Venerdì la lista degli impresentabili per l’Antimafia. E per i partiti?

di REDAZIONEstato mafia

La legge istitutiva affida alla Commissione parlamentare Antimafia il compito di indagare sul rapporto mafia politica ‘con riguardo alla sua articolazione nel territorio e negli organi amministrativi, con particolare riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive’, nonche’ quello di ‘svolgere il monitoraggio sui tentativi di condizionamento e di infiltrazione mafiosa negli enti locali e proporre misure idonee a prevenire e a contrastare tali fenomeni, verificando l’efficacia delle disposizioni vigenti in materia’. La Commissione ha approvato all’unanimita’, nella seduta del 23 settembre 2014, un Codice di autoregolamentazione in materia di formazione delle liste delle candidature per le elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, illustrato al Senato, nella seduta del 29 ottobre e alla Camera dei deputati, nella seduta del 27 aprile 2015″. Lo afferma in una nota la Commissione Antimafia, “in relazione alle obiezioni e agli interrogativi” sul lavoro della stessa Commissione, in merito in particolare alla lista degli “impresentabili” per le Regionali. “La proposta di autoregolamentazione e’ rivolta ai partiti politici, alle formazioni politiche, ai movimenti e alle liste civiche affinche’ si impegnino in occasione di qualunque competizione elettorale a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento ad altre liste, candidati che non rispondano ai requisiti previsti dal codice stesso – spiega la Commissione -. Il codice approvato dalla Commissione Antimafia enumera una serie di reati considerati ostativi alla candidatura in qualsiasi competizione elettorale (art. 1). I limiti previsti dal codice sono stati resi piu’ stringenti e rigorosi rispetto a quelli previsti dalla legislazione vigente (cd. Legge Severino) e la soglia di tutela e’ stata anticipata al decreto che dispone il rinvio a giudizio o alla sentenza non definitiva di primo grado. Il Codice prevede altresi’ che la Commissione verifichi la corrispondenza delle liste elettorali, presentate dalle forze politiche che aderiscono al codice di autoregolamentazione, alle prescrizioni del codice stesso (art. 4)”.

“Rientra percio’ nei compiti istituzionali della Commissione il controllo di conformita’ che e’ stato avviato. Gia’ la Commissione presieduta dal sen. Giuseppe Pisanu, aveva effettuato il controllo sulle liste elettorali, ma solo dopo le elezioni politiche del 2009 e impiegando diversi mesi di lavoro – prosegue la nota dell’organismo bicamerale -. Questa Commissione ha ritenuto di offrire agli elettori un contributo di conoscenza preventivo, con una scelta di trasparenza e responsabilita’ verso i cittadini. La verifica avviata presuppone l’applicazione della Legge Severino e la corretta verifica dei requisiti di candidabilita’ che sono compito degli uffici elettorali. Non poteva iniziare prima che fossero completati tutti gli adempimenti previsti dalla legge in merito alle candidature. L’obiettivo della Commissione era quello di effettuare un controllo preventivo e puntuale su tutti i candidati (oltre quattromila nominativi) delle sette regioni chiamate al voto. Nel suo lavoro, la Commissione si e’ avvalsa della collaborazione della Direzione Nazionale Antimafia (DNA), in virtu’ dei poteri di accesso ai sistemi informativi giudiziari, conferiti dalla recente legge antiterrorismo, delle prefetture e delle procure distrettuali e circondariali per le sette regioni chiamate al voto. In assenza di un sistema informativo unico sui dati giudiziari, la raccolta delle informazioni e il necessario riscontro si sono rivelati complessi e laboriosi – sottolinea la Commissione -. Nonostante le difficolta’ oggettive, la Commissione sta svolgendo con il massimo scrupolo il proprio lavoro, con l’impegno di concludere tutti i necessari riscontri entro venerdi’ prossimo. Come stabilito, nella seduta di ieri, dall’Ufficio di presidenza, allargato ai capigruppo, che ha inoltre deciso di comunicare solo gli esiti certi della verifica che riguardano le regioni Liguria e Puglia. La scelta e il complesso percorso di verifica, sono sempre stati concordati e condivisi nelle riunioni dell’Ufficio di presidenza, allargato ai capigruppo”.

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Ed io continuero’ a ripeterlo dato che fate tutti i distratti:
    in questo cosiddetto belpaese (per loro eccome se e’ bello) vige la regola del diritto romano:
    la legge si applica contro il nemico e si ignora se va contro l’amico (circa ne’).
    Amen.

  2. Dan says:

    Lista degli impresentabili ? Ma non farebbero prima a stilare la lista dei presentabili ? Tra ladri, mafiosi, massoni, lobbisti dediti a leggi ad personam, loro galoppini, personaggi dediti al salto della quaglia, altri che fanno promesse elettorali che poi non mantengono e manifesti incapaci, rimane ancora qualcosa da elencare ?

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