Unità, euroregione o indipedenza: quale futuro per la Lombardia?

di GIANLUCA MARCHI

La Lombardia e i lombardi cosa vogliono per il loro futuro: proseguire nell’unità capestro con il resto dell’Italia (non può essere definito diversamente un vincolo che costa mediamente, ogni anno, stando bassi, dai 40 a 50 miliardi di euro) far parte di una macroregione o euroregione che dir si voglia (Padania o in qualunque altro modo la si chiami)  come nuova tessera base di un nuovo mosaico europeo? rivendicare la propria indipendenza da tutto o da tutti? Sono domande che in molti, fra i lettori di questo giornale ma non solo, si pongono a dieci giorni dalla scadenza elettorale. In realtà la confusione sotto il cielo lombardo è millanta che tutta notte canta, avrebbe scritto l’insuperabile Gioanbrerafucarlo, cioè è grande. C’è chi rivendica che almeno il 75% delle tasse rimanga sul territorio come panacea a molti mali, ma c’è chi pensa contemporaneamente che questo obiettivo sia poca cosa, in pratica già realizzato dallo statu quo. Chi ritiene che tutti i soldi dei lombardi debbano restare sul territorio e solo successivamente decidere quanti denari concedere allo Stato per il proprio funzionamento e chi è convinto che questo sia solo un modo per far saltare per aria lo Stato e quindi privare la Lombardia del mercato più importante per i suoi prodotti (come se ancora vigano le barriere doganali). C’è chi considera indispensabile, per fermare il declino lombardo, porre fine al flusso di risorse verso il Mezzogiorno, finora ritenuto drogato dai sussidi, e chi invece ritiene che la spacciata “solidarietà” verso le regioni del Sud debba essere mantenuta. C’è chi pensa debba essere definitvamente ucciso il cosiddetto Stato ladro come lo conosciamo e chi ritiene debba essere mantenuto in vita, magari anche perché ha beneficiato, anche al Nord, della tetta statale. C’è chi considera la risoluzione 44 votata dal Consiglio regionale del Veneto come la strada ideale per arrivare alla celebrazione del referendum per l’indipendenza anche in Lombardia e chi considera questa opzione come una semplice presa in giro. C’è chi considera il referendum consultivo per l’indipendenza e l’autodeterminazione uno strumento politicamente decisivo e chi lo considera inutile. C’è chi è liberista “sfrenato” e chi preferisce essere statalista.

Queste molteplici divisioni non rappresentano solo lo spettro dell’elettorato lombardo nel suo complesso, ma alcune di esse si ripropongono anche all’interno del mondo che potremmo chiamare indipendentista, autonomista e federalista, il quale appare percorso pure da una frattura politica più profonda e che tocca il ruolo della Lega Nord la quale, volenti o nolenti, rappresenta ancora il maggiore presidio di quest’area politica. C’è infatti chi ritiene che la ricostruzione della rappresentanza politica di questo mondo debba passare attraverso una sorta di cancellazione del Carroccio e invece chi è convinto che la Lega possa ancora essere il coagulo per una nuova e più ampia aggregazione.

Chi ha ragione? Domanda da un milione di dollari a pochi giorni dal voto. Noi, come giornale online che fin dal suo esordio ha inteso rappresentare il più possibile le istanze della galassia indipendentista, non possiamo sfuggire a queste contrapposizioni e tuttavia non abbiamo la pretesa di avere la verità in tasca. Abbiamo invece la presunzione di poter offrire, a chi ci segue e a noi stessi, più elementi possibili per ragionare con la testa e non con la pancia, riflettere e trarre le proprie conclusioni, anche in termini di scelta elettorale.

In tale quadro si inserisce l’iniziativa che abbiamo promosso per domani:

Unità, macroregione o indipendenza: quali prospettive per la Lombardia?

