Veneto apre la lotta contro l’Unione forzata europea

usadi DAVIDE LOVAT

“Gli Stati devono cedere sovranità all’Unione Europea” sentenziò Mr. Mario Draghi, Governatore della BCE…. La follia unionista divampa senza che nell’opinione pubblica si riesca a prendere coscienza della grave minaccia alla democrazia che la svolta del Trattato di Lisbona ha avviato nel 2009, tramutando il vecchio progetto europeista del Trattato di Roma del 1957, quello della Comunità Europea, in un nuovo progetto statalista, centralista, dirigista e tecnocratico che nulla ha in comune con il precedente.
Il dibattito politico, superate le vecchie distinzioni tra Destra capitalista e Sinistra marxista, non riesce più a rigenerarsi nonostante un’evidente nuova linea di frattura ideologica stia sorgendo con l’incremento del fenomeno della globalizzazione. A tutti i livelli, nel mondo, c’è una spinta verso l’unificazione e la centralizzazione dei continenti secondo modelli sempre più smaccatamente oligarchici, a cui corrisponde solo una tenue e disorganizzata risposta attraverso la rivendicazione di diritti all’autodeterminazione e all’autogoverno democratico dei popoli. La frattura è fra oligarchia e democrazia, in ultima analisi. Per gli amanti del cinema di un certo genere, se è permessa una celia, sembra la concretizzazione della lotta tra Impero e Repubblica nella saga di Guerre Stellari.
Il punto è fondamentale, per la nostra e per le future generazioni: mentre l’ipotesi di una Confederazione di Stati Indipendenti era accettabile, nell’ottica della realizzazione di un continente europeo unito economicamente dal Mercato Comune e politicamente da un processo di integrazione rispettoso dell’indipendenza dei popoli, l’idea di un Superstato che ingloba le sovranità annullandole, avocandole a sé, è del tutto inaccettabile e rappresenterebbe un clamoroso salto indietro di 3 secoli nella lotta per l’emancipazione dell’uomo dalla schiavitù, parola che uso senza mezze misure.
D’altra parte, è impensabile che un siffatto Stato possa funzionare: è credibile mettere assieme inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli e polacchi, pensando che si trovino d’accordo sulle priorità e sui modi di affrontarle? Pura utopia. Basta vedere come funzionano le cose in Italia, dove con l’unità è stata realizzata l’unione artificiale di almeno 5 popoli con culture diverse e dove, di conseguenza, diventa impossibile governare; perché se accontenti il Centro scontenti il Nordest, se accontenti il Nordovest scontenti il Sud, se riconosci statuti speciali discrimini gli altri, e viceversa con mille combinazioni. Basta vedere la Spagna, basta vedere cosa accadde in Jugoslavia (altra costruzione artificiale come l’Italia) alla morte di Tito che la teneva insieme col suo carisma.
Il solo modo di far funzionare le cose sarebbe quello di privilegiare un’etnia sulle altre (i castigliani in Spagna, i serbi in Jugoslavia, i marxisti tosco-emiliani in Italia) ma alla lunga, e neanche troppo, le cose salterebbero per aria con gravissimi danni. Qualcuno riesce a immaginare un inglese o un francese che accetta di prendere ordini dai tedeschi? Siamo seri, per Dio…
E’ dunque giunta l’ora, dopo 5 anni dal funesto 2009 in cui la CE divenne UE un po’ di soppiatto, che la Repubblica si organizzi per combattere l’Impero e per difendere i deboli dai forti, i poveri dai ricchi, perché alla fine è sempre la stessa storia. Oggi lottare per l’indipendenza, per la liquidazione di Stati fittizi come l’Italia o la Spagna, per impedire che l’Europa diventi un’Unione anziché una Confederazione, è un dovere morale imperativo. Alle nostre latitudini il primo fronte già aperto è l’indipendenza del Veneto, da appoggiare incondizionatamente e con entusiasmo per aprire il varco alla revisione del processo unitario dell’Ottocento, ormai anacronistico e incapace di soddisfare le esigenze dei popoli residenti in Italia.

Quando un Governo non è in grado di svolgere il suo compito in vista del bene della popolazione a esso soggetta, questa ha diritto di rovesciarlo, come proclama la Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 con la quale voglio concludere questo articolo:
“Noi riteniamo che queste verità siano di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini siano stati creati uguali e che il Creatore li abbia forniti di determinati diritti inalienabili: fra questi la vita, la libertà e la felicità. Al fine di garantire questi diritti, gli uomini si sono dati dei governi che derivano il loro giusto potere dal consenso dei governati. Quando una qualsiasi forma di governo opera per la distruzione di questi fini, è diritto del popolo mutarla o abolirla, istituendo un nuovo governo…”.

 

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8 Comments

  1. Andrea Z. says:

    siete anacronistici voi e il vostro ipotetico, fantasioso, irreale e ridicolo “stato veneto”!

  2. El problema nostro lè la Talia e no l’Ouropa.
    Ke la Talia o mejo el Stado Talian el perda soranetà a mi no pol farme ke piaser; parké drento la Talia/Stado Talian naltri veneti no semo sorani ma suditi servixà e s-ciavixà.
    Se la Talia/Stado talian li more mejo par naltri, ente l’Ouropa a ghemo pì speranse de ver pì lebertà.
    Sto kì caro Lovat no le xe descorense de on endependentista, ma de on talian s-ceto e patoco.
    La nostra salvesa la xe via da Roma e via da la Talia e gràsie a l’Ouropa forse a ghe la femo.

    • AndreaD says:

      “gràsie a l’Ouropa forse a ghe la femo”…. caro Pento, l’attuale Unione Sovietica Europea pretende che i Popoli dell’Europa cedano la loro sovranità o con le buone o con le cattive. Il metodo cattivo si chiama “finanza internazionale”: è finita l’epoca dei fucili e dei carriarmati, ora si adoperano mezzi moralmente più accettabili, ma il fine è sempre lo stesso. Secondo lei queste sono “speranse de ver pì lebertà”? Secondo me no… ma vista la protervia con la quale lei difende da mesi l’attuale UE, ignorando volutamente fatti e documenti scritti nero su bianco, allora devo dedurre che io e lei viviamo su due pianeti diversi. Ora resta da capire su quale dei due pianeti la logica sia alla base del ragionamento.

      • Par mi no pol esarghe gnente de pexo de la Talia e del so stado.

        Mi a prefariso la “finansa” ouropea a i ladri, ai parasidi e ai mafioxi taliani.

        E no credo de far come ke ga fato i veneti de do secolì pasà ke par lebararse de l’opresion de l’Aostria li se ga meso ente le man “orende” de la Talia.

        Se me xbajo pasiensa!
        Ma par mi, vanti de tuto a vien la leberasion da la Talia, da li so miti e dal so stado.

  3. andrea says:

    L’Italia è quella che ci ha creato i debito e l’Europa è quella che ci dice adesso Veneti pagateci il debito creato dallo Stato italiano!
    Sa un bel po’ da doppia fregatura!

  4. AndreaD says:

    Lottare per l’indipendenza e poi prostarsi ai piedi dell’Unione Europea è come pisciare su un cappello per poi metterselo in testa. Chiedo scusa per la metafora alquanto triviale ma faccio fatica a trovare altre parole con le quali indurre alla ragione certi indipendentisti che non hanno ancora ben chiara la situazione: l’attuale Unione Europea è l’estensione in grande – certo meno sghangherata e quindi più presentabile – della malvagia Italia. Capire questo significa avere chiarezza nelle idee e negli obbiettivi.

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