Una nuova stagione separatista? Ecco come potrebbe essere

di GIANLUCA MARCHI

Il mio articolo di due giorni fa, col quale si è ipotizzato che è arrivato il momento di costituire un movimento genuinamente separatista, ha innescato molti commenti da parte dei nostri lettori. Bene. Ne sono contento, anche se una parte dei post ha espresso scetticismo, per non dire pessimismo, circa il fatto che un qualcosa del genere possa ancora accadere nelle nostre comunità dopo quasi un trentennio di Lega. Non poteva essere diversamente, ma va bene lo stesso, perché la partecipazione intorno alla discussione dimostra che quelle aspirazioni ancora albergano nell’animo di molti di noi, anche se c’è chi pensa possa esserci  un’evoluzione e chi pensa invece siano state sprecate quasi tutte le occasioni.

Vorrei mettere qui in chiaro alcuni punti dell’idea che mi son fatto la quale, come dicono dalle mie parte, se avrà le gambe camminerà:

1) E’ inutile continuare a a ruotare intorno alla storia della Lega, dei suoi errori, dei comportamenti dei suoi dirigenti: ciò per cui è nato il movimento a cui in tanti, chi più chi meno, abbiamo creduto, ormai è sfumato, non è più nelle corde di chi governa via Bellerio. Serve a poco prendersela per questa evoluzione, mentre è più utile guardare oltre e pensare che molti leghisti, intensi come singoli cittadini che nel tempo hanno aderito al Carroccio, rimangono secessionisti, anzi io dico separatisti, e dunque è a loro che si dovrebbbe parlare, lasciando perdere i molti che invece sono diventati “leghisti” solo per interesse personale;

2) Del cammino compiuto dalla Lega, soprattutto negli anni entusiasmanti della prima fase, si può prendere spunto e insegnamento (mi riferisco in particolare all’impegno e alla militanza più genuini). Il resto è meglio lasciarlo perdere ed è inutile continuare a recriminare per ciò che è stato (nulla o quasi) e ciò che avrebbe potuto essere;

3) Molti lettori hanno voluto segnalare che, soprattutto in Veneto e in Lombardia, esistono già movimenti indipendentisti ai quali sarebbe inutile affiancare un altro partito politico. Sarò illuso, ma personalmente immagino un’altra cosa, cioè un movimento-rete che crei una connessione fra le realtà esistenti e quelle che ancora potrebbero nascere, in un rapporto rigorosamente CONFEDERATO, affinché ciascuno non sia soggiogato da nessuno, ma possa mettere insieme le forze verso obiettivi comuni, recuperando un detto storico che utilizzammo anche in occasione della convention di Jesolo dello scorso anno: marciare divisi per colpire uniti. Niente capi carismatici in questo movimento-rete, ahimé abbiamo già dato, ma rappresentanze a rotazione con l’individuazione di un “portavoce” abilitato a parlare a nome di tutti e un minimo comun denominatore di regole per chi intende partecipare; se poi questa ipotetica (per ora) azione politica dovesse indurre la Lega a riconsiderare se stessa, ben venga;

4) So di dare un dolore al mio amico e maestro (non glielo ho mai detto, ma lo considero tale) Gilberto Oneto, ma in questa prospettiva bisogna richiudere nei propri cuori il termine Padania, anche se è stato accettato da chi padano e indipendentista non è: il problema è che dentro il nostro mondo, soprattutto in alcune aree geografiche, non è mai stato digerito e allora bisogna fare di necessità virtù. Come sostituirlo? Le proposte sono aperte. Personalmente tenderei poi a parlare di separatismo anziché di secessione, perché sappiamo come anche questo termine sia stato consumato. Qualcuno considererà i miei dei sofismi, ma la comunicazione serve, eccome: prendiamo insegnamento dai catalani che parlano appunto di separazione dalla Spagna;

5) Per evitare da subito di scatenare le perplessità e i sospetti di supremazia da parte di qualcuno su altri, l’entità (per ora la chiamo così) che si immagina di “separare” dall’Italia dovrebbe essere regolata da una Costituzione Confederale: ricordate uno dei progetti che fu messo a punto dal Parlamento di Chignolo? Beh, ritiriamolo fuori, per consentire a chiunque di andarsene nel preciso momento in cui lo vorrà. E tuttavia non bisogna nascondersi dietro un dito: nella fase di rottura è meglio fare massa.

Sono un visionario? Forse sì, ma preferisco inseguire un sogno e una speranza che vivere da straniero a casa mia, sennò lo straniero è meglio farlo da un’altra parte. Un’avvertenza: se un gruppo di persone deciderà di mettersi intorno a un tavolo per discutere di questi temi, individuare un percorso e cominciare a muoversi su di esso, sappia che un tale impegno non potrà essere a costo zero.

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103 Comments

  1. caterina says:

    sono dell’idea che l’Indipendenza ciascuno la conquista per sè, da soli, con o senza appoggi esterni, e poi ci si confedera, se si vuole, con chi lo vuole.
    Non può esistere che prima nasca una confederezione…
    L’INDIPENDENZA è individuale, come lo è di un individuo, così lo è di un popolo… per il veneto non c’è problema, per i padani forse sì, perchè ancora non hanno deciso come chiamarsi, ma non è una confederazione fra indipendentisti lombardi a decidere come presentarsi, basterebbe far scegliere ai vari gruppi diversamente denominati con un referendum fra gli iscritti via computer presentando diverse opzioni… e se comunque ciascuno decidesse di far per conto suo continuerà la canea, finchè non nascerà un nuovo Bossi, che non credo che sia Maroni, ma non è detto…potrebbe anche diventarlo, se le pressioni degli indipendentisti però uniti lo costringeranno.

  2. luigi bandiera says:

    Beh, si. Io avro’ anche esagerato ma voi non citate nemmeno per sbaglio la SERENISSIMA REPUBBLICA VENETHA, MAI VINTA..!

    Perche’ non tornare come ERAVAMO..??

    Andava talmente bene, specie nelle terre venethe che sarebbe da auspicare un ritorno…

    Chi vorra’ fare il Giovanni Casanova..??

    Su, pensateci…

    PSM

  3. gio says:

    Ormai è certo: l”insubricismo è una malattia degenerativa del cervello: tenetevi il vostro norditaglia e la vostra insubbria così fate contenti i vostri camerati e silvio duce.

