Uno su due mangia cibi scaduti. Coldiretti: disinformazione. Oppure fame da crisi?

panedi ROBERTO BERNARDELLI – Nulla da dire sulla serietà dei dati forniti da Coldiretti sul fatto che la maggioranza degli italiani, per una percentuale del 55 per cento, mangi gli alimenti oltre il limite di tempo indicato nelle confezione.

Secondo l’associazione, è un problema di scarsa conoscenza delle informazioni fornite in etichetta, in particolare in merito al diverso significato tra “da consumarsi preferibilmente entro il…” e “da consumarsi entro”.

Davvero va così? Da queste parti tira anche una brutta aria: fame, disoccupazione… Giusto così per la cronaca. L’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro dice poi che il 32 per cento i cibi scaduti  li getta via e il 13 per cento decide in base al tipo di alimento.

Poi si fa un’ulteriore rappresentazione del fenomeno: il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro”, indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà organolettiche e gustative, o nutrizionali specifiche in adeguate condizioni di conservazione, senza con questo comportare rischi per la salute in caso di superamento seppur limitato della stessa”.

Ma noi vediamo purtroppo sempre l’altra faccia della medaglia. Inutile menar il can per l’aia. Dov’è il reale aumento dei posti di lavoro, così come il calo della disoccupazione? Secondo noi, la gente ha più fame di prima e se è vero che il pane scaduto, Coldiretti insegna, non si butta più via, figuriamoci il resto.

Giusto perché abbiamo a volte buona memoria, ecco cosa abbiamo scritto di recente in materia di pane.

“Secondo un dossier Coldiretti, quasi la metà degli italiani (46 per cento) mangia il pane avanzato dal giorno prima. Per risparmiare ancora di più, crescono le famiglie che si fanno il pane in casa, con oltre 16 milioni persone  che, almeno qualche volta, ci provano.

I dati, illustrati alla ‘Festa del Pane’ di Expo al Padiglione Coldiretti, dove sono stati preparati i piatti antispreco che recuperano il pane avanzato, dalla panzanella al pane cotto con verdure, dalle bruschette alle polpette, dai canederli alla ribollita, dicono anche che  il 18 per cento degli italiani  lo surgela, il 12 per cento lo grattugia, il 15 per cento lo dà da mangiare agli animali mentre nel 9 per cento delle famiglie il pane non avanza mai. Ma i consumi sono scesi nel 2014 al record negativo di circa 90 grammi, pari a meno di due fettine di pane al giorno (o due rosette piccole) a persona”.

Allora, come la mettiamo?!

Presidente Indipendenza Lombarda

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