UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA PER L’ILVA DI TARANTO

di VITO PIEPOLI

Le soluzioni tecniche e finanziarie per risolvere la drammatica situazione Ilva e del territorio di Taranto vengono continuamente proposte e migliorate da parte dei soggetti locali e non,  per la salute dei cittadini e il benessere ambientale futuro di questa singolare e pittoresca parte dello stivale. E le trasmissioni televisive, e l’informazione di ogni tipo ne danno spazio, e si moltiplicano col passare del tempo e con l’urgenza del caso, ma qualcuna può essere passata inosservata e sta per scadere, ha un limite di tempo di dieci giorni data l’eccezionalità della cifra finanziata aumentata di recente da 2,8 a 5 miliardi.

La somma utilizzata non dovrà essere rimborsata ma immessa nel capitale della azienda. Bruno Pozzessere di Lizzano in provincia di Taranto, già in data 24 novembre s.v., ci riferisce che aveva dato copia alle autorità competenti di questo progetto,  “Stabilimento Ilva Città di Taranto Siderurgia ecocompatibile”, posto anche all’attenzione della Procura di Taranto. In quella occasione aveva  comunicato in sintesi ciò che una azienda italiana, di cui per motivi di assoluta segretezza non ha divulgato il nome, andrebbe a fare allo stabilimento dell’Ilva con la stima dei costi e le tempistiche necessarie. I capitali, tutti privati, con la partecipazione di una primaria banca nota a livello mondiale, verrebbero impiegati per riqualificare l’ambiente. Una risposta  necessaria non solo alla pulizia dell’Ilva, come richiede il caso e secondo le opportune e particolari necessità risapute, ma per rimodernare anche gli impianti ormai obsoleti e costosi nella loro produzione, per rilanciare la produzione stessa e salvare tutti i posti di lavoro.

I costi stimati previsti inizialmente erano di ben 2,8 miliardi per le coperture a aspirazioni da eseguire in 24 mesi, i filtraggi elettrostatici in 30 mesi, la dissociazione molecolare per il trattamento del benzopirene in 36 mesi. Ora,  secondo quanto riferisce Primo Bozzato di Torino che si sta preoccupando di aggiornare i contatti Ilva sperando di trovare la dovuta e non scontata attenzione, la cifra di cui non si vuole il rimborso ma l’immissione in conto capitale dell’azienda salita  a 5 miliardi prevede anche oltre alla realizzazioni di quanto già offerto a novembre, la costruzione di un complesso produttivo di pannelli inerti destinati allo smaltimento delle polveri e delle ceneri derivanti dalle lavorazioni del ferro e dell’ acciaio e sopratutto la realizzazione di un nuovo altoforno assolutamente moderno.

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