    Padania libera fuori i falsi autonomisti

  4. Gian says:

    Il punto 4 proprio non mi convince specie se al punto precedente proponi che il movimento sia

    “rigorosamente CONFEDERATO, affinché ciascuno non sia soggiogato da nessuno”

    Se questa è la logica non capisco perchè quelli che come me vogliono usare il nome Padania debbano essere esclusi, a maggior ragione se sono persone degnissime come Oneto che da anni tracciano la via, anch’io ho imparato molto da lui, e che da sole valgono molto di più di 1.000 pseudosecessionisti che strillano tanto, insultano spesso e vanno in giro dicendo di essere un passo avanti.

    Non ti offendere Marchi ma mi sembra un po’ la storia di quelli che tolgono il crocefisso per non offendere gli extra di altre religioni…

    Padania libera.

  5. Luca L'Insubre says:

    Il tema del nome è un falso tema. Qui non si tratta di decidere se la Padania si chiama o no Padania, io apro il mio atlante geografico deagostini delle medie e c’è scritto: “Padania”. E’ il nome dell’area geografica. Non c’è nulla da discutere, poi ognuno può inventarsi Asterixlandia, Terradimezzoland, etc… Ma il nome quello è e quello rimane. Dunque, se si vuole trovare una soluzione diversa, SI TENGA PRESENTE che si tratta di ribattezzare una terra che un nome già ce l’ha. Ritengo inoltre che un gruppo di separatisti che vuole la secessione dall’italia non possa in nessun modo contemplare che nel nome della nuova nazione sia compreso il termine “italia”. Che poi, storicamente parlando, è il sinonimo di calabria. Fate vobis, come dicevano quelli là. Sarebbe il caso, inoltre, che si cominci a parlare di temi concreti e legati ai problemi delle nostre comunità, della vita vissuta nel paesello intendo, invece di agitare le bandiere nostalgiche “di qualdo la Lega era Lega”. Perché è a quello che si deve guardare: il cittadino Padano vive nei livelli “periferici” della democrazia, non si può pensare di portare avanti soltanto temi generali. I Comuni, quelli sono la chiave. Politica del carciofo, e tanti saluti all’odiata itaglietta delle bananas.

  6. Alessandro says:

    Il nome è imporantissimo.
    Il termine Padania, ma lgestito dalla Lega, non é stato accettato e sarebbe impossibile resuscitarlo.
    La gente del nord, a ancor piú quella sua parte originaria del sud, si è sempre sentita chiamare italiana. Un nome completamente diverso sarebbe un passo troppo lungo da fare (ricordate che dovrebbe essere accettato anche da chi non legge dotti ragionamenti politici.
    Il nome piú vero e piú accettabile è NORDITALIA.
    È un nome “normale” che i media italiani non sentiranno di dovere scrivere fra virgolette e che in breve tempo puó essere sentito come quello del proprio paese. Per i cittadini del Sudafrica, “Sudafrica” non è una descrizione geografica ma il nome del loro paese. Lo stesso vale per i cittadini dello stato del North Carolina o del South Carolina. Il nome West Virginia va benissimo ai suoi abitanti come Sud Tirolo va bene ai suoi.
    “Separazione” è molto meglio di “Secessione”, che col suo sottinteso percepito di violenza è sufficiente a turbare gli animi sensibili degli italiani.

    • Alessandro, gentilmente … VAFFANKULO !

    • Gian says:

      ma forse tu non sai che si chiamano sud tirolo e ost tirol giusto perchè sono stati separati contro la volontà dei tirolesi che da decenni vorrebbero risolvere il problema e non ha caso il loro motto è EIN TIROL!!!!!!!!!!!!!!

      a parte il tirolo nessuno dei casi che citi riguarda stati che si vogliono liberare e vogliono separarsi o secedere, per il resto non mi risulta che la catalogna si faccia chiamare spagna dell’est ne che la scozia abbia scelto gran bretagna del nord e potrei continuare a lungo.

      oltre al nome è importantissimo studiare la storia e sapere di cosa si parla…

      • giorad says:

        Anch’io escluderei ogni riferimento all’Italia, se no che separazione è. a me basterebbe avere la key word Confederazione (avevo proposto Conf. Cisalpina, o Padana potrebbe essere compromesso per gli “onetiani”?).

        Le regioni componenti potrebbero tenere i loro nomi attuali: Lombardia, Veneto ecc. e, come in CH, diverrebbero repubbliche indipendenti ma Confederate.

      • Alessandro says:

        Si, ma Catalogna e Scozia non hanno bisogno di cambiare nome perché l’hanno da secoli. Padania é a dir poco controverso e poi é giá stato rifiutato anche da molti ai quali ora vorremmo riproporlo. Dobbiamo cominciare col riconoscere la realtá dei fatti.
        E poi i Norditaliani erano tali prima dell’infausto risorgimento. Non si sarebbero sorpresi né offesi a sentirsi chiamati tali.
        Giá la Lega, quand’era vera e seria, ha commesso l’errore di proporre in un colpo solo un nuovo nome al nostro paese, una nuova bandiera una secessione e nuovo ordinamento statale: puro solipsismo. Ripeto, si deve cominciare dal nome ed è essenziale che sia riconoscile e accettabile da tutti, non solo dai lettori de Lindipendenza e basato su criteri storici, anche se corretti.

    • Miki says:

      MAKRRO-REGIONE!
      Menomale che uc ha saputo trovare le parole giuste..

    • Miki says:

      SUDSVIZZERA?

  7. zukko says:

    che casino….. i punti di partenza sono più che mai confusi. Non si va da nessuna parte e fallitaglia resta al suo posto…

    • teodolinda says:

      Il problema che molti fanno finta di ignorare è che qui siamo a fallipadagna o se preferite fallinsubria,fallilombardia,falliveneto.
      A che serve parlare di indipendenza di un popolo di buffoni che comunque scomparirà sostituito nel giro di 20 anni dai nuovi e vecchi arrivati?

      • gianluca says:

        adesso dagli un taglio, abbiamo capito che non ci credi più. Lascia che altri possano crederci ancora, non ci convincerai di certo

        • giorad says:

          Bravo Marchi, deprimente ‘sta Teodolinda che riesce a versare bile su qualsiasi cosa uno scriva.

          Ciò detto, mi pare normale che un blog veicoli tante sfumature diverse e tanta verve amanuense. Io stesso ho proposto un nome all’entità geografica post separazione, ma non ne faccio un totem.