Forum sui temi dell’indipendenza e dell’autodeterminazione dei popoli, del referendum sull’indipendenza del Veneto e sulla possibilità di estenderlo alla Lombardia, sugli scenari offerti da una diversa aggregazione dell’Europa
Milano, venerdì 15 febbraio, presso l’Hotel dei Cavalieri, in piazza Missori 1, ORE 12.

Partecipano:

Roberto Maroni, segretario federale Lega Nord, candidato governatore della Lega per la Regione Lombardia;
Marco Bassani, professore di Storia delle dottrine politiche all’università di Milano, candidato indipendente di Fermare il Declino per il Consiglio regionale della Lombardia, appoggiato anche da Unione Padana;
Gilberto Oneto, editorialista, storico e indipendentista.

Chi scrive, in qualità di direttore responsabile dell’Indipendenza, intrdurrà il dibattito. Il forum è aperto al pubblico.

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25 Comments

  1. Francesco says:

    lega invotabile dopo 20 anni di tradimenti.
    Lombardi popolo? Si, in estinzione… morale e demografica. La triste realtà è questa. Tanti popoli sono morti, dopo aver combattuto. Noi nemmeno quello.

    Unità? i risultati attuali escludono il perserverare con quest’opzione.
    Macroregione? si ma sempre sotto roma… la casta giudiziario-burocratica-militare che ci comanda che estrazione territoriale avrebbe? Non raccontiamo panzane.
    Indipendenza? vedi punto 1. Utopica.

    Mi scuso per il pessimismo cosmico.

  2. pallino says:

    Gli italiani come Raniero
    mi fanno pensare all’Italia come ad una fogna,
    con tutti i topi che sguazzano in un mare di merda.
    Io voterò Unione Padana per non sentire la puzza.

  3. raniero says:

    Io ho già mandato un messaggio questa mattina.
    Le chiacchiere stanno a zero.
    Noi lombardi facciamo parte dell’Italia.
    dobbiamo pagare meno tasse e con Berlusconi questo è possibile.
    Quindi elettori Pdl – lega Nord dobbiamo tutti uniti battere
    i comunisti..
    Ambrosoli deve perdere e
    Il pirellone deve rimanere a noi è chiaro?
    Berlusconi è un grande, un grandissimo presidente, toglierà l’Imu e applicherà anche il condono tombale.per la gioia di tutti e stavolta riformerà la giustizia soprattutto quella rossa.
    Maroni nostro alleato sarà presidente della Regione.
    Viva Berlusconi e tutti i nostri alleati.

  4. andrea says:

    Lombardi,
    siete tutti quaquaraqua.
    L’autonomia e l’indipendenza la volete ottenere votando
    Lega-Pdl ?
    Pensate ancora che la strada giusta sia quella?
    Se siete seri dovreste fare un esame di coscienza, analizzare quello che è accaduto.
    Maroni è invotabile non una volta ma cento.
    Ambrosoli pure.
    quindi cosa si può fare?
    Bisogna trovare un’altra strada.
    Sono passati 21 anni di insuccessi, di scandali, di brutte figure e cosa ci hanno insegnato?
    Se si continua così la risposta è semplice: nulla.
    Siccome le armi non si possono prendere almeno per ora, bisogna buttarsi su movimenti indipendenti (Unione Padana) a cui sta a cuore le sorti e il futuro della nostra regione.

  5. Luporobico says:

    Indipendenza è un termine non troppo complicato e chiaro a tutti.

  6. Tere says:

    Quante panzanate devo leggere ! Oggi, adesso e ripeto, ADESSO, si vota Maroni e Leganord, e si tengono gli occhi aperti per controllare ciò che accade man mano. Poi si alza il culo dalla poltrona e le ditine dalla tastiera e ci si presenta davanti al pirellone se qualche cosa non va per il verso giusto.

  7. W Martesana says:

    Mi spiace ma non concordo: alle prossime elezioni gli indipendentisti veri o non votano o come noi votano Lega ma non Maroni.

  8. gigi ragagnin says:

    non so se la lega sia riformabile. al momento sono sicuro di no. ma se la lega dovesse passare sotto le forche caudine di un rimpicciolimento notevole (che andasse al 4% in sede itagliona) forse farebbe di necessità virtù.

