera risorsa per tutti se non ci fossero le beghe da cortile.buona fortuna.

    • Ivano says:

      Indipendentista, non autonomista, la differenza è enorme.
      La proposta esiste ed è dirompente, indipendenza.
      La lega non se la filano più, è stato superato il momento di avversione, c’è ancora qualche rigurgito, ma sta per terminare

      • Alessandro Storti says:

        Perfettamente d’accordo con Ivano.
        La Lega sta tramontando, e per lo più è solo un ostacolo sul cammino della presa di coscienza della gente lombardo-veneta.
        La presa di coscienza, ciò che esattamente manca per fare il salto di qualità indipendentista. Questo è il punto e su questo bisogna lavorare. Perchè in giro c’è troppa ignoranza, sociale ed economica. Basti pensare che i nostri concittadini si percepiscono “provincia di Roma” senza rendersi nemmeno conto che la nostra popolazione è più numerosa di quella dell’intera Svizzera, per non parlare di quelle dei tanti microstati che siedono nelle organizzazioni comunitarie continentali a pieno titolo al pari dei colossi.

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