Un uomo politico è uno che darebbe la vita per il suo Paese. Noi ne abbiamo uno?

democrazia

di ENZO TRENTINLa politica dei politici di professione è per definizione una politica politicante. E la democrazia diretta come è esercitata in svizzera non può essere esportata in Italia. O per le meno non senza un cambiamento radicale dell’assetto istituzionale, della mentalità dei cittadini, e uno sforzo dello Stato per informare correttamente gli aventi diritto al voto.

 

«La democrazia diretta prevede la migliore qualità di informazione pubblica possibile da fonti democratiche e attendibili.», afferma Chiara Barizza.  [http://www.swissinfo.ch/democraziadiretta/le-opinioni-dei-lettori_-in-italia-non-ci-sono-le-premesse-per-una-democrazia-diretta-/42264740 ] «Si può votare solo se le informazioni dallo Stato sono equilibrate e dicono il vero […]. In questo momento l’informazione in Italia non garantisce un equilibrio tale dell’informazione pubblica. […] Non ci sono le premesse per garantire una giusta democrazia diretta.» È anche per questo che oramai il 50% circa degli elettori italiani diserta le urne, e si può supporre con sufficiente affidabilità che coloro che esercitano il voto sono in buona parte coloro che vivono di politica, non per la politica.

 

Beppe Quarta, cittadino italo-svizzero, concorda: «In Italia […] per informarsi bene bisogna seguire dei programmi in TV o sui giornali. Ma siccome la politica controlla entrambe le fonti, basta trovarsi su un canale o su un giornale appartenente a qualche ideologia politica per aver sentito solo una campana.» Sergio Lepri [http://www.sergiolepri.it/il-linguaggio-del-giornalismo/ ] sul giornalismo italiano – anche di quello di informazione – ha scritto: «ci sono molti motivi per parlare male […] Se ne può parlare male per la sua storica tendenza a farsi spesso strumento del potere politico ed economico; per la sua inguaribile propensione a dimenticarsi del lettore come istituzionale destinatario; per il suo scarso rispetto del cittadino in quanto persona; e spesso per la sua ambizione di essere non testimone ma protagonista, non osservatore ma facitore di realtà; a volte anche fabbricante di “carte false” […].»

 

Ci sono persone che sono giunte alla conclusione che i concetti che seguono possano costituire il fondamento di una unione culturale di cittadini, senza distinzione di partiti, di idee e di appartenenza, che desiderano fortemente e sinceramente il cambiamento del sistema attuale di governo, passando da uno “stato sovrano” centralista di stampo criminale, a una moderna democrazia emergente dal basso in senso federale. Costoro pensano che non sia troppo tardi, per fare propri e per diffondere questi tre brevi messaggi:

 

  1. «Non si avrà mai chiarezza finché si pretenderà di costringere i cittadini a manifestare la loro volontà in negativo, perché il referendum abrogativo offre uno sbocco troppo angusto e tormentato all’esigenza crescente della democrazia diretta. Un’esigenza che porterà, presto e dappertutto, lo si voglia o no, a adottare forme articolate di consultazione e di iniziativa legislativa popolare.» (Gianfranco Miglio, “Il nerbo e le briglie del potere”).
  2. «La richiesta così frequente in questi anni di maggiore democrazia si esprime nella richiesta che la democrazia rappresentativa venga affiancata o addirittura sostituita dalla democrazia diretta. […] gli istituti di democrazia diretta nel senso proprio della parola sono due: l’assemblea dei cittadini deliberanti senza intermediari ed il referendum.» (Norberto Bobbio, “Il futuro della democrazia”).
  3. «Non esiste alcuna ragione di convenienza a cedere col voto, come avviene attualmente in Italia, “tutta” la sovranità che appartiene, per diritto naturale inalienabile, inviolabile e imprescrittibile, a ogni persona avente diritto, a dei “rappresentanti”. Molto meglio e più conveniente per ognuno sarebbe cederne loro “la parte minore” in modo che le leggi siano sempre conformi alla volontà, agli interessi e alle aspettative di vita della maggioranza dei cittadini sovrani responsabili. Solo così i cittadini potrebbero efficacemente controllare che l’azione di governo sia sempre a loro favore, mediante lo strumento della Democrazia diretta “prevalente” su quella rappresentativa usando i referendum di iniziativa popolare senza quorum, aventi carattere Contrattuale-deliberativo.» (Paolo Bonacchi, “Radici, la Legge di Natura nell’ordine sociale”).