  9. lino gagliardi says:

    Scusate ma come mai Salvini non fa la campagna elettorale? C’è un motivo di salute tipo influenza o è una manovra politica per sottrarsi alla eventuale sconfitta?

    • W Martesana says:

      L’hanno visto in Cadorna a regalare cioccolatini fra le risatine dei passanti: la Lega 2.0 è a malapena votabile, Maroni nemmeno quello.

  10. Claudio Franco says:

    C’è, per chi non potrà essere presente di persona, la possibilità di seguire in streaming il forum? Grazie!

    • Gian says:

      mi associo alla richiesta di Claudio Franco o almeno sarà possibile vedere poi una registrazione su questo sito o su you tube?

    • manducali says:

      no fanno un bel riassuntino orale wow, elio, veritas e Tere, con alcuni proverbi lombardi a inframmezzare e tanta, tanta musica calabrese e sicula.

  11. giannarcixo says:

    La prima soluzione, restare in italia è la cosa più semplice e rassicurante per i paraculi e i mantenuti/beneficiari di queta mafitalia e poi non servono tante elucubrazioni mentali, basta vorare per uno dei partiti italiani in lizza.
    Uno vale l’altro non cambierà niente, la contrapposizione destra sinistra servirà solo per rimettere monti dov’era.
    La seconda ipotesi, macroregione è buona solo per gettare fumo negli occhi perchè in sostanza non cambia nulla nel senso che il residuo fiscale rimarrà praticamente invariato, ma soprattutto per essere attuata dovrà passare per roma e se maroni non ha ancora capito che a roma non si cambia o è un coglione o è in malafade, qundi di fatto rimane una propaganda elettorale, null’altro.
    La terza ipotesi, che da noi in Veneto è divvenuta più che un’ipotesi, ha la necessità di essere progettata.
    Mi spiego meglio, se non si individua un percorso che possa essere legalmente sostenibile diviene una scatola vuota come è stata la favola della pdania.
    Copiare il Veneto diviene quanto meno difficile perchè noi stiamo sfruttando il diritto internazionale sull’autodeterminazione dei popoli e lo possiamo fare perchè il popolo Veneto è riconosciuto sia a livello internazionale sia a livello nazionale.
    La Lombardia no, i lombardi non hanno lo status di popolo e quindi sembra preclusa la strada del diritto internazionale, dovrete trovare altre strade che reggano lo scontro italia – Lombardia, anche perchè Milano e Torino sono stati i promotori dell’unità nazionale nel 1861 quando il Veneto era ancora uno stato diverso e con l’italia proprio non c’entra nulla.
    La terza ipotesi è l’unica che potrà dare un futuro ai Veneti e ai Lombardi, credeteci e quando il Veneto avrà aperto la strada tutto diverrrà più semplice anche per voi Lumbard.

    • Giorgio Bianchessi says:

      C’è qualche manuale, che mi è sfuggito, che definisca i punti di riferimento per definire un popolo tale? Se si riferisce a lingua, tradizioni e cultura, beh, anche i lombardi sono un popolo. La Lombardia, anno più anno meno, è stata per 160 sotto l’influenza austriaca, prima come parte integrante dell’impero asburgico (se elenco monumenti , strutture e altro realizzate in quel periodo occorrerebbero diverse pagine) poi con il Veneto a costituire il Regno Lombardo Veneto, da cui è stato diviso dopo l’annessione illegittima (il trattato di Zurigo prevedeva prima dell’annessione per la Lombardia un’assemblea costituente, che non si è mai tenuta, inoltre dopo l’annessione non è stato fatto alcun referendum, a differenza del Veneto, quindi ci sarebbero ancora maggiori appigli rispetto al Veneto per chiedere un referendum pro indipendenza, in pratica quello che non fu fatto nel 1859). Nella mia città sono sepolti diversi soldati fedeli all’I.R. Governo, morti in combattimento nel 1859 a Melegnano, e sono tutti lombardissimi. Sul fatto che la Lombardia abbia aderito all’unanimità ai nuovi padroni savoiardi non sono dunque d’accordo. Peraltro ci sono moltissimi veneti, cito fra i più famosi i fratelli Bandiera (spedizione nel 1844 in Calabria), che pure si sono fatti in quattro per annettere al Regno di Sardegna altri territori oggi purtroppo italiani. Non per questo ne faccio una colpa al Veneto e al suo popolo.

