Un patto tra Catalogna, Padania, Baviera, Fiandre, Alto Adige, Valle d’Aosta, Sicilia, Sardegna, Corsica, Irlanda del Nord, Scozia

FEDERALISMOdi MARCELLO RICCI – Volenti o nolenti si deve dar atto all’Inghilterra di svolgere un ruolo primario  per il destino d’Europa.          

La Brexit ha molte sfaccettature del  Califfato. L’impropria pretesa degli Usa di governare il mondo ha relegato i singoli paesi europei a ruoli ancillari e  la Russia , prima di Putin, è stata vista come paese nemico e di parte .  L’attuale momento è favorevole per un riequilibrio del peso degli stati. L’ascesa di Donald Trump, probabilmente vincitore, porterà gli USA ha concentrarsi sui non lievi problemi interni e Putin potrà assumere il ruolo che gli compete.                                

I “27” sono a un bivio, o federarsi per parlare con una sola voce, o continuare  a pesare modestamente come singoli, spesso l’un contro l’altro armati.                                                                                                                

La logica, la storia, i tempi impongono la nascita di una Confederazione di Sati Europei. E’ un’esigenza imposta dai tempi e fino ad ieri ostacolata e impedita da Londra che non accettava alcuna perdita di sovranità. Chi guiderà il progetto confederativo?   Potrebbero essere importanti regioni europee a spingere in questa direzione . Al momento se ne contano varie: Catalogna, Padania, Baviera, Fiandre, Alto Adige, Valle d’Aosta, Sicilia, Sardegna, Corsica, Irlanda del Nord, Scozia. 

Queste potranno unirsi con soddisfazione  mediante  il bilanciamento del federalismo  in una casa continentale comune, ognuno con le proprie autonomie. Il Veneto ha chiesto il referendum sul tema, altre regioni lo faranno e questo segnerà l’incipit di un processo disgregativo e ricostruttivo nel medesimo tempo. Restano di ostacolo la “grandeur” francese e le teutonica prepotenza. Si auspica che politici illuminati dentro quei confini avvertano l’inderogabile necessità di fare un passo di lato per non morire di orgogliosa prepotenza o di inutile vanagloria.  Non l’Europa degli Stati, ma l’Europa dei Popoli che sono molti di più di 27. Gli aggiustamenti delle varie economie saranno possibili adottando diverse velocità, che in tempi più o meno brevi si uniformeranno.

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4 Comments

  1. mario says:

    abito ad Innichen, quella chegli italioti chiamano san candido, il solo uso della parola Alto Adige non Südtirol qualifica il livello el’articolo.

  2. Giorgio Milanta says:

    Alto Adige?
    Oneto si rivolterà …

  3. Fil de fer says:

    Il Veneto andrà da solo verso l’indipendenza.
    Questo è poco ma sicuro.
    Abbiamo la consapevolezza e la forza anche economica per poterlo fare.
    Inoltre siamo al centro delle vie della seta e ciò costituirà un volano eccezionale anche per far decollare definitivamente l’economia veneta.
    Tutto è in movimento anche grazie alla BREXIT e altri paesi chiederanno l’uscita a breve.
    WSM SEMPRE

    • Marco (*) says:

      Il Veneto non andrà verso nessuna indipendenza, anzi, sarà sempre più sfruttato e bastonato dallo stato centrale. C’è poco da fare, qua da noi non c’è l’humus indipendentista, l’indipendenza non è la priorità per i Veneti che si considerano tutti italiani, e, a riprova di questo, nella zona dove abito io vedo solo esposte bandiere italiane.

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