Un olocausto dietro l’altro. Accanto a quello ebreo, ricordiamo tutti i popoli uccisi in silenzio

auschwitz

di RODOLFO PIVA –  Dal 2005, anno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite stabilì, con la risoluzione 60/7, la ricorrenza internazionale del Giorno della Memoria, ogni 27 gennaio si ricorda la fine dell’Olocausto del popolo ebreo quando le truppe sovietiche varcarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz.

E’ storia nota a tutti la persecuzione del popolo ebreo, da parte del regime nazista, che determinò l’uccisione di circa 6 milioni di ebrei europei rastrellati nei paesi occupati dalla Germania Nazista e soppressi in diversi campi di concentramento insieme ad altre minoranze etniche. E’ anche cosa nota che il Regime Fascista Italiano promulgò, nel 1939, le “Leggi razziali” (Legge nº 1024 del 13 luglio 1939-XVII (Gazzetta uffciale del 27 luglio 1939)) e collaborò negli anni a seguire al rastrellamento e deportazione degli ebrei italiani nei campi di concentramento tedeschi. Non risulta che il popolo italiano sia insorto per opporsi alle leggi razziali.

Il Giorno della Memoria sembrerebbe confinare in un periodo temporale ristretto (1939-1945) quello che è stato lo sport più praticato da tutto il genere umano  dagli albori della sua storia: “il massacro ed il genocidio” arrivando perfino a distinguere, nella pratica del ricordo i genocidi di serie A da quelli di serie B spesso definiti solo come “massacri” perché non hanno, secondo alcuni “studiosi” dal cervello un po’ aberrato, tutte le caratteristiche per essere definiti genocidi.

Lo sviluppo delle tre religioni monoteiste è stato accompagnato da massacri inenarrabili: la Bibbia è ricca, si fa per dire, di massacri compiuti dal popolo ebreo verso altre popolazioni, l’Islam, attraverso gli insegnamenti di intolleranza e violenza del Corano, ha insanguinato per secoli l’Europa e continua tutt’ora e la Chiesa Cattolica ha fatto la sua parte nelle guerre di religione contro coloro che erano definiti eretici con il solo torto di voler vivere la cristianità in modo diverso dai canoni della chiesa di Roma, a ciò aggiungiamo il supporto dato ai Conquistadores spagnoli nello sterminio delle popolazioni autoctone del sudamerica.

Nelle celebrazioni pubbliche della Giornata della Memoria si ricorda sempre la tragedia degli ebrei con l’enunciazione della speranza che ciò non debba più accadere. Purtroppo sono parole al vento perché la realtà è ben diversa; infatti ci si aspetterebbe che, al solo delinearsi di un possibile scenario di massacro, la comunità internazionale intervenga con forza e risolutezza per impedirlo.

Un esempio tra i tanti disponibili attualmente: nel 2014, in Siria, l’ISIS, l’organizzazione criminale islamica, ha iniziato la persecuzione degli yazidi, un popolo che segue una antica religione sincretica basata sia sull’Islam che sul Cristianesimo. Circa 735000 Yazidi sono stati costretti a fuggire dai loro villaggi, almeno 5500 sono stati uccisi ed almeno 6500 sono stati rapiti e ridotti in schiavitù.

Un massiccio intervento militare, organizzato dalla comunità internazionale, in difesa ed a tutela di questo popolo non è avvenuto e solo recentemente il Consiglio di Sicurezza dell’ONU  ha approvato una risoluzione con la quale si crea un gruppo di investigazione relativo ai crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio commessi dai bastardi islamici dell’ISIS.

E poi si continua a celebrare il Giorno della Memoria………

Forse è giunto il momento di smettere commemorazioni condotte da ipocriti ciarlatani della politica, della carta stampata, della TV , della religione ed impegnarsi in modo serio e concreto affinchè questo male profondo che affligge il genere umano, dalle sue origini, venga curato con efficacia.

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, rivolgiamo quindi il nostro ricordo a tutte le vittime di massacri, pulizie etniche, etnocidi e genocidi.

Nel seguito un elenco incompleto di questi misfatti.

genocidio

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3 Comments

  1. Gianluca P. says:

    Grazie Rodolfo, ogni tanto schiarirsi le idee fissando nella memoria i numeri, serve. Ricordiamoli tutti. TUTTI.

  2. caterina says:

    ogni pretesto è buono per chi mira a far fuori che gli sta sulle scatole… e non è solo la brama di potere a spingere verso genocidi… può essere la necessità di dimostrare all’interno la propria forza, o il desiderio di rubare le ricchezze, o al limite l’antipatia per la propria origine che si vuol nascondere, cioè una malattia psichiatrica come sembra sia stato per Hitler che non conobbe il padre nasce da madre ebrea

  3. luigi bandiera says:

    E per non parlare di quello fatto in modo scientifico e psicologico sui POPOLI della PENISOLA italica.
    Ricordo che l’arma della psicologia non uccide per qui la passa sempre liscia, ma annienta i POPOLI..!
    Se ci fosse stata la persecuzione fisica ci saremmo RIBELLATI. Invece, subiamo in silenzio. Anzi. Siamo stockolmone (da sindrome di Stockolma).
    Aggiungerei le date dette anche guerre d’indipendenza e del risorgimento.

    Piu’ mone di cosi’… intitolare vie e piazze ai criminali e di guerra e di pace o propri carnefici..?

    I piu’ grandi criminali passano per eroi..!!!
    Ce ne vuole ne’..?

    Bacio le mani…

    PS:
    meglio l’analfabetismo che la sottokultura.

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