          Non faccio un totem – nè in negativo, nè in positivo – neanche della Lega. Ma pragmatismo suggerisce che sarebbe stupido, per un costituendo movimento separatista, evitare di dialogare con la Lega. Vertici romanizzati o meno, mi sembra chiaro che gran parte della sua base sia di fato separatista.

      • Luca L'Insubre says:

        Ma perché non emigri in Austria? Lì non ci saranno più battaglie da combattere, né combattenti da ammorbare.

  8. Unione indipendentista Lombarda-Autodeterminazione says:

    “La Lega Nord non ha mai confederato o aggregato, ha soltanto inglobato o cercato di inglobare per mandare a puttane l’ideale e la soluzione indipendentista, unica via d’uscita per noi lombardi, come per i veneti e tutti gli altri popoli….
    Arrivati a questo punto ( qualcosa sembra stia succedendo, ripetiamo sembra) è ora di ribellarsi, alzare la voce e farsi valere, arrivando anche numerosi a sbattere la porta tanto da far tremare le fondamenta di un partito leghista morente….però chi tace, faccia il piacere, taccia per sempre….”

  9. fabio ghidotti says:

    se in un territorio esiste una coscienza separatista che a un certo punto si esprime in un partito, quel partito continuerà a esistere e a essere separatista fino al raggiungimento dell’obiettivo (a meno che disgraziatamente il separatismo non venga schiacciato con la forza militare). Gli esempi storici, anche nell’Europa moderna, abbondano. Io ritengo che i Padani siano esseri umani come gli altri Europei.
    Se dopo qualche anno, in assenza di una repressione militare (non paragoniamo Papalia a Bava Beccaris, per favore!) quel partito non è più separatista, vuol dire che non è mai stata separatista la sua base; tranne una minoranza, magari dei fondatori ma che poi sono stati trascinati altrove (il perchè è secondario).
    Non è un problema di nomi. L'”invenzione della Padania” (per citare il primo libro di Gilberto sul tema) è stata più che giustificata dall’esigenza di proporre una coscienza nuova a popoli che erano stati condizionati a essere italiani. Quanto alla struttura confederale del partito, era quella originaria della Lega Nord: se poi è deragliata, vale quello che ho già scritto sopra.
    In sintesi: se esiste un separatismo sufficientemente diffuso, deve essere in grado di reimpadronirsi della Lega. Altrimenti rimane minoritario, quindi per definizione incapace di raggiungere il proprio obiettivo. E senza il diritto di provarci.

  10. Marco Mercanzin says:

    Ritengo che se i commenti a questo e al precedente articolo di Marchi, rispecchiano la media delle coscienze indipendentiste ( spero di no), allo stesso Marchi sia già passata la voglia di mettere in cantiere una qualsiasi iniziativa, se mai ne avesse avuto l’intenzione.
    Distinguo continui, puntualizzazioni fine a se stesse, cinismo, falso pragmatismo catastrofista, interpretazioni arbitrarie della storia, fanatismo da stadio, bisogno assoluto di ” un capo”, etc etc.
    Questo e’ lo spaccato che emerge dai commenti. O forse il problema e’ solo che lo strumento del blog richiama troppi ( non solo) attivisti da tastiera, inclini più a sfogare il proprio ego, piuttosto che condividere idee e proposte.
    Spaventosamente desolante !!!!!
    Sopratutto per chi come me, ha toccato con mano quello che la gente può fare, quando condivide obbiettivi e ideali, cosa ben spiegata da Marchi nel precedente articolo.
    Ripeto, desolante !!!!!

    • Leonardo says:

      🙂

    • teodolinda says:

      Cioè per te non è desolante il livello di servilismo dei padani ma il fatto di denunciare come si sono (siamo) ridotti?

      • Marco Mercanzin says:

        Scolta, per me puoi continuare finché vuoi a dire ciò che vuoi.
        Puoi crogiolarti nei tuoi pensieri finché lo ritieni necessario.
        Io adoro la libertà , compresa la tua di dire quello che vuoi.
        Quindi permettimi di dire, in piena mia libertà che, personalmente, mi sembri un gatto appeso alle gonadi !
        Senza offesa naturalmente.
        Capisco il tuo pessimismo, ma ti invito, se vuoi, a mettere per esteso il tuo nome e cognome, così magari, se mai capiterà , potrò evitarti agevolmente, visto che le unghie dei gatti agganciate alla cute delle mie gonadi, mi rimanda ad una immagine poco piacevole.
        Con rispetto, a mai più risentirci.
        Mamma mia che do’ cojoni ………

  11. pinguinetto says:

    Stamani passando in Duomo durante la mia consueta corsa di allenamento sventolava il tricolore e la bandiera dell’ue, ahi dico ci siamo di nuovo, dopo il falce e martello del 25aprile appeso in galleria riecco la versione di incudine e martello dei poteri forti quirinalizi e draghiani contro la Padania . Passo al Castello Sforzesco e vedo una torma di negri rasta con collanine, libri e bracciali assediare i turisti appena scesi dai pullman mentre i vigili guardavano altrove. Proprio una bella pubblicità per noi nel mondo.
    Mi chiedo, ma la secessione di Lombardia (ed a Milano dei Pisapizziani) e del Veneto (piena di “Zanonato”) in questo contesto cattocomunista somaro come farà mai a prendere piede? Manca l’amor proprio dei Padani che consentono e tollerano gente sul proprio territorio che deve essere espulsa eppure gira libera di ammazzare col piccone gli inermi nella Milano dove pure il Tetta ci ha messo del suo con la mania di dialogo con gli islamici che, sfrontati, avevano occupato il Santo Sagrato rivolti alla mecca. Siamo troppo pochi e troppo soli come Lega, figuriamoci come separatisti. Non si può nemmeno contare sui trentini dove la lista monti ha fatto un bel bottino di voti promettendo semplicemente di mantenere i finanziamenti romani. Occorre un forte leader, tipo Nigell Farage che cattura il 25% dei voti ed è una spettacolo quando parla a Bruxelles, occorre un sistema economico finanziario per gestire la separazione, occorre la presenza in tv e la stampa di autorevoli intellettuali per veicolare il messaggio al popolo bue ormai condizionato da anni di lavaggio del cervello. Solo poter trattenere la marea di miliardi che finisce a roma potrebbe fare la differenza. Dò fiducia e tempo alla Lega 2.0 perchè mi sembra l’unico obiettivo raggiungibile, plausibile da realizzare anche se in cuor mio toglierei subito il tappo al di là della linea gotica. .

