L’UNIONE DEI VENETISTI? ECCO LE PROBLEMATICHE

di ANDREA LUNARDON

Che cosa impedisce ai piccoli movimenti venetisti di coordinare le proprie forze? Domanda più che legittima, che cerca risposta da più di 10 anni ormai.

Come molti tra coloro che si avvicinano ora all’indipendentismo veneto, anch’io 5 anni fa ero rimasto colpito dalla frammentazione delle forze che ne facevano parte e, una volta capita la validità dell’obbiettivo, mi sono posto come obiettivo personale la riunione dei vari movimenti. Finalmente grazie a L’Indipendenza sembra che si stia iniziando a scendere nei dettagli e vorrei quindi condividere con tutti la risposta che mi sono dato durante il mio percorso nel mondo dell’indipendentismo.

In questi 5 anni ho conosciuto tutti i rappresentanti di tutti i movimenti indipendentisti (Lega Nord esclusa per italianizzazione..) ed ho ricevuto molta solidarietà da tutti per il nobile scopo che mi ero prefisso. Ho posto moltissime domande ed ho ricevuto molte risposte, più o meno competenti, ma tutte molto utili, che mi hanno permesso di delineare abbastanza accuratamente la situazione.

Iniziamo dall’unico aspetto su cui tutti concordano, ovvero il fine ultimo (il COSA).

Infatti, dopo la rapida deriva dei vari movimenti autonomisti quali Progetto Nord-Est, Unione Nord-Est, e fronti veneti vari possiamo dire che l’obbiettivo finale di tutti i movimenti venetisti è l’indipendenza del popolo veneto dallo stato italiano. La divisione sta quindi nel metodo (il COME) e soprattutto nell’identificazione del soggetto giuridico che materialmente dovrebbe portare all’obbiettivo (il CHI). Ed è proprio sulle profondissime divergenze sui concetti di CHI e COME che dovremmo lavorare per riuscire a concentrare le energie e le risorse in modo coordinato e quindi, finalmente, efficace.

Come ben sappiamo, le divergenze si possono superare in un solo modo: con il confronto. Ed è qui che iniziano le stranezze…

E’ da un po’ che cerco di organizzare confronti bilaterali o multilaterali come rappresentante dell’Autogoverno del Popolo Veneto (statoveneto.net) e del partito Venetie per l’Autogoverno, ma nessuno degli altri movimenti (e dico nessuno!) sembra essere interessato al confronto costruttivo!

Dal 2008 abbiamo chiesto un confronto pubblico a PNV e a I Veneti, poi aVeneto Stato, al Veneto Serenissimo Governo, a Indipendenza Veneta…C’è chi rifiuta, c’è chi prende tempo e non risponde…nessuno ha accettato il nostro invito al confronto pubblico. Eppure, se tutti i movimenti avessero lo stesso obbiettivo finale e divergessero solamente sul metodo allora il confronto dovrebbe essere spontaneamente ricercato da tutti, perché il confronto contribuisce al raggiungimento dell’obbiettivo comune grazie al continuo aggiornamento: discutere porta alla creazione di nuove idee e all’abbandono di idee sbagliate….eh già…..idee sbagliate che evidentemente qualcuno non vuole abbandonare, a costo di rallentare il raggiungimento del benedetto obbiettivo comune.

Non accettano perchè la proposta viene da uno dei soggetti coinvolti? Bene, allora chiedo ufficialmente al giornale L’Indipendenza di organizzare questo showdown pubblico come soggetto esterno: vedremo che cosa vi sentirete rispondere!

Noi possiamo provare per certo che il movimento Veneto Stato è non solo inutile, ma anche dannoso per l’obbiettivo che definiamo comune, così come il Veneto Serenissimo Governo, senza parlare dei vari altri movimenti copia e ricopia dell’Autogoverno che anch’io rappresento e rispondenti alle persone di Bortotto (MLNV), De Pieri (governi veneti), Quaglia (governo quaglia-gardin), Selmo (passaporto veneto).

