LEGGE ELETTORALE: “SIAMO LA LEGA PER L’UNINOMINALE”

di MICHELE DE LUCIA

La partitocrazia italiana ha trovato nell’attuale legge elettorale (L.270/2005), la “porcata” calderoliana benedetta sostanzialmente da tutti i principali partiti allora esistenti, la sua estrema blindatura, impedendo anche formalmente agli elettori di scegliere i propri rappresentanti, per riservare la nomina di questi ultimi alle segreterie dei partiti.

Nei mesi scorsi sono entrate in scena diverse iniziative in materia elettorale, di volta in volta presentate dai promotori come di vera e propria “liberazione dal male”, e puntualmente riproposte come tali dai mezzi di comunicazione di massa. In questa linea si sono mossi anche i referendum – poi bocciati, com’era prevedibile sin dalla formulazione dei quesiti, dalla Corte costituzionale – per il ritorno alla legge Mattarella, quando quella legge si basava a sua volta su un modello partitocratico, prevedendo semplicemente un diverso modo di fare le nomine.

Sulla stessa linea si muovono i recentissimi progetti pieni di tecnicismi incomprensibili per i cittadini (perché impossibili da spiegare), inadeguati ad assicurare al demos il diritto di scegliere al tempo stesso il Governo e i propri rappresentanti, ma – con ogni probabilità – atti ad ottenere un nulla di fatto che porti a “nominare” anche il prossimo Parlamento con l’attuale legge elettorale.

A tutto questo la Lega per l’Uninominale deve rispondere confermando e rilanciando il proprio obiettivo istituzionale tendenziale, che veda al centro:

1. da un lato, il collegio uninominale maggioritario e la personalizzazione della contesa tra candidati, selezionati con opportune procedure infrapartitiche o infracoalizionali;

2. dall’altro, il diritto per l’elettore di scegliere il governo e i rappresentanti sulla base del principio dell’eguaglianza tendenziale delle opportunità nel campo della presentazione delle candidature, del rimborso delle spese elettorali e della comunicazione politica.

Dobbiamo, inoltre, essere più che mai consapevoli che la gravissima crisi politica ed economica in corso è frutto di una riqualificazione epocale dei rapporti di forza geopolitici e che non può essere affrontata e risolta dai singoli ordinamenti nazionali del Continente europeo, ma solo con un’Europa finalmente politica, insomma con gli Stati Uniti d’Europa, subito! A somiglianza di ciò che accadde in America nel 1787, di fronte alla crisi del debito pubblico e della capacità di decisione, se si vuole difendere l’Europa, superando il gap di democraticità esistente, bisogna scommettere sulla riforma federale delle istituzioni dell’UE, al fine di evitare che la scarsa efficienza delle singole situazioni nazionali e l’ipoteca che queste hanno posto sull’Unione – prospettino a noi tutti un futuro molto prossimo di povertà, se non di miseria, e una definitiva crisi della forma di Stato di “democrazia pluralista”.

“Il fatto è che non c’è oggi più alcun grande problema concernente l’economia, la moneta, il collegamento sociale del nostro sviluppo con quello dei paesi poveri del mondo, la difesa, l’ecologia, lo sviluppo scientifico e tecnologico, l’universalità della cultura, non c’è, dico, grande problema che possa essere ancora affrontato seriamente con criteri e con strumenti nazionali”, scriveva Altiero Spinelli ancora nel 1985.

L’ assemblea della Lega per l’Uninominale si terrà a Roma, lunedì 20 febbraio prossimo con inizio alle ore 9, presso il Palazzo Santa Chiara, piazza di Santa Chiara n. 14. Parteciperanno: Fulco Lanchester, Antonio Martino, Marco Pannella (Presidenti della Lega per l’Uninominale – www.uninominale.it/)

 

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2 Comments

  1. Cantone Nordovest says:

    Stiamo liberalizzando tutto … liberalizziamo anche la politica !

    Se io volessi candidarmi al Parlamento , perchè dovrei passare attraverso il filtro di un partito ?

    Perchè non posso limitarmi a raccogliere un nunero congruo di firme , farle certificare con una procedura seria (ripeto : seria – e se tarocco vado in galera) e , una volta ammesso alla gara elettorale , costituire un Comitato Elettorale che appoggi la mia candidatura durante il periodo di campagna elettorale ?

    Certo , questa liberalizzazione presuppone il collegio UNINOMINALE – dove ciascuna candidato si presenta con la sua faccia e la sua storia – e non viene ficcato dentro ad una Lista – e i cittadini votano una persona e non una Lista (bloccata o con facoltà di preferenza … poco importa)

    Inoltre TUTTA la cittadinanza si sentirà coinvolta a monitorarne l’azione e i voti espressi , nonchè i guadagni e gli incarichi assunti dell’UNICO candidato che risulterà eletto con l’uninominale

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