Made in Baggianitaly, i creduloni al seguito di Renzi

mauriziocrozza_matteorenzidi ANDREA CARLO MONTI

Siamo ad agosto, il governo è bene o male in vacanza e le novità ristagnano, in attesa di esplodere a settembre. Sotto il sole, o la pioggia, di questa estate possiamo fermarci a riflettere su chi guida il carro su cui, volenti o nolenti, siamo carico.
La verità non è un concetto astratto da manipolare a piacimento, non corrisponde ai desideri o alle promesse. La verità ha il pregio di essere apolitica, apartitica e soprattutto una, inequivocabile e ininquinabile.
Matteo Renzi evidentemente non è stato aggiornato su questi ultimi sviluppi del concetto di verità, è quindi comprensibile ne parla senza nozione di causa o effetto, come ne fa uso senza percezione di sorta.
Il nostro primo ministro ha fatto molte promesse, sarebbe il caso oggi, mentre lui è impegnato a riformare la costituzione, osservare come quest’uomo, a cui gli italiani hanno dato fiducia, si è comportato da quando ha messo piede sull’ampio palco della politica che conta.
Il 22 febbraio di questo anno Renzi è riuscito, tramite intrighi di palazzo, ad ottenere il ruolo che chi lo manovra desiderava per lui. Ma il ragazzo sovrappeso di Firenze non ci aveva risparmiato promesse mirabolanti fino a quel giorno, anzi, si era sperticato in asserzioni dubbie e, per chi è dotato di buon senso, sommariamente incredibili.
Il modo migliore per avere una visione d’insieme, cauta ma concreta delle baggianate che il politico più berlusconiano dai tempi del mago di Arcore ha detto, è quello di farsi guidare dalle sue stesse parole, parole di un uomo che evidentemente crede nessuno lo ascolti.

Iniziamo con le affermazioni di carattere personale, quelle che mettono in luce l’integrità di un uomo di fronte alle proprie idee, poiché le promesse politiche sono una responsabilità del partito, quelle individuali sono in tutto una sua incombenza Da dicembre a febbraio (momento in cui si è accaparrato la carica di presidente del consiglio) l’uomo della provvidenza ha infilato un’impressionante sequenza di bugie a breve termine:
“Non prenderò casa a Roma, verrò in treno e girerò in motorino, niente auto blu”, ridicolo e piacione si è attenuto all’idea di non girare in auto blu solo in presenza di telecamere che potessero documentare la sua incredibile umiltà, un uomo da palcoscenico, che vive in un reality show.
“Mi ricandido a sindaco per i prossimi 5 anni”, questa va bene in coppia con “Non farò cadere il governo” o l’ormai iconica “ Letta stai sereno”, giunta a noi direttamente da Twitter perché Matteo è giovane, moderno e alla mano. Non credo ci siano commenti ulteriori, almeno, a me non servono, è deprimente e svilente sotto ogni punto di vista.
“Gli italiani non mangiano legge elettorale, ma sono vent’anni che i partiti litigano su tutto. Ora si fanno insieme le regole del gioco, è come se si fosse rotto un incantesimo, sbloccata una magia”, d’accordo, e se lo dice Topolino come possiamo non tirare un sospiro di sollievo e tornare alle nostre occupazioni? Si è sbloccata la magia! Ci penserà lui. L’unica vera preoccupazione adesso è combattere Sauron, ma credo che gli Elfi dei boschi, nonostante la loro ritrosia, si faranno avanti ad aiutarci.
“Non voglio andare al governo senza passare dal voto popolare. Sono tantissimi i nostri che dicono: ma perché dobbiamo andare? Ma chi ce lo fa fare?”, ottima domanda, ma chi ve lo ha fatto fare? Sarebbe gradita una risposta con nomi, date e motivazioni.
Purtroppo però Matteo Renzi non deve rispondere solo delle baggianate che racconta di se stesso, una volta presidente del consiglio, la sua autorità e le sue responsabilità si sono allargate, così come le sue mirabolanti promesse. Ne ha fatte molte su molti temi, è giusto riesumarle per controllare che non gli sia sfuggito nulla da quando ha dato voce alle sue idee ad oggi, dove noi aspettiamo qualche risultato.