L’Autogoverno è sempre pronto a confrontare il suo CHI ed il suo COME in un dibattito pubblico ed ha le prove per confutare i CHI e i COME di chi, invece, dimostra da tempo di non essere pronto affatto. Siamo stanchi della divisione? Allora uniamoci su progetti solidi, progetti che non hanno paura del confronto.

Ringrazio in anticipo L’Indipendenza per lo spazio e per quanto vorrà fare in merito all’incontro pubblico.

Viva San Marco

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14 Comments

  1. William Marsura says:

    Certo è un po’ difficile sperare di aver risposte per un confronto se già in partenza mi dici che non solo non servo a niente ma che sono anche dannoso.
    Come Veneto Stato ci siamo confrontati in piu’ di un’ occasione con diversi movimenti indipendendentisti,referendari e non.
    Vedo molta disinformazione e ignoranza nel giudicare quello che un movimento come il nostro sta’,tra mille difficolta’ e sacrifici,facendo per sensibilizzare i veneti e far conoscere loro la strada dell’indipendentismo.
    Non capisco poi la facilita’ con cui si parla di careghe.Ma di quali careghe state parlando??
    Pensate che un Guadagnini o un Chiavegato una carega comoda non l’avessero gia’ ottenuta molto piu’ facilmente con altre vie molto, ma molto piu’ semplici di questa?
    Parlate di unita’ tra questo e quel movimento sputando in faccia a centinaia di soci che col loro sacrificio stanno svegliando le coscenze dei Veneti e facendo loro capire che una via per la liberta’ c’è.
    Non sto’ qua’ a sindacare se la via referendaria è o non è la via piu’ rapida o la via giuridica piu’ corretta.
    So solo che dal 45 ad oggi circa 100(o forse anche di piu’)nuovi stati sono diventati indipendenti e guarda caso la maggioranza con un referendum.
    Quindi caro Andrea Lunardon invece di sforzarti tanto a spiegare perche’ il percorso di Veneto Stato sia impraticabile sforzati di rispettare il lavoro di tante persone e sopratutto sforzati di far capire a piu’ gente possibile perchè dovremmo seguire il tuo di percorso.
    L’unita’ potrà anche arrivare un giorno magari unendoci tutti col MLNV o con il tuo movimento se ci renderemo conto che quella sara’ la via maestra,ma prima di tutto dobbiamo Informare e svegliare dal caldo torpore che avvolge i Veneti che come ben sai sono convinti che l’itaglia sia una e indivisibile.Impariamo quindi a rispettarci e a non denigrare il lavoro di Nessuno.
    L’unita’ parte dal rispetto.
    Pax Tibi.

  2. il MLNV non correre ad alcuna elezione politica, non ambisce ad alcun potere ma solo a liberare la Patria dall’occupazione straniera italiana. Il percorso del MLNV è un percorso tecnico/giuridico più che politico ed per questo che non potrà mai essere coinvolto in nessun tipo di confronto elettorale o partecipare ad elezioni… è chiaro che anche con il MLNV non possono essere promesse le fatidiche “careghe” perchè il MLNV, come tutti i Movimenti di Liberazione Nazionale che agiscono sulla base delle norme del diritto internazionale, possono solo rivendicare il diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto e poi gestire la fase di transizione attraverso un governo provvisorio previsto e instaurato ai sensi del Protocollo di Ginevra… e al solo ed unico scopo di portare i Veneti alle loro prime libere elezioni… fatto questo il MLNV cessa di esistere e rimette il proprio mandato nelle mani dei legittimi rappresentanti eletti. Ecco detto il percorso che sta facendo il MLNV che non ha nulla di strano o in concorrenza con nessun’altro. Quindi a Lunardon, prima di continuare a sparlare a vanvera come ha sempre fatto il Palmerini Loris, si informi e si documenti… perchè lui stesso parla di autogoverrno (sotto il profilo giuridico è un’abberrazione per la ricerca dell’indipendenza e per il ripristino di sovranità di un Popolo occupato da uno stato straniero) e allo stesso momento spalleggi un partito politico “Venetie per l’autogoverno” che concorre a elezioni italiane… cosa che dimostra un enorme controsenso giuridico. Per quanti volesso capire il percorso del MLNV lo potete fare visionando il sito http://www.mlnv.org solo così potreste rendervi veramente conto che il MLNV lotta solo per la liberazione della Patria e nulla vuole in cambio se non che i Veneti si preparinio veramente a governarsi. A presto e speriamo che sia veramente finita una volta per tutte la disinformazione creata e gestita ad arte da falsi indipendentisti… fate pure il percorso che volete se le credete unico e importante per raggiungere l’indipendenza ma chiedetevi veramente se quello che state facendo è la cosa giusta. A presto Sergio Bortotto Presidente del MLNV