    • teodolinda says:

      Ma scusa cosa te ne frega che a Milano sia sindaco Pisapia o a Padova Zanonato? La Lega quando era ancora secessionista era in alcune giunte con l’Ulivo (vedi Piacenza). Vi siete berlusconizzati il cervello.

  12. lory says:

    io trovo positiva l’idea di un movimento indipendentista che faccia da collante per tutti quei movimenti Veneti e Lombardi che aspirano all’indipendenza, uniti si può vincere,divisi vincerà la porcheria romana

  13. Gino says:

    Sono d’accordo in particolare mi piace il punto quattro dove si prende atto che il termine Padania è da mettere da parte.
    La nostra gente si sente italiana, anche se i meridionali hanno fatto di tutto per farci odiare questa identità, e non padana.
    Italiana dell’Alta Italia, ed è questo secondo me il nome da dare alle nostre terre confederate.
    Per quanto riguarda la presenza di una guida, personalmente credo che per quanto siano buone le idee, come quella del separatismo, ci voglia una persona carismatica che sappia farsi ascoltare e seguire, e nel nostro territorio purtroppo non ne vedo.

    • teodolinda says:

      Quindi abolire il termine Padania secondo l’Agenda Votino-Maroni sarebbe il punto di partenza per una nuova stagione separatista? Ma vergognatevi. Tenetevi l’Itaglia e l’Insubriglia mentre noi ci teniamo stretti il padanismo che nel ’96 portava i milioni di padani in piazza a esporsi forse per la prima (e unica) volta.

      • Gino says:

        Se quegli appelli fossero stati rivolti ai norditaliani e non ai padani la gente in piazza in quelle occasioni sarebbe stata molta di più.

        • teodolinda says:

          Ma per piacere, non sai neanche di cosa stai parlando. Te e quelli come te tornatevene da dove siete venuti (AN, Fiamma e VFS)

  14. Longobard says:

    In termini pratici proporrei un nuovo incontro stile Jesolo, più pubblicizzato e più propositivo magari in una zona più interna della Padania (tipo Lago di Garda), piu’ comoda e piu’ raggiungibile da tutti. Ad ogni partecipante chiederei la propria disponibilità in termine di tempo da dedicare e le proprie competenze.
    Noi lettori da più di un anno dell’Indipendenza dobbiamo assolutamente conoscersi di persona e guardarci negli occhi.
    Le battaglie virtuali le lasciamo a Grillo ed ai suoi.
    A noi interessa il NOSTRO territorio, fisico, reale!
    Non ci rimane molto tempo!
    ORGANIZZIAMOCI!!…..

    • teodolinda says:

      Stai tranquillo, sono già in cantiere più di un nuovo inutile quanto comico “manifesto indipendentista” con immancabile associazione annessa. Sai le risate che si fanno a roma.

    • Alterego says:

      Certo è FONDAMENTALE partire e organizzarci, il momento è FAVOREVOLE.
      Concordo, la location del Garda è centrale e andrebbe bene per Veneti, Lombardi ed Emiliani.
      Se Marchi è d’accordo, potrebbe stabilire una data allo scopo di replicare al meglio quanto già fatto a Jesolo, in quella sede potremmo creare un manifesto indipendentista e ascoltare le proposte organizzative.
      Non abbiamo molto tempo ancora, la repubblica italiana è seduta su un vulcano sociale, e almeno come lettori dell’indipendenza abbiamo il dovere di conoscerci e se possibile di cominciare a lavorare.

  15. pippogigi says:

    Il nome che dovrà assumere il nuovo Stato indipendente è: Longobardia, tale nome indicava un area estesa oggi è rimasto ad una minima parte, la Lombardia.
    E’ esistito il Regno dei Longobardi e non è mai cessato, quando Carlo Magno lo conquistò assunse il titolo di Re dei Franchi e dei Longobardi. La Corona ferrea usurpata dai Re d’Italia in realtà è la corona dei Re di Longobardi, noi abbiamo una corona reale, gli italiani no.
    Così come i franchi diedero il nome alla Francia così i Longobardi diedero il nome a questa parte di Europa. Nelle città europee esistono le Lombard street (esiste anche a San Francisco, Lombard è il termine inglese e francese per indicare i Longobardi e Lombard erano i banchieri e mercanti padani che aprivano botteghe nelle città europee, la Lombard street era dove si concentravano).
    Nel medio evo e nel Rinascimento (quindi ben oltre la conquista di Carlo Magno) in Europa i Lombard (longobardi) erano ben conosciuti e distinti dagli italiani, Astigiani, genovesi, milanesi, Veneziani, ecc erano i lombard, considerati un popolo e diversi dagli italiani.
    Tale atteggiamento durò fin al XIX secolo, negli Stati Uniti gli immigrati italiani venivano messi in due liste diverse, in una vi erano quelli del Nord insieme a quelli del Canton Ticino, nell’altra gli italiani propriamente detti.
    Quindi abbiamo un nome, Longobardi, un popolo, un Regno, una storia e vediamo chi criticherà come per la Padania.
    A chi solleverà la faccenda del Ducato di Spoleto, di Benevento o della Tuscia risponderemo con le spallucce.

    • luigi bandiera says:

      pippogigi e tutti,

      non credo che i venethi ne gioiscano. La loro storia e’ lunghissima come Serenissima…

      Visto che ci sono io la chiamerei, il gruppo separatista, cosi’:

      AZIONE PER LA SEPARAZIONE DELLA NUOVA REPUBBLICA PADANO ALPINA (ASNRPS)

      Anche:
      NUOVA REPUBBLICA PADANO ALPINA (NRPA).

      Anche:
      REPUBBLICA CONFEDERALE PADANO ALPINA (RCPA)

      Anche:
      CONFEDERAZIONE DELLE REPUBBLICHE PADANO ALPINE (CRPA).

      Il termine democratico non lo userei e’ gia’ nel termine repubblica.

      Sarebbe bello:

      NUOVA SERENISSIMA REPUBBLICA VENETHA.

      Ai posteri…

      PSM

    • teodolinda says:

      Della Longobardia faceva parte anche la maggioranza del meridione con capitale Benevento: è per ingraziarvi la Votino che sputate sul termine Padania?

