Venerdì sera al Barlich: IL GRANDE ATLANTE CASTELLANO DEL VERBANO E DEL CANTON TICINO

Riceviamo e volentieri segnaliamo.

Il Circolo Ra Ca’ dur Barlich di Varese è lieto di invitarvi alla presentazione del libro

IL GRANDE ATLANTE CASTELLANO DEL VERBANO E DEL CANTON TICINO

a cura dell’autore Marco Corrias

che si terrà venerdì 31 marzo 2017 alle ore 21:00 presso la sede del Circolo in via Oslavia 1 (per il navigatore inserire via Rienza 2) a Varese.

Per informazioni: info@cadurbarlich.org 

IL LIBRO

Nella terra di mezzo tra il Verbano e il Canton Ticino, popolazioni divise solo da un lembo di terra e d’acqua, nei secoli hanno dato origine ad un patrimonio artistico, culturale e linguistico comune.
Attraverso una fedele ricostruzione storica dei paesaggi, delle atmosfere perdute e della vita dei nostri antenati, il Grande Atlante Castellano del Verbano e del Ticino offre moltissimi spunti, originali e innovativi: descrizioni di antiche fortificazioni e di tesori artistici, storie di re e imperatori, ma anche di signori minori, dame, briganti e umanisti. Come e dove vivevano, in cosa credevano, cosa mangiavano.

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Viaggiatori e studiosi sono liberi di muoversi alla scoperta di un patrimonio spesso non noto e forse per questo talvolta più romantico e affascinante, grazie alla suddivisione in 34 itinerari territoriali, tra cui le palafitte dell’Isolino Virginia o i megaliti a Montecrestese, il Castello di Tegna, Castelseprio, Castelnovate, la rocca di Orino, il castello di Serravalle, le case-forti ossolane, il torrione di Ornavasso, la rocca d’Angera, il castello visconteo di Locarno, Castel Montebello, Mesocco e tanti luoghi misteriosi.

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One Comment

  1. Ricci says:

    Lettera agli operatori economici lombardi nel 2017

    Quale futuro può attenderci, se non l’autonomia della Lombardia.

    Il federalismo solidale basato sulle Autonomie regionali, intende valorizzare i principi di auto-democrazia che rende importanti le ragioni dell’interdipendenza,la solidarietà e la sussidiarietà, formule sostanziali per un regionalismo forte,considerando che nell’ambito europeo la Lombardia ha una posizione di rilievo,regione trainante dell’Italia, per il quale il futuro dell’Unione Europea si deve ricostruire a cominciare proprio dalle regioni, prima che dalle nazioni,questo giustifica il nostro impegno di lombardi come autonomisti e federalisti a sollecitarne il riconoscimento.

    Se il centralismo fiscale –finanziario italiano avesse prodotto risultati soddisfacenti, non ci sarebbe motivo per cambiare,ma invece gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: esplosione del debito pubblico,eccesso di fiscalità unito ad evasione,irresponsabilità nella spesa da parte degli enti locali esonerati dalla responsabilità di tassare e di rendere conto ai tassati,
    burocrazia asfissiante,trasferimenti di redditi piuttosto che di capacità produttiva dal Nord al Sud dell’Italia,la burocrazia asfissiante,la rilevante disoccupazione,la partitocrazia,ect.

    Questo significa senza equivoci che il centralismo governativo italiano ha fallito e deve prendere atto della nostra volontà di riconoscere i principi riguardanti la funzione di regione a Statuto Speciale, che noi abbiamo proposto nel 1995 con atto ufficiale,
    rivendicato in questi anni,ma inascoltato dai vari governi centralisti !

    Valorizzare forme di autogoverno significa riportare l’esercizio primario dei poteri nei luoghi nei quali esso è a portata dei soggetti che vengono chiamati a esprimerlo,a gestirlo,
    e a controllarlo,ciò significa che sovranità e governo vanno riedificati dal basso in funzione
    del principio di sussidiarietà,creando la base per una sostanziale fiducia nella ripresa economica ed avere un futuro federalismo solidale !

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