 

La telematica, abbattendo barriere e distanze, offre una piazza virtuale immensa. Rende forse visitabile l’utopia di una città ideale in parte governata senza governanti. Sembra una favola elettronica, ma al progetto di una «città ideale» c’è chi da anni lavora intorno a questa possibilità. Ma la telematica è uno strumento non la soluzione.

 

È di certo un po’ saccente ricordare che la democrazia è la forma più alta di gestione del potere. L’hanno inventata i greci un bel mucchio di anni fa anche se, a tutt’oggi, solo una parte del genere umano la pratica rispettando il suo significato. Anzi spesso la si applica in modo distorto mantenendo, di fatto, la facciata più che la sostanza.

 

A volte, poi, c’è o viene invocata, addirittura, la sua applicazione letterale arrivando ad una specie di “bulimia democratica” tale da ottenere il risultato opposto a quello immaginato o prefissato. È insomma evidente che la democrazia applicata nell’agorà ateniese aveva una sua logica legata allo spazio limitato e, soprattutto, al numero limitato di persone che vi si riunivano per prendere decisioni. Altro è gestire “democraticamente” il potere in un territorio particolarmente vasto e con milioni di persone. Il problema più consistente è la ricerca di una rappresentanza che possa corrispondere al meglio alla vastità dei territori ed alla consistenza numerica degli abitanti di essi.

 

Una ragione in più per confermare che la democrazia svizzera non è praticabile in Italia. Bisognerebbe rifare daccapo lo Stato, dividerlo in Comuni e Cantoni (più o meno le attuali Province) non autonomi, ma indipendenti. E queste entità indipendenti potrebbero confederarsi in una ulteriore struttura cui demandare le competenze residue: moneta, difesa e poco altro, tutte sempre soggette all’esercizio della sovranità popolare malgrado la presenza dei “rappresentanti” eletti magari con il sistema del ballottaggio. [vedi qui: http://www.miglioverde.eu/gli-indipendentisti-si-battano-lannientamento-dei-partiti/]

 

Come possono essere credibili quei politicanti che desiderano essere eletti nelle istituzioni italiane al fine d’indire dei referendum consultivi per l’indipendenza? Come non prendere atto che se gli strumenti di democrazia diretta fossero effettivamente presenti nell’ordinamento italiano non ci sarebbe una domanda d’indipendenza che va dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, dalla Sardegna al Veneto, dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia alla Lombardia, e ancora più oltre?

 

Avere gli strumenti di democrazia diretta: referendum deliberativi e non consultivi con assenza di quorum, iniziativa popolare per leggi e delibere, e la revoca o recall (1) prima della scadenza del mandato di qualsiasi incarico pubblico, può essere una soluzione. Il possibile esercizio di questi strumenti da parte del cittadino ‘sovrano’ non significa il loro utilizzo compulsivo, proprio perché la Svizzera dimostra come ad ogni seduta del Consiglio comunale o cantonale, come in tutte le riunioni delle commissioni, ma anche nelle riunioni preparatorie interne ai gruppi consiliari (i partiti), insomma sempre, la domanda ricorrente tra i rappresentanti eletti è: «…e se poi i cittadini prendono l’iniziativa?»
I cittadini questa benedetta iniziativa non la prendono quasi mai, eppure questa semplice eventualità influenza tutto il sistema rappresentativo nel suo agire quotidiano. Se poi i cittadini “prendono l’iniziativa” non succede niente di grave per i rappresentanti, resta il fatto che questi sono come forzati a fare veramente i “rappresentanti”, nel senso corretto e proprio del termine, dato che si domandano continuamente se e cosa i cittadini deciderebbero al posto loro. E se lo domandano perché questi possono effettivamente decidere al posto loro. (2)
In conclusione: per cambiare lo Stato italiano ci vogliono tante e tali riforme che è oramai assodata la loro impraticabilità. Questo tuttavia non esime gli indipendentisti dal progettare e proporre un nuovo e rivoluzionario assetto istituzionale, attraverso il quale convincere e trovare il sostegno dei propri pubblici.