      • Giorgio Bianchessi says:

        Concordo in ogni caso sulla terza ipotesi

        • caterina says:

          io che sono veneta, e qui sempre siamo stati tali anche se ci hanno definiti i terroni del nord, credo che ogni popolo che oggi compone il puzzle italia possa trovare gli elementi per definirsi tale, e, in fondo, le regioni di ordinamento italiano si sono grossolanamente rifatte, nei confini e nel nome, ad una certa distinzione preesistente: c’erano i piemontesi, i lombardi, i toscani, mentre più articolata era la situazione del Sud dove le regioni (antiche provincie) erano già una specie di confederazione di popoli identificatasi come Regno di Napoli che in un tempo successivo aggregò il Regno di Sicilia divenendo il Regno Due Sicilie…
          Non so come quelli che furono nel regno Puntificio interpretino la loro identità e la loro storia, che comunque può sempre far riferimento a Roma…
          Insomma, ciascun popolo, che si senta tale, emerga, recuperi i suoi riferimenti culturali e storici e se ci riesce diventi pure uno stato, repubblica o regno…
          A confederarci, se lo vorremo, c’è sempre tempo.
          In fondo, che male c’è se ognuno può fare meglio se fa da solo? Non ci sono più i re investiti del potere per diritto di sangue o di conquista (tipo Savoia), e se la democrazia ha un senso, la si sfrutti fino in fondo e non per delega, che finisce sempre per tradire…
          Lo “stato” nasce servizio dell’uomo e non, come oggi, deve essere l’uomo al servizio dello stato, per non dire schiavo!

    • Veritas says:

      Manducali, caschi male, a me piace il Jazz.

  12. calindri says:

    Dott. Gianluca Marchi,
    il suo articolo è molto obbiettivo e offre la possibilità di un dibattito sereno e libero.
    Abbiamo tutti dei dubbi (le persone intelligenti non ne sono prive fortunatamente) ma poi sarà la nostra coscienza, il bene che vogliamo alla nostra terra , le radici e i profumi che ci portiamo dietro o dentro di noi a farci fare le scelte che riteniamo più giuste.
    Io dopo tanti anni di Lega (non come attivista ma come elettore) sono giunto ad un punto di non ritorno.
    Ho segnalato spesso questa mia delusione in interventi fatti su questo importante ed indispensabile giornale che Lei dirige.
    Ci sono stati anche suoi numerosi pareri che spesso ho fatto miei.
    Le dico questo non per piaggeria ma perchè ho grande stima di Lei.
    Per non essere prolisso chiudo dicendo che votando Unione Padana mi sento meglio con me stesso e con le mie convinzioni.
    Ho stanchezza dell’ennesimo accordo Pdl-Lega.

  13. pallino says:

    Se quello che prospetta il sig. Raniero è quello che avverrà.
    ci aspetta un grande futuro per la nostra Regione.
    Nani, ballerine, saltibanchi e quaquaraqua,
    Io per non sapere nè leggere e nè scrivere voterò tutta la vita Unione Padana.

    .

  14. raniero says:

    Dobbiamo continuare a fare parte dell’Italia come abbiamo fatto fino adesso.
    Pagare meno tasse.
    Votare PDL-Lega Nord facendo perdere la sinistra alle elezioni.
    Prenderci ancora una volta il Pirellone con Maroni Presidente.
    Non avere l’Imu da pagare e avere se possibile anche il condono tombale come ha detto il Grande Berlusconi.
    .

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