  3. EMILIO says:

    CREDO ABBIA RAGIONE IL SIG. ANDREA ESENDO LO SCOPO FINALE L’AUTONOMIA ,TUTTE LE FORZE INDIPENDENTISTE DOVREBBERO UNIRE I LORO IDEALI CONTRO QUESTO STATO CENTRALE CHE SI STA
    COMPORTANDO ALLA VERSAILLES.
    ATTENTI A NON FARE L’ERRORE DELLA LEGA, FARSI
    INCANTARE DALLE SIRENE DI ROMA E PENSARE SOLO ALLE CAREGHE TRADENDO IL MANDATO DEI LORO ELETTORI.

  4. Trasea Peto says:

    Lunardon te sì na figa 🙂
    Cosa sèitito farghe reclan a Palmerini se de Palmerini no se fida gnanca el can?
    Cosa ndeo ciapàr in man carte de 150 ani fa par far le Venesie indipendenti par aver anca raxon, ma col risçio de catarse i veneti contrari parké no I sà gnente?
    Prima xe da ciapar uno par uno e farghe ciaro cosa ke xe el Stato talian, cosa ke xe i veneti, e dopo se podarà liberarse del Stato invaxor.

  5. Renzo Pavanello says:

    Credo che tutti i presidenti e tutti i segretari dell’arcipelago venetista abbiano ben presente che la loro frammentazione fa soltanto il “gioco” del potere centrale. Chiedersi come mai non si decidano, magari dopo le amministrative, ad aprire un dibattito su una possibile federazione, non fosse altro che per cominciare a contarsi, a valutare il peso di cui si dispone, significa rispondersi desolatamente ma senza titubanza alcuna che un vero leader ancora non c’è. Ci sono tanti colonnelli, così narcisisticamente legati al loro poterucolo personale, da farne un feticcio, Così l’obiettivo ultimo, lo scopo dell’esistenza stessa di ciascun movimento viene offuscato, posto in secondo piano. E questo è l’indice inequivocabile della loro pochezza.

  6. Gino says:

    Essere veneto poteva avere un senso dall’arrivo dei nostri antenati, dicono 3000 anni fa circa, fino alla romanizzazione.
    Adesso chi sono i veneti?
    Sono semplicemente i cittadini dell’ente territoriale italiano della regione Veneto.
    Ma non c’è nessun popolo veneto del quale vi ostinate a parlare, tirando fuori ogni volta le parole dello Statuto regionale, e non c’è nessuna lingua veneta.
    Perché ci sia un popolo ci deve essere un legame etnico forte tra la gente, e dalla gente deve emergere un uomo che questo legame lo renda ancora più solido e sentito.
    Un uomo che incarni tutte le qualità dell’etnia di riferimento, nel bene e nel male, e che rafforzi la coscienza etnica già presente fino a far diventare impossibile pensare di rimanere ingabbiati in uno stato foresto come quello italiano.
    Ma i veneti oggi sono solo un insieme di individui senza valori comunitari, distrutti dal dominio della voglia di profitto, e se qualche volta pensano a un futuro diverso lo fanno solo in base a considerazioni economiche.
    Ma non c’è una tensione ideale, un sentimento di appartenenza che porti ad amare la propria terra sentendosi sconvolti dal vederla violentata e umiliata dall’invasione allogena.
    E allora quello che nasce politicamente finisce con il dire le cose più orribili, come “veneto è chi veneto fa”, che sancisce la morte di quel che abbiamo di più caro, cioè la voglia di essere un’etnia e di difendere la nostra terra.
    Solo chi ha queste ultime caratteristiche ha le carte in regola per essere chiamato popolo e per aspirare alla libertà.