Legge Elettorale. Un punto focale, talmente importante e ignorato che il popolo aveva scelto il M5S alle ultime elezioni proprio per permettere un cambiamento. Matteo ha promesso “Nuova legge elettorale entro il 28 maggio”, per ora abbiamo visto solo uno spudorato patto all’infuori del parlamento, assicurato dalla fiducia, affetto e rispetto del rappresentante della mafia in Italia, tale Silvio Berlusconi, che la storia ad oggi ricorda per truffa allo stato (condannato a 4 anni per il processo Mediaset), collaborazione con mafiosi (Dell’Utri, fondatore di Forza Italia, senatore della Repubblica e condannato a 7 anni per concorso in associazione mafiosa) e per le incredibili cene con portate sessuali e contorni di depravazione che si premurava di ospitare nelle sue magnificenti proprietà; il tutto anche durante la sua carica a Presidente del Consiglio. Per il resto l’Italicum è in standby, fortemente osteggiato dalle opposizioni che giustamente affermano la sua incostituzionalità.

La riforma del lavoro, argomento che scotta, soprattutto dal momento che questa è l’unica vera cosa che è stata chiesta al premier, salita come un grido disperato di mille voci fino ai palazzi del potere e prontamente accolta in febbraio da un uomo per cui le promesse sono il pane quotidiano.
Posto rapidamente fra gli interventi principali, il chiodo fisso di Renzi era uscire dalla Austerity impostaci dall’Europa; potremmo stare qui a ricordare le mirabolanti avventure in tutto il mondo (da Obama alla Merkel) di questo ometto, che sventolava il Jobs Act, ricolmo di ottime idee come nuovi ammortizzatori sociali e un radicale cambiamento nel sistema di contratti e salari….ma perché perdere tempo? Questo a quanto pare è il pensiero che è nato anche in parlamento dove la riforma del lavoro si è arenata in favore dell’importantissima rivisitazione costituzionale, che di pane in tavola non ne porta molto, ma certamente permetterà a Renzi e alla sua banda di godersi le vacanze in tranquillità e serenità.

Passiamo alle cose forti, per chi ha lo stomaco di ferro e la mente ottenebrata. “Pagheremo tutti i debiti della PA” assicurando che l’ammontare sarà “molto inferiore ai 60 miliardi di euro”. Risale al 31 marzo, e la scadenza che si era prefissato era settembre; non si sa di quale anno, forse stanno pensando di pagarli nel passato, in un settembre degli anni 50 quando non era ancora un problema. Ovviamente queste sono parole al vento, nei mesi seguenti la cifra ha subito altalenanti variazioni, le promesse sono state mitigate e purtroppo ancora una volta i dati di cui disponiamo sono incoerenti, da una parte i creditori affermano di non aver visto un soldo bucato, con poco più dell1% che si ritiene soddisfatto; dall’altra parte il governo, tramite il ragioniere dello stato Daniele franco, sparacchia numeri e date: “Nei prossimi mesi – ci assicura – ci sarà un aumento significativo dell’entità pagata”. Continua ricordando che “per quest’anno tutti i decreti per smobilizzare le risorse o sono stati fatti o sono vicinissimi alla conclusione”. Son sempre i soliti, furbacchioni irresistibili.

Infine ci sono le vere, pressanti, problematiche del nostro paese, ovvero la corruzione, la giustizia e la frode fiscale. Il Matteo e ha parlato quando ancora poteva, con timidi accenni; il 24 febbraio a proposito della giustizia assicurava per giugno “un pacchetto organico di revisione della giustizia”. Arrivano a giugno 12 punti da discutere, poi silenzio, perché non porta tanti voti.
Sulla corruzione e sulla frode fiscale il premier ha dato un segnale forte alleandosi con il massimo corruttore e recentemente manifesto frodatore fiscale Silvio Berlusconi; se non lo conoscete si dice che bazzichi Arcore e una casa di riposo dove, nonostante la veneranda età, aiuta gli anziani in cambio dei sorrisi e della possibilità di non finire in gabbio.

Vorrei concludere che è solo un caso che pinocchio sia nato a Firenze; il clima che si respira in questo paese è quello di un popolo spezzato e credulone, che piuttosto che combattere per la propria libertà si affida a parolai di professione; che non guarda al futuro, lo teme e rimpiange un passato dove i problemi esistevano in eguale somma, ma la coscienza era molto più ridotta e il “panem et circenses” che i governi potevano offrirci erano molto più succulenti.

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

One Comment

  1. tok says:

    La cosa che più mi da fastidio è che si è dato la carica di presidente del consiglio senza che nessuno lo abbia votato per quel posto. Ma noi siamo bravi e continuiamo ad essere felici perché c è lui, il nostro grande Silvio Renzi ……
    Gli italiani non cambieranno mai, spero che almeno i veneti lo facciano.
    WSM

Leave a Comment