LA STORIA DI “ZIO SAM” FRA POTERE E PROPAGANDA

di DANTE SETTEMBRINI

Nell’articolo precedente sull’argomento ho accennato all’inerente paradosso contenuto nella dichiarazione di indipendenza degli USA. Indipendenza voluta e promossa dalla borghesia del Nord-Est, all’insegna dell’eguaglianza e in opposizione alla struttura di privilegio aristocratico dell’Inghilterra. In pratica la struttura rimase identica ma, dopo l’indipendenza, l’aristocrazia lasciò il posto al denaro come fonte di privilegio. Solo che il paradosso non poteva essere ufficialmente ammesso, allora come adesso. Dopo tutto la dichiarazione comincia con le famose parole “Tutti gli uomini sono creati uguali…”

In questa puntata cercherò di descrivere alcune caratteristiche delle elezioni presidenziali quali riflessi della storia e della cultura americana, nel senso più ampio del termine.

Per cominciare l’osservatore non-americano nota immediatamente come le idee, il carattere, la biografia, le posizioni e i programmi di qualsiasi candidato siano fattore secondario e periferico. La prima qualifica è di quanti dollari il candidato possa disporre per la sua campagna elettorale. Infatti, subito dopo il nome del candidato, le agenzie di comunicazioni riportano quanti milioni ha a disposizione per le elezioni e quanti più si prevede ne potrà accumulare. E questo vale per tutti, noti o meno, democratici o repubblicani. Nella fattispecie Obama ha già a disposizione più dollari di tutti i candidati repubblicani messi insieme. E siccome sono i dollari a vincere, non occorre l’oracolo di Delfi per pronosticare il vincitore delle prossime elezioni. Sempre escludendo collisioni con un asteroide o che venga fuori un improbabile video comprovante incesto o simile.

Dollari uguale propaganda. L’ovvio effetto della propaganda non richiede spiegazioni. Tuttavia negli USA c’è un importante spartiacque storico e al lettore che ne sia curioso, suggerisco un librino breve ma molto interessante, intitolato appunto ‘Propaganda’ e pubblicato la prima volta negli anni 20 del ‘900 da George Bernays, tra l’altro nipote di Freud. Il libro si apre con la seguente proposizione che rappresenta sinteticamente il modus operandi delle varie amministrazioni americane, amplificato dai tempi di Reagan in poi.

“La voluta ed astuta manipolazione delle abitudini e delle opinioni delle masse è elemento fondamentale in una società democratica (si noti l’indifferenza al fatto che “astuta manipolazione” suggerisce ‘truffa’ e che fare della truffa l’ “elemento fondamentale” della democrazia è un insulto al vero concetto di democrazia). Quelli che manipolano questo meccanismo-ombra della società costituiscono l’effettivo governo e il vero e proprio potere di comando del nostro paese (leggi USA).”

Bernays aveva ragione ad essere orgoglioso della sua scoperta. Aveva studiato molto bene la propaganda (appunto), per far entrare l’America nella prima guerra mondiale. Perchè se nessuno obietta alla nefandezza del nazi-fascismo e alla necessità di combatterlo, l’America proprio non aveva alcun motivo per partecipare alla prima guerra mondiale – infatti la resistenza fu estrema. Esisteva tra l’altro un’immigrazione massiccia e una rete estesissima di tedeschi laboriosamente ed efficientemente occupati allo sviluppo dell’economia americana. Inoltre la Germania non aveva mai minacciato né il territorio, né gli interessi degli Stati Uniti. Ciò nonostante l’industria bellica e finanziaria spingeva per la guerra e guerra fu, allora come adesso.

Tuttavia, nonostante l’ottima propaganda, il governo dovette complementarla con il ben noto “Sedition Act”. L’Atto di Sedizione proibiva l’uso di linguaggio critico della guerra e quindi sleale verso il governo e l’esercito. I trasgressori ricevettero pene varianti dai 5 ai 20 anni di prigione.

