Un ponte per lo Stadio di Roma SI, un ponte per Lomellina e Oltrepò NO. Nord periferia dell’Impero

pontebeccadi ROBERTO PISANI – La vicenda nuovo stadio per la squadra di calcio della capitale pare stia arrivando ad una conclusione che accontenta tutti, la giunta M5S, il governo nazionale del PD e la società, privata, di proprietà americana.

E come si sarebbe risolta? Finanziando con soldi pubblici la costruzione del ponte di collegamento denominato “ponte di Traiano” che garantirebbe il collegamento con la nuova struttura di Tor Di Valle. Tale finanziamento sarebbe stato confermato in sede di conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato tutte le quattro istituzioni che hanno competenza sul progetto. A rappresentare il governo il ministro dello sport Luca Lotti che avrebbe garantito l’investimento da parte dell’esecutivo per alcune decine di milioni, con l’avvallo del collega con delega alle infrastrutture Graziano Delrio.

Ma come? Lo stato finanzia un’opera privata che, senza questo indispensabile ponte, non otterebbe mai il benestare della conferenza dei servizi? E perché? Forse perché il partito di maggioranza al governo dello stato italico nella capitale è ormai relegato al terzo posto dai sondaggi? E si sa quanto il calcio conta specie in alcune città.

Ma scusate: è lo stesso Delrio già ministro per gli Affari Regionali e alle Autonomie? Lo stesso Delrio presidente dell’Anci, da Sindaco di Reggio Emila, che avrebbe dovuto lottare per gli Enti locali? Lo stesso Delrio che ha proposto e fatto approvare la riforma delle provincie che di fatto ha tolto l’autonomia politica ed amministrative alle stesse? Quella riforma che, monca dai risultati dei due referendum, quello costituzionale e quello autonomista in Lombardia e in Veneto, l’unico risultato che ha ottenuto è quello di togliere i denari alle provincie stesse lasciandone però le competenze?

Mi sa che è proprio lui.

Orbene noi in provincia di Pavia abbiamo un grosso problema, ossia i ponti di collegamento tra le zone a nord, Lomellina e Pavese, e quelle a sud del Po ossia l’Oltrepò Pavese.

La situazione è a dir poco drammatica: questo territorio sta pagando un prezzo altissimo in termini economici e turistici. Il caso più ecclatante è costituito dal Ponte della Becca. Questa vecchia struttura in ferro ultracentenaria dimostra tutti i suoi anni e tutto il lavoro svolto. Si meriterebbe la sacrosanta pensione, riforma Fornero permettendo. Sta aspettando fiducioso che un nuovo e baldanzoso giovane prenda il suo posto ma la cronica mancanza di fondi non lo permette. Almeno così ci dicono. Servirebbero 70/80 milioni di euro ma proprio in questi giorni il governo centrale ha bocciato l’emendamento che chiedeva che questi fondi fossero inseriti nella legge di stabilità. Risposta: picche.

Però i soldi per fare l’ennesimo piacere al mondo calcio ci sono, sia pure per un’opera privata.

Potere del pallone (e dei voti).

KODAK Digital Still Camera

Roberto Pisani
segretario politico
Identità Oltrepò

 

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