Un leader per l’Europa? Serve un altro Churchill

churchilldi MARCELLO CAROTI – È il 27 novembre del 1095, siamo al Concilio di Clermont nella Francia centrale, Papa Urbano II sta per pronunciare un discorso che cambierà il corso della storia. Aveva da poco ricevuto un appello di soccorso da Alessio I imperatore d’Oriente. I Turchi Selgiuchidi, una serie di tribù provenienti dall’Asia centrale da poco convertite all’Islam, avevano strappato Gerusalemme agli arabi e avendo distrutto l’esercito bizantino minacciavano la stessa capitale Costantinopoli.
La situazione era talmente drammatica che Alessio si era dovuto umiliare chiedendo aiuto al suo nemico, il Papa. Pochi anni prima si era consumata la contesa tra cattolico-romani e greco-ortodossi con lo scisma d’Oriente e le due comunità erano profondamente divise.
Sono venuti a migliaia sulla piana di Chantoin, gente di tutte le estrazioni, per ascoltare il Papa, alcuni cronisti hanno registrato l’evento:
«… dopo aver denunciato le violenze e i delitti che venivano giornalmente commessi contro il suo gregge dai cattivi cristiani, esorta i buoni a porvi rimedio», quindi prosegue: «… c’è ancora un lavoro importante per voi. I vostri fratelli che vivono all’Est, hanno un bisogno urgente del vostro aiuto. Come sapete, i turchi e gli arabi li hanno attaccati e hanno conquistato la terra di Romania fino alle sponde del Mediterraneo. È per questo motivo che io, o meglio il Signore, vi imploriamo di farvi messaggeri di Cristo e di spargere la voce e persuadere gente di qualunque rango, soldati o cavalieri, ricchi o poveri, di correre immediatamente in aiuto dei nostri amici. Ma ancor più, è Cristo che lo comanda! … Coloro che moriranno lungo la strada o saranno uccisi in battaglia dai pagani, otterranno la remissione dei peccati… Coloro che intendono andare si affrettino, che diano in affitto le loro terre e raccolgano il danaro per le loro
spese; appena passa l’inverno e arriva la primavera, si mettano in viaggio e sia Dio la loro guida».

 

Aveva appena pronunciato queste parole che la folla eccitata inizia a gridare «Dio lo vuole! Dio lo vuole!». Appena il venerabile Pontefice udì questo, alzò gli occhi al cielo, ringraziò il Signore e con la mano levata comandò il silenzio. «Amati fratelli, oggi è manifesto in voi
quello che dice il Signore… se Dio non fosse presente nelle vostre anime, voi tutti non avreste levato lo stesso grido… Che sia questo il vostro grido di battaglia, perché questa parola vi è stata data dal Signore. Quando attaccate il nemico, sia questo il solo grido, Dio lo vuole! Dio lo vuole!». Nessuno avrebbe potuto prevedere cosa sarebbe successo. «Quindi, mentre i principi che si rendevano conto delle spese e dei servizi che sarebbero stati necessari facevano i loro preparativi lentamente e con prudenza, la gente comune, che aveva poche proprietà ma che era molto numerosa, si unì a un certo Pietro l’Eremita e lo obbedivano come se fosse un maestro » .

Il mondo cattolico è percorso da una frenesia inarrestabile che le autorità non riescono a controllare. Torme di “crociati”, per lo più gente comune, si ammassano sulle strade in marcia verso Costantinopoli guidate da capi popolo improvvisati, devastando le terre che attraversavano senza alcuna organizzazione né bellica, né logistica. Finiranno massacrati dai turchi.

Oggi viene spontanea una riflessione. Cosa era successo alla cristianità per scatenareuna reazione che sembra essere completamente opposta alla sua dottrina. Come fatto il Cristianesimo ad arrivare “guerra Sappiamo benissimo che mille anni il Cristianesimo era cominciato in ben «Ed ecco, uno di coloro ch’erano con trasse fuori la sua spada e percosse il del sommo sacerdote e gli spaccò Allora Gesù disse, «Riponi la spada perché tutti coloro che avranno la spada periranno per la spada. Pensi forse che io non potrei ora pregare il mio che mi manderebbe più di dodici d’angeli?». Quindi Gesù si offre al sacrificio.