 

La Gran Bretagna insegna che si può secedere pacificamente da un’Unione Europea che stenta ad essere autenticamente democratica. I popoli europei, quando direttamente interpellati hanno dimostrato di aver capito: la Costituzione europea, formalmente Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa è stato un progetto di revisione dei trattati fondativi dell’Unione europea, redatto nel 2003 dalla Convenzione Europea e definitivamente abbandonato nel 2009 a seguito dello stop alle ratifiche imposto dai no ai referendum in Francia e Paesi Bassi.

 

Diverse innovazioni della Costituzione sono state incluse nel successivo Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009. Ma trattandosi di un testo “indigeribile”, i democratici sudditi del Regno Unito hanno deciso di riprendersi la propria sovranità e libertà. E i popoli italiaci?

 

* * *

NOTE:

 

(1) Recall – https://en.wikipedia.org/wiki/Recall_election

(2) Leonello Zaquini In “La democrazia diretta vista da vicino!” (Ed. Mimesis)

 

 

 

 

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10 Comments

  1. giancarlo says:

    Egr. Castagno 12, io vivo in mezzo alla gente, alle imprese, alle banche e leggo pochissimo su internet e i giornali italiani, ma sono informatissimo su cosa stà succedendo qui in italia.
    Quale ex dirigente, poi diventato imprenditore ho conosciuto le problematico di qua e di là della barricata italiana formata da burocrazia, sindacati e politici mediocri e cialtroni.
    Parlo a ragion veduta e se dico che l’italia non ha alcuna speranza di tirarsi fuori dal DEFAULT è perché la stessa Germania / Deutsche Bank ha derivati per 50.000 miliardi di dollari….capito?) non se la passa bene, anzi sarà costretta ad accontentare RENZI perché essa stessa ha bisogno di ” Scudi” per la difesa del proprio interesse nazionale. Il Veneto andrà sempre più male se rimane ancora dentro l’italia. L’italia è diventato un contenitore obsoleto e non più competitivo. Vogliamo prenderne atto oppure vogliamo continuare a sognare……..il bel paese, mai nazione ??
    Delle sue critiche non me ne duole alcun ché perché saranno i fatti a decretare chi a ragione e chi ha torto nel formulare visioni economiche, critiche od il nulla. Le soluzioni ci sono, ma come ho già detto se non vengono dai soloni di turno….non se ne fa nulla. Quindi aspetto tranquillo che i fatti mi diano ragione.
    Fine dell’interlocuzione.
    WSM

    • Castagno 12 says:

      Bisogna cercare di capire quello che si legge.
      Indichi un mio scritto nel quale avrei segnalato la possibilità di salvezza da parte dell’italia.
      Un conto è tentare di uscire dall’Ue e poi sarà tutto da vedere circa i riconoscimenti e le autorizzazioni da ottenere in un Paese privo di Sovranità.
      Dove sarebbero i miei sogni sull’italia se ho scrtitto che gli stranieri comperano le imprese italiane e gl’invasori occupano fisicamente il territorio ?
      E’ Lei che sogna di poter ottenere l’Indipendenza, l’Autonomia dl Veneto senza prima essere uscito dall’Ue, cioè dall’ingerenza Mondialista. Guardi che fatica ha fatto la Gran Bretagna per uscire, s’informi circa la perfida gestazione della nuova Entità europea e così capirà che il Suo progetto va rivisto.
      Se Lei, ex Dirigente, ora imprenditore non ha capito l’esempio semplice, semplice dell’ovetto, signfica che non ci possiamo capire. Non Le risponderò più. Non si tratta di scortesia, ma, con quello che ho da fare, devo evitare di fare le cose inutili.
      Se Lei è sicuro di ottenere l’Indipendenza del Veneto, nell’attuale contesto, si metta in dolce attesa e aspetti. Ma non si dimentichi che Loro vanno avanti e stringono il cappio sempre più.
      “Il Veneto andrà sempre più male restando nell’italia”, CHE E’ DENTRO L’UE.
      Lei reputa vincente la Sua strategia che è alla rovescia ? La metta in pratica e dimentichi le mie analisi. Voi Invocate San Marco, ma non tenete presente che le Vostre strategie lo costringono A SGOBBARE ! AUGURI !

