Ci portano in guerra. Europa come Atene, cancellata da Sparta

di GIUSEPPE REGUZZONIthis_is_sparta_wallpaper_by_brendan531-d3bdh7a

Media occidentali ancora una volta uniformi. Cresce la tensione – scrivono – tra Russia e “comunità internazionale” (cioè USA e UE) perché 32 camion, su 280, sono entrati in Ucraina senza l’approvazione di Kiev. La Farnesina protesta. Rasmussen affila le spade della NATO, che non vede l’ora di celebrare il centenario della Grande Guerra con un altro conflitto mondiale, da cui, presumibilmente, dovrebbe nascere il nuovo ordine mondiale, il Loro. A titolo di esempio, uno tra i tanti, rileggiamo la notizia sulla Die Welt, quotidiano liberalconservatore tedesco, che non riesce a riportare i fatti senza abbondare in inutili commenti sulla violazione del diritto internazionale. Si tratta di un esempio tra i tanti, perché i giornali occidentali sono tutti allineati, ed è proprio questo che suona terribilmente pericoloso. Dai balconi non sventolano le bandiere della pace e i media sembrano tutti al guinzaglio. Sembrano, se ci si ferma agli articoli delle grandi firme europee. Se, però, si leggono, dove ci sono, i commenti dei lettori il vento cambia completamente direzione. Ecco, allora, in calce al fondo della coltissima Die Welt, una serie di interventi di tutt’altro respiro: «Questo articolo dimostra il cinismo senza limiti della cosiddetta comunità internazionale. L’esercito ucraino riduce in cenere intere città, annienta migliaia di vite innocenti, impedisce ogni aiuto umanitario e a violare il diritto internazionale sarebbe la Russia?». «L’opinione dei cittadini non è la vostra, ormai schiavi dei progetti guerrafondai della NATO». «Se Putin, avesse voluto violare il diritto internazionale, avrebbe spazzato via l’esercito ucraino in un paio di ore. La Russia sta davvero cercano di aiutare una popolazione sofferente, cosa che vorrei facesse il mio governo». «Perché gli USA hanno sempre rispettato il diritto internazionale?». «L’Ucraina non manda aiuti e ferma al confine da due settimane quelli disponibili, in compenso bombarda la popolazione dei propri territori, dunque, teoricamente, la propria popolazione, e nessuno dei governi occidentali ha nulla da dire?». E così via.

C’è una frattura evidente, e non solo in Germania, tra quel che scrivono i giornali e quel che pensa la gente comune, che la guerra non la vuole, come non la voleva nel 1914. Oggi la battaglia in corso, come nel 1914/1915 è quella della persuasione: si tratta di convincere l’opinione pubblica – quella non ancora rimbecillita del tutto da reality e spettacolini soft porno – che c’è un nemico e che non c’è altra via che lo scontro. Perché? I vecchi comunisti, alla Togliatti, quelli di cui il PD di oggi si vergogna, direbbero, forse, che si tratta di nascondere i conflitti sociali e le contraddizioni finanziarie con la guerra. I vecchi liberali, quelli che leggevano e pensavano, e non si nutrivano di luoghi comuni sul mito della Thatcher, avrebbero detto che occorre far agire la diplomazia e, soprattutto, fare i propri interessi, “business as usual”, altro che sanzioni suicide … I vecchi democristiani avrebbero “mediato”, che era l’unica cosa che sapevano fare. Valutate un po’ voi come stanno le cose, ma svegliamoci, prima che ci si trovi davvero in guerra. Loro si sentono i missionari della “democrazia”, quel sistema dove è lecito pensare con le loro teste e non con la propria. Come l’antica Atene sono certi della propria missione e sicuri della vittoria. Dimenticano come andò a finire: Atene iniziò la guerra con Sparta considerando quest’ultima una piccola potenza territoriale. Atene usò la propria democrazia per inglobare le ricchezze delle città e dei popoli cui esportava il proprio sistema politico. Sparta, comunità aristocratica innamorata della propria libertà si difese. Scorse un fiume di sangue. Atene fu sconfitta e umiliata. Le sue mura furono abbattute, la sua flotta fu consegnata agli Spartani, le fu imposto un governo oligarchico e cessò per sempre di essere una realtà politica significativa. Tutto questo potrebbe ripetersi in una scala infinitamente più tragica.

