Unione Padana: non c’è più tempo, la gente si deve muovere

di GIANMARCO LUCCHI

Unione Padana non intende aspettare che gli altri movimenti indipendentisti – quelli che si sono riuniti a fine maggio a Jesolo alla convention promossa da questo giornale – continuino a traccheggiare e a non intraprendere azioni concrete sulla strada verso l’obiettivo dell’indipendenza delle rispettive comunità. I dirigenti del movimento, che ha riunito un gruppo di militanti al Ponte della Becca, dove il Ticino confluisce nel Po, hanno ribadito che non è più il momento dell’attendismo e bisogna passare all’azione.

In particolare il segretario Giulio Arrighini ha prospettato una iniziativa che, coinvolgendo tutti i movimenti e i partiti che condivideranno l’obiettivo, dovrebbe portare a organizzare una manifestazione che porti la gente del Nord a protestare e a mostrare tutta la propria indignazione contro lo Stato centralista. Insomma, è ora di passare dal mugugno continuo alla protesta palese, e un esempio significativo al riguardo è quanto è avvenuto di recente a Barcellona, dove in piazza sono scese quasi due milioni di persone a invocare l’indipendenza della Catalogna, qualcosa destinato a lasciare il segno nei rapporti dei catalani con Madrid. E tutti con le bandiere delle nazioni che rappresentano, proprio come accadrà ad Edimburgo nel prossimo fine settimana.

Il presidente di UP, Roberto Bernardelli, ha sottolineato che questo ritorno sul Po, a 16 anni esatti dalla prima grande manifestazione della Lega, ha avuto il sapore di radunare e di mandare un segnale agli orfani della secessione, che per molti torna a essere l’unica soluzione per salvare la Lombardia e il Nord da un tragico destino. “Nessuna operazione nostalgia, io non mi sento mediterraneo, noi non ci sentiamo meditterranei” ha urlato Bernardelli, mandando un monito al potere centrale sul fatto che c’è ancora gente che non vuole mollare su questo fronte. Il presidente del movimento ha poi indicato nella conquista delle tre maggiori Regioni del Nord – Lombardia, Veneto e Piemonte – da parte di forze politiche omogenee, fra le quali non vi può essere il Pdl dei La Russa e dei De Corato, l’unica strada possibile per rompere definitivamente con Roma e guardare verso l’Europa dei popoli. “Ma dobbiamo svegliarci tutti e muoverci – ha concluso Bernardelli – altrimenti sarà il declino definitivo”.

Sul palco della manifestazione, si sono succeduti anche i segretari provinciali dell’Unione Padana, tutti convinti che questo sia il momento giusto per tornare ad alzare il vessillo secessionista. Tra gli ospiti, sono intervenuti come relatori anche Gilberto Oneto, che ha sostenuto che, proprio in questo momento, sarebbe un “segnale forte se le 5 regioni padane convocassero un unico consiglio regionale, in cui deliberare qualcosa che – anche se non legale o significativo – farebbe drizzare le orecchio dagli appennini toscani in giù”. Gianluca Marchi – direttore di questo quotidiano –  ha ribadito che “il giornale è nato per dare voce a tutti coloro che hanno interesse per l’indipendentismo e per la libertà. Non siamo un organi di partito e ciò che possiamo fare ed abbiamo fatto sin dall’inizio è cercare di far dialogare le varie realtà esistenti, come accaduto a Jesolo”. Infine, Stefano Gamberoni ha spiegato quella che potrebbe essere una delle opzioni per la separazione dell’Italia, ovvero “l’accollarsi quella parte di debito pubblico che tanto preoccupa banche e governi del Nord Europa”.

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21 Comments

  1. Teresa Micheli. says:

    @Fernando se mi dai il tuo indirizzo preciso ti rispondo in maniera chiara ed esaustiva,così dopo copi la mia risposta e la metti nei commenti all’ articolo!

    Sono contenta di essere una signora che ha un nome e’ un cognome che risponde a chi non ha un cognome e forse nemmeno le palle per scriverlo!

    Che sia qualche single invidioso??

  2. Teresa Micheli. says:

    Invece Bernardelli che gode già di due vitalizi rinunci almeno ad uno!

  3. Teresa Micheli. says:

    @Francesco……a parte il fatto che mio marito non percepisce nessun vitalizio fino a 60 ,ma non ha nemmeno fatto il ricorso contro lo slittamento !
    Quando ando’ a Roma tutti nutrivano molte aspettative sulla Lega e i parlamentari, allora come oggi erano una casta e non tutti accettavano volentieri l’ incarico soprattutto chi come mio marito faceva l’ imprenditore,lavoro che continua a fare da tantissimo tempo producendo benessere ad alcune famiglie senza aiuti pubblici, al contrario di molti padanisti.

    Le faccio presente che il vitalizio non sarà il mio ma di mio marito,sa,le ipotesi esistenziali si possono cambiare nel corso della vita come le amicizie politiche e le simpatie!

  4. ingenuo39 says:

    Sono d’ accordo a non dividere e darsi da fare per aumentare le adesioni, però, a Linarolo, i Milanesi al seguito dei Nostri non erano poi tanti. Consiglio: poche parole e molti fatti, altrimenti si copia la Lega. W l’ Unione Padana

  5. francesco says:

    Anche la Micheli dovrebbe chiarirsi le idee. Non ci risulta che il marito della Signora, Giovanni Ongaro intenda rinunciare al vitalizio. O ci stiamo sbagliando? E cosa avrebbe a che fare tutto questo con l’indipendentismo? Mha, dietro ci devono essere questioni personali che non prospettano niente di buono e trasparente..

