Un piano B per il Nord

prima-norddi MARIO DI MAIO – l’esperienza ci dimostra quotidianamente che le popolazioni europee, con eccezioni trascurabili sono contrarissime alla cancellazione delle proprie identità, culture e tradizioni operata dall’ U.E. in vista della creazione della deprecata societa’ multietnica da costruire nel nome del ” politicamente ed economicamente corretto”. E alla fine si dovra’ provvedere con opportune modifiche ai trattati da Maastricht in poi.

Piaccia o no, mutatis mutandis, Salvini sta operando analogamente riguardo l’elettorato storico dellaLega: manda in soffitta l’indipendentismo, allarga l’azione politica all’Italia intera e, sposando il sovranismo e il centralismo spera di “padanizzare” il Paese, dove si propone di “esportare” il federalismo.
Salvino con l’ OK “sofferto” del Consiglio Federale  ha anche modificato la bandiera, cancellando la parola Nord.
Nel frattempo, il “laboratorio politico” siciliano dove l’unico candidato leghista eletto ha dovuto dimettersi immediatamente, ha evidenziato l’esistenza di difficoltà forse precedentemente non prevedibili.
Ma sopratTutto ha evidenziato la necessità di elaborare urgentemente un ” piano B” per la Padania, da far subentrare a una certa data nel caso che il progetto relativo al centro sud si dimostrasse di attuazione eccessivamente problematica.
In pratica non si può’ mettere a rischio il patrimonio politico di idee e provvedimenti accumulato in 30 anni di massiccia militanza.
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3 Comments

  1. giancarlo says:

    Lo scenario sui politici ed i partiti italiani è desolante.
    Il nulla avanza senza ritegno alcuno e tutti si affannano a promettere mari e monti prima del voto di Marzo.
    Si capisce da questa cultura del promettere per poi non mantenere mai che siamo difronte ad un vuoto mentale pauroso ed assoluto di tutti i partiti e dei politici che li rappresentano e vederli affannarsi a correre dietro a questa o quella promessa elettorale è sconcertante se non vergognoso.
    Dove sono le strategie a medio e lungo termine per il paese ?
    A cosa servono i primi 100 giorni di legislatura se non a dare fumo negli occhi ai cittadini ?
    Dov’è la vera politica, quella che decide provvedimenti strutturali e vincolanti per contenere prima e risolvere poi tutte le problematiche di questo disgraziato paese ??
    Forse qualcuno a visto passare qualche statista per la strada ?
    La verità è che di statisti in italia non ne esiste manco l’ombra, ma vediamo una miriade di persone dedite ad accaparrarsi un posto al sole con relativo assegno mensile alla camera o al senato.
    Questa è la dura realtà che ci circonda.
    Circa l’ex LEGA NORD cosa dire?! Salvini sembrava l’uomo che avrebbe potuto rappresentare bene le istanze del Nord ma abbiamo visto come è andata a finire. Lui stesso naviga a vista e si accomoda a seconda del vento che tira da una parte o dall’altra mentre i votanti hanno riacquistato la memoria un tempo perduta e prima di apporre la propria croce su un simbolo o su un nome ci ragionerà molto ma molto bene e molto ma molto di più che in passato. Sono finiti i tempi in cui bastava parlare bene e razzolare poi male. Oggi ottiene il voto chi è stato il più coerente nel passato e chi oggi promette poco o niente, ma svela o fa intravedere le idee per portare fuori dalle secche il paese.
    Cosa difficilissima ma possibile.
    Purtroppo la soluzione è coraggiosa e talmente imprevedibile che non sarà considerata da nessuno.
    L’ho più volte espressa e non mi ripeterò ma sarò brevissimo.
    In tempi diversi si dovrà “liberare” alcune regioni del Nord dal giogo fiscale italiano lasciando piena libertà di gestirle ai relativi governatori i quali saranno investiti delle piene responsabilità del caso.
    In max 2-3 anni il PIL regionale schizzerebbe al cielo e con esso le entrate tributarie semplificate e ridotte con l’aiuto del residuo fiscale di ogni regione del Nord. Mi fermo qui.
    Questo sarebbe il vero piano B per il Nord e chiunque lo portasse avanti con tutta la convinzione e la forza necessaria, come oggi ha in mano ZAIA per il VENETO, passerebbe alla storia come l’uomo o gli uomini che salvarono l’iitalia dal disastro e nello stesso tempo portarono benessere e felicità alle proprie regioni.
    Oggi i musi lunghi, la serietà o talvolta la disperazione abbondano nell’italica penisola.
    Qualcuno pensa o no di dare una svolta definitiva a questo paese ormai sull’orlo del DEFAULT avendo come unico scopo quello del bene comune, dell’etica morale, della politica vera e seria e riportarlo ,anche nel contesto internazionale, ad un ruolo confacente alle proprie capacità ed aspettative?!!!!!
    Va tutto bene, i musei incassano milioni di euro, l’istat ci regala segni + a gò gò , i professionisti della politica si aggregano, si dividono ne fanno di cotte e di crude, ma tutto va bene ed allora di cosa mi sto preoccupando, forse sono diventato paranoico o forse vedo oltre il mio naso !?
    Dite la vostra che io ho detto la mia !
    WSM

  2. RAFFAELE says:

    Diceva Bossi in tempi non sospetti questo paese è irriformabile. La lega nel 1995 ,ha tentato la via nszionale risultati pari a zero
    La lega è nata per il nord e nonostante tutto cosi è stata ed è percepita al centro sud dove non sfondera mai. Il piano b feve essere pensato subito con un solo nome MACROREGIONE PADANA i referendum di ottobre hanno tracciato la vis ,

  3. sergio bianchini says:

    ma la riflessione sui 30 anni è insufficiente e la schizofrenia tra indipendentismo e autonomia rimane tutta.

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