“Uniti si vince”. In Veneto gli indipendentisti sono al governo, risultato storico

di GIULIO ARRIGHINI E ROBERTO BERNARDELLI zaia

C’è una novità sotto il sole ed è che gli indipendentisti, un cartello di indipendentisti e autonomisti, sono nella squadra del governatore Zaia. Indipendenza Noi Veneto, certo tra polemiche che non sono mancate nel mondo indipendentista, tra ricorsi e controricorsi, alla fine ce l’hanno fatta. Lista valida, voti validi, ora si può fare la differenza? La dovranno fare. Il fatto che un gruppo di noi sia riuscito a entrare dentro il meccanismo, con una scelta politica che porta a unire le forze, è un evento storico. Si aprono qui mille ragionamenti. Meglio soli o in coalizione? Il logo elettorale di Indipendenza Noi Veneto con Zaia nasce da Noi Veneto Indipendente, cartello che tiene insieme Veneti Indipendenti, Liga Veneta Repubblica, Veneto Stato,  Progetto Nord – Est, Tea Party Veneto e Pro Veneto.

Non cedere sui principi

Certo, un partito come la Lega se avesse voluto, in più di 20 anni, avrebbe potuto fare di più. Non basta andare su una piattaforma galleggiante e dichiarare l’indipendenza quando poi i tuoi alleati non vogliono toccare l’equilibrio del sistema. E adesso? Adesso si prova da una regione che è per sua natura diversa e l’augurio che facciamo agli amici che guidati da Fabrizio Comencini affrontano questa pagina politica, è di non cedere sui principi.

Poi, vanno fatti due conti. Tutt’altro che secondari. Indipendenza Noi Veneto ha raccolto 50mila voti. Alessio Morosin, che ha corso da solo, con Indipendenza Veneta, ne ha presi 55mila. Sono più di 100mila voti dichiaramente indipendentisti, quelli invece dati al candidato governatore sono variegati e tra questi altre centinaia di migliaia di voti lo sono, anche se non dichiaratamente.

Nell’alleanza c’è dunque un terreno fertile, su cui lavorare. Le aspettative sono altissime. Il processo in Catalogna e Scozia vediamo quanto costi e quali tattiche si debbano sopportare. Il Veneto a questo punto è il nostro primo vero laboratorio di indipendentismo. Che è un raggio di sole rispetto al dualismo destra-sinistra. Vediamo perché.

Destra o sinistra uguali sono

Chi vince, in una guerra, ha sempre ragione. Chi vince riscrive la storia, solitamente. Anche dopo una tornata elettorale il meccanismo non cambia: chi ha perso aveva torto, chi ha avuto più mezzi per avere ragione può dire quel che vuole. Però entrambe gli schieramenti, centrodestra e centrosinistra, hanno ammesso che insieme, uniti ciascuno per le proprie aree di appartenenza, vincono le elezioni e governano. Apparentemente questa è la democrazia dell’alternanza. E il nuovo sistema elettorale esaspera, enfatizza questo bipolarismo. Spinge a unire le forze, tanto che già ieri con mossa intelligente, Matteo Salvini ha dichiarato: siamo aperti a tutti, tranne a chi sostiene il governo. Ovvero quel che resta del Ncd. E oggi a Milano, al teatro Nuovo, va di scena la presentazione di un nuovo “contenitore” politico, così lo chiamano, dei Repubblicani, con Marco Reguzzoni e Nunzia De Girolamo a tirare le fila per non disperdere le energie del centrodestra. Obiettivo: vincere alle politiche, uniti. Ma per fare cosa, ci chiediamo? Per dare libertà ai nostri popoli? Per gestire solo il potere? Per scardinare il sistema?

In Liguria, di sicuro la sinistra ha perso perché la sinistra più a sinistra di Renzi se ne è andata per la sua strada. E in Puglia la destra, Forza Italia in testa, si è andata a schiantare nella guerra dei fittiani. E gli esempi possono andare avanti all’infinito.

