UNIONE PADANA: MOZIONE CONTRO LA RAPINA AI COMUNI

di GIULIO ARRIGHINI*

Al Consiglio Provinciale di Brescia, convocato per lunedi 27 febbraio alle ore 9.30, verrà discussa una mozione che ho presentato a nome dell’Unione Padana. La traccia di questa mozione verrà presentata in tutte le istituzioni in cui l’Unione Padana ha un proprio rappresentante. E’ stata inoltre approntata una lettera, destinata ai sindaci dei comuni in cui non siamo rappresentati, ma in cui abbiamo sostenitori e simpatizzanti. Il testo della lettera verrà proposto a tutti i cittadini affinchè manifestino il loro dissenso verso quella che in conferenza stampa ho definito “una rapina a mano armata, dello Stato Centralista romano, perpetrata a danno delle autonomie comunali. Quando si viene privati delle risorse del territorio, di spazi di rappresentanza elettiva territoriale (vedi le nostre Comunità montane e Province, grandi come regioni e con PIL pari a quelli di stati nazionali europei), quando si devono subire espropri forzosi come quelli previsti dal devreto 24 gennaio 2012 n° 1, allora si dichiara da parte dello Stato Italiano la condizione di Colonia di sfruttamento della Lombardia e della Padania”: a solo pochi mesi dalla approvazione dei decreti attuativi della blanda riforma federalista del governo Berlusconi, ci troviamo ad una regressione temporale che sposta le lancette al 1997, in cui si istituivano le tesorerie miste e si abrogavano le tesoreie centrali (lgge 279 del 1997). Con l’art 35, comma 8 e seguenti la liquidità potrà essere negata dallo Stato centralista, poichè la legge di stabilità 2012 contiene norme che limitano prelievi a carico del bilancio dello Stato. L’art 31 comma 21 legge 183/2011 stabilisce che il Ministero dell’Economia e della Finanza possa adottare misure di contenimento dei prelevamenti qualora non siano coerenti con gli obettivi di debito dell’Unione Europea.
Con questi provvedimenti è stato dato il via ad un processo di involuzione democratica e centralista. Oggi piu’ che mai, per le nostre comunità, l’appartenenza allo Stato Italiano rappresenta un lusso che non ci possiamo pu’ permettere.

Questo il testo della mozione:

Il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n.1: Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.19 del 24/01/2012, contiene la previsione di trasformazione del regime di Tesoreria Comunale a Tesoreria Unica Statale ,previsto all’art.35, comma 8 e seguenti.  La norma  prevede che le tesorerie Comunali debbano versare le disponibilità liquide presso la tesoreria statale per il 50% del loro totale entro il 29 febbraio 2012 e per la restante percentuale entro il 16 aprile 2012.
I Comuni virtuosi, anche per effetto delle evenienze attive derivanti dall’applicazione del Patto di stabilità, posseggono disponibilità finanziarie di esclusiva proprietà e disponibilità per i cittadini, l’insensatezza di tale Decreto Legge, espropria le risorse comunali, punisce le amministrazioni virtuose, vulnera gravemente i poteri comunali, sanciti dalla Costituzione,  che sono la diretta espressione del voto popolare.
Si osservi che i bonifici relativi non saranno eseguiti dal Sindaco o dal Responsabile della Ragioneria, o da operatori finanziari privati, selezionati per gara,  ma automaticamente dal Tesoriere bancario   a cui viene posta in capo l’unica ed esclusiva responsabilità. Si deve convenire che i Comuni non sono più liberi e indipendenti, non più capaci giuridicamente di disporre del denaro di pertinenza, che è proprietà esclusiva dei cittadini. Tutto confluirà nelle contabilità speciali dello stato centralista di Roma, presso la Banca d’Italia.
Si consideri che la liquidità presso la Banca d’Italia potrà essere negata dallo Stato Italiano, visto che la legge di stabilità 2012 contiene norme che limitano prelievi a carico del bilancio dello Stato. L’art. 31 comma 21 della legge 183/2011, stabilisce che il Ministero dell’Economia e della Finanza, possa adottare misure di contenimento dei prelevamenti qualora non siano coerenti con gli obiettivi di debito dell’Unione Europea.
Si osservi inoltre che, avendo certamente i Comuni poste da pagare e programmi da seguire, saranno privati di questa loro capacità o costretti a rinunciare a tali programmi, che, se perseguiti comunque per il bene dei cittadini, porteranno i conti comunali in negativo, aggravando i costi di gestione.
Si Impegna il Presidente ad adoperarsi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Parlamentari bresciani, l’Associazione dei Comuni Bresciani al fine di stralciare dal suddetto decreto legge l’arte 35, comma 8 e seguenti. A farsi portavoce dei 206 sindaci bresciani affinché vengano salvaguardati i principi di autonomia previsti dalla Costituzione.

*Consigliere provinciale di Brescia
e segretario Unione Padana

 

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2 Comments

  1. Monici giuseppe says:

    carissimo amico,penso sia giunto il momento di scendere in piazza per far valere i nostri diritti.ciao

  2. Maurizio says:

    Lodevole iniziativa,complimenti,ma perché oltre a questo non si chiede d’inserire negli statuti Comunali la possibilità di effettuare Referendum senza quorum, d’iniziativa e di revisione, come si è fatto nel comune di Sassello (SV) ?
    Questo riporterebbe la sovranità nelle mani dei cittadini a livello locale e sfruttando una legge relativa alle autonomie locali,esattamente la 267 del 18 agosto 2000 art. 8 e art. 70,darebbe un immediato controllo su ciò che fanno gli amministratori,mettendo nelle condizioni i cittadini di cambiare o proporre in modo più gradito ciò che non è ben accetto dai cittadini del paese .Senza contare che sarebbe un vero inizio di Democrazia Diretta di tipo elvetico,sul quale mi sembra questo movimento si in accordo.

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