  2. Castagno 12 says:

    Rispondo a GIANCARLO – 5 Luglio 2016 at 2:42 pm

    Le Sue analisi sono un po’ fantasiose e non evidenziano la realtà, non sono utili. La Sua strategia fa paura, mancano logica e buonsenso.
    Non hanno alcuna importanza, per il popolo, i contrasti verso “chi ha vinto le elezioni e vuole emergere” (Grillo), verso BerlusconI “l’alleato Fini” e verso Renzi “ad opera del PD”.
    Sono tutti politici che COMUNQUE, si fanno i fatti loro con i nostri soldi, che applicano con zelo i desiderata del Governo Mondiale perchè l’italia non è un Paese Sovrano.
    I politici che si agitano nel “budino” italia, che si rinfacciano colpe, che manifestano ostilità reciproca danno l’impressione, AI RITARDATI MENTALI, che il Paese sia vivo. In realtà, non contano NULLA le avversità dei loro colleghi perchè, PER IL POPOLO, TUTTI LORO NON POSSONO FARE NULLA DI BUONO.
    Lei dice che bisogna uscire al più presto dall’italia, che il Veneto deve fare la sua VENEXIT.
    Ma cosa sta dicendo ? Ho ricordato più volte che l’italia, Paese senza Sovranità, no può fare alcuna concessione di Autonomia, di Indipendenza.
    Lei, incolpando chi vuole restare, parla come se ogni Regione (a maggioranza) potesse decidere e fare quello che vuole. Ma si sente bene ? E poi il Veneto, che Lei avrà scrostato dall’italia, sarà sempre nella gabbia dell’Ue ?
    Prenda in esame un uovo di gallina: Per “LIBERARE” il rosso, dovrà prima rompere il guscio (l’UE) e poi buttare via il bianco (l’italia).
    Le Regioni che pretendono l’Indipendenza, DOVREBBERO tenere presente che si trovano nella gabbia italiana che a sua volta è stata inserita nella gabbia dell’Ue:
    Come prima mossa, se non ci si muove per uscire dall’Ue, si perde solo del tempo, COME STA FACENDO LEI !

  3. giancarlo says:

    Caro Enzo Trentin, la tua domanda è assolutamente pertinente nel momento storico che stiamo vivendo.
    Io dico che non c’è, salvo non sia nascosto e non lo vediamo.
    In ogni modo anche ci fosse, crederesti che riuscirebbe a cambiare l’italia?
    Qui ogni qual volta emerge qualcuno dai mediocri, dopo pochissimo tempo sono tutti ad accanisri contro di lui per il solo fatto che ha avuto l’ardire di emergere o vincere delle elezioni.
    Tutte le energie dei politici vengono spese per farsi la guerra o per concludere affari luscrosi per sé e la propria famiglia…..allargata si intende.
    Quando c’era Berlusconi, tutti contro persino certi alleati come il traditore Fini.
    Adesso c’è Renzi ( e Dio me ne guardi di difenderlo) ed ecco scatenarsi dentro il suo Partito la guerra a sostituirlo e fuori a mandarlo a casa…..ma di certo una cosa è acclarata, non fanno quasi nulla per migliorare la vita dei cittadini e continuano a percepire stipendi assurdi per quello che fanno o non fanno.
    Qualcuno potrebbe dire, ma allora dicci cosa faresti tu per risolvere i problemi.
    L’ho già detto e non mi ripeto. Il Veneto adesso deve fare la sua Venexit e basta. Non c’è più tempo per creare alcuna regione franca per ricominciare e risolvere i problemi. E’ troppo tardi ormai.
    Presto che è tardi non si può più dire, adesso bisogna uscire dall’italia al più presto e chi resta sappia che ne pagherà pesantemente le conseguenza. L’EFFETTO DOMINO E’ INARRESTABILE, IL BUCO GENERAZIONALE E’ STATO CREATO. IL DEBITO PUBBLICO CONTINUA INESORABILE AD AUMENTARE. LA GENTE NON CE LA FA’ PIU’ AD ARRIVARE A FINE MESE. TUTTI CI COPIANO E NESSUNO TUTELA VERMANETE IL NOSTRO MADE IN ITALY ( POI MADE IN VENETO). ETC.ETC.ETC.ETC.ETC.ETC…ETC…ETC..
    WSM