  16. giammarco.e says:

    Più che creare un Blog, utile a riempire le pagine con le chiacchiere che si perdono semplicemente voltando pagina, credo invece occorra far nascere una Fondazione Culturale, ovviamente che abbia l’obiettivo indipendentistico e inoltre un nuovo soggetto politico che abbia il compito di tramutare le idee scaturite dalla Fondazione in azione politica.
    La funzione dovrebbe essere pressoché distinta, ovvero l’una di essere la “mente” e l’altra il “braccio” operativo della nuova creatura, ciascuna con una propria funzione ,obbligatoriamente separate come personalità che andranno a ricoprire i due ruoli. Questo per evitare di amalgamare l’interesse ideologico con quello politico, quest’Ultimo facilmente contaminabile dalle frequentazioni di ambienti come i lussuosi salotti romani.
    La storia ne è una tragica testimonianza. La riproduzione fedele di una Lega significa l’assunzione delle stesse infezioni collaterali. Ecco perché si dovrebbe fare tesoro degli errori passati assegnando alla ” mente” un potere di veto sul braccio esecutivo. Servono risorse finanziarie e umane, la dispersione attuale dei vari movimenti non giova a nessuno, ecco perché occorrerebbe uno sforzo comune da parte di costoro nell’andare a confluire in un nuovo ed unico contenitore politico, confederato, che rispetti tutte le varie anime indipendentistiche regionali, sotto il comune obiettivo riformatore.
    Questo dovrà significare un passo indietro personale per qualche soggetto, ma sicuramente si faranno due passi avanti per quanto riguarda l’interesse collettivo e l’interesse della causa. Tutti possono avere ragione, ma con la sola ragione non si va lontano, mentre l’unione contribuirebbe a trainare le idee superando gli inevitabili ostacoli, avendo una poderosa la forza motrice.
    Occorre una convention, e, se son rose, fioriranno, se son spine moriremo da itagliani. Con buona pace dei tanti ideali che rimarranno tali, per puro egoismo personale.

  17. Khali says:

    A me il termine Padania non e’ mai piaciuto. Anche Italia Cisalpina andrebbe meglio.

    • teodolinda says:

      Da bravi maroniti-tositi non potete che preferire Alta Italia o Italia Cisalpina (o “Insubria” o meglio Italia Votina) al troppo scomodo Padania.

    • Bonnie Blue Flag says:

      Repubblica Federale Cisalpina, allora. Anche a me Padania non è mai piaciuto, e Italia non lo voglio più sentire.

  18. Veritas says:

    Caro Direttofe, mentre si svolgevano, sabato scorso, quelle interessanti conferenze di alcuni storici e politologi presso l’hotel Admiral di Milano, per ricordare i moti di Milano del 1889 e la similitufine di quel periodo con quello attuale un importantissimo personaggio europeo faceva una dichiarazione oltremodo interessante e…piuttosto analoga, in qualche modo. Cioè faceva presente che in questom momento di grandi tensioni è assai faclile che certe ribellioni popolari diventino eversive; il personaggio è Mario Draghi.
    .

    • teodolinda says:

      Le similitudini le vedevano solo quegli “storici” e “politologi”. Nel 1898 i padani (socialisti massimalisti molto simili a Eta e Ira) le davano e le prendevano dalla pula, con morti e feriti gravi: oggi si cagano addosso per una multa.

  19. giorad says:

    Condivido il pensiero di Marchi. Meglio guardare alla Lega in modo “pragmatico”, senza perdervi troppe energie ed alimentare dissapori tra gente che altrimenti tende verso il medesimo obiettivo.

    Anche per me la terminologia è importante. D’accordo che separatismo rende meglio di secessione (suona meno eroico, quindi alleviando timori a la Teodolinda che vede i settentrionali come una massa di codardi, ma l’obiettivo è in sostanza il medesimo).

    Anche Padania va sostituito, se effettivamente si andasse verso una confederazione di modello svizzero – che potrebbe espandersi man mano varie aree decidono di saltare il guado… Io modestamente proporrei il nome di Confederazione Cisalpina (CC). Idealmente (almeno per me) andrebbe a federare le regioni Veneto e Lombardia, nella certezza che qualcun altro, almeno tra Piemonte Trentino e Friuli, poi seguirebbe a breve.

    PS: Non è vero che solo il 4% dei settentrionali sarebbero favorevoli alla separazione. Provano il contrario recenti sondaggi condotti in Veneto e, in particolare, su tutto il Nord, quello fatto da SWG (mai abbastanza pubblicizzato), nel luglio 2010. In esso almeno il 60% dei “sondati” si dichiararono favorevoli alla secessione del Nord. C’è sempre una bella differenza, come Berlusconi e la vecchia DC stanno a dimostrare, tra quel che il popolano professa pubblicamente e ciò che esprime nel confortante alveo della cabina elettorale.

    • teodolinda says:

      Di grazia Giorad, quale sarebbe il “medesimo obbiettivo”. Me lo puoi spiegare senza retoriche melense da radio Pravdania? Grazie

      • giorad says:

        Mi sembrava chiaro… Medesimo obiettivo è la separazione o secessione. Comune ai vari gruppi che si scannano dibattendo pro o contro Lega.

    • Alterego says:

      Il sondaggio SWG del 2010 oggi è forse + attuale di allora, non dimentichiamo che il 25% dei voti a Grillo (anche nelle regioni cisalpine) è stato determinato proprio dalla mancanza di soggetti politici credibili e onesti. Offriamo un prodotto politico, serio, onesto e coerente e i risultati arriveranno da soli.

      • Silvano says:

        Grillo: un monarca divertente che pretende un regno di acefali con una sola testa, lasua (forse). Non è che anche dalle nostre parti si fa strada la necessità di un “re travicello”

  20. Alessandro says:

    ottimo. è’ chiaro che spetta all’Indipendenza definire le prime tappe che condurranno alla costituzione del movimento. Se entro l’autunno ci si riunirà in assemblea, partiamo bene

    • teodolinda says:

      Gli universitari stanno costituendo questo movimento indipendentista che dici con tanto di bar annessi, ma almeno lì si tratta di un’operazione commerciale (bisogna pur pagare le tasse universitarie) e comunque sono scusabili per una certa pirleria giovanile. Ripeto il concetto fondamentale che vedo non passare: in Padania sono tutti disposti a scrivere inutili quanto noiosi programmini e manifesti pseudoindipendentisti o a minacciare sfracelli via internet ma nessuno si è ancora incrinato un’unghia per rivendicare l’indipendenza di qualcosa (che sia la Padania, il cosiddetto “Veneto” o la cosiddetta “Insubria” fino al famigerato condominio tanto esaltato dagli “anarcocapitalisti”)

  21. teodolinda says:

    Senza offese ma si tratta di un articolo pieno delle solite analisi scontate e delle stesse e identiche considerazioni trite e ritrite da 15 anni: non vi rendete conto che per prima cosa manca la materia prima, il materiale umano per dare vita a una “stagione indipendentista”? Le indipendenze le fanno i Michael Collins, i Ghandi, i Tudjman, in Scozia ci sta arrivando uno statista del calibro di Salmond. In Padania (o nel cosiddetto “Veneto”) vedete qualcuno di lontanamente simile a costoro? I padani sono solo qualche milionata di vecchi rognosi incapaci che si venderebbero la madre in cambio di un rinvio dell’imu. Altro che secessione.