Dobbiamo ora percorrere questi mille anni di storia del Cristianesimo per capire come sia potuto cambiare in un modo così radicale. Il Cristianesimo inizia con un pacifismo a oltranza. Un fenomeno mai riscontrato prima nella storia dell’umanità. L’Impero romano li perseguita senza successo. Più li uccide, più il sangue dei martiri genera nuovi cristiani. Mai i cristiani si ribellano o prendono le armi, finché l’imperatore Costantino dichiara il Cristianesimo religione di Stato. Una volta diventato forza di governo, il Cristianesimo deve fare i conti con la realtà e inizia un riesame del suo pacifismo cercando di trovare un compromesso. Per l’Impero fu la fine, indebolito dal Cristianesimo non riesce a resistere alle orde barbariche.

Non solo crolla l’Impero, la stessa civiltà greco-romana viene cancellata: le arti, la tecnologia, le strade, le flotte, i commerci, l’economia, la giustizia, tutto cancellato. L’Europa sprofonda nel Medioevo. Per il Cristianesimo non è un problema, ogni ondata di barbari porta distruzioni e persecuzioni e sempre il sangue dei martiri compie il miracolo: gli invasori si convertono e il Cristianesimo resta ai comandi.

 

Ma nel 630 nasce una nuova fede: l’Islam. Nasce nella guerra e nel sangue e il mondo conosce una nuova espressione: la guerra santa. Si scatena l’offensiva islamica che lancia i suoi fedeli fino ai Pirenei a Ovest e la valle dell’Indo a Est in appena un secolo. Un successo sbalorditivo. Anche in questo caso i cristiani non offrono molta resistenza. Inebetiti dal loro pacifismo e tormentati dalle loro eresie si lasceranno conquistare velocemente. Ora però, si verifica un fatto nuovo. I cristiani vengono come al solito perseguitati, ma questo non provoca la conversione degli invasori. Il sangue dei martiri non funziona! Non solo, ora sono i cristiani che si convertono! Tutti questi avvenimenti provocano un’evoluzione del pensiero cattolico (i grecoortodossi non compiranno questa evoluzione) dal pacifismo a oltranza dei primi cristiani all’idea di guerra giusta.

I pensatori cattolici elaborano varie teorie al fine di dare una definizione della guerra che possa giustificare l’uso della forza. Nell’850 i mussulmani attaccano Roma e mettono a sacco il Vaticano che si trova fuori dalle mura romane ed è indifeso perché è inammissibile
per l’etica cristiana fortificare i luoghi santi. Papa Leone cambia idea e cinge il Vaticano di mura possenti. Il pacifismo cristiano stava scendendo a compromessi con la realtà. Con l’anno mille si chiude finalmente il ciclo delle invasioni barbariche con l’ennesima vittoria del Cristianesimo. I Vichinghi, dopo aver messo a ferro e fuoco l’Europa per due secoli, si convertono, diventano brave pecorelle cattoliche e cessano le incursioni. I cattolici possono finalmente tirare il fiato e guardarsi intorno.

La situazione è a dir poco difficile. Da Est l’ondata migratoria dei turchi islamizzati mette in pericolo la sopravvivenza dell’Impero d’Oriente ed è già stato sperimentato che con i turchi il sangue dei martiri non funziona. A Sud il Mediterraneo è diventato una frontiera insanguinata. È vero che gli arabi sono stati fermati in Spagna, ma tutte le coste del Mediterraneo sono costantemente tormentate da attacchi musulmani che seminano distruzione e morte e hanno fatto diventare invivibili le terre che erano state la culla della civiltà greco-romana. Anche con loro il sangue dei martiri non funziona. Era chiaro che questa volta il pacifismo o comunque la semplice resistenza avrebbero portato all’annientamento.

