Unimpresa: acconti oltre il 100% sono prelievi forzosi. Fisco rapinatore

di REDAZIONE

«In uno Stato democratico e liberale certe misure non verrebbero nemmeno prese in considerazione». Lo afferma il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi per il quale «invece, in Italia, il fisco supera anche l’immaginazione: il Governo con l’incremento degli acconti tributari a carico delle imprese, innalzati ampiamente sopra quota 100%, ha davvero oltrepassato il confine della decenza». Per Longobardi «le misure contenute nel decreto legge per l’abolizione della seconda rata Imu contengono dei profili di iniquità da verificare anche per quanto riguarda la legittimità costituzionale, in relazione alle quali stiamo già valutando ricorsi presso i competenti organi dell’amministrazione finanziaria e presso gli organismi giuridici». «Quando abbiamo letto la versione definitiva del decreto – aggiunge Longobardi – siamo rimasti senza parole: così lo Stato mette in atto dei veri e propri prelievi forzosi, forse espropri incostituzionali. Non è certamente questa la strada che va perseguita per portare il Paese fuori dalla recessione. Serve un abbattimento della pressione fiscale e invece assistiamo a continui inasprimenti. Di troppe tasse, lo diciamo da tempo, il Paese muore», conclude.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

6 Comments

  1. Enzino53 says:

    Smettaimola di chiamarlo acconto. L’acconto è una parte del totale. Chiamiamola con il suo nome: elemosina di uno stato mendicante e accattone.

  2. Roberto Porcù says:

    L’Italia non ha futuro perché i politici se lo sono divorato.
    Una tassazione anticipata su un reddito presunto e spendere quattrini per entrate fiscali presunte è divorare il futuro.
    Questa classe politico-burocratico un futuro non lo merita, personalmente, e spero che gli italiani abbiano a togliere a ciascuno di loro futuro e quattrini “legalmente” accumulati.

  3. Dan says:

    Tutto il concetto di acconto fiscale è una bestialità illegittima non solo le eccedenze.

    La costituzione è chiara: si pagano le tasse sul reddito quindi sul guadagno ottenuto (participio passato) mentre qui si gioca di sponda dando per scontato che se quest’anno è andato bene il prossimo andrà meglio (casualmente non vale mai il contrario perchè lì arriva quell’altra perla degli studi di settore)

    Fino a quando gli imprenditori accetteranno di stare al gioco questo andazzo non smetterà mai

  4. cincinnato veneto says:

    San Tommaso ricorda come di fronte alle tasse smisurate (nel senso che superano una giusta ed equa percentuale) il popolo ha diritto alla rivolta
    Bello, no?

  5. pippogigi says:

    A questa gente, i politici intendo, non interessa nulla di salvare il paese, non è nelle loro capacità ma neppure nelle loro intenzioni, a loro basta far la bella vita, saccheggiare il saccheggiabile e poi godersi i frutti “del lavoro” in una pensione dorata.
    L’altra sera sentivo Fomigoni che diceva che questo governo andrà avanti un anno e Travaglio che supponeva che il motivo fosse di mettere la mani sugli appalti di Expo2015. Expo2015, la Tav, i caccia F35, guardate quanti soldi e quante mazzette in giro e capirete il perché di queste spese folli, inutili e dannose in tempo di crisi.
    Ecco perché ritengo inutile appellarsi alla Corte Costituzionale, ci hanno messo 20 anni per accorgersi che il finanziamento ai partiti è incostituzionale. I tempi sono quelli, nel frattempo avranno rubato tutto quel che rimane da rubare, non sta a domandarvi perché facciano certe cose, a loro interessa solo andare avanti il più possibile, un anno ha detto Formigoni, poi saranno tutti in qualche isoletta tropicale a ridere di noi….

  6. Andrea Pellis says:

    Caro Sig. Longobardi, glielo dico sinceramente: siete dei coglioni! Vi rivolgete al boia per un ricorso contro il nemico che vi condanna a morte? Smettete di pagare e basta! Senza palle…

Leave a Comment