    • giorad says:

      Evidentemente a te, Teodolinda, la secessione non interessa, e forse neppure il federalismo. In tal caso stai zitta, per favore – questo blog non è posto per chi vuole solo distruggere.

      • liugi says:

        Non è l’unica a pensarla in questo modo. La secessione (o separatismo, che dir si voglia) non è la priorità per la stragrande maggioranza della popolazione, che notoriamente se ne è sempre sbattuta dei confini. Per di più non sono ancora emersi leader carismatici nell’ambiente separatista. Non c’è nessuno nell’ambiente che abbia il carisma necessario per coalizzare le masse, ma forse è solo questione di tempo prima che emerga qualcuno.

      • teodolinda says:

        No, il federaglismo non mi è mai interessato, l’ho sempre visto per quello che è: una trovata propagandistica inconcludente e in cattiva fede per far dimenticare ai leghisti l’indipendentismo. A me interessa la secessione ma provo schifo per i chiacchieroni che sono quasi peggio di coloro che hanno usato slogan secessionisti (vedi Porchezio ma anche parecchi veneti diversamente abili) per ritagliarsi un articoletto sul giornale, ritagliarsi un margine di preferenze militontiche e conservarsi qualche cadreghino.

    • + ke teodolinda mi sembra Culitto …

    • paolo says:

      In veneto c’era il signor Giorgio Panto.

    • Miki says:

      Ma infatti bisognerebbe fare leva piu’ che sui Padani autoctoni (che come giustamente dici votano pdl per via dell’imu) sulla brama di controllo territoriale di quelli acquisiti che non si sentono davvero emigrati in una nuova realta’ (Padania) se non hanno delimitato il territorio come insegna a volte l’etologia di alcuni mammiferi

  22. Luke says:

    D’accordo al 1000%

  23. Alterego says:

    Vorrei ricordare a evergreen che la lega è oggi al 3,8 per cento non solo per insipienza dei Padani (che pure esiste)
    ma per il cerchio magico, il trota, Belsito, i diamanti, e se torniamo solo un po’ indietro per Repubblica del Nord, federalismo, secessione, devolution, federalismo fiscale, macroregione ecc.
    Per cortesia rendetevi conto che l’incoerenza genera frustrazione e perdita di immagine e consensi.

    • teodolinda says:

      Soprattutto l’adesione al padanismo è oggi pari allo 0 fra i giovani,che pure rappresentano una parte estremamente ridotta della popolazione padana. Il padanismo è associato a qualcosa di sfigato e non c’è da stupirsi se il modello di giovane (giovane si fa per dire) padanista è legato a bambocci come salvino, iezzo, cavallottolo, fontanella, tosolo ed altri yesmen di questo tipo.

      • paolo says:

        Ma ai giovani hanno fatto il lavaggio del cervello le tv romane con i grandi fratelli, le defilippi ecc ecc. I più impegnati seguono il pagliaccio finto genovese, gli altri pensano solo alla figa e a divertirsi.
        Cosa c’entrano i padanisti?

        • teodolinda says:

          Perché in Spagna o in Gran Bretagna non hanno cercato di fare lo stesso con giovani catalani e scozzesi? Come mai li non ha funzionato. I giovani della Padania sono decerebrati e degni eredi di sangue dei loro genitori e i giovani (si parla di gente over 40) eletti qua e là sono la schiuma di una gioventù che si è autolobotomizzata. Quando la smetterete di dare la colpa dell’autogenocidio padano a misteriosi complotti pippoplutogiudaicoterronici di cui saremmo vittima?I padanisti c’entrano eccome perché chi di loro non era impegnato(con successo o meno poco importa)a ingraziarsi oggi bobo e ieri bozzi ha comunque fallito miseramente l’obbiettivo di sensibilizzare la popolazione giovanile sulle ragioni della Padania.Questo è un fatto innegabile,il resto sono scuse da terroni del nord.

          • paolo says:

            Teodolinda, tu non puoi paragonare la scozia e la catalogna alla padania. i Catalani cosi come gli scozzesi hanno la coscienza di essere un popolo da secoli, il 99% padani, fino a vent’anni fa, e non certo per colpa loro, non sapeva nemmeno cosa fosse la padania. Ci sono stati vent’anni di fascismo, con un’italianizzazione forzata ed una propaganda tremendi.
            Poi guarda, io condivido certe tue analisi,specialmente sui belleriani, ma a mio avviso sei troppo dura nei confronti dei padani.

  24. Ettore says:

    Ok bene. Però scusate, in tutto questo pissi pissi bao bao tuttavia molto interessante, si trascura spesso un’aspetto direi di notevole importanza se non determinante al fine del raggiungimento dell’obiettivo: ma la secessione o separazione che sia dall’estero da chi verrebbe appoggiata ? Senza il riconoscimento di uno Stato del G7 non si fà nulla secondo me.