All’inizio della sua carriera Bernays ottenne anche il contratto per convincere l’America che fumare le sigarette fa bene alla salute. Mentre nei ‘50 assunse l’altrettanto lucroso contratto per dimostrare il contrario e che le sigarette procurano il cancro. Per la cronaca Bernays morì poco meno che centenario nel 1995, quasi a conferma che per i furbi va bene sia in terra che in cielo. Sul perchè ai furbi vada bene anche in cielo ne parleremo un’altra volta.

L’effetto della propaganda nelle elezioni presidenziali assume sfaccettature quasi infinite, alcune ovvie anche ai più sprovveduti, altre più sofisticate. La conseguenza di interesse per chi non vive negli USA è che la piovra propagandistica americana ha esteso grinfie e tentacoli urbi et orbi.

Quando il “primo ministro tecnico” italiano Monti dice che un lavoro fisso è “monotono” non solo promuove il programma americano di terzo-mondializzazione del pianeta, ma anche pappagalleggia la tecnica collaudata da Bernays e utilizzata a tappeto negli USA.

Per esempio, esiste una vocifera fazione negli USA che si batte da anni per ridurre o eliminare le sovvenzioni in cibo a chi letteralmente non ha niente da mangiare. Stando alle statistiche nel Novembre 2010 cinquanta milioni di cittadini erano a livello o a rischio fame. Ebbene per la fazione in questione negare una razione di cibo agli affamati non è crudeltà, è amore. Infatti il nome della loro iniziativa è – adottando l’“astuta manipolazione” di Bernays – “tough love”, “amore robusto”. È amore perchè non avendo da mangiare i poveracci saranno costretti a procurarselo ad ogni costo con un lavoro qualsiasi. Il lavoro li nobiliterà e quindi alla fine ringrazieranno quelli che avevano loro negato il da mangiare.

Altro esempio. Si continua a parlare di “destra” e di “sinistra” come termini di riferimento per le ideologie di questo o quel candidato. In realtà destra e sinistra nel congresso o senato non esistono più da tanto tempo, sono scomparse nelle sabbie mobili del pensiero a partire dai tempi di Reagan.

Basti pensare che il corrente candidato presidenziale più a ‘sinistra’, secondo i canoni storici, è un repubblicano e per di più un repubblicano particolarmente di destra, Ron Paul. Ron Paul è il solo a denunciare la pazzia (sue parole) di mantenere 800 basi militari in tutto il mondo, di far letteralmente esplodere un trilione di dollari per uccidere milioni di persone (solo in Iraq un milione e trecentomila), di essere coinvolti in azioni militari in Somalia, Uganda, le Filippine, Pakistan, Yemen, Afghanistan, etc. e di preparare una guerra contro l’Iran. E tutto questo mentre in patria la cosiddetta infrastruttura è decadente, l’industria manufatturiera sta scomparendo mentre la storica classe media retrocede come i ghiacciai della Groenlandia. Per non contare i 48 milioni di americani senza assicurazione medica e (sempre stando alle statistiche) le 800-900 persone che muoiono ogni settimana proprio per non potersi permettere un medico. Per il non-informato lettore europeo lo slogan dell’assicurazione medica statunitense è “Paga o muori”.

Un altro prodotto della propaganda capillare, domestica e mondiale, è l’idea che vi siano delle differenze politiche o ideologiche tra democratici e repubblicani. Da decenni è una differenza di facciata, appunto di propaganda. Pat Buchanan, già candidato presidenziale, anche lui di destra e super-conservatore ha ripetuto e continua a ripetere che democratici e repubblicani sono “the two wings of the same bird of prey”, le due ali dello stesso rapace.

Lo dicono molti e lo sanno tutti coloro che provano anche minimamente ad oltrepassare la cortina delle menzogne mediatiche. Purtroppo questi “molti che sanno” sono percentualmente una minoranza e combattono senza armi (leggi “dollari”) contro un potere capillare (leggi propaganda) che si infiltra con nonchalance dappertutto, non esclusi la cucina, l’armadietto delle medicine e la camera da letto dei cittadini.

 

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One Comment

  1. amerigo says:

    complimenti !

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