UN PIANO PER LO SVILUPPO CHE NON SVILUPPA

di GIG REBELLIS

Nessuno tra la comune gente si prenderà mai la briga di leggere quelle lunghe pappardelle fatte di numeri, articoli, commi e variazioni di leggi, che i più dotti chiamano decreti leggi. La camera dei deputati italica ha approvato il decreto del governo Monti, ovviamente con i voti dei finti comunisti e dei democristiani arrivisti, adeguatamente mascherati. In futuro negheranno il loro coinvolgimento nella triste caduta recessiva di questo Stato. Avrei sinceramente fatto a meno di prendermi la briga di leggere tutto quell’insieme di numeri e leggi che variano a volte solo di una parola, questo fa capire la furbizia di costoro che vengono chiamati dottori, utili solo a far girare la testa ai comuni mortali per poi abbindolarli e portarli al macero. Si, perché è questo il loro intento. In un certo senso potrei anche ringraziarli perché dalle ceneri della repubblica italica i popoli padani si riprenderanno la loro indipendenza. Al fronte di questo mi duole però rendere noto quel che consistono i nuovi decreti approvati. Noti, forse, sono solo le riforme che toccano gli esercizi farmaceutici e dei trasporti pubblici, ma ve ne sono altre che potrebbero essere davvero troppo da sopportare. Dopo aver letto i primi articoli, che spesso sono utilizzati per dissuadere psicologicamente il lettore a continuare, mi imbatto in quello che più a fatto discutere.

L’articolo 13, quello che tratta dell’infamia più nota di questo governo, l’imposta municipale propria (IMU o IMUP). Di tutte le righe dell’articolo mi rimangono impresse queste : “… è anticipata, in via sperimentale, a decorrere dall’anno 2012…” Il dubbio è spontaneo e legittimo : viene anticipata quindi era già prevista più avanti ed è sperimentale. Questo sarà utile da ricordare nel 2014 che essendo sperimentale, come tante proposte passate, si potrà definitivamente archiviare. Non è difficile se pensiamo che sperimentazioni come sulle ricette farmaceutiche, per evitare brogli, sono state accantonate. Ma la repubblica italica è nota per le sperimentazioni che danno i loro frutti ma non rendono, o danno fastidio, ai poteri forti; extrapoliticamente mi verrebbe da menzionare l’assegnazione degli arbitri di calcio nella stagione 1984/85. L’articolo 15 riguarda un altro argomento scottante, quello dei carburanti. Sorrido mentre leggo che viene ancora menzionata la benzina col piombo, definitivamente messa fuori commercio nel 2002. Anche qui però devo riscontrare numeri che tendono ad ingannare i più, sostanzialmente su un litro di benzina 0,704 è il contributo statale. Il tutto rende facile il calcolo : se il distributore eroga ad 1,80 euro senza accise sarebbe 1,10 euro.

Un conto grossolano e pressappochista che vuole solo aiutare a farvi incazzare. Nell’articolo 16 Monti sfodera la sua ira proletaria, per la gioia del pd, tassando i mezzi di lusso. Lo yacht lungo meno di 12 metri pagherà per il parcheggio annuale circa 2000 euro. Peccato che per acquistarlo ci vogliono circa 450 mila euro. All’ombra di certe cifre, quella tassa, non è una grossa preoccupazione. Imposta, questa, incompleta e , a parer mio, improvvisata alla veloce, quasi si volesse far contento qualcuno. L’articolo 17 rappresenta un ulteriore schiaffo morale che gli imprenditori del nord devono subire. Si prevede che le imprese dovranno pagare il canone rai con tariffa speciale. D’altronde la legge sul canone, del dopo guerra, prevedeva qualsiasi apparecchio predisposto alla ricezione del segnale televisivo, ora siamo nell’era del computer. L’articolo 18 prevede l’aumento dell’iva di 2 punti fino al 2014 dopodiché ancora di 0,5. L’articolo 24 parla tristemente delle pensioni e salta all’occhio questo : “… a garantire il rispetto, degli impegni internazionali e con l’Unione europea... adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni della speranza di vita…” In pratica era meglio evitare che i nonni raggiungessero i 100 anni. Il susseguirsi delirante di articoli, che tendono soltanto a racimolare denaro ovunque, compreso con le vecchie lire ancora in circolazione che “si prescrivono a favore dell’erario”, lo vorrei risparmiare ma le incongruenze morali sono davvero eccessive.

L’articolo 28 parla di ulteriori riduzioni di spesa, ma solo per lo stato centrale, e nell’articolo 30 si incrementa di ulteriori 57 milioni la protezione civile che, seppur necessaria, mi sembra eccessiva la cifra; si dà 1 milione e 300 mila scarsi per la diffusione delle conoscenze scientifiche, ed infine la beffa, 700 mila euro per la tutela e la valorizzazione della lingua italica. Il ministero per i beni culturali viene autorizzato ad assumere personale, anche dirigenziale.

D’altronde ci manca il direttore responsabile del corridoio sud di Pompei. Sperando di essere ormai giunto alla fine di tutte queste nefandezze, rilassavo gli occhi per poi sbarrarli nuovamente sulla clausola di finalizzazione dove chiaramente, in due righe, si dichiara che se vi sono entrate maggiori al dovuto se le intascano loro sempre con la scusa dei patti europei. Tutto questo alla faccia di un piano che è tutt’altro tranne di sviluppo.

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One Comment

  1. Trasea Peto says:

    Secondo me la Protezione Civile non serve…o non ho capito ancora a cosa serva.
    Durante l’alluvione veneta del 2010 nel mio inutile paesello(che ha una grande e nuova sede della Protezione Civile), se non era per “N***n materiali edili” che ha fornito e distribuito la sabbia per arginare i fiumi, e per la gente comune che con i propri attrezzi dava una mano per fermare l’acqua, anche casa mia sarebbe stata allagata. La Protezione Civile e i suoi numerosi dipendenti cosa faceva? Guardava, chiacchierava, fumava, scorrazzava per le strade con le nuovissime jeep, ma non ho mai visto uno con il badile in mano…
    I Pompieri sono molto utili perché nel momento del bisogno ci sono, la Croce Rossa è utile, ma la Protezione Civile mi pare un Ente per creare nuovi inutili posti di lavoro pubblico.

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