Un progetto politico per i veneti

Festa dei Venetidi FRANCESCO FALEZZA – A cosa serve un progetto politico? Uno mi ha detto che fare un referendum per l’indipendenza è semplice come cuocere delle patatine fritte… Io ho risposto che anche per delle semplici patatine ci vuole la sua ricetta, figuriamoci se non ci vuole una “ricetta” per riuscire a fare un simile referendum…

Abbiamo constatato che nel sedicente libero e democratico stato italiano la corte costituzionale non vuole permettere che il popolo veneto si pronunci nemmeno in forma consultiva su questo tema… così tutti abbiamo capito che fare questo referendum non sarà così semplice come poteva sembrare. Anche perché non basta farlo, ma bisogna raggiungere il “quorum”, cioè ci vuole un alto livello di partecipazione. Però non basta nemmeno questo, perché il referendum bisogna vincerlo! Ma non basta ancora, perché bisogna anche che il referendum sia riconosciuto dalla comunità internazionale che deve mandare i propri osservatori, ma ancora non è sufficiente, perché bisogna che i risultati e le determinazioni del popolo vengano rispettati!

Anche questo non è semplice perché ci troviamo sotto uno stato che non rispetta nemmeno le proprie leggi e la propria costituzione, prendiamo per esempio il ministero dell’agricoltura che recentemente ha cambiato nome e si chiama delle politiche agricole: si trova ancora li nonostante sia stato abolito da un referendum e sia incostituzionale perché l’agricoltura (art.117) è una materia di esclusiva competenza regionale (giusto per renderci conto in quale marciume istituzionale siamo immersi).

È chiaro che per realizzare una cosa così complicata serve un progetto politico, ma molti si chiedono in cosa consisterebbe un progetto politico? Un progetto politico non è altro che un piano d’azioni da compiere per raggiungere l’obiettivo prestabilito, in parole povere si tratta di pianificare un percorso che ci permetta di raggiunger il nostro scopo.

Ma andiamo a vedere tutti i vantaggi che si avrebbero con l’adozione di questo progetto:

  • Credibilità – La maggior parte delle persone a cui si chiede se sono favorevoli all’indipendenza risponde “Magari!”, che significa “Bello, ma impossibile” oppure “Fantastico, se solo si potesse fare”, vale a dire che queste persone non credono attuabile un simile obiettivo, dunque lo giudicano non credibile. La mancanza di credibilità in ambito politico è una cosa gravissima, ma a questo si può facilmente porre rimedio con la presentazione di un progetto pratico e realizzabile per dimostrare la concretezza e la fattibilità dell’obiettivo.
  • Sapere cosa fare – Abbiamo appena potuto constatare le difficoltà che ci sono per il raggiungimento dell’obiettivo, ma con un piano d’azioni ben definito ogni sindaco, ogni consigliere, ogni militante saprebbe bene cosa fare. Ogni sezione, ogni comune, ogni organo di potere sarebbe in grado di portare avanti azioni utili alla realizzazione dei nostri scopi, sia in maniera autonoma che coordinata.
  • Per non litigare – Nella costruzione di una casa è importante che idraulico ed elettricista vadano d’accordo? No, perché ognuno ha da seguire un progetto dove c’è scritto tutto quello che deve fare, anzi potrebbero benissimo lavorare perfino senza parlarsi. Ma se non ci fosse il progetto e dovessero accordarsi continuamente su dove posizionare caldaie, split, termoconvettori, pannelli solari, ecc. ecc. … ecco che le occasioni di litigio sarebbero innumerevoli. Così è anche per la politica, se lavoriamo insieme a un progetto è molto più difficile litigare e per noi veneti, che siamo “barufanti” di natura, non è cosa da poco.
  • Per distinguere gli amici dai nemici – Continuando con l’esempio della costruzione di una casa, se uno scava una buca per fare le fondamenta e uno la riempie con materiali per creare un basamento: chi ha ragione e chi ha torto? In mancanza di un progetto è impossibile stabilirlo, eppure stanno facendo due azioni contrarie!! Altro esempio: siamo tutti d’accordo per la pace nel mondo, ma c’è chi per la pace porta aiuti umanitari e chi, per lo stesso motivo, butta bombe… chi ha ragione o chi ha torto? Anche qui, in mancanza di un progetto è impossibile stabilirlo!! È fondamentale avere un progetto per capire chi è nemico o amico: chi lavora per realizzarlo è amico, chi lavora a qualcosa di diverso è nemico, non solo, ma con un piano d’azioni prestabilito è anche più difficile essere deviati (immaginate da chi…) su condotte dannose al raggiungimento dell’obiettivo.
  • Per valutare l’operato delle persone – Come si fa a sapere se un sindaco, un consigliere o anche un semplice militante ha operato bene o male? Se ho un progetto è facile, basta vedere i punti portati avanti e/o realizzati e quelli no. Infatti se un sindaco asfalta strade, costruisce scuole e abbassa le tasse potrà anche essere un buon sindaco, ma non è quello che interessa a noi… i nostri obiettivi sono diversi, ma senza un progetto sul quale basarsi anche queste semplici valutazioni sono impossibili.
  • Per non sprecare tempo ed energie – Quante iniziative inutili o forse dannose sono state intraprese fino a oggi? Una marea! Con un chiaro piano d’azioni questo non sarebbe successo, ottimizzare le forze e non sprecare tempo ed energie è un imperativo, ma senza un progetto è impossibile riuscirci!
  • Per trovare unità – è molto più semplice unirsi per realizzare un progetto che per soli fini elettorali o opportunistici visto che questi tipi di unioni o accordi sono sempre regolarmente falliti. Non solo ma è logico che forze che hanno progetti uguali o compatibili si uniscano, mentre è meglio evitare unioni tra fautori di progetti diversi e inconciliabili.