L’astensione

Ma la politica non è algebra. Lo spiega bene l’astensione. Il 52 e più per cento. Picco altissimo che dice chiara una cosa: che alla gente poco interessa se vince la destra o la sinistra. Alla fine, il risultato non cambia. Metti, togli, aggiungi, fai un bel pacchetto unitario, sommi le forze, poi governi. Ma per andare dove? Per fare cosa? Destra e sinistra c’hanno messo tutto l’impegno necessario per ingannare gli elettori. Quando c’erano anche i numeri, il centrodestra che ne ha fatto dei ministeri? E la sinistra nuova di Renzi con la spending review? Ha allontanato Cottarelli che aveva detto dove tagliare.morosin

Dunque il nodo è come governare per disfarsi di questo Stato. Come essere da dentro grimaldello non a parole ma nei fatti. C’era una volta un asse che andava dal Piemonte al Veneto. Ma la macroregione è rimasta un sogno. Le tasse a casa nostra anche. Eppure non è mai troppo tardi. Ora la Liguria e il Veneto, soprattutto, hanno una grande nuova cambiale in bianco consegnata dagli ultimi elettori rimasti vivi. Quelli che ancora sperano che le parole autonomia, tasse, indipendenza, referendum. abbiano un senso. Allora ha senso andare uniti, convogliare le forze, non per spartire ma per ripartire.

 Non solo ruspe ma indipendenza!

Non crediamo che il voto a Zaia sia solo un voto per portare le ruspe a sgomberare i campi rom abusivi o per tornare domani alla lira. C’è una residua ma significativa voglia di cambiamento che non può fermarsi lì. E che può tradursi domani in un nuovo scenario politico. Ma siamo al punto di partenza: per cambiare i ministeri, cosa che nessuno ha ancora mai osato fare, o per alzare un’altra bandiera? Viva San Marco!

Segretario e presidente Indipendenza Lombarda

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9 Commenti

  1. Giancarlo says:

    L’indipendenza si ottiene non con i partiti italiani, ma solamente da indipendentisti duri e puri e senza coalizioni di sorta. La Lega per ora se la ride e gode. E’ riuscita a fregare un’altra volta i Veneti specie con Comencini che già ora dice che bisogna fare un’alleanza con i lombardi. E’ rimasto un falso indipendentista e lavora solo per la sua carega e basta.
    Se non è così e dico fesserie, staremo a vedere cosa faranno in regione i signori “indipendentisti” per l’autonomia o forse anche senza quella, tanto non importa.
    Sono sempre dell’opinione che questi signori vanno tenuti d’occhio e si deve denunciare qualsiasi loro rinuncia o sottomissione. IL REFERENDUM REGIONALE che potrebbe essere utile, non si farà mai, fatevene tutti una ragione perché questo stato ottocentesco e con la costituzione obsoleta che ci ritroviamo non lo concederà mai e poi mai. Rinunciare a oltre 20 miliardi di euro del sudore dei Veneti è per roma mafia capitale cosa irrinunciabile perché ci devono mangiare con i Rom, gli immigrati e alla via così….. Insomma solo con strategie chiare e lungimiranti che tendano verso le istituzioni internazionali si potrà fare la cosa. Inoltre tenete presente che PLEBISCITO.EU ha già un Parlamento provvisorio Veneto che sarà direttamente in concorrenza con quello italiota. Ci sono già leggi approvate e altre lo saranno a breve-medio termine. Solo strutturati e ben coesi potremo essere tenuti in considerazione a livello Europeo e mondiale. Solo con uomini determinati e preparati si potrà ottenere l’indipendenza che è già stata proclamata e con il referendum del marzo 2014 certificato ben due volte.
    Per quanto riguarda ZAIA lo aspettiamo al varco. Amministrare bene non è più sufficiente perché stando dentro l’italia il futuro del Veneto è nero. E’ di oggi che in TV si è confermato che i consumi e la disoccupazione per tornare ai dati del 2007…..CI VORRANNO ALMENO 15 ANNI !!!
    Signori Veneti, sveglia, giù dalle brande e prepararsi a lottare, almeno facciamolo per i nostri figli e nipoti.
    WSM

  2. Padano says:

    Faccio notare che:
    • Con Tosi (5,71 + 1,41) avremmo fatto a meno di Forza Italia (5,97)
    • Con Indipendenza Veneta 2,51 avremmo fatto a meno di FdI 2,6

    Mentre l’insieme di tutte le forze indipendentiste o autonomiste sono arrivate al 54,33%.

