L’EUROPA SI SALVA SOLO CON L’UNIONE POLITICA

di CARMINE UNITI

L’Europa ha sempre puntato sul mercato, ritenendo questa forma di integrazione la più soddisfacente. Ci si è illusi che il mercato comune avrebbe fatto quello che i politici europei non erano pronti a fare, cioè creare un’unione politica attraverso dei legami economici, e ci si è ben guardati dal creare delle istituzioni politiche forti. Di conseguenza, con l’arrivo della crisi l’ Unione Europea si è rivelata molto vulnerabile da un punto di vista politico. Nel frattempo quei mercati che avrebbero dovuto favorire la sua integrazione sono oggi in grande difficoltà.

La debolezza dell’Ue, e cioé privilegiare il mercato sulla politica, non solo la rende impotente di fronte alla crisi, ma le impedisce soprattutto di pensare al futuro. La politica non è forse un modo per controllare il futuro?
Oggi non esiste alcun progetto forte per l’Europa, e non è certo colpa della crisi. La capacità di evitare la questione della sua trasformazione è sempre stato il punto forte dell’Ue.
Perché mettere le mani su qualcosa che funzionava piuttosto bene, soprattutto quando la crescita economica assicurava la stabilità del continente ? 
Tuttavia chi pensa di dominare il corso degli eventi ne diventa spesso la prima vittima. In effeti, si tratta di una lezione della storia ben conosciuta, ma a quanto pare poco seguita dai dirigenti europei, se osserviamo il modo in cui l’Unione lotta contro la crisi costruendo a poco a poco lo scenario dell’ imminente catastrofe politica.
L’Unione Europea pare reagire lentamente solo ai problemi immediati e si guarda bene dal fare un passo in avanti, anche solo per mostrare che i leader europei continuano a pensare all’ Unione come a una sola entità, peccato che però la realtà é invece di idee diverse,  e cioé quelle di una divisione dell’Unione tra paesi forti e deboli.
Ovviamente i politici europei non vogliono il crollo: sanno molto bene che sarebbe una catastrofe per la nostra società. Ma non riescono a disfarsi del loro modo abituale di pensare e agire e che considerano peraltro diverso dal passato.
Dicono di voler calmare i mercati, ma lasciano i meccanismi immutati in modo che, una volta passata la crisi, i mercati tornino a riprendere il posto dell’ integrazione politica.
Con la disoccupazione che aumenta in modo drammatico, soprattutto fra i giovani, l’ Unione europea non è più una garanzia di vita accettabile e stabile. Lo stato assistenziale europeo, uno dei pilastri tradizionali della democrazia, è in via di smantellamento. Le disuguaglianze alimentano la rabbia. La paura della povertà e del degrado sociale contagia anche società relativamente risparmiate dalla crisi.
All’inizio l’Europa unita era il progetto politico dell’unificazione del continente,  un progetto per costruire una federazione di nazioni.
Quello che rimane da fare quindi è costruire una federazione di nazioni, questo è oramai di fondamentale importanza.
L’Europa unita è stata concepita e attuata con la volontà dei popoli, questo modo di concepirla oggi sfugge a qualsiasi controllo allontanandosi dai reali bisogni della gente, l‘obiettivo attuale è non solo quello di salvare la crescita economica, ma anche e soprattutto quello di salvare la democrazia dell’Unione. I cittadini europei sono gli unici a poterlo fare, e lo faranno solo se sono convinti che ne valga la pena, se si propone loro un futuro e una giusta politica.
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3 Comments

  1. mario says:

    unire l’europa è come mettere insieme i veneti coi siciliani

  2. Domenico says:

    L’europa unita, come l’italia unita del resto, è stata concepita CONTRO la volontà dei popoli, i quali, quando hanno potuto esprimersi, l’hanno sonoramente bocciata.
    La democrazia dell’unione poi è una vera barzelletta: lei definisce democrazia i golpe crucco-finanziari portati a termine in italia e in Grecia?
    E’ al contrario il perdurare dell’europa unita, pur in stato precomatoso, la vera catastrofe per le nostre comunità!

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