  25. evergreen says:

    Punto 1- La Lega è l’unica forza politica che da ieri ad oggi, è riuscita a coagulare varie realtà regionali sul tema federalista o autonomista, creare una nuova “ entità” significa dovere frammentare in modo esponenziale coloro che ruotano attorno all’ideale indipendentistico, rallegrando quanti sostengono il sistema romano -centrico.
    La locuzione “ Divide et impera” sottintende una tecnica socio-politica romana che ha imperato da tempi biblici tra i colli romani e che aveva il fine di indurre gli oppositori a non unirsi per raggiungere un obiettivo comune. Non è vero che chi è rimasto Leghista lo sia per interessi personali, il sottoscritto separatista da sempre, è Leghista dopo avere percorso la strada secessionista e federalista invano. Spiace doverlo ripetere ma una secessione non si può pretendere avendo solo il 4% dei consensi, sempre che si voglia percorrere la via democratica. Qual è dunque la colpa della Lega se i Padani non la seguono, ma anzi ostacolano ogni obiettivo? Altre “ entità” oltre la Lega mi pare che già ne esistono, con modesti risultati, quali dunque potrebbero essere le nuove peculiarità per alimentare una nuova forza, con migliori risultati?
    Punto 2, nella fase della crescita della Lega vi era una giovane generazione che voleva costruire un futuro migliore, oggi le nuove generazioni guardano ai Grillini , a settori anarchici o dell’antipolitica, i restanti sono troppo impegnati a sbarcare il lunario.
    Punto 3, si immagina un movimento senza una figura carismatica? Quale sarebbe la forza del PDL senza Berlusca? Quale sarebbe stata la Forza della Lega senza un Bossi? Purtroppo di Bossi o di Miglio non si trovano dietro l’angolo. Pur apprezzando Oneto nella sua verve ideologica, non lo vedo come capo-popolo.
    Punto 4, La Padania rappresenta un’entità territoriale riconosciuta anche dai sui detrattori, che unisce e supera le rispettive regioni, oggi ripresa con il progetto della Macroregione, non riconoscere quei obiettivi faticosamente raggiunti in tanti anni, nemmeno tra noi padani, danno l’esatta percezione della demagogia e dell’autolesionismo che imperversa qui al Nord.
    Punto 5, più che massa mi sembra una rottura, da qui sorge spontanea la riflessione che distruggere è molto più facile che costruire.

    • gianluca says:

      Legittimo parere, ma non sono d’accordo su nulla, anche perché non c’è nessuna autocritica nei suoi ragionamenti

    • kondivido appieno la risposta di GLM

    • il brambi says:

      Caro evergreen, come tutti quelli che non hanno compreso, la lega ha solo il 3.8% perchè ha, nel trascorrere degli anni, lasciato per strada moltissimi voti, a causa della dabbenaggine, se non della colpevolezza, dei suoi dirigenti presenti e passati, i quali hanno spremuto e continuano a spremere le arance anche se non è rimasta che la buccia.
      Nel secondo punto, la lamentela contro i giovani cozza contro la spiegazione del primo punto.
      La lega non è volontariamente più in grado di intercettare il voto di protesta perchè si è imborghesita ed ha stretto un patto col nemico per comprimere le proteste intestine alla Padania.
      Non sono mai stato d’accordo con il pensiero bossiano secondo cui si debba allearsi con il diavolo per ottenere il proprio risultato, anzi. l’ho sempre ritenuto una grandissima Puttanata; mi ritengo una persona per bene ed allearmi con il nemico per combattere qualcun’altro è uan scelta poco lungimirante e che presuppone la possibilità di essere tradito dallo stesso momentaneo alleato.
      Bene per la figura carismatica, ma deve essere senza paura e determinato a tutto.
      In merito alla distruzione, forse è più facile rompere che costruire, ma una prigione, bella quanto pare, rimane sempre tale, se si vuole di più, bisogna abbatterla e rischiare di uscire all’aria aperta ed affrontare nuovamente il nemico faccia a faccia in quanto al momento, ci hanno preso per fme e restare così ci porterà comunque alla fine.

  26. Alterego says:

    Concordo anche con chi ha proposto la creazione di un blog di collegamento, a mio avviso sarebbe un primo passo e molto utile.

  27. Alterego says:

    Finalmente, condivido in toto.
    Due punti da sottolineare:

    Punto 1 LEGA 2.0 FINITA

    Punto 2 Costituire un movimento rete confederato per marciare divisi e colpire uniti.
    Potrebbe essere interessante cominciare con il proporre sole sinergie di azione ad esempio tra Indipendenza Veneta (Veneto) e Unione Padana (Lombardia – Emilia)
    in cui però ogni movimento mantiene rigorosamente la propria autonomia.

    Sarebbe fondamentale indire una ” Convention Separatista ” allo scopo di stilare una dichiarazione di intenti e i canoni minimi fondamentali necessari per essere parte della rete separatista stabilendo anche a maggioranza il nome della nuova entità.

    Sono ottimista, non credo che tutto sia perduto, a breve milioni di ” consensi Padani ” oggi a Grillo saranno di nuovo in libera uscita, e quello potrebbe essere il momento giusto per sfruttare il malcontento crescente.

  28. gigi ragagnin says:

    raccordare giornale on line con un blog e con circoli “culturali” governati da gruppi di simpatizzanti (a loro spese) ?

    • ruggero zigliotto says:

      Questa è una buona idea, vista la polverizzazione e i personalismi, forse è meglio incentivarli piuttosto che cercare di incanalarli in un unico movimento: Comitati Cittadini per l’Indipendenza… ognuno si gestisce autonomamente e in vista di consultazioni elettorali si creano liste civiche per le amministrative e una confederazione per le politiche… credo potrebbe funzionare!

  29. gigi ragagnin says:

    collegare l’Indipendenza (giornale) con un blog di collegamento e con dei circoli “culturali” attivati dagli associati ?

  30. Claudio Franco says:

    Non sono d’accordo con l’idea di cambiare il nome della Padania. Le uniche altre possibilità mi sembrano essere Eridania (la cui astrattezza è proprio la cosa di cui abbiamo meno bisogno) e Lombardia (che ha un connotato storico fondamentale, ma si è sciupato con la Regione amministrativa, quindi non verrebbe accettato dagli altri padani e non verrebbe capito dalla massa, che intendiamoci, secondo me, è stupida). La Padania ha almeno creato uno zoccolo di consenso in mezzo ai leghisti. Quello può essere uno dei nuclei di partenza. Inoltre mi sembra che gli indipendentisti facciano troppa filosofia e si allaccino poco ai fatti. Non c’è bisogno di fare chissà quale riflessione. Basta dare alla gente poche proposte belle forti e belle nette. Stiliamo un manifesto indipendentista e su quello cerchiamo un consenso: proponiamo alcuni punti, indipendenza, federalismo interno, liberismo (o antistatalismo) e culture locali (che non significa farsi le proprie nazioncine locali e tutti gli altri al diavolo – per una volta separiamo la cultura dalla politica, non siamo in un cantone svizzero). Lasciamo perdere altre controversie sennò non ne usciamo. Accettiamo di poterci organizzare, almeno in un primo momento, in base alle unità territoriali già esistenti e su quelle stiliamo un progetto di Costituzione provvisoria o riprendiamo dei buoni esempi del passato e basta. Poi si può cambiare tutto, ma se ci dividiamo prima, hai voglia..

