Varese, la Lega rimane ancora una “coppia di fatto” con il Pdl

di MARCO TAVAZZI


Succede a Varese, capitale del leghismo (più di nome che di fatto, visto che il Carroccio non è più il primo partito da oltre dieci anni), dove il partito di Bossi… ops, di Maroni (scusate, le abitudini ventennali sono dure a morire) spreca un’ occasione non solo per smarcarsi dall’alleato, ma per dimostrare di voler cambiare corso. Mettendo da parte quella serie di inutili battaglie piccolo borghesi, che hanno fatto in modo che il Carroccio scimmiottasse il
centrodestra, e lanciandosi finalmente nella direzione di un partito che come unico obiettivo ha: autonomia, federalismo, secessione.

L’argomento è il riconoscimento delle coppie di fatto, proposta avanzata a Varese da Pd e Sel, attraverso l’iscrizione di queste forme di convivenza nel registro delle unioni civili all’anagrafe. Il Pdl, incredulo di aver trovare un argomento così ghiotto da cavalcare, per
fare dimenticare le ultime batoste, ci si getta a capofitto, ergendosi a difensore della cristianità e della tradizione, contro il nuovo bolscevismo in salsa bosina che avanza.

E la Lega che fa? L’intuizione del giovane segretario cittadino di Varese, il ventiseienne Marco Pinti (nella foto), non è per niente male. Lascia ai suoi libertà di coscienza. “Sono entrato in Lega proprio perché non è un partito ideologico, di destra o di sinistra, laico o confessionale, ma un movimento di liberazione del Nord dallo Stato italiano che da sempre utilizza questo tipo di divisioni pretestuose per distrarre l’attenzione dal saccheggio sistematico delle nostre terre – scrive Pinti –. E’ una cosa che in Lega si è sempre detta e mi sembra ora di metterla anche in pratica. Lasciare libertà di coscienza non vuol dire cambiare opinione circa alcune battaglie che la Lega aveva fatto sue negli anni passati, più semplicemente vuol dire derubricarle dai punti programmatici del movimento e affidarle alla sensibilità dei nostri eletti nelle istituzioni che senza farsi tutori ideologici di questa o quella parrocchia, devono essere sinceri portavoce delle esigenze di una città, interpretandole liberamente a seconda delle proprie convinzioni personali”. “È necessario – prosegue Pinti – che il movimento riparta utilizzando come unica bussola quella della libertà e dell’autogoverno del nostro territorio. Per tutto ciò che non si può inquadrare alla luce della difesa delle comunità locali contro i poteri centrali, la Lega deve affidarsi alla sensibilità dei suoi rappresentanti nelle istituzioni. Quegli stessi che si impegnano quotidianamente sognando non una Padania confessionale o sovietica, ma una nazione libera in cui vivere da uomini e donne libere”.

Se la tattica di Pinti è astuta, e mostra che la giovane Lega può puntare a diventare un partito che vada oltre gli schematismi destra-sinistra, l’esito del voto in consiglio comunale, secondo le previsioni, vedrà al massimo due consiglieri comunali esprimersi a favore delle coppie di fatto: il capogruppo Giulio Moroni, che ha sottoscritto la proposta, e il giovane Emanuele Monti, responsabile federale Scuole dei Giovani Padani. Gli altri sei consiglieri saranno per il no. Lo stesso sindaco Attilio Fontana si è dichiarato per il no.
Anche se, obiettivamente, le ragioni portate da Fontana (nella foto) sono sensate, e rappresentano la posizione di chi sceglie di votare no dopo averci ragionato e non per partito preso. “La mia è una posizione assolutamente laica – sottolinea Fontana – semplicemente se esistono dei “contratti” che le persone stipulano, ottenendo così oneri e onori, non vedo perché debbano esserci coppie che possano ottenere, con un’altra forma, solo gli onori e non gli oneri. Potrei capire se non esistesse il divorzio. Anzi, se non esistesse sarei il primo a
favore delle coppie di fatto. Ma in Italia è possibile separarsi. Inoltre se qualcuno non è religioso, c’è sempre la possibilità di sposarsi in Comune”.

Purtroppo, Fontana è il solo, tra chi voterà no, ad aver almeno preso in esame la vicenda. Gli altri non hanno motivato in modo esaustivo il proprio diniego.

Chiariamoci: l’argomento delle coppie di fatto non è sicuramente strategico per una battaglia autonomista. Ma sarebbe stato il segnale di una Lega che esce dall’alveo di un partito conservatore, dove si è gettata nel 2001, per riprendere quota come movimento che guarda ad altro.

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One Comment

  1. Ermanno Niada says:

    Caro Marco, ma tu che ne sai cosa voterò io giovedì prossimo?
    Cordialmente.

    Ermanno Niada

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