  4. Castagno 12 says:

    La cifra fino ad oggi versata dalla Gran Bretagna all’Ue è di 11,34 MLD di €URO all’anno. Uno sproposito, per avere una contropartita di danni incalcolabili e perdita della dignità, che la maggioranza della popolazione ha voluto conservare.
    Una ipotetica ITAL-EXIT consentirebbe alle aziende di passare dalla attuale tassazione complessiva superiore al 60 % a quella del 13 %.
    L’Associazione “Imprese che resistono” (fino a quando ?) farebbe bene ad attivarsi.
    Qualche anno fa ha organizzao una inutile manifestazione a Torino, in pratica una passeggiata che ha indicato la debolezza dell’Associazione e ha dato forza al Sistema che ha così continuato a picchiare come un fabbro.
    Le “Imprese che resistono” preso atto che i compagni di cella (Movimenti, Fronti, ecc.) non si muovono, farebbero bene ad aggiornare denominazione e atteggiamento. “IMPRESE CHE RESISTONO ED AGISCONO”, sempre sperando che altri seguano ! COMPORTAMENTO FONDAMENTALE.
    C’è qualche persona INFORMATA, INTELLIGENTE ED ONESTA CHE PENSA SIA DANNOSO USCIRE DALL’UE ?

    • Venetian guy says:

      scusi, perchè dice che la pressione fiscale fuori dalla UE scenderebbe addirittura al 13%??

      • Castagno 12 says:

        Solo ora ho trovato la Sua replica.
        Anche a me la quota del 13 % mi ha lasciato un dubbio. Comunque, anche se si tratta di un conteggio sbagliato o di un refuso, abbiamo UNA CERTEZZA: uscendo dall’Ue, dal punto di vista contabile, certamente le tasse potranno e dovranno calare, SENSIBILMENTE. L’entità delle aliquote dipenderà da chi sarà al governo di bell’italia (tornata Paese Sovrano ?)
        L’Ue costa, al contribuente, una cifra enorme. Come contropartita subisce danni FINANZIARI (Banche, capital gain al 26 % – uno sproposito, ecc.), ECONOMICI (incremento delle tasse, costi per l’invasione imposta, ecc.) e alla SALUTE (erogazione Scie Chimiche – aerosol tossici, importazione autorizzata dall’UE di prodotti ortofrutticoli cancerogeni, ecc.).
        Quindi il cittadino comune, se non ascolta l’Imbonitore di turno o le Balle diffuse ad arte, facendo i conti della serva, arriva a capire, da solo, che l’Ue E’ UNA AUTENTICA SCIAGURA.
        Per verificare la veridicità dell’informazione che ho fornito – 13 % – segnalo:
        blog http://www.ilnord.it
        cercare sulla home page oppure clic sul bottone “In giro per il mondo”.
        Articolo: ” Gran Bretagna (non pagando 11,34 MLD l’anno all’Ue) prepara un colossale taglio delle tasse: scenderanno a meno del 15 % ” – Redazione Milano – lunedì 4 Luglio 2016.
        5° capoverso. ” …. D’ora in poi …… “.
        Non è difficile capire che l’Ue è di fondamentale importanza e vantaggiosa economicamente per il Governo Mondiale, per chi la gestisce, per i mantenuti, per la popolazione, dei vari Paesi, che è legata al Sistema.
        Per tutti gli altri: danni di ogni genere: lavorare, pagare e incrementare il business dei Settori Ospedaliero e Farmaceutico.
        A beneficio dei DEMENTI avevano promesso “un mondo migliore e niente guerre”. INFATTI !
        Chi si dichiara favorevole all’Ue, PRESENTA IL SUO BIGLIETTO DA VISITA .