Abbiamo compreso che avere un progetto politico è indispensabile alla buona riuscita delle nostre azioni… e difatti su questo tutti sono d’accordo… ma allora dov’è il problema? Il problema è che nessuna forza politica indipendentista o autonomista veneta si è mai dotata di un piano politico per raggiungere gli obiettivi preposti.

Speriamo che presto cambi qualcosa e che tutte le forze politiche indipendentiste venete adottino un valido progetto politico e si diano da fare celermente per realizzarlo!

 

 

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5 Comments

  1. giancarlo says:

    Mi piacerebbe sapere da FALEZZA cosa ne pensa del progetto politico che PLEBISCITO.EU sta portando avanti da quasi due anni dopo il famoso referendum digitale nel Marzo del 2014.
    Altri progetti non esistono… e se esistono qualcuno ne può scrivere qualcosa ??
    Grazie
    WSM

  2. giancarlo says:

    Tutti i Veneti devono collegarsi al sito. http://www.plebiscito.eu e dare i propri dati per la petizione a Strasburgo.
    Questo sì che è fare qualcosa per la nostra causa Venetaa.
    Fatelo perché adesso è già iniziato il “balletto” con le istituzioni internazionali per arrivare ad ottenere il riconoscimento della nostra volontà a diventare un nuovo stato indipendente !!11
    WMS semper !!!!!

  3. Padano says:

    Ho una domanda: io che sono nato in Piemonte, Piemontese al 75% e Veneto al 25%, potrei richiedere la cittadinanza di un eventuale Stato Veneto indipendente?

  4. luigi bandiera says:

    Non ho letto tutto perche’ il concetto e’ molto chiaro gia’ dall’inizio.
    .
    E’ come fare una casa: si pensa a come deve essere poi si sceglie o il geometra o l’architetto e gli si fa fare il progetto che poi lo presentera’ in comune nell’ufficio tecnico.
    Cosi’ e’ e come deve essere anche in politica: GUAI IMPROVVISARE.
    Mi ricordo i referendum fatti in fabbrika: prima si mettevano d’accordo i quattro (3+1) della banda (sempre i quattro c’entrano) e poi sparpagliati i loro collaboratori o meglio lecca kulo a far proseliti a pro il loro progetto indicevano il referendum che, per caso o guarda caso, vincevano.
    Va pari passo nella politica nostrana e credo (ma non la conosco proprio bene) estera.
    Pero’, dai, tutto il mondo e’ paese.
    Va cosi’ detto che i vari partitini o movimenti a pro (piu’ contro che pro) indipendenza (ne spuntano come funghi sempre, magari fatti a posta dall’italia) non avranno mai un giusto peso per determinare la secessione: dividono il popolo e il riconoscimento della comunita’ estera sara’ e per forza di cose una chimera.
    In piu’ poi e ma soprattutto, senza un FASCINER (composto da tante fascine) di indipendentisti o secessionisti o rivoluzionari o quello che volete ma tutti per lo stesso OBIETTIVO, potete fare migliaia di referendum che non sortira’ NIENTE o NULLA.
    Senza PROGETTO presentato alle corti internazionali e per conoscenza anche all’italia, tutto sara’ tutto vano.
    Come sempre la mia e’ una ripetizione perche’ lo avevo scritto molti anni fa sto concetto.
    Altrimenti ci vuole un altro Garibaldi per disfare quello che in passato il primo Garibaldi e i suoi amiconi fecero.
    io di nuovi Garibaldi a pro disfacimento non ne vedo, e voi..?
    …avanti un altro…

  5. caterina says:

    meno male che un referendum, stampa e media zitti zitti! noi Veneti l’abbiamo già fatto… e il 21 marzo 2014 abbiamo anche proclamato l’indipendenza del Veneto…leggere il documento su Plebiscito.eu…
    Questo stesso documento e il malloppo degli allegati, comprese le due certificazioni internazionali, una tecnica e una politica, si trovano ora alla Corte dei Diritti dell’Uomo, CEDU, di Strasburgo ed oggi è l’ultimo giorno che potremmo utilizzare per dare in via telematica dal sito di Plebiscito.eu l’appoggio firmando la Petizione predisposta di sostegno a quanto già inviato.
    Facciamo le cose concrete che possiamo già fare, invece di arrovellarci a inventare cose che da tutti i personaggi che si muovono o fanno finta di muoversi in politica e nelle istituzioni non vedremo mai realizzate… per loro è solo motivo per mettersi in mostra, quanto invece al lavoro che serve e all’impegno i Veneti hanno deciso di fare da sé…per niente siamo conosciuti per la concretezza, non per le chiacchiere!

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