Una volta le scritte sui muri (della Lega) erano i libri dei popoli… Adesso rincorrono like e follower su FB e Twitter

PONTIDA

di STEFANIA PIAZZO – Quando ammaini un’insegna, non sai poi cosa rialzerai. Insegna, appunto, è l’opposto di rassegnazione, tirar giù l’insegna, ciò che si è. La propria bandiera, ciò che si tiene bene in vista. Il greve e grave errore di cancellare dallo storico muro nel prato di Pontida “Padroni a casa nostra”, con l’ambizione di sbianchettare la storia per poi clonarla come niente fosse accaduto dopo il passaggio dei centri sociali, ha dato il via al capitolo degli insulti. Se rimuovi un simbolo, paghi il prezzo. Se strappi l’abito all’identità, imbratti per sempre ciò che simboleggiava, il valore mitico, epico, che evocava, giusto o sbagliato che fosse. E infatti sul muro sbianchettato con una fretta rottamatrice, sono già apparsi insulti al segretario uscente. D’altra parte, se si rompono gli argini, consenti al fiume di portar via tutto e far entrare nelle lanche sfiasciumi, relitti, rese dei conti. E infatti si legge:  “Il popolo padano non vuole un segretario itagliano: Salvini foera da i ball”. E’ il contenuto di uno striscione comparso questa mattina sul ‘pratone’ della Lega Nord a Pontida, tra l’altro accanto a una scritta spray contro il sindaco (leghista) della cittadina in provincia di Bergamo: ‘Carozzi dimettiti’.

In una parola, sola: che miseria.

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One Comment

  1. Riccardo Pozzi says:

    Sul muro di una piccola casetta sull’argine che ospita le chiuse che regolano il prelievo di acqua dal Po molti anni fa qualcuno molto ispirato scrisse una sola parola, con la vernice verde di una bomboletta: “LIBERTA'”.
    Credo che ancora oggi in quella parola, clamorosamente disattesa, sia rinchiuso tutto il sogno che non dobbiamo lasciar dissolvere. Questo e’ il momento in cui la memoria e il cuore devono incontrare il coraggio.

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