I pensatori cattolici non si scoraggiano e proseguono a elaborare il concetto di guerra giusta (una guerra difensiva) fino a copiare
il concetto di guerra santa dai musulmani. La guerra santa è una guerra offensiva di conquista. Un’anima semplice si sarebbe giustificata
col normale istinto di sopravvivenza ma i cristiani non sono anime semplici e devono trovare nella “dottrina” una giustificazione per tutto quello che fanno. Con la predicazione della Crociata la Chiesa scatena l’aggressività degli europei con obiettivo la liberazione del Santo Sepolcro.

Era un’impresa assurda, impossibile, ma soprattutto inutile. L’Europa cattolica era attaccata da saraceni provenienti dai porti del Nord Africa, mentre Costantinopoli era minacciata dalle tribù turche che migravano dall’Asia centrale. La liberazione del Santo Sepolcro non avrebbe portato alcun sollievo. Per ben due secoli, tale è la forza della fede, l’Europa feudale si dissangua sia fisicamente che finanziariamente prima di rinunciare all’impresa. I cristiani dedicheranno il meglio delle loro forze a combattersi tra di loro, cattolici contro ortodossi, francesi contro inglesi, tedeschi contro italiani, tutti contro tutti. Come se non bastasse, la stessa idea di crociata sarà rivolta contro altri cristiani. Alla fine resterà un’Europa sconfitta, dissanguata, umiliata, in guerra con se stessa e più vulnerabile di prima. L’Impero Bizantino prostrato, impotente di fronte  all’avanzata dei turchi, unico suo baluardo le pietre delle mura di Costantinopoli.

Ma la psiche dei cristiani è cambiata. Ora è lacerata tra un pacifismo nichilista e distruttivo e un’aggressività irrazionale e paranoica. Due atteggiamenti che si esasperano a vicenda con un tormento senza fine e che produrranno nella storia un’infinità di comportamenti diversi. Gli ortodossi che non avevano seguito i cattolici nella loro evoluzione verso l’idea di crociata restano appiattiti sul loro pacifismo decadente. Di fatto tutti i Paesi ortodossi cadranno sotto la dominazione dell’Islam. Il Cattolicesimo, che aveva in qualche modo accettato la guerra, troverà al suo interno le risorse per resistere. La Chiesa, pur essendo monolitica nella sua dottrina, ha di fatto inglobato entrambi questi atteggiamenti sia attraverso la diversità dei suoi ordini religiosi, sia per mezzo di una mentalità elastica che le
consente di adattarsi per affrontare le difficoltà che si presentano in un certo momento storico.

Più sorprendente il Protestantesimo che produrrà nei secoli un’infinità di denominazioni che vanno da un pacifismo così radicale da non trovare alcun corrispettivo in nessun’altra civiltà (quaccheri, mennoniti, anabattisti) a un’aggressività così sistematica che lancerà le potenze europee a invadere tutti gli angoli della terra (anglicani, puritani, calvinisti). Raramente questi due atteggiamenti troveranno
una sintesi equilibrata; di fatto faranno sbandare le civiltà cristiane in un’altalena di comportamenti isterici o peggio.

Vorrei invitare il lettore a considerare la nostra storia recente e rivisitarla alla luce di questa teoria. Riconsideriamo l’ultima tragedia
vissuta dall’Europa, la Seconda Guerra mondiale e assegniamo un ruolo ai suoi protagonisti. Il pacifismo nichilista e distruttivo è stato interpretato dalla coppia Chamberlain/Daladier, mentre l’aggressività irrazionale e paranoica dalla coppia Hitler/Stalin. Evidentemente, in quella tragica circostanza, il Padreterno (chiunque esso sia) decise di concederci ancora un secolo di vita e ci ha fornito una sintesi equilibrata con la coppia Churchill/Roosvelt. Oggi, se volessimo affrontare il futuro interpretando il presente alla luce di questa teoria, dovremmo chiederci se il Padreterno voglia ancora aiutarci, e tutti coloro che hanno deciso che questa civiltà non debba ancora morire dovrebbero mettersi alla ricerca di un altro Churchill.

(da “Il Federalismo”, direttore responsabile Stefania Piazzo)

 

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