    • Claudio Franco says:

      E ambiente, mi sono dimenticato di scrivere. Ricordatevi che nel bene o nel male sarà il tema del XXI secolo.

      • Fidenato Giorgio says:

        Basta con sta cazzata dell’ambiente!!! E’ un termine troppo connotato dai sinistri e ha troppo connotazioni collettiviste. Bisogna perseguire il rispetto della proprietà privata, non l’ambiente!!!!!!!!!

        • Albert1 says:

          Sottoscrivo!

          • Luca L'Insubre says:

            Fermare la cementificazione sfrenata per restituirci il paesaggio, recuperare aree inquinate, vecchie cascine etc, sono temi classificabili sotto la dicitura “ambiente”, e mi sembrano buone idee.. Butto lì la provocazione: se i sinistri votassero un’idea separatista, non andrebbe bene? Bisogna superare le barriere destra-sinistra, ma sul serio, bisogna parlare di comunità, di territorialità punto e fine, evitando temi etici, se si vuole creare consenso. Tutti amano la propria terra, destri o sinistri che siano, in misura maggiore o minore, ma tutti la amano. Si deve svegliare questo amore, tutto lì.

        • Claudio Franco says:

          Basta con destra e sinistra: la guerra fredda vi ha bruciato i neuroni. Piantatela e iniziate a vivere nel presente e a guardare al futuro. Siete vecchi, siete vecchi nel cervello.

    • teodolinda says:

      Claudio, sveglia: nel mondo di movimenti indipendentisti che inneggino al liberismo (inteso come libero mercato privo di regole) non ne esiste nemmeno uno. Questa ossessione “anarcocapitalista” ha contribuito non poco ad allontanare tanta gente dal padanismo ed a impedirne la diffusione alla pari del razzismo da fascioterroni alla Porchezio e Salvino.

      • Claudio Franco says:

        E infatti liberismo proprio non vuol dire quello ma tutto il contrario. Essere liberisti e essere libertari sono due cose differenti. Il liberismo è quello alla Einaudi, per intenderci; lo Stato c’è comunque ed è giusto così.

    • liugi says:

      Secondo me i punti base dovrebbero essere meno connotati ideologicamente, quindi sarebbe meglio lasciare fuori parole come “liberismo” (sputtanata da Berlusconi) o “federalismo” (sputtanata dalla Lega), cercando sinonimi più neutri.

      • Claudio Franco says:

        Se ogni volta che un vocabolo viene sputtanato da una persona lo si deve cambiare, inizieremo a proporre idee politiche con monosillabi da cavernicoli, così almeno qualcuno riuscirà a capire la nostra neutralità….ma per favore….i termini si usano e basta! Si sputtanano solo se non hanno sostanza dietro. B. e B. di sostanza non ne avevano naturalmente. Diamogliela e noi e vedrai che i termini si possono usare.

  31. Marco Mercanzin says:

    Condivido.
    Il problema riguardo ai termini lo ritengo però limitato, l’importante sono i contenuti che con cui si innervano i termini stessi.
    Per il resto, movimento orizzontale, confederazione etc etc, condivido in toto.
    Altro sasso nello stagno: niente elezioni, divulgazione capillare sul territorio, cultura innanzi tutto, nessuna tessera, solo tanto lavoro.

  32. Dan says:

    6) Anche se il detto cita “chi ben comincia è a metà dell’opera” sarebbe sufficiente togliere il “ben” e cominciare fin da subito, che con le parole non si secede e neanche ci si separa.

    • gianluca says:

      Dan però sei abbastanza monocorde, comincia anche tu, non pensare che debbano sempre essere gli altri

      • Dan says:

        Sarò monocorde ma sto imparando da ottimi maestri attraverso questo giornale.
        E’ tutto un proclama di sedicenti gruppi che vogliono spaccare il mondo quando riescono a malapena a mettere insieme un annuncio di intenti al quale spesso non segue neanche il bis.
        Tutti che parlano ma alla fine riescono solo ad abbozzare dei folli piani pseudolegali attraverso referendum “pulisci culo” ed interpretazioni della costituzione che saranno anche plausibili poi, come si vede nel caso del TLT, finiscono dritte nel cesso.

        Siamo circondati di esempi che ci fanno capire come si deve agire se si vuole ottenere qualcosa ma noi no: testardi a perseguire delle strade che si vede lontano un miglio sono vicoli ciechi i quali, però non ci fanno sporcare le mani ed in alcuni casi permettono al volpone di turno di mettersi in mostra e magari grattare un posto pagato con i soldi pubblici proprio di quello stato dal quale si diceva, volersi staccare.

        In libia si sono fatti una guerra civile, il nuovo parlamento avrebbe dovuto essere “pulito” ed invece cercava di nuovo di far entrare il vecchio regime. Qual’è stata la reazione della gente ? Hanno promosso il referendum ? Hanno circondato il palazzo con gli AK così che lesta è stata rifatta la votazione mettendo finalmente in chiaro che il pulito deve restare tale.

        Noi siamo invasi di immigrati che quando si mettono in testa qualcosa non vanno in piazza con i palloncini a manifestare ma mettono in pratica azioni anche violente così che per loro si trova la soluzione. Sottolineo per loro perchè per noi altri ci sono i calci in culo.

        Si potrà dire che sono metodi incivili ma intanto portano risultati che guarda caso sono quello che serve qui prima di finire tutti a raschiare il sedere per terra.

        Stiamo a fare i sofisticati ed a filosofeggiare perchè il frigo continua ad essere pieno nonostante la disoccupazione, le tasse fuori scala e l’odore di cadavere che si solleva dalle istituzioni sia bello forte.

        Stiamo tranquilli, stiamo pacifici, continuiamo ad interrogarci sui “forse” e tra qualche tempo ci ritroveremo ad involvere in un bieco nazionalismo come quello che fu

  33. liugi says:

    Appoggio in toto questo progetto. Il mio consiglio è di mettere maggiormente l’accento sulla ristrutturazione dello Stato che sull’idea di secessione/separatismo. Alla gente i confini interessano relativamente: conta di più lo stare bene. E’ anche un modo per non essere identificati come una Lega Nord 2.0.

  34. bene, benissimo, bravo, komplimenti, avanti kosì … dai koordinate iniziali … 😀

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