    Se il Veneto ottenesse anche solo lo Statuto speciale, con il mantenimento del 90% del gettito, sarebbe un affare!

  3. Cesare says:

    Credo anche io che Zaia non possa svincolarsi da alleati tanto furbi a sfruttare il verbo indipendentista quando gli fa comodo ( vedi attacco della magistratura di Brescia ai “sovvertitori dell’ordine costituito” per avere costruito una sorta di “trattore dimostrativo”) quanto poi a defilarsi al momento in cui bisogna fare i fatti e non le parole.
    Ma poi, scusate, in questa coalizione Comencini ha preso su per giù gli stessi voti di FRATELLI D’ITALIA, quindi se anche alzasse un attimo la voce (in senso indipendentista) penso che troverebbe subito chi lo zitterebbe con rudezza e fastidio………sicuramente con il pieno consenso (e beffardo sorriso) di un Salvini sempre più proteso a trasformare la Lega in un altra cosa, una sorta di “Fonte Nazionale lepeniano e putiniano”.
    L’importante è che qualcuno ci creda ancora………….

  4. marino.biagini says:

    Piu’ la Lega vince e piu’ crea catene per i veneti e i lombardi. Perche’ si sente piu’ solida e piu’ in grado di fregare gli illusi. Andando tronfia a Roma.

  5. Giuliano says:

    Ma “Veneto Stato” con chi stava? Perché compariva sulle schede a sostegno di Tosi? Chi ha permesso a Tosi di usare quel simbolo? E “Unione Nord Est” non aveva aderito al patto di “Noi Veneto Indipendente”?

  6. Adriano says:

    Onore a Zaia. Non capisco però cosa c’entra “fratelli d’itaglia” con autonomia/indipendenza.

  7. caterina says:

    mi sembra che la lista civetta ‘indipendenza del Veneto’ all’interno della coalizione Zaia non abbia neppure raggiunto la rappresentanza di un consigliere dei 25 di cui vincendo dispone… altro che grimaldello!.. fumo negli occhi per ingannare i Veneti… che in duemilionitrecentomila e passa si sono già espressi sull’indipendenza con l’89 per cento che ha votato SI.
    L’intera popolazione che si è recata alle urne alle regionali è sotto di dieci punti percentuali rispetto a quella che ha votato sul quesito che la primavera dello scorso anno Plebiscito ha proposto: Vuoi una Repubblica Veneta Indipendente SI o NO e
    il SI ha ottenuto più del doppio di tutti i voti pro Zaia…
    e Zaia ora prenderebbe in giro tutti i Veneti per un altro quinquennio?… oh no! gli promette l’autonomia, neanche fosse la stessa cosa… ma chi vuol ingannare…
    usare i Veneti per venderli a Salvini che vuol andare a Roma, questo si chiama tradimento!
    e non sarebbe la prima volta… solo che la gente se lo dimentica… anche la volta precedente vinse al motto Prima il Veneto… è un pavido e un mestatore, anche se bravo amministratore apportato alla media, ma complice nello sfruttamento continuativo del Veneto di cui ha sulla coscienza un centinaio di suicidi per sfruttamento…

  8. Albert says:

    Vagheggiare, sognare e sperare e l’unica concessione che verra forse data al gruppo ” indipendentisti ” elètto nella squadra di Zaia . La loro missione e gia compiuta ; Fare da specchio alle allodole , tenersi buoni il posto , cioè non rompere troppo i co….. ai padroni del vapore

  9. marco says:

    Secondo me state su scherzi a parte. La Lega ormai ha sotterrato qualsiasi idea di indipendenza. Ne aveva ben poca prima ora gli ha dato il colpo di grazia. Ed è incredibile che qualche indipendentista possa ancora crederci. Vedrete a Pontida. La Lega NORD è finita. Grazie a quel personaggio che risponde a Salvini a cui preme solo non cominciare a lavorare.

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