  5. Castagno 12 says:

    Un popolo ARMATA BRANCALEONE (mettiamola gentilmente così) non potrà mai produrre un politico almeno presentabile, utile a governare e a DIFENDERE il Paese.
    Anche se la Costituzione italiana ha tarpato le “ali” (si chiamano così ?) al popolo, tuttavia c’è la possibilità di ottenere il referendum ITAL-EXIT.
    Occorre raccogliere le firme, operazione che sembra irrealizzabile malgrado il numero spropositato di Movimenti Indipendentisti, Fronti ed altro, incapaci di coalizzarsi.
    Mi risulta che la Gran Bretagna, con BREXIT, non dovrà versare all’Ue 11,34 MLD all’anno (sterline o euro poco importa).
    Ciò le consentirà una riduzione delle tasse del 15% / anno.
    Ma qui si preferisce continuare a rimproverare i balordi perdendo tempo prezioso.
    Tifosi della destra e della sinistra rinfacciano colpe ignorando, con tanta disinvoltura e ignoranza, che entrambi gli schieramenti sono zelanti servitori del Governo Mondiale.

  6. giancarlo says:

    Sì, e poi cosa possiamo dire delle banche italiane e del sistema bancario italiano ?
    E’ fallito e nessuno cita la costituzione l’art.47 come mai ? Adesso non ci si lava più la bocca con la costituzione dei soliti sostenitori PD ??
    I SOLITI COMUNISTI DAI DUE PESI E DUE MISURE……..
    WSM

  7. Fil de fer says:

    La democrazia diretta è l’unica salvezza per un VENETO INDIPENDENTE.
    Aggiungo che di partiti per come li abbiamo conosciuti non dovrebbero esistere più, ma solo uomini capaci e competenti e naturalmente integerrimi che propongano dei programmi credibili e fattibili con tanto di budgets gestionali per la nazione. Alle elezioni molti uomini si possono unire per formare dei gruppi parlamentari sulla base di uno dei programmi condivisi ed è finita lì. Poi con tutti i referendum fattibili che sono di diversa natura il Popolo viene regolarmente sentito per le cose più importanti o basilari sia di principio che pratiche per salvaguardare la vera democrazia. Tutto il resto è ” semplice” gestione della Nazione.
    Ecco uno stato moderno con il Popolo in testa ed i suoi rappresentati gestionali.
    Un Doge che è la figura di un Presidente della Repubblica Veneta con i suoi doveri e le sue prerogative.
    Poi tutto il resto…..!!!
    Poiché in italia ciò è impossibile da ottenere adesso capite perché siamo destinati se noi Veneti non ce ne andiamo in fretta (Venetix) a subire il tracollo definitivo del paese italia.
    E’ solo iniziando ex novo che si potrà salvare il Popolo Veneto dal disastro italiota.
    L’italia è ormai chiaro anche ai ciechi un paese corrotto sino al midollo ed i politici non tutti ma quasi……sono coloro che hanno mandato in malora il paese dove aver rubato tutto il rubabile.
    Ecco perché quel 10% delle famiglie italiane che detengono più del 50…ma forse anche il 60% della ricchezza “nazionale” vanno identificate tutte dentro o nei paraggi dell’apparato statale tutto. Gli altri sono considerati ” muli da tiro” da spremere e far galoppare.
    Ma, la resa dei conti sta per arrivare. Tutto il sistema sta implodendo su sé stesso ed invece di vivere in un paese ( bel paese ???) normale stiamo vivendo in un paese che sta vivendo la sua fine lentamente ma inesorabilmente. Adesso invece di discutere sui reali problemi…..il PD , nuovamente come ha sempre fatto anche in passato con nomi diversi, discute del partito come se fosse sempre la cosa più importante ed i lobotizzati della politica con esso collusi continuano a votare la bottega PD.
    I comunisti hanno da sempre bloccato questo paese per il loro partito. Basta andarsi a leggere i giornali anche di molti anni or sono per poterlo capire. Solo quello che fanno loro è bene, gli altri fanno sempre male e sempre sono pericolosi per la democrazia. E’ un sistema partitico malato ed invasivo che andrebbe estirpato chirurgicamente ma poiché non siamo gente violenta….dovrà morire lentamente di morte “naturale”.
    WSM

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