    • Trasea Peto says:

      Un omo? Nein! Xe da taliani aver capi-idoli, meyo eser ognuno paron par conto suo sensa paroni, ma co al limite raprexentanti ke se dae el canbio par no far ‘e raixe inte’a carega.

    • liugi says:

      Poche cose mi intristiscono più di un veneto che, nonostante parli una lingua che è stata l’inglese del Mediterraneo per 500 anni e viva nella terra della Repubblica di Venezia, già secolare centro finanziario e mercantile tra i più importanti d’Europa, nonché concentrato di arte e cultura da poter rivaleggiare con la Toscana, oggi si senta felice di far parte della provincia di una potenza di second’ordine sull’orlo del fallimento economico e in pieno declino culturale, politico e sociale.

      • Gino says:

        Proprio la Venezia per quale stravedi è la responsabile del fatto che non esiste la lingua veneta.
        Mentre in Francia e Spagna si imponeva l’uso di una lingua su tutto il territorio nazionale, nella Serenissima Venezia non faceva altrettanto, non imponeva il veneziano come lingua ufficiale dello stato.
        Non solo, a Venezia erano molto più interessati all’italiano con uomini come Bembo.
        Se il potere veneziano avesse imposto il dialetto della capitale come lingua adesso avremmo nel nostro territorio uno strumento vivo ed eccezionale che oltre a essere un patrimonio come tutte le lingue ci darebbe molta forza per le nostre rivendicazioni.
        Di fronte a queste semplici constatazioni ho sentito altre volte controbattere dicendo che Venezia in realtà è stata magnanima perché ha lasciato a tutte le popolazioni sottomesse la libertà di parlare i loro dialetti.
        Ma quale magnanimità! Se ci fosse stato il veneziano lingua ufficiale lo si sarebbe usato in tutte le circostanze che lo richiedevano, e come lingua scritta, ma le diverse parlate locali sarebbero sopravvissute ed arrivate fino a noi.
        In sostanza mettetevelo via il sogno a occhi aperti di parlare la fantomatica lingua veneta…
        Oggi ci sono solo dialetti morenti, con i quali per poter parlare di tutto bisogna chiedere in prestito i termini della lingua dello stato occupante, l’italiano.
        Grazie Venezia!

      • floriano says:

        12OO ANNI DI STORIA!!! GRAZIE

  7. migotto sandro marco says:

    Concordo con quanto scrive il Sig. Andrea. penso che ci sia un solo motivo per il quale non ha risposte alle sue giuste richieste di confronto con altri movimenti e/o partiti indipendentisti veneti. Lei non promette careghe.
    Ha citato partiti che non voglio neanche piu’ sentire che da partiti indipendentisti si candidano a Sindaci, in provincia etc…. lo stesso errore della Lega Nord a venti anni di distanza. Se elettoralmente gli andra’ bene, cereeranno una casta di assessori comunali e provinciali, sindaci, etc. In Italia, quando uno prende una carega non la molla piu’ ben sapendo che ha finito di lavorare e con stipendi da favola. lei come me e’ un illuso se pensa di aver risposte da questa gente. fermo restando che la base che li appoggia, come peraltro una buona parte della base della Lega Nord la pensa esattamente come noi.

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