  6. fernando says:

    Teresa Micheli..non è la moglie di quell’ex deputato bergamasco che si contraddistinse per il record di assenze in parlamento? Ma sempre puntuale a ritirare il lauto stipendio?

  7. identità lomellina says:

    bisogna, prima di organizzare iniziative, sradicare dalla testa dei padani i 150 anni di propaganda itagliota, che hanno quasi del tutto cancellato ogni identitarismo. Un relatore che ha parlato domenica ha detto che in Catalunya si sfruttano tutte le occasioni e i mezzi a disposizione per affermare l’identità catalana, cosa che in Padania non si è fatta.

  8. Ferruccio says:

    Oneto sarà il nuovo ideologo della Lega nord 2.0 …….. La Lega delle scope……

    Stefano Bruno Galli l’abbiamo già sistemato in Regione Lombardia……

    Fra un po’ piazzeremo anche Oneto

    • gianluca says:

      Ma lei sa di quello che parla? Stefano Bruno Galli non è lo Stefano Galli che sta in Regione Lombardia, sono due persone diverse

      • Ferruccio says:

        Marchi…… Marchino……

        Conosco molto meglio la Lega Nord dei movimenti bancari dei miei conti correnti

        Il prof. STEFANO BRUNO GALLI è stato fatto nominare da Giorgetti e Maroni alla presidenza di una importante soc. della regione Lombardia…..con merito

        Lei forse parla del Galli consigliere regionale della lega nord oppure dell’altro ing.Galli già deputato e senatore della Lega che oggi è presidente di provincia e consigliere nel C.D.A. di FINMECCANICA

        SALUDOS PADINI dott. Marchi…. asta la vista

  9. Teresa Micheli says:

    Fare il ricorso contro lo slittamento del vitalizio non e’ esattamente una mossa indipendentista.

    Arrighini e molti altri dovrebbero chiarirsi le idee!!

  10. Don Ferrante says:

    Oneto su “l’Indipendenza”,

    Oneto al ponte della Becca con l’Unione Padana,

    Oneto a Domaso con la Lega,

    Miglio piange sconsolato !!!

    • Leonardo says:

      Il che dimostra che Oneto va dovunque lo invitino a parlare di un argomento che conosce, non crede?

      • Don Ferrante says:

        Il che dimostra che chiunque voglia sfruttare l’immagine del povero Miglio, può mostrarne all’inclita ed al volgo il discepolo, pour épater les bourgeois et les prolétariens!

        A pensà màa se fà pecà, ma se induìna !

        • Giovanni says:

          Ottimo, continua a dividere, invece di unire, da bravi celti, sconfitti dai romani perchè sempre divisi.

          • Don Ferrante says:

            Vare, Vare, redde mihi legiones !
            Nella selva di Teutoburgo, 9 d.C., i Cheruschi di Arminio inflissero all’esercito romano la maggiore disfatta della sua storia !
            Vede perciò che non è necessario essere tutti uniti, basta essere capaci e coraggiosi !
            Anzi, l’unione è un disastro quando i membri sono eterogenei ed incompatibili !

    • joe says:

      Oneto a Domaso con i Giovani Padani…

    • fabio ghidotti says:

      con tutti i problemi che abbiamo, dobbiamo anche controllarci a vicenda? Ognuno è libero di andare dove vuole, purchè ci sia qualcuno disposto ad ascoltarlo. Poi si vedrà…

      • Don Ferrante says:

        Cosa si vedrà ?
        Quello che abbiamo già visto in vent’anni ?
        Ognuno è libero di andare dove vuole, certo, ma non di sfruttare l’immagine di chi, purtroppo, non può più esprimersi !

  11. Unione Cisalpina says:

    bene bene … rikordiamoci xò ke a noi non serve nè roma nè bruxelles, ma solo il Territorio ed iniziative kome kuelle ke Oneto ha auspikato … lavoriamo in kasa… ma FACCIAMOCI PROTESTANTI !

    non aspettiamoci niente da nessuno… evokare roma o bruxelles è kome rikorrere a mercenari od alla protezione di kualke potentato ke se ci dà libertà, non sarebbe certo x la nostra, ma interessi suoi …

    Gilberto Oneto, che ha sostenuto che, proprio in questo momento, sarebbe un “segnale forte se le 5 regioni padane convocassero un unico consiglio regionale, in cui deliberare qualcosa che – anche se non legale o significativo – farebbe drizzare le orecchio dagli appennini toscani in giù”.

    Bernardelli – Nessuna operazione nostalgia, io non mi sento mediterraneo, noi non ci sentiamo meditterranei” ha urlato Bernardelli, mandando un monito al potere centrale sul fatto che c’è ancora gente che non vuole mollare su questo fronte. Il presidente del movimento ha poi indicato nella conquista delle tre maggiori Regioni del Nord – Lombardia, Veneto e Piemonte – da parte di forze politiche omogenee, fra le quali non vi può essere il Pdl dei La Russa e dei De Corato, l’unica strada possibile per rompere definitivamente con Roma…

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