Un Obama appannato cerca sponde in Europa

di REDAZIONE

Barack Obama vola in Europa con un chiaro obiettivo: ridare smalto ad una leadership un po’ appannata dai vari scandali che – seppur indirettamente – lo hanno coinvolto nelle ultime settimane. Da quello sul fisco al ‘Datagate’, passando per il caso Bengasi. Il G8 in Irlanda del Nord e soprattutto la visita ufficiale a Berlino (dove 50 anni dopo JFK parlera’ ai tedeschi alla Porta di Brandeburgo) per il presidente americano sono un’ enorme opportunita’ per lasciarsi alle spalle un momento decisamente ‘no’. E per rafforzare il suo ruolo in un contesto internazionale ancora alle prese con la crisi economica e scosso dalla guerra civile in Siria, che rischia di accendere l’intera regione mediorientale.

Sui due temi piu’ scottanti sul tavolo del summit, il messaggio di Obama cerchera’ insomma di riportare gli Usa al centro della scena e delle decisioni. Sul fronte della ripresa economica – dove l’Europa resta l’anello debole – il presidente americano ribadira’ con forza che il modello da seguire e’ proprio quello ‘made in Usa’: basta con una cieca austerity, che rischia di travolgere tutto e tutti, e spazio a misure che garantiscano il rilancio della crescita e dell’occupazione. Obama punta molto sugli equilibri tra i leader europei che appaiono cambiati rispetto ai precedenti summit, con l’asse per la crescita e l’occupazione – guidato dall’Italia e dalla Francia – visibilmente rafforzato. E con la Germania che sembra aver ammorbidito in parte la sua linea del risanamento dei conti a tutti i costi. Capitolo Siria. L’obiettivo del presidente americano – che ha gia’ avuto uno scambio in videoconferenza con Letta, Hollande, Merkel e Cameron – e’ quello di frenare gli ardori interventisti, soprattutto della Francia. ”Gia’ in passato ci siamo affrettati a fare la guerra in quella regione. Ma stavolta nessuna fretta”, ha ribadito nelle ultime ore il capo dello staff della Casa Bianca, Denis McDonough.

Obama sa che quello della Siria e’ un terreno molto delicato in cui si gioca gran parte della sua credibilita’ internazionale, pressato tra chi lo accusa di immobilismo e chi invece lo mette in guarda dai rischi di un intervento. L’Air Force One atterrera’ a Belfast lunedi’. Il presidente sara’ accompagnato nella sua missione nel Vecchio Continente dall’intera famiglia. E la First Lady, insieme alle figlie Malia e Sasha, si rechera’ in visita anche a Dublino. Per Michelle Obama la tre giorni europea sara’ l’occasione per riscattarsi a sua volta da un momento ‘no’: da alcune cadute di stile o – come dicono alcuni osservatori – da vere e proprie ‘figuracce’. Come quella di non essersi presentata al vertice californiano tra il marito e il leader cinese Xi Jinping, di fatto snobbando la First Lady di Pechino e provocando l’irritazione dei cinesi.

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One Comment

  1. Albert Nextein says:

    Questo parla di libertà, ma non sa di che cosa parla.
    Gli americani nell’eleggerlo si sono dichiarati degli autolesionisti.
    E questo vale per ogni elezione presidenziale dal 1912 ad oggi.
    L’america della libertà non esiste più da molto tempo.
    In particolare da quando è stata introdotta la tassa sui redditi.

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