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9 Comments

  1. Christian Arrobio says:

    Diciamo che ora gli USA+UE stanno portando avanti, in direzione opposta, la stessa mossa tentata inizialmente da Putin. Ha iniziato lui tentando di incamerarsi, nella sua comunità economica euroasiatica, tutta l’Ucraina, per mezzo del suo leader fantoccio Janukovyč, alla faccia dell’opposizione degli Ucraini occidentali, che per ragioni storiche più che motivate vedono col fumo negli occhi i russi… Ora si pretenderebbe di fare la stessa cosa coi russi etnici dello stato ucraino, separandoli dal loro obbiettivo di riferimento…
    In realtà una separazione consensuale delle due Ucraine avrebbe veramente senso, e impedirebbe al fascista Putin di avere un “casus belli” per continuare con la sua politica aggressiva e repressiva; ma metterebbe in condizioni di debolezza e insicurezza qualsiasi nazione dell’est Europa nella quale vivessa una qualsiasi minoranza russa. Queste minoranze sarebbero un autentico cavallo di troia per riannettersi tranquillamente paesi baltici, pezzi di Ungheria, Polonia e Moldova…

    La realtà è che, fra i due contendenti, nessuno dei due è santo e immacolato, anzi, non so chi dei due sia quello meno compromesso o meno doppiogiochista…

    Di sicuro non guardo al sistema oligarchico russo come modello o come ambito d’influenza cui ambire di appartenere, un domani che riuscissimo ad ottenere l’indipendenza del Piemonte (o della Lombardia) dall’Italia…

  2. renato says:

    C’è un libro interessante, con note e riferimenti attendibili, consigliabile a chi ama leggere fuori dagli schemi: Towards a World War III Scenario. Dalla Libreria Universitaria si può avere a circa 11 euri. Forse c’è anche la traduzione italiana. Sicuramente c’è quella tedesca “Das Szenario eines Dritten Weltkriegs”. Buona lettura.

  3. CARLO BUTTI says:

    Piano con i paralleli storici… Sparta innamorata della propria libertà? Può darsi, un po’ meno di quella dei sudditi. O vogliamo dimenticarci che fine fece fare ai Messeni?

  4. luigi bandiera says:

    Ma volete che le fabbrike di armi chiudano..??

    I FARISEI SONO QUASI TUTTI RESIDENTI IN OCCIDENTE..!

    Parlano di pace e fanno le primavere e gli estati e gli autunni e il kax che vogliono perche’ DEVONO VENDERE..!!!

    VENDERE COSE INTELLIGHENTI..! Come loro.

    Non ho piu’ voglia di scrivere perche’ gli argomenti sono sempre gli stessi..! Anzi. L’argomento e’ uno solo: la PAZZIA UMANA STA aumentando sempre piu’ e nessuno (uLISSE NON C’ENTRA) TENTA DI CURARSI.

    Fin che l’intellighenzia sara’ malata come lo si puo’ notare oggi, specie in occidente, saremo sempre al limite del BARATRO, appunto: vicini ad una GUERRA..!

    E nel frattempo vale che il frutto dell’HOMO, mai stato sapiens sebbene va sulla Luna, sara’ sempre quel suo unico come fosse il figlio unico e cioe’: PIANTI, STRIDOR DI DENTI E STRAGI DI INNOCENTI..!

    BASTA DEMAGOGHI..!!

    Non se ne puo’ proprio piu’ de sti presunti sapiens… in particolare di quelli che vorrebbero fare politica ma da gnorantoni..!

    Amen

  5. In parte condivido: il comportamento del mondo liberal-capitalistico dà il voltastomaco. E’ un cadavere che cammina senza sapere di essere morto e per questo tanto più pericoloso (ottimo il ricordo di Sparta!). Dopo la morte del suo gemello, il social – comunismo, il capitalismo credette di aver vinto. Oggi si dibatte nella melma della propria fine. Ma non credo ad una guerra: l’asse Berlino-Mosca (vero incubo per gli yankee) può essere il fondamento della Nuova Europa. Ci proveranno in tutti i modi, i servi dei poteri forti, dalle orecchie lunghe, i nasi grifagni e le mani adunche. Ma in tutta Europa sta tornando il valore del Sangue, che combatte l’eterna battaglia contro l’oro. Europa, erwache! Fabrizio Belloni

    • Dan says:

      Credo possa fare più paura un asse Mosca-Pechino in grado di tagliare fuori il dollaro dal commercio mondiale con buona pace di bretton woods.
      Putin dal canto suo quest’alleanza la farebbe domani stesso, ma le sue città si trovano da questa parte, mica verso la mongolia: la pagherebbe molto cara quindi gigioneggia cercando di capire da che parte stare.

  6. Dan says:

    Io so che se sti stronzi mettono in mano a me un fucile e mi dicono “va a sparare” io vado a tirare al piccione a roma, berlino e bruxelles.
    Purtroppo non so gli altri, compresi quelli che commentano e che sono stati riportati da questo articolo.
    Se è vero che nel 14 nessuno voleva la guerra viene da chiedersi allora come ci si è finiti e come ha fatto a durare così a lungo con trincee sempre più robuste invece che sfaldate nel giro di un mese.
    La mancanza di informazioni ha avuto la meglio sulla gente o semplicemente alla fine delle belle parole, il momento in cui è arrivata la cartolina precetto sono tutti partiti come zombie ?
    Non mi risulta che i soldati al fronte si sono mai ribellati al rispettivo stato maggiore, al massimo si sono presi una pausa subito rientrata, nonostante avessero le armi e soprattutto i grandi propositi di pace universale.

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