NON SI TOLGONO LA VITA, E’ IL GOVERNO CHE LI AMMAZZA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Oggi, al programma “Uno mattina”, sento che i nostri artigiani e imprenditori del Nord si tolgono la vita e il governo piange lacrime di coccodrillo. Queste parole sono state pronunciate dai rappresentanti dell’associazione di categoria degli artigiani, “Confartigianato”.

Ciò che sta accadendo, mi permetto di dire, è colpa di un Governo incarnato da freddi individui calati dall’alto e monitorati da killers per affondare definitivamente questo paese e portare i cittadini a compiere l’estremo atto: togliersi la vita per la vergogna di non poter dare lo stipendio ai dipendenti e per il fallimento di una vita intera di lavoro onesto e di veri sacrifici.

Tutto ciò sta accadendo davanti ai miei occhi attoniti e la mia impotenza mi fa vergognare di essere italiano.

Tutto ciò esige una giornata di lutto nazionale.

Riccardo Mazzoleni – Segretario Unione Padana Alpina

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5 Comments

  1. MICHELI TERESA says:

    Che strani commenti,si crepa di fame e questi stanno a pensare se è scritto zuppa o pan bagnato!!In Lombardia non c’ è un embrione di niente e io farei la firma per avere lo statuto della regione Sicilia.
    Io dico bando alla cance, meno penne e padanisti e più gente con i coglioni e partiamo a far qualcosa!!

    • Alessandro Storti says:

      Ottimo, si armi di forcone e vada alla rivoluzione.
      E non perda tempo a leggere e ragionare.
      Se vuole Le suggerisco il nome di un partito che ha sempre avuto le porte aperte per gente del Suo calibro. Infatti abbiamo visto come è andata a finire.
      Si ricordi: se non si sa prima quale strada percorrere, non si può arrivare da nessuna parte.

  2. Alessandro Storti says:

    Caro Segretario,
    ho letto con interesse questo Suo post e sono andato a cercare qualcosa sul vostro movimento in rete. Ho trovato un articolo, che linko qui di seguito:
    http://www.bergamosera.com/cms/?p=89860

    Non voglio risultare polemico ma devo constatare, con sincero dispiacere e con non poca amarezza, che ancora una volta il primo grande errore commesso dalla Lega Nord (l’ambiguità degli obiettivi politici) contagia chi ha scelto di abbandonarla per fondare una nuova realtà.
    Mi riferisco, naturalmente, al vostro simbolo, che riporta a chiarissime lettera la parola “INDIPENDENZA”, facendo pensare ad un obiettivo netto, obiettivo che viene però contraddetto da alcune frasi tratte dal Vostro comunicato stampa, come riportato nel link di cui sopra, laddove si afferma che vi siete costituiti per “dare voce a quelle istanze autonomiste che da troppo tempo sono utilizzate come merce di scambio” e ancora che il vostro obiettivo è “rimettere insieme i cocci di una coscienza autonomista [che] deve essere inattaccabile dal punto di vista morale”.

    Tra l’altro il 99 per cento di quanto dite nel vostro comunicato stampa è lucido e condivisibile. Perchè allora non avete il coraggio di fare una scelta netta fra autonomia e indipendenza? Perchè cadete in questo equivoco comunicativo fondamentale?
    Non c’è ovviamente bisogno di ricordarLe che la Lombardia resta una Regione italiana per gli autonomisti mentre deve diventare una Repubblica Lombarda indipendente e (almeno all’inizio) nuovo stato membro UE per gli indipendentisti. Sono due strade che solo in minima parte si sovrappongono.
    Perchè avete scelto di mescolarle indistintamente, contribuendo in tal modo ad aumentare la nebbia mentale che avvolge i Lombardi invece di contribuire nettamente a dissolverla?

    Preciso che sono un militante di proLombardia-Indipendenza, ma non parlo con spirito di dileggio o per pura concorrenza, anche perchè, con queste premesse, non si tratta di concorrenza, ma di confusione. E proprio perchè mi interessano la chiarezza dei fini e, sopra ogni altra cosa, la secessione della Regione Lombardia dallo Stato italiano, penso che la vostra importante azione sia in parte rovinata e depotenziata da tale ambiguità di fondo.
    E’ un peccato. C’è bisogno di tutti. Ma c’è bisogno, soprattutto, di tagliare i ponti con la repubblica italiana. La prima illusione è pensare che essa sia riformabile: venticinque anni di tentativi fallimentari dovrebbero essere una dimostrazione sufficiente. Perchè in fondo, bisogna ammetterlo a chiare lettere, la colpa non è tutta di Bossi o del suo entourage, la colpa è innanzitutto di noi Lombardi che abbiamo pensato di poterci prendere la libertà a basso prezzo, barattandola con la permanenza in questo stato marcio e corrotto. E’ ora di capirlo. E di spiegarlo ai nostri concittadini. Senza se e senza ma.

    Con rispetto,
    Alessandro Storti

  3. Canova Valter says:

    Ad ucciderli non è nel governo nè nessun altro.
    Ad ucciderli è la sudditanza.!

  4. alberto says:

    si appunto, vergognati di essere italiano

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