Ustica, ecco il vero Stato italiano: una montatura, i familiari paghino le spese

itavia-usticadi BRUNO DETASSIS

Manca solo che lo Stato dica: e adesso crepate pure voi. Tanto, i parenti delle vittime del disastro di Ustica sono morti tante volte, grazie al fallimento della giustizia. Se non ci fu guerra né  missili diretti verso Gheddafi, la verità è che la sera del 27 giugno del 1980 il Dc 9 dell’Itavia esplose in volo così, per sport.

L’avvocatura di Stato non si costituirà contro i ministeri e le spese vadano ai familiari delle vittime. Così ha chiesto chi rappresenta le istituzioni   nella citazione d’appello con cui è stato persino chiesto che sia annullato il risarcimento accordato ai familiari di 18 vittime dal giudice di Palermo Sebastiana Ciardo.

La Cassazione ha condannato due ministeri
Come invece ripercorre nella storia della cronaca il Fatto quotidiano, “una condanna  nell’ottobre scorso obbligava i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con cinque milioni e 637 mila euro i 14 familiari o eredi di Annino Molteni, Erica e Rita Mazzel, Maria Vincenza Calderone Alessandra Parisi ed Elvira De Lisi, più un altro milione per i familiari di Gaetano La Rocca. Solo che adesso l’avvocato Mango chiede di annullare quella decisione e chiedere ai familiari delle vittime il “pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito”.

Strage, ricostruzione infondata…

“La ricostruzione della strage di Ustica sarebbe infondata, o comunque eventuali responsabilità sarebbero già prescritte. Ma c’è di più: l’avvocato Mango infatti contesta la ricostruzione della strage, sottolineando che sia “stata talvolta macroscopicamente influenzata dal progressivo formarsi e consolidarsi di un’immaginario collettivo che ha individuato la causa del disastro nell’abbattimento dell’aeromobile da parte di un missile, con la conseguente responsabilità delle amministrazioni derivante dall’omesso controllo dello spazio aereo”.

Era stato Cossiga a parlare del missile
“Dopo trent’anni di ipotesi, piste investigative, processi e commissioni parlamentari d’inchiesta, nel febbraio del 2007 era stato il presidente della Repubblica emerito Francesco Cossiga(presidente del consiglio all’epoca della strage) a parlare della presenza di missile a “risonanza e non ad impatto” sui cieli di Ustica la stessa notte dell’incidente al Dc 9. Cossiga aveva fornito i dettagli: il missile era stato lanciato da un aereo decollato dalla portaerei Clemenceau, destinato a colpire un velivolo sul quale viaggiava il leader libico Muammar Gheddafi”.

Niente prove, esploso per sport

Per l’avvocato dello Stato, insomma, non ci sarebbero prove di quel missile. Semmai sono i media che hanno costruito un complotto… “I media nazionali – scrive Mango – hanno dato ampia risonanza allo studio (della facoltà d’Ingegneria di Napoli, prodotto al processo ndr) diffondendo considerazioni fantasiose e neppure lontanamente affermate dal suo autore per confermare lo scenario di battaglia aerea”.

Depistare il depistaggio

Lo stesso Giorgio Napolitano, nel 2010, aveva ipotizzato “intrighi internazionali” e “opacità di comportamenti da parte di corpi dello Stato”, scrive Giuseppe Pipitone su Il Fatto. “È il momento di scavalcare la perseverante resistenza seguita dall’avvocatura dello Stato in un lungo percorso giudiziario, mantenendosi la stessa tutt’ora insensibile al risultato già raggiunto attraverso tre sentenze della Cassazione che ha fissato chiaramente i principi di diritto su cui si fonda la responsabilità dello Stato” è la replica dell’avvocato Vincenzo Fallica, che ha assistito i familiari delle 18 vittime in tutti i gradi di giudizio. “L’avvocatura dello Stato – spiega il legale – continua a mantenere un atteggiamento dispersivo, soffermandosi ulteriormente su un percorso che avrebbe dovuto già essere abbandonato e non proseguito. Tale condotta è definibile affermando che si vuole depistare perfino il depistaggio che ha determinato la inutile e sterile perdita di tempo”.

 

 

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One Comment

  1. Dan says:

    Come sempre qui in italia la giustizia si muove a velocità ed in direzioni diverse a seconda di chi ha subito il danno.
    Se su quel ca… di aereo fossero saltati in aria parenti di politici o massoni di un certo peso, le prove le trovavavo tutte quante, anche in sovra numero

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